Dredd – La legge sono io

<<Un afroamericano è stato ucciso in pieno centro a New York dai poliziotti dopo un inseguimento a Times Square. L’uomo, che gli agenti volevano fermare per un controllo avendolo scovato con uno spinello, non ha rispettato l’alt e ha brandito un grosso coltello contro i poliziotti. Che prima hanno usato spray urticante. Poi hanno sparato. (vedi foto e video)>> Così il web descrive brevemente una triste vicenda su cui dover riflettere in maniera seria. La società tecnologicamente avanzata del mondo occidentale sta vivendo un’evoluzione preoccupante: mentre ci agitiamo per la mancanza di diritti civili in Iran, Siria, Libia, Cina, non ci accorgiamo dei segnali di decadenza provenienti da paesi, compresa l’Italia, che forse con troppa facilità definiamo “civili”.

L’ordine pubblico e la stessa giustizia sembrano aver subito una pericolosa diluizione; i freni inibitori di un “giustizialismo da strada” stanno andando incontro, ormai da anni, a un progressivo allentamento. I luoghi della quotidianità diventano set cinematografici in cui recitare l’approssimazione di un sistema confuso: il poliziotto da garante della legge e custode dell’incolumità del malvivente, diventa “spazzino” efficiente e rapido (vedi in Italia, ad esempio, i casi di Stefano Cucchi e di Federico Aldrovandi). Nessuno può alterare l’atmosfera da shopping o la serenità dei turisti. L’insegna dei Nasdaq fa da sfondo alla follia di una società in piena crisi valoriale.

La realtà ancora una volta raggiunge e supera la fantasia e più precisamente la fantascienza: nel film “Dredd – La legge sono io” nella città di Megacity (megalopoli che, guarda caso, è la continuazione postapocalittica dell’antica città di New York) la giustizia viene amministrata dai cosiddetti Giudici, una sorta di poliziotti-giudici-giustizieri in grado di snellire in maniera draconiana i procedimenti giudiziari nei confronti dei criminali. Il momento dell’arresto coincide (senza bisogno di tribunali, lungaggini processuali, avvocati della difesa… ecc.) con quello del giudizio: la sentenza viene emessa sul posto e il malvivente condannato conosce il proprio destino giudiziario a distanza di pochi minuti dall’arresto. Qualcuno potrebbe affermare ironicamente che in Italia un simile sistema, visti i tempi biblici della giustizia italiana e l’inumano sovraffollamento delle nostre carceri, risolverebbe una serie di problemi di natura economico-politica. Ma è proprio durante questi periodi di forte pressione sociale e culturale che prendono il sopravvento sistemi discutibili e appoggiamo soluzioni facili.

L’episodio di New York, amplificato dalla presenza di numerosi passanti muniti di videofonini collegati con i social network, è il simbolo di una contraddizione esistente nella società americana e più in generale in quella occidentale: il benessere materiale convive con una evidente svalutazione del senso della vita. Quando la patina colorata della società dei consumi si sarà assottigliata sotto i colpi della crisi economica e della conseguente povertà, si ri-manifesterà la vera natura – quella originale – di un essere umano solo all’apparenza civilizzato e temporaneamente anestetizzato dai suoi stessi prodotti: la brutalità diventerà il linguaggio quotidiano degli abitanti delle metropoli; tornerà in voga la legge del taglione; la giustizia si adeguerà alle nevrosi dei tempi e allo stato psicologico medio della società. Gli scenari fantascientifici si stanno realizzando uno dopo l’altro. Inesorabilmente.

Il futuro postapocalittico – senza l’apocalisse – è già cominciato.

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3 Risposte to “Dredd – La legge sono io”

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