“L’ultimo tramonto” su Ellin Selae n.96

Come preannunciato in un vecchio articolo di questo blog, sta uscendo in questi giorni il n.96 del bimestrale letterario “Ellin Selae” contenente il mio racconto “L’ultimo tramonto”. Di seguito riporto con piacere (“prelevandolo” dalla rubrica “Il Vaso di Pandora”) il giudizio espresso dai Lettori della Redazione di “Ellin Selae” nella scheda critica relativa ai racconti pubblicati sul numero:

Perché SI

Le ragioni per cui abbiamo pubblicato i racconti di questo numero.

A cura della Redazione.

QUANDO IL TENTATIVO DI ESSERE SÉ STESSI SARÀ DAVVERO PERSEGUITO PER LEGGE.

“L’ultimo tramonto” un racconto di Michele Nigro.

Il racconto appartiene al genere che, partendo dalle premesse attuali, descrive una probabile società del futuro; un genere molto praticato tanto dalla lette­ratura, quanto dal teatro e dal cinema. La società del futuro che viene concepita in questo filone narrativo, essendo una amplificazione delle tendenze in atto, è quasi sempre inevitabilmente piatta, repressiva e massificata…

Come i nostri lettori abituali sanno, non amiamo troppo i cliché letterari e in ge­nere scartiamo le opere che ne fanno uso, tuttavia in questo caso ci sono davvero degli spunti originali e piacevoli alla lettura, come per esempio l’immagine degli ‘amici decorticati’, che è veramente una metafora dell’attualità, giacché anche senza la donazione vo­lontaria del tessuto cerebrale in cambio di borse firmate, immaginato da Michele Nigro nel racconto, molti giovani con­temporanei sono a tutti gli effetti “decor­ticati” dall’omologazione mediatica e dalle chimere delle mode consumistiche. Fortunatamente questo racconto non termina come ci si aspetterebbe (o me­glio; come la nostra immaginazione omologata, appunto, — in questo caso da Hollywood — prevede), ed è proprio questo rompere uno schema retorico che lo rende interessante, anche se lascia il lettore sospeso e, probabil­mente, insoddisfatto.

Dunque niente rivoluzione, niente salva­taggio in extremis, nessun concepimento di neo super-eroi che salveranno il mon­do… Nigro contraddice le leggi della favola, e nell’immaginare un perso­naggio che va controcorrente scrive un racconto che va controcorrente.

Non è questa una incoraggiante devia­zione alle regole precostituite?

E non è questa, ovvero la ricerca di una logica diversa, la vera morale del rac­conto?

Pertanto spiazzare il lettore è dopotutto un sistema per scuoterlo, e dato che il grosso problema del mondo in cui vi­viamo è proprio quello di risvegliare le coscienze dalla letargia dell’eterno pre­sente mediatico, Nigro forse ha scelto l’unico modo possibile per farlo: rinun­ciare allo zuccherino del lieto fine, del messaggio edificante, del lumicino della speranza che rischiara una tenebra osti­nata… E poi non è detto che il racconto finisca qui, anzi, probabilmente avrà un seguito comunque positivo… dove? Perbacco, ma nell’unico posto possibile: laddove la pagina finisce e inizia l’immaginazione dei lettori.”

Per conoscere e per acquistare “Ellin Selae”:   http://www.ellinselae.org

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