Sull’inutilità di assassinare Berlusconi

(non tutte le rivoluzioni finiscono con l’uccisione del Re)

Sondaggi di regime affermano da mesi:

“il Cavaliere d’Arcore è simpatico alla gente!”

Ma gli animi precari appaion più che tesi

del “clima d’unità” a nessuno frega niente.

Sarà per l’ad personam o per le recessioni

ma già si sta pensando di far fuori Berlusconi.

Tritolo, mitra, lama o un buon vecchio veleno

e la democrazia tornerebbe in un baleno!

Eppure, compagni miei, qualcosa non mi quadra…

Che cosa si nasconde dietro tutto sto consenso?

Sol’uno come Silvio in questa Italia ladra

riesce ad assopire persino il buon dissenso?

Svegliatevi, dormienti! Rispolverate l’armi

dissotterrate bombe e coltelli pei gendarmi!

Ma no! Non m’hai capito! Non cerco mica sangue…

La bomba deve esplodere nell’anima che langue!

E’ inutile sparare sul pianista Berlusconi

perch’egli è solo il frutto di un sistema ormai malato.

La gente va cercando chi risolve i problemoni

e Silvio è l’uomo giusto, lo show man più ricercato.

Coi fazzoletti in mano salutiam l’opposizione

qualcuno si rifugia pure lì: in televisione.

Ci resta, amici miei, una sola resistenza:

la cultura, quella buona, non conosce desistenza.

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Una Risposta to “Sull’inutilità di assassinare Berlusconi”

  1. E’ veramente molto bella, soprattutto la parte finale. “La cultura, quella buona, non conosce desistenza”.

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