James Koller, il poeta del “bioregionalismo”

Un antidoto per combattere gli effetti deleteri di una corsa tecnologica in cui siamo coinvolti nostro malgrado; un metodo pratico per prevenire e forse evitare la cosiddetta “Singolarità Tecnologica”; una filosofia socio-politica e biologica concreta per realizzare la presa di coscienza auspicata dagli “accelerazionisti”; uno stile di vita che va al di là del semplice ambientalismo…
Queste e tante altre le caratteristiche del Bioregionalismo. Anni fa, intervistando uno degli esponenti più interessanti del movimento bioregionalista americano, il poeta James Koller, ebbi la netta sensazione di trovarmi dinanzi a un movimento totale, multidisciplinare e al tempo stesso non applicabile in maniera generalizzata, ma rispettoso delle caratteristiche naturali regionali e realizzabile dopo un lento studio preliminare, caso per caso, comunità per comunità, territorio per territorio. Di seguito vi propongo uno stralcio di quella intervista…

<<[…] Che cos’è il bioregionalismo?
Un’isola ha un perimetro chiaramente definito. Ciò che accade sull’isola, a proposito della struttura dell’ambiente e in termini di economia e dinamica della popolazione, fa parte di modelli biogeografici. I famosi ecosistemi, i cui perimetri sono meno chiaramente definiti su un più vasto gruppo di terreni contigui, sono analogamente regioni con modelli biogeografici. Si deve pensare a tali regioni come a delle bioregioni. Il movimento bioregionale iniziò negli U.S.A negli anni ’70 quando i componenti di gruppi ecologicamente consapevoli, specialmente coloro che sentivano di essere parte di una “società alternativa”, si risistemarono nelle abitazioni o nelle aree nuove, cercando di ridefinire e di capire ex novo il concetto di “regione” in termini di ecologia e del “vivere in maniera giusta” in quelle aree prescelte. Uno studio della progressione culturale umana e delle usanze in questi luoghi aiutò a chiarire i modelli biogeografici e quei cambiamenti positivi o negativi che si erano effettuati o che erano stati resi possibili con ogni nuovo tentativo. Con opportuni cambiamenti si poteva ottenere una certa sostenibilità. Oltre la scienza venne la conoscenza degli spiriti di un luogo che hanno bisogno di mantenere la felicità. Tutte le culture, umana, animale o vegetale, come anche il luogo fisico in sé, necessitavano di essere in armonia se si volevano ottenere le condizioni per vivere una “buona vita”. Il bioregionalismo si occupa di questi argomenti. […]>>
(tratto da “Nugae” n.8; intervista a cura di Michele Nigro, traduzione di Maria Rosaria D’Alfonso)

Per leggere l’intervista completa:

intervista James Koller

Per leggere la versione in inglese:

NUGAE INTERVIEW 2nd draft (FINAL DRAFT)

Una Risposta to “James Koller, il poeta del “bioregionalismo””

  1. […] propria terra (Jacobsen “bioregionalista scandinavo” come il poeta americano James Koller?); perché come scrive nella poesia Il paese diverso: “I tempi sono cattivi, la […]

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