“Ti sei mai chiesto quale funzione hai?”

Aldous Huxley

[…] Conosciuto maggiormente per gli scritti scaturiti dalle personali sperimentazioni con le droghe (“Le porte della percezione” 1954 e “Paradiso e Inferno” 1956), Huxley non si limitò ai soli romanzi (fanta)scientifici, ma conobbe anche un fertile periodo in qualità di saggista, poeta, drammaturgo, critico e di abile speculatore filosofico. I suoi problemi di vista (Huxley trascorse gran parte della propria esistenza nella quasi totale oscurità fino a quando l’equipe oculistica del dottor Bates di New York non curò efficacemente la sua malattia alla cornea, permettendogli di riacquistare buona parte della vista) daranno vita al meraviglioso volume “L’arte di vedere” del 1942. Eppure le sue difficoltà visive non impediranno alla sua originalità e alla sua lungimiranza di “vedere” al di là del quotidiano e di formulare ipotesi preoccupanti e altrettanto realistiche sul futuro dell’umanità. Unendo la sua curiosità per le scoperte scientifiche al fervore per il dibattito politico e culturale, darà vita a una delle opere fantascientifiche più stimolanti del ventesimo secolo. Infatti ne “Il mondo nuovo” del 1932, l’umanità profetizzata (che negli anni ’30 doveva sembrare lontana da venire e che a noi, purtroppo, sembra attualissima) muove i propri passi in un immaginario stato totalitario, pianificato in nome del razionalismo produttivistico e simboleggiato dal culto di Ford. I cittadini di questa società non sono oppressi né dalla guerra né dalle malattie (al contrario degli scenari dickiani!) e possono accedere liberamente a ogni piacere materiale. Affinché si mantenga questo equilibrio, però, gli abitanti vengono condizionati con la tecnologia e con le droghe (il “soma”) e da adulti occupano ruoli sociali prestabiliti secondo il livello di nascita. Alfa, Beta, Gamma e Delta: le categorie genetiche in cui è suddivisa l’umanità. Una suddivisione che è stabilita geneticamente a livello industriale e che non dà adito a nessun tipo di ribellione perché non c’è consapevolezza della propria categoria, ma si vive e basta. […]

(tratto da “Ritratti d’Autore” a cura di Michele Nigro:

Il Mondo Nuovo – Ritorno al Mondo Nuovo

articolo pubblicato sul mensile “Strange Days”)

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