Passi notturni

 

Vento di frecce gelate

finestre chiuse per paura

lento come trecce legate

ginestre muse di calura.

Di giorno schivo traffico

gironi di bollette e calunnie

ritorno privo e mastico

bocconi di saette e paturnie.

Ma la notte, di notte

pregiudizi dormienti

mele cotte e ricotte

per più vizi e tormenti.

Ritrovo prospettiche perse

colonna sonora di passi

un rovo d’isteriche gerse

di donna che dimora tra sassi.

L’odio diventa pace.

(1° coro:“Materialismo hegeliano!”)

Podio di lenta brace.

(2° coro:“Onanismo freudiano!”)

 

Libero da sguardi, guardo

deserti angoli di libertà

suoni di fontana in lontananza

tuoni di lontana somiglianza.

Incerti trampoli di verità

albero di dardi. Io, bardo…!

4 Risposte to “Passi notturni”

  1. Che bella cosa che hai scritto. lì dove “cosa” vuol essere un complimento ché non si riesce a distinguere dove finisca la prosa e nasca la poesia

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  2. La libertà del “vuoto”, il parlare del silenzio, il ticchettio del passar delle ore… riprendersi il tempo e con esso la vita. Quella solo nostra.

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  3. E’ veramente moto bella. Complimenti!

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