E se lui tornasse?

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 aprile 2016 by Michele Nigro

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Niente spoiler, tranquilli! Solo alcune considerazioni a caldo su un film a mio avviso intelligentissimo e necessario. D’altronde la “trama” è intuibile fin dal trailer e c’è ben poco da spoilerare. Se riuscirete a superare la trappola ipocrita e perbenista del “non sta bene fare un film comico su quel fetentone di Hitler!”, allora avrete l’opportunità di collezionare, grazie a “Lui è tornato” del regista David Wnendt, tratto dall’omonimo e fortunato romanzo dello scrittore tedesco Timur Vermes, una serie quasi ingestibile di tragicomiche riflessioni storiche, sociali e culturali sul nostro tempo.

Un po’ Borat per l’impatto irriverente del personaggio nel presente quotidiano, un po’ Michael Moore in chiave comica per il piglio documentaristico, “da strada”, e critico nei confronti dell’attuale situazione socio-politica, il redivivo Führer di Vermes adattato al cinema riesce a strappare più di un sorriso amaro: l’impossibile interazione tra Hitler e il mondo in cui viviamo, dopo aver suscitato una comprensibile ilarità nello spettatore, induce a una catartica sospensione dell’incredulità (è ovvio che il cancelliere Adolf Hitler non potrebbe mai ripiombare nel 2014!) che spinge a sua volta, come avviene grazie alle opere di fantasia intelligenti, a una riflessione profonda e a tratti drammatica. Su di noi, sul nostro animo, sulla nostra società.

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“Il dio elettronico” di AA. VV. – Collana Universo, Edizioni Scudo

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 28 aprile 2016 by Michele Nigro

Presente con un mio vecchio (e ormai “stanco”) cavallo di battaglia – il racconto “Le dita di Dio” – in questa interessante collana antologica di letteratura fantastica a cura delle Edizioni Scudo

“Il dio elettronico” – speciale (Collana Universo) disponibile come eBook formato Kindle su Amazon

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Il dio elettronico di AA. VV.

La maggior parte degli scrittori di fantascienza è di solida formazione scientifica, quindi poco avvezza o amante dei misteri della spiritualità umana. Anzi, tendenzialmente, essi ritengono che tutti i misteri, prima o poi, saranno spiegati dalla scienza stessa e che ogni miracolo è solo la manifestazione di una conoscenza ancora da conquistare. Comunque la si pensi, questa visione del mondo ha generato, negli anni, moltissimi racconti, quasi un sottogenere della fantascienza, che qui è rappresentato da: Cosimo Vitiello, Fabio Calabrese, Marco Maria Sorge, Giuseppe Picciariello, Fabio Lastrucci, Andrea Viscusi, Paolo Durando, Ramón San Miguel, Adriano Muzzi, Diego di Dio, Michele Nigro.

Copertina di Luca Oleastri

UNIVERSO è una collana antologica di letteratura fantastica dal formato agile e dal costo contenuto. Ogni volume della collana è tematico. Disponibile esclusivamente in formato eBook.

NOVITÀ EDIZIONI SCUDO
(http://innovari.wix.com/edizioniscudo)

“Santa Maria della Scala”, un progetto fotografico di Federico Pacini

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 26 aprile 2016 by Michele Nigro

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Tempo fa scrissi in “Elogio del recupero”: <<Restaurare le cose ci rende migliori. Riacquistiamo il ritmo giusto ed educhiamo il nostro corpo all’attesa riflessiva. Siamo liberi di decidere come utilizzare il nostro tempo e la materia inerte che incontriamo lungo il cammino. Il recupero possiede in sé anche un significato politico (non ideologicamente inteso): la “semplice” scelta culturale diventa scelta politica controcorrente. La fregola consumistica consigliata e incoraggiata dai nuovi dittatori viene sconfitta dalla chiave inglese e dal cacciavite. Ridiventare padroni di sé, del proprio tempo e degli oggetti dimenticati in attesa di resurrezione. Riscrivere l’elenco dell’utile e dell’inutile seguendo i rispolverati canoni qualitativi della vita reale. La poetica degli oggetti in disuso contro la stupidità dell’Occidente, contro l’arroganza dei velinismi tecnici ed estetici, contro il grasso che cola sullo scheletro di una filosofia perdente ma imperante.>>

Sfogliando l’ultima pubblicazione fotografica di Federico Pacini intitolata “Santa Maria della Scala” (Editrice Quinlan) e dedicata al restauro in fieri dell’omonimo ospedale, risalente al XI secolo, sito nel cuore antico di Siena, si ha l’impressione di trovarsi dinanzi non a una storia di recupero architettonico quanto piuttosto alla volontà di conservazione/congelazione di un tempo fatto di bizzarri strati accumulati dall’umana attività: timidi affreschi seppelliti che riemergono dagli intonaci della burocrazia; faldoni impolverati di un archivio ospedaliero che giacciono irriverenti accanto a volte di mattoni, scalinate in cui risuonano le voci dei secoli e nicchie votive disabitate… Pacini avrebbe potuto scegliere la facile e gloriosa strada di un progetto fotografico fatto di un “prima” e di un “dopo”, fornendo al lettore/osservatore, già bella e pronta, tutta la profondità di un processo. Fino ai titoli di coda di un successo visibile. Invece quello fotografato da Pacini è un tempo sospeso: tra le eterogenee stratificazioni di ciò che è stato (e sono tante!) e le immaginate potenzialità di un luogo in trasformazione, violentemente dinamico. La conferma ci viene fornita da Roberto Maggiori che nell’introduzione scrive: <<… si indaga la realtà locale privilegiando una “visione laterale” delle cose, opposta alla centralità del pensiero dominante e distante dalla spettacolarità fine a se stessa.>> La brutalità degli interventi umani sembrerebbe non lasciare spazio all’importanza storica di quel luogo: di tanto in tanto, però, Pacini immortala sprazzi di un passato che ha resistito alle offese della necessità e di un futuro che s’intravede tra l’arroganza di una modernità già superata e la speranza in un progetto appena accennato.

Dalla bandella del fotolibro:

progetto
L’Ospedale di Santa Maria della Scala risale al XI secolo ed è sito nell’area più antica della Siena di impianto medievale. È il luogo di cura più antico dell’Occidente, a livello mondiale secondo solo a quello di Istanbul. In parte dell’antico ospedale è attualmente in corso un restauro che convertirà gli spazi in museo, l’altra metà dell’edifico è già stata recuperata e ospita una serie di collezioni che vanno dall’arte antica (Museo archeologico Nazionale) all’epoca moderna, alternando ambienti monumentali e corridoi angusti, intrecci di gallerie scavate nel tufo e grandi spazi voltati a mattoni. Nei suoi 350.000 metri cubi d’estensione si trovano testimonianze storico-artistiche che sintetizzano la città e la sua storia, in un arco di circa mille anni. Tra queste il celebre Pellegrinaio, il più importante ciclo di affreschi del Quattrocento senese. Questa ricerca fotografica di Federico Pacini ha ripreso gli spazi da convertire a Museo.

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“Non c’è campo? Passa a 3!”

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 24 aprile 2016 by Michele Nigro

… fare dello “spirito”!

papa non c'è campo

Segnalibri

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 10 aprile 2016 by Michele Nigro

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Ancora oggi trovo

sparsi tra pagine

di letture interrotte

e mai più riprese

pezzetti di carta

a segnare il passo

di una vita che sembrava eterna,

e quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire.

L’illusione del “torno subito”,

sconfinata fiducia

in corpi traditori.

Ogni sera strappo via i miei segnalibri

da tomi in cerca di eredi,

come se non ci fosse un domani.

i versi in corsivo sono tratti dal brano

“Sogna ragazzo sogna” di Roberto Vecchioni

(immagine: L’amore e la morte. Calcedonio Reina, 1881. Museo civico di Castell’Ursino, Catania.
Un bacio tra i corpi mummificati e le bare delle catacombe dei Cappuccini di Palermo. Poetico e struggente.)

Dendrocronologia

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 aprile 2016 by Michele Nigro

arbolB

Circa 540 mesi

16.200 giorni

388.800 ore

23.328.000 minuti

1.399.680.000 secondi fa

giunsi per caso su questo pianeta.

Eppure già esistevo

slegato e sconosciuto

nei suoi elementi

diluiti dal tempo.

Tomografia assiale dell’anima,

puoi leggere e contare

i testardi anelli dell’esistenza

le stagioni trascorse tra amori

e solitudini

gli anni bui e quelli facili

tra ferite e piccole glorie,

datare dolori e traguardi

gli incendi spirituali

e le mutazioni climatiche

del mio sentire,

tronco umano

archivio di carne e gesti.

ERNESTO DE MARTINO A CINQUANT’ANNI DALLA MORTE

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 aprile 2016 by Michele Nigro

Napoli, 20 Aprile 2016

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Legge della Detrazione Universale di Nigricante

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 1 aprile 2016 by Michele Nigro

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<<… I detrattori si attivano e agiscono per sminuire l’altrui iniziativa in maniera direttamente proporzionale al numero e all’importanza dei movimenti effettuati sul piano λ (e soprattutto al grado d’importanza “i” dimostrato pubblicamente), e inversamente proporzionale all’immobilismo “ĭ” (o presunto tale). Dati la costante universale “S” della strafottenza cosmica che permette all’operatore di andare avanti sempre e comunque, e l’attrito “A” tra egli e i commenti di segno negativo, resta da stabilire la variante “r” ovvero la distanza che l’operatore riesce a ricavare tra sé e i detrattori (detta anche “distanza interiore” d-i), rispettando la direzione pubblica vettoriale originaria.>>

C’è solo la strada

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 31 marzo 2016 by Michele Nigro
La-Strada-Serata-Poesia-in-Lombardini22
I feti si rifugiano nelle pance delle mamme
per stare lontani dalla strada,
i bambini vanno a scuola e in palestra
per stare lontani dalla strada,
gli adulti vanno a lavorare in cubi di cemento
per stare lontani dalla strada,
gli anziani vanno al circolo
per stare lontani dalla strada e dalle mogli,
i morti vanno seppelliti in profondità nella terra
perché secondo la legge
devono stare lontani dalla strada,
incompresa e unica maestra di vita
tenuta a distanza da istinti civili.
Le anime dal cielo guardano in ritardo le strade
come vene mancate di un mondo sfiorato
in cui scorre testarda l’esistenza non scritta.
(immagine: “C’è solo la strada” quadro di Bruno Ben Pozzi)

“Nessuno nasce pulito”… coming soon!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 13 marzo 2016 by Michele Nigro

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