Consumatori… consumate!

“Il Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo – 1901

Noi, Proletari-Consumatori della Terza Rivoluzione Industriale.

Siamo bestiame!

Le nostre funzioni fisiologiche (bere, mangiare, fare la cacca, fare la pipì, avere le mestruazioni, fare sesso, fare figli…) sono state “istituzionalizzate” e rese inodori dal filtro della madre istigatrice di tutti i pensieri: la Pubblicità. Siamo come delle “fornaci” in cui bruciare i prodotti provenienti dall’immensa macchina industriale e nonostante ciò ci sentiamo stupidamente unici, speciali mentre compriamo la carta igienica a fiori o l’acqua minerale che fa dimagrire. Abbiamo mai veramente riflettuto su quante persone utilizzano la nostra stessa carta igienica? Milioni, miliardi! Siamo unici, forse, per altre cose!

All’inizio (mi riferisco alla Prima e alla Seconda Rivoluzione Industriale) non era così: il lavoratore era lavoratore e basta! Ogni diritto veniva affogato in ore di lavoro da “schiavi delle piramidi” e… altro che Sindacati! I sindacati, quelli seri, sono venuti dopo. Per poi scomparire con l’avvento dell’ “era della flessibilità del lavoro” e del cosiddetto “lavoro parasubordinato”: schiacciati da un neocapitalismo prepotente e incoraggiato da leggi statali assolutamente sbagliate!

Poi un bel dì un industriale geniale, o chissà chi per lui, scoprì (sorpresa immensa nel mondo scientifico ufficiale!) che anche il lavoratore possedeva un rispettabile e operoso buco del culo!

Tutti gli industriali, gli economisti, gli anatomisti e altri capoccioni la cui professione finiva con –isti, si riunirono per discutere della scoperta. Qualche spregiudicato avanzò addirittura un’ipotesi: “…ma allora se hanno un ano, vuol dire che cagano?” E tutti, nel brusio generale, si lasciarono trasportare a personali considerazioni col vicino… “Ma è meraviglioso!” – si lasciò sfuggire il più lungimirante del gruppo – “Se cagano, vuol dire che CONSUMANO!” Ed ancora: “…facciamoli diventare lavoratori-consumatori! Così risolviamo in un sol colpo il problema della produzione e del consumo…!”

Ma lo scetticismo non mancò e infatti i più anziani manifestarono alcune perplessità: “…ma se fino a ieri li abbiamo trattati male, prendendoli a calci nelle gengive, come possono sentirsi motivati nel consumare ciò che producono? E’ come per il cane che si morde la coda!”

Improvvisamente, tra la folla di scienziati e industriali, si alzò il trisavolo di Giorgio Mastrota che disse senza mezzi termini : “…ignoranti che non siete altro: inventiamo la PUBBLICITA’!!!” E tutti in coro: “…ma cos’è!?” E il vegliardo con serafica pazienza illustrò alcuni “grafici” agli intervenuti e concluse: “…la pubblicità serve a farti sentire amato mentre lo stai prendendo nel culo!” E tutti, in un isterico tripudio di massa, plaudirono all’idea e all’ideatore.

Nacque così la Terza Rivoluzione Industriale: quando il lavoratore divenne Consumatore.

3 Risposte to “Consumatori… consumate!”

  1. […] più produttori-consumatori: “lavorare per consumare” è diventato in tal modo il motto della Terza Rivoluzione Industriale, quella morbida e psicotropa; quella che, pur avendo eliminato certe pratiche coercitive dalle […]

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  2. SERPICO@ Says:

    Produci , fotti , consuma, crepa…C.C.C.P…negli ottanta erano consderati degli eretici..l’omologazione…una brutta bestia aggiungo..l’altro lato della pubblicità è il potere omologante…oltre a quello attivo e visibile dell’orientare..quello occulto del persuadere..

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