PinocchiOsama

pinocchio-alessandraliberato

Osama Bin Laden è morto. Un attimo, ricomincio: Osama Bin Laden è morto? Sono strani giorni questi, credetemi. Strani sì, ma uniti da un fil rouge dietrologico ancora non del tutto codificato ma di cui si avverte l’esistenza. I singoli eventi di cronaca bianca e nera (che già appartengono alla storia) non sanno di far parte di un progetto ben più ampio. Ma lo sappiamo noi, che ancora riusciamo a connettere i fatti tra di loro e rileviamo analogie lì dove sembrerebbe scandaloso e blasfemo rilevarle.

Cantava nel suo ultimo album Giorgio Gaber:

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Il consenso emotivo strappato alla folla londinese dalle nozze reali in casa Windsor per far dimenticare la brutta storia di Diana Spencer; le masse bibliche attirate dalla beatificazione di Giovanni Paolo II con cui la Chiesa cerca di riacquistare credibilità dopo la faccenda poco edificante dei preti pedofili; l’uccisione a orologeria di Osama Bin Laden dopo dieci anni di ricerche apparentemente infruttuose e in concomitanza di un bisogno di consenso da parte del premio Nobel Barack Obama…

Il Potere – non dico nulla di nuovo – utilizza certi eventi (e soprattutto utilizza l’attenzione dei media intorno a essi) per pilotare umori elettorali, per spostare masse, per conquistare un posto nel cuore della gente e per influenzare il destino di una lobby. In realtà questi eventi mediatici nascondono altre domande scomode a cui si cerca di non dare una risposta. Domande del tipo: “nel terzo millennio ha ancora senso parlare di monarchia?”; “la chiesa è un’istituzione destinata a estinguersi come è già successo ad altri fenomeni antropologici o la lotta al relativismo è solo un modo per mantenere in vita un’atmosfera miracolistica e divina su cui basare un utile consenso popolare?”; “Osama Bin Laden è realmente morto la scorsa notte oppure è già morto da tempo e le foto del suo cadavere sono state diffuse solo oggi perché la loro utilità mediatica non andava sprecata e certe notizie devono essere snocciolate con saggezza e al momento giusto?” O meglio: “Osama Bin Laden è stato ucciso oggi perché occorre catalizzare l’emotività dei contribuenti americani e degli alleati occidentali verso la conquista totale e definitiva del potere mondiale cavalcando l’onda popolare delle rivoluzioni nordafricane e mediorientali?”

Il processo asettico e meccanico contro Saddam Hussein in Iraq e la sua sbrigativa impiccagione; la recente uccisione del figlio di Gheddafi (era proprio necessario?) e i vari tentativi di uccidere lo stesso rais libico da parte dei ‘volenterosi’; la presunta morte (o la morte programmata) di Osama Bin Laden e addirittura il suo (presunto) rapido seppellimento in mare per non creare mausolei sulla terra ferma e dare vita, così, a pericolosi pellegrinaggi: tutto viene compiuto con maestria, equilibrio, velocità, pulizia, precisione chirurgica, impeccabile tempismo… La polvere viene nascosta prontamente sotto il tappeto tra lo squillo del campanello e l’entrata in casa degli ospiti! Dietro le insurrezioni nordafricane e mediorientali c’è lo zampino di qualche servizio segreto pronto a pilotare la protesta verso interessi occidentali spacciati come ‘interventi in aiuto della democrazia’. Ma il giovane egiziano che si dà fuoco per disperazione era vero. Almeno quello!

Cantava Franco Battiato qualche anno fa nel brano “Ermeneutica”:

<<… eiacula precocemente l’impero ritorna il circolo dei combattenti gli stati servi s’inchinano a quella scimmia di presidente s’invade si abbatte s’insegue si ammazza il cattivo s’inventano democrazie…>>

un giovane Osama Bin Laden e la sua famiglia in vacanza negli U.S.A.

Alcuni anni fa, all’inizio della guerra in Afghanistan, mentre Osama Bin Laden si dava alla macchia scrissi il seguente ‘pezzo’:

Pinocchio e Osama Bin Laden.

La voglia di crescere è coronata da errori e da continue cadute verso l’animalità.

Il burattino di legno che vuole diventare un bambino vero non rispetta le regole della società che combatte, ma di cui vorrebbe far parte… La “fata-Nato” lo punirà severamente perché il PinocchiOsama dice bugie e camuffa le sue cruenti ‘operazioni finanziarie’ (perché così devono essere considerati gli attentati dell’11 Settembre) mandando Lucignoli sconsiderati nel paese dei balocchi (gli USA) per assaporare la bellezza della libertà tra le luci di New York e i grattacieli di Manhattan.

Osama è un esagerato Black Block no-global che invece di usare sampietrini e segnali stradali per spaccare vetrine di banche e filiali dell’Adecco, usa aerei di linea e kamikaze fanatici per punire il demonio economico da cui egli stesso è stato affascinato (vedi fondi ramificati e prestanome sparsi nel mondo per far soldi: la causa jihadista lo esige… Certo! Combattere un potere economico con altri soldi: una sorta di cura omeopatica dettata dal Corano). Diventando ‘globalizzatore del terrore’!

Il mastro Geppetto della situazione (la parte buona della comunità islamica), da cui prende origine il figlio sconsiderato e indisciplinato tanto voluto e adesso tanto temuto perché scomodo, si taglia la barba prima che le truppe anglo-americane entrino a Kabul distribuendo calze di seta sotto i burqa e conquistando con la cioccolata i denutriti bambini dei Talebani.

Rinchiuso nella pancia della balena Roma, il vecchio re dell’Afghanistan guarda con preoccupazione il suo paese in cui dovrà tornare abbandonando il piacevole esilio tra i negozi di piazza di Spagna.

In questa folle partita a scacchi il Mangiafuoco Bush perde le due torri, ma riesce a compiere un arroccamento con le sue truppe scelte difendendo la regina petrolifera. Il Mangiafuoco Bush si emoziona dinnanzi alla storia dei bambini afgani e con uno starnuto di commozione spruzza bombe intelligenti sui Talebani e doni sui bambini (a volte invertendo i gesti e mandando bombe ai bambini e doni ai Talebani).

Intanto il burattino Osama non cresce e anzi rischia di bruciare le sue gambe di legno nel fuoco delle bombe che i B-52 distribuiscono con scientifica omogeneità su tutti i “punti caldi” del paese, comprese le moschee e le stalle della povera gente. La fata-Nato non lo perdona più e il naso di PinocchiOsama cresce a dismisura dinnanzi alla telecamera di Al-Jazeera che manda in onda le sue farneticanti confessioni pseudo-religiose ringraziando un Dio che viene sempre tirato in ballo quando le responsabilità sono troppo grosse per un uomo solo.

Caro PinocchiOsama: se non avessi venduto il tuo abecedario alla fiera del Jihad, ora sapresti cosa c’è scritto veramente nel Corano!

Ah! Pinocchio, Pinocchio! Quando capirai che per entrare nel mondo dei grandi bisogna crescere e rispettare le regole? Prendi esempio dagli alunni del G-77. Tu e il tuo amico mullah Omar-Lucignolo non rivedrete mai più le giostre nel paese dei balocchi come vi succedeva da giovani durante i viaggi di famiglia in occidente e negli Stati Uniti d’America. Avete marinato la scuola dell’ONU e tutti i saggi democratici del Demonio Occidente vi hanno bocciato l’11 Settembre in tutte le materie.

Il Gatto e la Volpe ti hanno consigliato di nascondere sotto terra i tuoi zecchini d’oro, ma non li troverai mai più perché le polizie di tutto il mondo hanno già scoperto i tuoi nascondigli segreti in Svizzera e Arabia Saudita. Volevi andare in America per cercare il tuo “babbo” perduto ma qualcosa ti ha offeso e sulla via di Kabul subisti la folgorazione del Jihad. A colpi di Corano e petrodollari hai alcolizzato le anime di Mohamed Atta & Company, mandandoli a schiantare contro le torri del paese dei balocchi. Sono ancora molto arrabbiati con te, caro PinocchiOsama, per quel ‘pasticciaccio’ dell’11 Settembre. Non credo che riuscirai a diventare bambino.

Con la tua testa di legno forse sei bruciato nella sala udienze di Tora Bora mentre l’alito evangelista di Bush riscaldava il tuo ultimo narghilé. Alcuni dicono che sei ricoverato in una comoda clinica svizzera e che presto ti vedremo a Cortina per organizzare una valanga-attentato sotto cui seppellire i borghesi occidentali mentre sciano sulla neve.

Ma intanto la gente muore di fame a Kabul e dintorni.

E la favola continua tra asini internazionali e i veri burattini che siamo noi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: