Eremo

Lontano da affetti e caos

ipotizzava distacchi e fughe.

I monti scalati del priore

la salma di fratello Balsamo

portata a spalla

verso l’eterno vespro

gli immensi corridoi

vuoti di vocazione

le umide grotte di preghiera

i silenzi masticati tra letture sacre

e le sublimi elevazioni latine

anticipando albe.

Prove di vita.

Aveva cercato

di essere molte cose

in quegli anni.

Nostalgia dei rumori,

richiami di strada e di futuro,

riverberi di lontane feste

e di amori abortiti

raggiungono irriverenti

la cella buia.

Era solo

un effimero bisogno

di silenzio.

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