Consumare per essere!

<<… La corsa per il mantenimento di uno status quo estetico e tecnologico diventa l’imperativo diffuso da un Sistema che ci vuole sempre più produttori-consumatori: “lavorare per consumare” è diventato in tal modo il motto della Terza Rivoluzione Industriale, quella morbida e psicotropa; quella che, pur avendo eliminato certe pratiche coercitive dalle fabbriche, indica a tutti noi, gentilmente ma inesorabilmente (usando una soave musica in filodiffusione), il decalogo per essere dei “consumatori vincenti e benvoluti”, troppo spesso destinati a una “morte bianca” sui luoghi di lavoro.
Così come l’isterico inno “Consumare per essere!” rappresenterà l’epitaffio dell’Occidente.
Gli sfacciati anti-individualismi sovietico e nazifascista diventano così ben poca cosa se messi a confronto con l’attuale dittatura dolce delle nazioni liberiste che riescono a nascondere dietro un’edulcorata e fasulla personalizzazione delle esigenze del consumatore, la più ipocrita massificazione mai attuata nella storia su un piano non solo economico ma prima di tutto sociale e ideologico. Come a voler dire “… puoi fare tutto ciò che vuoi, ma se fai quello che facciamo noi… è meglio!”
Non c’è libertà più pericolosa della libertà apparente: la disponibilità di movimento richiede una dose maggiore di consapevolezza, corroborata da un giusto flusso informativo. Poter scegliere tra elementi non compresi nell’elenco stilato dai potenti è la vera libertà, non la possibilità della scelta in se…>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 10-11)

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5 Risposte to “Consumare per essere!”

  1. destino Says:

    Concordo con ogni tua parola:
    “Poter scegliere tra elementi non compresi nell’elenco stilato dai potenti è la vera libertà, non la possibilità della scelta in se.”
    Esattamente così!

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  2. Giovanni Says:

    Aspetta un po’ e vedrai che tornano anche le pratiche coercitive 🙂
    Ciao

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  3. “Non c’è libertà più pericolosa della libertà apparente” …grande mike

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  4. infatti già si diceva che un nemico che si presenta buono (dolce,delicato,interessato al tuo benessere) è molto più pericoloso e subdolo di quello che si presenta cattivo come veramente è; questo vale per le dittature dolci,ovviamente,perchè meno le riconosci come dittature e meno ti difendi da esse;siamo IN UN’EPOCA VERAMENTE DI GRANDE PERICOLO,FORSE COME NON MAI..Ma abbiamo ancora speranza di difenderci,con le informazioni libere che passano nel web e con quanti,pur nel loro piccolo,lavorano per la libertà delle coscienze,affinchè ognuno ragioni con la sua testa…in fondo è la battaglia di sempre,dai tempi di Socrate….

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    • Grazie Carlo, amico mio… Le tue parole mi confortano: soprattutto quando sottolinei che si può coltivare una certa libertà di coscienza nel proprio ambito (anche quando è minuscolo) e usando i mezzi che ci vengono messi a disposizione oggi, e quando mi ricordi che si tratta di battaglie secolari, millenarie… Forse è nella natura di alcuni uomini controbilanciare la mentalità dei tempi con pensieri trasversali, impopolari… Anche a costo di dover bere cicuta!

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