Elogio del cesso

(Sul valore filosofico del defecare)

Tra i tanti svaghi dell’uman esistere

senz’alcun dubbio pongo al primo posto

quello per cui è inutile resistere

rendendo il suo prodotto ancor più tosto.

Del defecar, amici, parlerovvi

non dei particolari già per molti ovvi

ma del suo influsso sul pensiero umano

di come il pensator sia fatto d’ano.

Lo scranno bianco e lucido del sommo

somiglia al trono di un imperatore

l’ispirazione al complicato commo

raggiunge il dotto e assiso relatore.

Purificate menti ed interiora

porgete il culo al cesso quand’è ora.

Le idee migliori vengono cagando

non quando eretto vai filosofando!

Perché non confessiamo quant’è bello:

il defecar è un nobile momento.

Ci liberiam dell’ostico fardello

a noi l’idee e al mare l’escremento.

———–

versione pdf: Elogio del cesso

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9 Risposte to “Elogio del cesso”

  1. ottimo blog e belle poesie… cia marco

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  2. Eh già! Hai ragione!
    Un bel post davvero oltre che un buon blog ben fatto!

    Ti invito se vuoi/puoi a ricambiare la visita sul nostro blog Vongole & Merluzzi dove per l’appunto, nell’ultimo post, uniamo la politica al servizio di igiene…il cesso!

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/02/28/igiene-elettorale/

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  3. Yuschiko. Says:

    Buonasera,giovane Nigro parla con un Nigro (: Mi scusi l’impertinenza e mi scusi anche un po’ il non avermi presentato,ma la sua famiglia è di Campagna o di Salerno? Mi scusi ancora ma sa,le sue poesie sono a dir poco magnifiche e mi farebbe alquanto piacere avere un parente come lei (:

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  4. Giandante Says:

    Quasi per sbaglio, mi sono soffermato sul suo blog, Michele, io non sono nessuno, nient’altro che un esile diciassettenne, con il desiderio di diventar scrittore e una grande passione per Battiato. Sono arrivato sul suo blog, tramite il link nella firma del suo profilo, sul forum del sito Battiato Virtual Tribute! Con questo commento volevo solo dirLe che la sua poesia appare geniale presso i miei occhi, diciamo che scrissi un po’ di tempo fa una poesia ad argomento simile, ma purtroppo non la trovo più, e purtroppo, non la ricordo. Ciò mi fa pensare ad una parabola, l’avrà sicuramente già sentita, riguardo ad un professore di filosofia a Baghdad, il quale essendo stato derubato dai dei banditi, fu costretto a richiedere udienza presso il capo della banda, poichè rivoleva il suo importante manoscritto. Il capo della banda allora, gli disse: “Come non ricordi quello che tu stesso hai scritto?”. Ed egli andò a meditare nel deserto e diventò un mistico! Le auguro una buona giornata, spero che il mio commento le abbia fatto piacere.

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    • Grazie mille Giandante!
      Non vorrai mica andartene nel deserto, ora? Vedrai che ritroverai la tua poesia.
      Per quanto riguarda il mio “Elogio” non si tratta di genialità ma è solo un semplice divertissement in forma rimata! Niente di più…
      p.s.: la “parabola” che citi è contenuta nel libro “Battiato, io chi sono?”

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      • Giandante Says:

        Si potrebbe essere, poichè ho letto quel libro un paio di volte (adesso mi sto intrattenendo con “Franco Battiato: soprattutto il silenzio”). Ma sinceramente, non ricordo, credo che la cosa importante sia la perduranza di questo insegnamento nella mia mente.
        Ritornando al tuo “Elogio” (Ti do del tu, dato che tu hai fatto lo stesso, ci tengo a queste cose!), l’avrò letto almeno una decina di volte e lo reputo davvero fantastico, non sai quanto mi diverte!

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  5. Grazie per il bel commento… Dalla “pronuncia” deduco che Rosa Velarde sia il “Rosario” del forum di Battiato su cui già dialoghiamo… Benvenuta anche qui! 🙂

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  6. rosa velarde Says:

    e’ giusto e sapientissimo arrivar a capire
    il bello e sano scopo
    della neccessita’
    non c’e umana funzione
    che non meritera’ cura e sollievo
    come quel bel mestiere del cagone
    in cui cosi anzi i re, papa ed imperatori
    come i piu’ sfuortunati della specie
    acquistano la stessa condizione
    diarrea, stitichezza e poi soddisfazione
    cagare e’ democratico piu’ di tutte le urne
    piu’dei voti e partiti che mangiano denaro
    e mai deffecano
    quindi cosi’ agonizzano dalla costipazione
    un diritto assoluto senza il quale
    il pianetta sarebbe camposanto
    e senza gabinetti ne’ rumori, ano-iato

    dove riposerebbe il saggio allora?
    e dove troverebbe l’artista il volo della musa?
    dove il ricercartore, inspirazione?
    dove acquistare il senso primigenio
    che sostiene la vita ed il mistero?
    dove trovare ahime gioia e salute
    senza quel posticino domestico e perfetto
    in cui l’uomo e la donna svuotano
    sostanze oramai esaurite
    e riposano anche quelle leggi scandite
    che reggono talmente l’universo?

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