Natale criminale

24 dicembre

“Che magica notte del cazzo!” – pensava Nebbia.

“Non dovevo accettarlo… accettarlo… non dovevo… non… accettarlo… dovevo… perché… perché… ho accettato questo incarico maledetto?” – biascicava ad alta voce, come se viaggiasse in compagnia, durante il tragitto in auto da casa fino al parcheggio davanti al Roxy, mentre la cenere della sigaretta che aveva in bocca gli cadeva tra le cosce, sporcando il sedile. Ormai era completamente andato.

Aveva bisogno di soldi, è vero; le crisi d’astinenza da neurammina sono indescrivibili: fuori potresti sembrare tutto carino, pulito e rilassato; dentro, invece, i tuoi neuroni sembrano dei deflettori malfunzionanti dopo un temporale. Quando sei in crisi non riesci a distinguere tua madre da un quarto di bovino appeso. Ma la Rossa… la Rossa, no. Non poteva.

“Che mi scoppi pure il cervello; chi se ne fotte? La Rossa non la tocco!”

Schiuma era stato tassativo: “La tizia deve scomparire… sennò Babbo Natale non arriva e puoi dire addio ai tuoi 10.000 eurocrediti!” Stavolta la ricompensa era più elevata: si trattava di una faccenda grossa. E lo era. Pur essendo ricchi, i nuovi “datori di lavoro” di Nebbia non avevano certo bisogno di un lavoretto civile e delicato da avvocati con la borsa in pelle e il dopobarba costoso comprato da Hemmond’s. Nell’ambiente, nonostante il suo viziaccio con la neurammina, Nebbia godeva ancora di una certa credibilità professionale; non per gioco lo chiamavano “stermina e pulisci”… Altro che gli eliminatori dei vecchi film di Luc Besson. Ma la Rossa, Cristo!

“Perché hai dovuto rubare quel cavolo di programma alla FutureProg? Perché proprio a loro? Non lo sai che quella società è legata alla TecnoMafia berlinese come una slitta a una muta di cani?” – queste domande le avrebbe dovute fare direttamente alla Rossa quando era a portata di labbra, prima, lassù, nella stanza. Non ora, mentre si apprestava a incontrare il proprio destino.

Aprì la porta del Roxy e Schiuma dal bancone, mentre con una spatola toglieva se stesso, cioè della schiuma, dal bordo superiore di un boccale di birra appena riempito, lanciò a Nebbia uno sguardo talmente affilato che al confronto cadere in una vasca piena di lamette sarebbe stato come rotolarsi in un prato fiorito. La Rossa, evidentemente, era passata di lì per bere qualcosa. Ancora viva. Fottutamente, fastidiosamente e inesorabilmente viva.

Seduti a un tavolo, con ancora i cappotti addosso e le facce gialle, due scagnozzi della FutureProg.

Se fosse stato credente il killer più quotato del Roxy avrebbe cominciato a pregare.

Una Risposta to “Natale criminale”

  1. icittadiniprimaditutto Says:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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