Le Quattro leggi della domo-robotica

“Le Quattro leggi della domo-robotica”

Legge Zero.

Un domo-robot non può recare danno all’appartamento in cui opera, né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento domestico, gli abitanti dell’appartamento ricevano danno o vivano nella sporcizia.

Prima Legge.

Un domo-robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano viva tra i propri rifiuti. Purché questo non contrasti con la Legge Zero.

Seconda Legge.

Un domo-robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani/proprietari della casa o, in assenza di questi, dal maggiordomo (umano o robot) che gestisce la casa, per tutto ciò che concerne la pulizia periodica dell’appartamento, purché tali ordini non contravvengano alla Legge Zero e alla Prima Legge.

Terza Legge.

Un domo-robot deve proteggere la propria esistenza e provvedere alla propria auto-manutenzione (compresa l’attività auto-pulente del proprio deposito di scorie casalinghe, la ricarica delle batterie alla fine di ogni ciclo di pulizia e l’auto-diagnostica delle parti meccaniche pulenti), purché l’autodifesa e l’auto-manutenzione non contrastino con la Legge Zero, la Prima Legge e la Seconda Legge.

(tratto dal “Manuale di Domo-Robotica” di Mikhail Nigrasimov, 56a Edizione – 2058 d.C.)

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