Impronte digitali

<<Le librerie presenti nelle nostre case (piccoli universi concentrati) sono come le impronte digitali di un individuo: non ne esistono due esattamente uguali. E per fortuna, aggiungerei. I singoli libri sono come le minuzie dell’impronta: segni univoci e caratteristici che corrispondono a un solo individuo in tutto il pianeta. Dall’osservazione dei testi schierati negli scaffali possiamo ricavare la mappatura esistenziale di una persona e ricostruire l’esatta cronologia degli eventi e dei bisogni interiori che hanno portato alla comparsa di un autore piuttosto che di un altro tra i libri scelti nel corso di una vita. Certo, molto spesso ci si avvicina per caso a un libro e alla fine ce ne innamoriamo: cosa ne sappiamo noi, in realtà, dell’empatia che si viene a stabilire tra noi e il libro? Chi sceglie cosa? Quali prove abbiamo per confermare o per confutare l’esistenza di un’energia tra gli oggetti inanimati e le nostre cellule?

La frase che Aldous Huxley pronunciò dopo che un incendio distrusse nel 1961 la sua casa e con essa tutti i suoi libri raccolti nel tempo, riassume in maniera breve ed efficace lo smarrimento di un uomo che riconosce al mezzo libresco la sua funzione di testimone: “Vedi un uomo senza passato”. Huxley non usa l’espressione “vedi un uomo senza tradizione”: il passato (così come il presente e il futuro) non è costituito da un bagaglio socio-politico-religioso o pseudoculturale che asseconda le economie del momento, ma la storia personale di ognuno di noi è determinata da scelte interiori eterogenee e impercettibili che, a volte, si coagulano sotto forma di libri.>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 25-26)

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7 Risposte to “Impronte digitali”

  1. Destino Says:

    Dunque, intanto “scritto” interessante!
    Mi viene però in mente un episodio accadutomi anni addietro. La scena è questa.. Entro a casa di un mio conoscente e “con meraviglia”, scopro che possiede una libreria fantastica, non solo per i testi in bella mostra e la gran quantità di quest’ultimi, ma per i titoli che vi “dimoravano”. C’era poco da dire, era affascinante, almeno per me che potrei perdermi in una bella libreria.
    Il discorso non fa una piega: “Dall’osservazione dei testi schierati negli scaffali possiamo ricavare la mappatura esistenziale di una persona e ricostruire l’esatta cronologia degli eventi e dei bisogni interiori che hanno portato alla comparsa di un autore piuttosto che di un altro tra i libri scelti nel corso di una vita”.
    Ora ti chiederai, dov’è la stranezza? Ti rispondo subito, la stranezza è nel fatto che la persona in questione è una “Capra” con la C maiuscola, ma non solo, ha ammesso candidamente, visto che non poteva fare altro, che ha raccolto quella gran quantità di testi e di titoli solo per darsi un “tono”, lui ne avrà letti pochissimi, annoiandosi.
    Ma la “ciliegina sulla torta” è stata quando mi ha confidato che un suo amico gli ha suggerito e raccomandato di dare alla sua libreria un’aria “vissuta”, come se questi libri fossero maneggiati spesso e volentieri, qualcuno maltrattato, altri tenuti diversamente ecc..
    Ragazzi! Uno studio a tavolino, di cattivo gusto, ma soprattutto molto triste perchè, in questo mondo, in cui si crede che “l’immagine” possa sempre parlare al posto nostro, dimentichiamo di portare in giro noi stessi, di essere “qualificati” per ciò che siamo.
    Per il soggetto in questione è sufficiente che apra bocca, per capire che l’unica cosa che abbia letto in vita sua è la data di scadenza di “4 salti in padella”, (concedimela).
    Ora mi viene da pensare una cosa, per assurdo!
    La Capra in questione, viene a mancare improvvisamente, (cosa che chiaramente non gli auguro). Persone che non lo conoscevano “bene” entrano nella sua casa, la osservano, e traggono le loro conclusioni, anche basandosi sulla sua “splendida” libreria e qui mi fermo e mi ricollego al tuo articolo “Impronte digitali” che, bada bene, condivido!
    Scusa per questo commento così lungo, ma volevo che la mia esperienza fosse chiara.
    Ciao Michele!

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    • Caspita! La tua testimonianza sul soggetto in questione è comica e triste contemporaneamente… Una cosa non mi quadra: se voleva “fare colpo” con la libreria messa in bella mostra, perché rivelare il suo vero rapporto con i libri a qualcuno, cioè a te? Questa storia provoca in me una delusione umana profonda. Ovviamente rappresenta il caso limite opposto a quelli da me ricordati nel post. Ma hai fatto bene a ricordare a me e ai lettori di questo blog che nella vita esistono anche queste storie grottesche e poco edificanti.
      p.s.: anche il premio Nobel per la letteratura, il turco Orhan Pamuk, una volta durante un’intervista ammise di non aver letto tutti i libri che aveva nella sua biblioteca. Tutti noi abbiamo nello scaffale dei libri che attendono fiduciosi di essere letti, ma santo iddio… studiare il modo per far credere di avere una libreria vissuta! Ahahahah!!! 🙂 Ciao Destino.

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      • Destino Says:

        Ha rivelato a me il tutto, non solo perchè non doveva fare colpo su di me.. ma perchè io lo conoscevo da tempo.. al di fuori di casa sua.. e da tanti discorsi, non poteva non dirmi la verità!
        L’intento era di fare colpo su chi non lo conosceva..
        Ovviamente, come dici tu, è un caso limite.. però è vero, che tristezza!
        Buona giornata Michele.

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  2. […] questa frase (“Vedi un uomo senza passato”, n.d.b.) potrebbe essere contrapposto l’incipit di un fondamentale libro di fantascienza, […]

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  3. Buenos dias !
    Ya me apunte a Twitter ! gracias …..hace dia k queria hacrlo y tu me lo hes dejado prctica mente preparado pero ahora tengo k aprendre a conocerlo ! Hace muchos dias k no encen dia el ordenador ,no me sentia con fuerzas y poco tiempo estoy un poco tontita ayer murio un tio mio al que queria mucho y solo lo tengo a él en la cabeza .un cariñoso saludo y sigo con mis mensajes ahora los abro con la nueva red –:) maria-jose.

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    • Hola Mary, te advierto que si continúa a comentar en este blog con temas relacionados con los temas de mis artículos me veré obligado a bloquear sus comentarios. Esta es “la última advertencia.

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  4. infinitylive Says:

    Che meraviglia!! hai perfettamente ragione!

    Dall’osservazione dei testi schierati negli scaffali possiamo ricavare la mappatura esistenziale di una persona e ricostruire l’esatta cronologia degli eventi e dei bisogni interiori che hanno portato alla comparsa di un autore piuttosto che di un altro tra i libri scelti nel corso di una vita.

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