Il varco

Posted in tuttologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 23 novembre 2014 by Michele Nigro

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Il varco non è un luogo, è una condizione dell’anima, un resoconto interiore che non bada al tempo. Certi tasselli esistenziali restano inutilizzati per milioni di anni, poi come per incanto vanno al loro posto a formare immagini esistenti solo nella nostra fantasia. Attendere al varco non significa vendicarsi o compiere altri gesti inutili e plateali; si attende al varco con umanità, con serenità e compassione perché pur non essendo luogo fisico il passaggio attraverso di esso avviene de visu, incontrando l’altro (e sé stessi) su questioni sospese, tirando somme senza emettere sciocchi suoni di vittoria, senza utilizzare parole altisonanti, buone solo per discorsi ufficiali.

Colui che sa attendere al varco sa di dover preventivare un periodo, a volte lunghissimo, durante il quale tutto il mondo gli sarà contro, dandogli torto; in alcuni momenti perderà egli stesso la fiducia nella propria visuale, penserà di aver visto male, di essersi sbagliato. Starà quasi per inginocchiarsi dinanzi al presunto vincitore. Colui che sa attendere al varco non chiede consensi, non condivide le proprie impressioni, non cerca un “conforto da bar”, non si confronta in piazza urlando, per sentirsi leggero e compreso; un’attesa silenziosa e solitaria è la sua compagna, alleata discreta di una saggezza che vede in anticipo sui tempi, ma che sceglie di tacere.

Il varco è l’ordine delle cose reali che prende il sopravvento sulle previsioni; i fatti tanto attesi ripongono i tasselli del mosaico in un quadro di giustizia non macchiato da rancori. Il vero saggio non ha bisogno di conferme, bensì di ordine su cose che già conosce e che ha confermato dentro di sé molto tempo prima. Lascia fare agli altri, non partecipa alla preparazione del patibolo, non si espone; teorico dell’attesa, è un inguaribile visionario che conserva le energie per il varco e per quello che accadrà dopo averlo attraversato. Recita un noto aforisma di Osho: <<Sei stato un po’ troppo serio di recente, seriamente… è tempo di lasciar perdere! Fatti una bella risata e metti da parte i tuoi bei piani. Davvero non ne hai bisogno. Ciò che dovrà accadere accadrà e tu hai una scelta: andarci insieme o andarci contro.>> Chi sa attendere al varco non si lascia deviare dalla sicurezza effimera dell’oggi perché il suo sguardo è lungo, e quindi partecipa al sorriso, sostiene il gioco dei vincitori, protegge quella gioia senza ipocrisia perché anch’egli crede nelle piccole gioie quotidiane, nell’ottenimento hic et nunc. Ma sa anche che la natura umana è piena di sorprese e sa offrire dei coup de théâtre degni della migliore scuola di narrazione; e soprattutto sa che nessuno può sfuggire al non risolto. L’eleganza dell’exit strategy è l’ossessione di colui che attende al varco: non potrebbe perdonarsi una caduta di stile o una sovraesposizione. Sospende il giudizio in attesa di dati freschi, non si affida a “voci di corridoio” perché la sua è una seria ricerca della verità che non può basarsi sull’approssimazione.

L’attesa al varco è un’arte, non è per tutti: quelli che ricordano sempre tutto, che prendono appunti, che vegliano per non perdersi lo spettacolo della sconfitta del nemico, non possono diventare guardiani del varco; perché l’attesa al varco, paradossalmente, coincide con l’atto della dimenticanza. Chi crede realmente nella giustizia sa dimenticare: saranno i fatti a dare la sveglia ai dormienti, a ricordare all’immemore guardiano quello che aveva voluto dimenticare. Non occorrono promemoria da attaccare sulle pareti del rancore; sarà l’inconscio a fare l’orecchietta alla pagina del libro lasciato in sospeso. Sorprendente sarà la capacità nel rammentare trame e personaggi, descrizioni paesaggistiche e falsi epiloghi, solo apparentemente cancellati. Chi sa attendere al varco non utilizzerà il ritorno della verità per colpire l’altro, no. Sarà l’altro a colpirsi da solo, a porgersi l’altra guancia per schiaffeggiarsi, ad umiliarsi in pubblico senza che nessuno glielo abbia chiesto. Perché è questo il vero potere di chi sa attendere al varco.

Distant Worlds

Posted in tuttologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 22 novembre 2014 by Michele Nigro

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Mondi diversi, lontanissimi

eppure vicini si sfiorano, lembi casuali

in ognuno una lingua astrusa

barriera cortese contro

accidentali diluizioni.

Esperienze culturali,

vibrazioni opposte come voci

risalenti da folle di mercato.

Incontri comici, a volte

poi ritornano a reggere, paralleli

il proprio angolo di universo

credendosi centro, verità unica

in storie impermanenti.

Un cielo materno

punteggiato di ali

accoglie le invisibili rotte

di razze e destini astrali.

(omaggio terrestre ai Mondi lontanissimi di Franco Battiato)

PROGETTO ITALIA ARTE MUSEO MIIT – MIAMI per artisti

Posted in tuttologia with tags , , , , , , , , , , , on 21 novembre 2014 by Michele Nigro

bando in PDF: PROGETTO ITALIA ARTE MUSEO MIIT – MIAMI per artisti

PROGETTO ITALIA ARTE MUSEO MIIT - MIAMI per artisti 1

Born on the Fourth of July

Posted in tuttologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 21 novembre 2014 by Michele Nigro

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Potrai dire un giorno

d’aver creduto, sbagliando

sacrificato gli anni migliori

veduto passare l’amore

senza poterlo cucire sulla pelle

tradito da una fede inutile.

Potrai dirlo,

d’aver capito troppo tardi

quali cose valgono e quali

solo propaganda del nulla

al potere, malsana bandiera di patria a luglio.

Un cieco ideale uccise la vita vera

la sua ridicola essenza casalinga, non eroica

sul fronte della ragion di stato,

reduce da te stesso

trascini quel che resta dell’orgoglio

lungo strade impotenti di sguardi pietosi

sofferta sopravvivenza all’errore.

Generazione ingannata, fottuta

illusa delusa abbandonata

ricominci a vedere con occhi nuovi

prima ancora di camminare

su gambe vecchie

code inermi di sirene in congedo.

Potrai dire un giorno, moderno Francesco

di aver amato comunque e con più forza

aggrappato al ricordo ubriaco

di un’esistenza che non ritorna.

a Ron Kovic

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“Interstellar” vs “2001: A Space Odyssey”

Posted in tuttologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 19 novembre 2014 by Michele Nigro

bowman vs cooper

Postcards

Posted in tuttologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 16 novembre 2014 by Michele Nigro

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Da una scatola risalente a vite archiviate

dimenticata sulla cima del monte armadio

sorridenti saluti rettangolari dal mondo

giovanili e fiduciosi come speranze appena scartate

inondano l’epoca delle immediate parole elettriche.

Forse a quest’ora i colleghi scordati li ho già.

Niente più stormi in volo,

solo fugaci solitari sguardi dall’alto

su silenziosi porti in disuso.

(il verso in corsivo è tratto dal brano Colleghi trascurati di Paolo Conte)

Appointment

Posted in tuttologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 15 novembre 2014 by Michele Nigro

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Sul marmo nero e muschioso

lesionato dal tempo rassegnato

osservando la foto di un volto futuro

ti chiedo del suo bizzarro stomaco e dell’età

appuntamento con l’altra vita. Faccio rapidi calcoli,

conto gli anni che mi restano

seguo le cime dei cipressi

come punte di pennelli casuali

su tele di cielo.

Riemergo nella realtà ignorando il destino

dal mare dei possibili passati.

Anche alcuni animali

avvertono il passo inesorabile

della morte,

non per questo

innalzano sepolcri mentre sono vivi.

Umafeminità. Cento poet* per un’innovazione linguistico-etica

Posted in tuttologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 14 novembre 2014 by Michele Nigro

Sono lieto di annunciare a voi, Lettrici e Lettori del blog “Nigricante”, l’uscita del volume Umafeminità. Cento poet* per un’innovazione linguistico-etica (contenente anche la mia poesia intitolata “Acidità di cervello”) curato dalla scrittrice e poetessa Nadia Cavalera, cofondatrice a Modena insieme al poeta Edoardo Sanguineti della rivista letteraria Bollettario.

È già iniziata la distribuzione del volume nelle librerie e sui portali di vendita online; e anche qui qui e qui

Per ordini direttamente alle Edizioni Jokerordini@edizionijoker.com

Cos’è l’Umafeminità? Ce lo spiega nel suo appello Nadia Cavalera che ha lanciato l’idea di questa “utopia”, come lei stessa definisce l’urgente esigenza alla base di una pacifica “chiamata alle armi”, cominciando da quelle del linguaggio:

<< Mi dissocio da quanto avviene in questo mondo agli sgoccioli
Non nel mio nome i morti delle tante guerre volute e gestite dagli uomini
Non nel mio nome le vittime di infiniti soprusi politici economici sociali etici
Non nel mio nome la violenza la sopraffazione l’ingiustizia imperante
Mi dissocio dall’UMANITA’ e rilancio la nascita di un nuovo nome
da cui ripartire per la costruzione di un’era nuova.
Ripartiamo con l’UMAFEMINITA’ >>

La pagina di presentazione del volume sul sito di Edizioni Joker.

Copertina Umafeminità

Segue l’indice del volume:

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