L’autore immergente

Si fa un gran parlare di Autori Emergenti come se l’emersione editoriale fosse il vero obiettivo della scrittura… Ma da dove emergono questi nuovi eroi della penna? Dal mare, dal buio di una profonda caverna, dall’anonimato, dal silenzio della loro abitazione, da un ambito che non è letterario…?

L’emersione (c’insegnano i numerosi film di guerra ambientati nei sottomarini) è preceduta sempre da una cauta e saggia FASE PERISCOPICA: si getta un ‘occhio’ nel mondo esterno (tutto intorno, a 360°: ‘periscopio’ significa praticamente ‘guardarsi intorno’) per vedere se è veramente il caso di far emergere il resto del natante o se è meglio restare ancora un altro po’ con le chiappe a mollo! Se l’atto periscopico è superficiale e affrettato si rischia di essere un facile bersaglio per eventuali incursori aerei sempre a caccia (è l’unico mestiere in grado di gratificarli) di ottimisti emergenti.

E’ vero: uno degli scopi dello scrittore è anche quello di ‘farsi leggere’, di pubblicare insomma. Il passaggio su carta è un gesto naturale per chi sceglie la scrittura come mezzo per comunicare: un pittore vuole organizzare mostre per far vedere ciò che ha dipinto; un musicista vuole esibirsi in un auditorium; un regista desidera vedere proiettato in un cinema il film che ha appena girato… E’ normale. Eppure la ‘fase periscopica’ è fondamentale, direi vitale: è un momento romantico, faticoso, praticamente improduttivo. Ma necessario…

Leggere, leggere, leggere… Immergersi nella lettura. Assaporare generi, sottogeneri, avanguardie, retroguardie, stili personali, tentativi dimenticati dalla moda; valutare testo dopo testo lo sviluppo di una corrente, le ragioni di un autore e le variazioni del suo modo di scrivere nel tempo; fissare nella memoria trame e tecniche scritturali; catalogare le idee già consacrate da altri per non rischiare di diventare dei poveri epigoni; dare un nome alle ‘cose’; capire gli intimi meccanismi che fanno funzionare un testo e non solo emozionarsi dinanzi a una propria presunta ‘opera’ da gettare in pasto a un pubblico acritico. Esercitarsi all’umiltà. Guardarsi intorno, dal periscopio: per capire come è fatto il mondo prima di emergere e prendere finalmente una sana boccata d’aria marina.

Essere un autore immergente significa saper attendere sott’acqua, valutare da una quota periscopica le varie possibilità a disposizione: l’emersione in condizioni di sicurezza o la definitiva e rapida immersione verso quote più profonde per evitare il fuoco nemico (o peggio ancora, il ‘fuoco amico’). Durante la fase d’immersione le ‘pressioni’ non mancano: se il sottomarino è ben costruito saprà sopportare anche le più dure pressioni senza per questo implodere. Se lo scafo è resistente, il natante avrà la possibilità di attendere il passaggio del nemico sulla propria testa, in silenzio e a motori spenti, poggiato sul fondale marino e con poco ossigeno a disposizione. E’ vero, ci sono anche le ‘bombe di profondità’, i ‘motoscafi antisommergibile’, i ‘sonar’ e tante altre minacce, ma l’autore immergente conosce questi pericoli e li utilizza per diventare più forte in vista di una futura emersione. Essere un autore immergente significa allenarsi a ‘stare spenti’, saper resistere alle pressioni della finta notorietà e della vana gloria, al richiamo ingannevole del ‘presenzialismo editoriale’… Essere un immergente significa amare lo studio molto più del ‘successo’ e nutrirsi di un’esaltante solitudine ispiratrice; significa ‘riciclare’ il sapere acquisito in altre epoche, un sapere ufficioso e non monetizzato dal punto di vista ‘professionale’, per trasformarlo in ‘sapere di fatto’… Significa essere un extraparlamentare dell’editoria e seguire un impopolare filo invisibile ignorando dicerie, berlusconismi, analisi di mercato, gusti maggioritari… Confrontarsi con i grandi della storia senza perdere tempo inseguendo la ‘fuffa’ trasportata dal vento.

C’è molto da vedere anche sott’acqua: paesaggi letterari sottomarini fantastici, forme di vita scritturale insolite, ‘canyon’ inesplorati e ‘vette’ ignorate, passaggi segreti verso mondi interiori sommersi e sconosciuti… La vita dell’autore immergente, vero elogio dell’anonimato costruttivo, non è affatto noiosa ed è decisamente più interessante: nessuno ti costringe ad andare in giro per promuovere il nulla o per ‘battere cassa’; non ci sono scadenze da rispettare, interviste da rilasciare, premi noiosi e party di beneficenza a cui presenziare… Padroni di se stessi e del proprio tempo. Una vera pacchia!

Advertisements

4 Risposte to “L’autore immergente”

  1. pierdomenico baccalario Says:

    Conosci gli immergenti? Forse no, altrimenti ci avresti scritto. Abbiamo fondato il gruppo degli immergenti circa cinque anni fa, e siamo, ad oggi, più di dodici persone. La settimana prossima siamo a bologna, alla fiera del libro per ragazzi. Per caso ci passi? La nostra filosofia e la tua sono molto simili, e il nome è praticamente identico. Abbiamo aperto il sito internet da pochi giorni, perchè gli editori ci chiedevano di “uscire” allo scoperto. Bè: non ci piace farlo, ma fatti sentire. Un caro saluto.

    Mi piace

  2. Gran bel pezzo, lo rilancio… grazie Michele!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: