Giornalismo partecipativo e “Agora Vox Italia”

Che cosa significa ‘giornalismo partecipativo‘?

Definito anche citizen journalism (per chi ama i termini in inglese, perché più affascinanti e cinematografici), io preferisco (e non per motivi linguistici) la definizione open source journalism in quanto riassume in maniera esaustiva i meccanismi e le reali potenzialità di questo fenomeno comunicativo: l’informazione non è una monade intoccabile ma possiede ‘per natura’ una struttura dinamica e democratica alla cui costruzione possono e (come succede durante certi periodi storici affetti da ‘omologazione’) devono contribuire anche i ‘semplici cittadini’, i giornalisti non professionisti. In un paese come l’Italia, in cui i mezzi di comunicazione diretti (per non parlare di quelli indiretti: editoria ecc.) sono di fatto in mano a una sola persona (Silvio Berlusconi, oltre alle sue televisioni, ha dimostrato e sta dimostrando di sapere influenzare anche l’informazione pubblica: vedi il tentativo di ‘tappare la bocca’ a Michele Santoro tramite i suoi tirapiedi, vedi il ‘processo di minzolinizzazione’ del TG1, fino ai patetici interventi del premier in diretta televisiva durante le trasmissioni di Floris e Lerner…), il giornalismo partecipativo diventa una necessità!

Siamo abituati ad accettare e metabolizzare le ‘notizie predigerite’ dai mezzi di comunicazione ‘ufficiali’ che utilizziamo quotidianamente (televisione, radio, giornali… lo stesso web!), senza porci domande alternative, senza contrapporre a questa mole di dati la nostra esperienza personale che è notizia: notizia sconosciuta, non richiesta, ufficiosa… ma pur sempre notizia. Chi decide cosa deve o non deve diventare notizia? Chi decide cosa è più importante far sapere e cosa no? Il giornalismo partecipativo equilibra questo decisionismo influenzato a sua volta da ‘altri poteri’… Ma questo non significa poter scrivere ciò che si vuole, non applicare le regole canoniche del giornalismo e lanciarsi in un improduttivo e dannoso ‘libertinismo giornalistico’. Il giornalismo partecipativo non significa scrivere tutto ciò che ci passa per la mente, senza controllo e a ruota libera!

Anche se scrivo articoli da anni e ‘pratico’ blogging da molto tempo (il blog rappresenta un po’ l’unità cellulare del giornalismo partecipativo), ho sentito l’esigenza di mettermi ancor di più in gioco, in qualità di ‘giornalista partecipativo’, cominciando a scrivere su uno dei più importanti siti di open source journalism: Agora Vox Italia. E non potevo non cominciare con una notizia culturale (la cultura che non fa mangiare e che quindi merita di essere smantellata!): la nascita della fanzine “Micropulp”.

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Una Risposta to “Giornalismo partecipativo e “Agora Vox Italia””

  1. Materia decisamente difficile e delicata.
    L’informazione strumentalizzata, di stampo berlusconiano et similia, è deleteria ma anche quella “di piazza” puo’ esserlo altrettanto .
    Occorre buon senso, cautela, rigore e soprattutto onestà intellettuale. Tutta roba di difficile reperimento.

    biblioceca.ilcannocchiale.it

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