Medianità

<<Mentre leggiamo, vediamo proiettate sulle pareti della stanza le scene di un mondo ricostruito tramite il potere visionario delle parole (cosmogonia da salotto) e come per magia ci si accorge che esistono diversi tipi di solitudine: vi è una solitudine fisica derivante dalla mancanza, percepita quasi egoisticamente, di uno o più corpi capaci di condividere le nostre stesse sensazioni e dai quali ricevere continuamente un consenso per continuare a vivere; la conferma del contatto che rinnova il nostro diritto a esserci. E poi vi è una solitudine interiore che la lettura (come anche la scrittura) cancella inesorabilmente grazie al suo potere medianico: restiamo eternamente in contatto con i personaggi letti o creati e riviviamo le loro vicende artificiali mentre affrontiamo la nostra esistenza reale. Si tratta di amicizie fedeli nel tempo che entrano a far parte dell’immaginario personale del lettore senza che questo riesca a compiere una vera selezione.>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 32)

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