Voglio vederti danzare!

“… Voglio vederti danzare

come i Dervisches Tourners che girano sulle spine dorsali…”

Non ringrazierò mai abbastanza Ozke e Can per avermi dato la possibilità, tramite le proficue indicazioni contenute nel loro blog e grazie alle informazioni aggiuntive inviatemi in privato via mail, di assistere alla VERA cerimonia Sema dei Dervisci presso la Yenikapi Mevlevihanesi di Istanbul.

Credo fermamente che uno dei presupposti per vivere il vero Viaggio sia l’autenticità dei luoghi e degli eventi a cui si ha la fortuna di poter assistere. Uno dei pericoli paventati nel blog “Scoprire Istanbul” è proprio quello dell’adulterazione del viaggio che finisce inevitabilmente per diventare “prodotto”. La mancanza di criticità da parte del turista fa il resto!

Sarei tentato di tirare in ballo in questo discorso, facendo un parallelismo tra arte e mistica (concetti, per alcuni, facilmente – e non a torto – sovrapponibili), un fortunato e interessante saggio di Walter Benjamin intitolato “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”: la cerimonia Sema “scimmiottata” un po’ ovunque a Istanbul, rischia di causare – citando Benjamin – la “perdita dell’aura” della stessa cerimonia Sema. Cito dalla fonte sopra linkata: “L’aura, secondo Benjamin, era una sorta di sensazione, di carattere mistico o religioso in senso lato, suscitata nello spettatore dalla presenza materiale dell’esemplare originale di un’opera d’arte.”

Cercare di assistere alla cerimonia dei veri dervisci rotanti credo che sia anche una forma di rispetto verso se stessi in quanto viaggiatori-cercatori e non turisti-consumatori.

Non mi definirei un “esperto” di Sufismo o di Dervisci, né tanto meno posso dire di conoscere bene la figura storica e mistica di Mevlana (a tal proposito: è abbastanza diffusa a Istanbul una pubblicazione, anche in lingua italiana, intitolata “MEVLANA” – edizioni ‘Silk Road Pubblications’ – a cura del Dr. Naci Bakirci, che spiega in maniera interessante e completa il mondo di Mevlana e della confraternita mevlevi; i testi sull’argomento sono numerosi e variegati: questo libro, però, potrebbe essere un’idea da utilizzare come “antipasto” tematico…) ma cominciare una ricerca, soprattutto se spirituale, partendo da un “artefatto” non è proprio il massimo!

Da qui l’esigenza di proibire foto e video, durante la cerimonia Sema presso la Yenikapi Mevlevihanesi, a chi decide di “vivere” un momento mistico e non turistico. Combattere la “sindrome del ricordino” con un simbolismo ogni volta autentico e mai riprodotto che diventa filosofia di vita e insegnamento arcaico.

Quindi, cari amici e care amiche di “Scoprire Istanbul”, se decidete di andare alla Yenikapi Mevlevihanesi per assistere alla cerimonia Sema, cercate di tenere al guinzaglio telefonini con videocamera, macchine fotografiche e aggeggini vari perché tanto non riuscirete a comprendere il segreto della vostra esistenza nell’universo riguardando a casa i vostri gloriosi reportage fotografici più di quanto non possiate fare utilizzando semplicemente gli occhi, il cuore e la memoria.

Il movimento è vita e nel movimento dei dervisci rotanti c’è tutto il significato della nostra vita e prima ancora della vita dell’universo in cui viviamo e da cui spesso ci allontaniamo perché distratti dal non autentico che pervade le nostre esistenze artefatte.

Sarebbe arduo risalire al “primum movens” del mio viaggio a Istanbul: la decisione “tecnica” risale a circa un mese fa, ma i veri richiami insondabili sono vecchi di anni o forse giacevano addirittura nei meandri di una psicologia transgenerazionale non da tutti accettata a livello scientifico. Chissà! Antenati normanni che dall’Italia meridionale sono andati a finire a Bisanzio per motivi commerciali e che oggi mi condizionano indirettamente l’esistenza…

Una cosa però è certa: i Dervisci hanno costituito da sempre il vero traino mistico e musicale che mi ha portato, alla fine, verso Istanbul e verso la Yenikapi Mevlevihanesi.

Istanbul esisteva già, prima ancora di partire, nella mia porzione di immaginario collettivo; forse le contaminazioni scolastiche (la storia di Costantinopoli e dell’impero Bizantino che ha influenzato anche la città di Salerno, a me vicina) e l’esotismo musicale di Franco Battiato hanno completato l’opera benefica di contaminazione spirituale e culturale.

Forse la ricerca autentica comincia quando, ritornati a casa, si abbandona il sogno esotico ed esoterico, ormai cristallizzato in esperienza reale: una volta appurata l’esistenza dei Dervisci, soddisfatta finalmente la sete di conoscenza diretta, “abbattuto” il mito, la mente e il corpo possono concentrarsi, senza più “tensioni turistiche”, sull’insegnamento di Mevlana.

C’è un ponte che unisce ufficiosamente tutte le zone mistiche (non “vaticanizzate”) delle religioni del mondo andando da S. Francesco a Silvano del Monte Athos, da Mevlana a Giovanni della Croce… Quello stesso ponte che mi ha permesso di assistere steso sui tappeti della Yeni Cami, senza per questo dovermi giustificare con qualche autorità religiosa, a una delle cinque preghiere giornaliere del buon musulmano. Ciò che è sacro per te, lo è anche per me: indipendentemente dalla “religione di stato” a cui s’appartiene per una questione di ‘registrazione parrocchiale’ e anche se non capisco ciò che dice il muezzin…

E ora… voglio vedervi danzare!

(articolo pubblicato come commento il 6 agosto 2010

sul blog Scoprire Istanbul)

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Una Risposta to “Voglio vederti danzare!”

  1. l’ennesima evidenza che l’uomo non ha bisogno di regole fisse, di religioni. il misticismo è personale contatto con il trascendentale. né papi né sacerdoti, nulla a mediare la percezione dell’oltre.

    gran bel post, michele

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