Iperestesia

A volte capita di vivere attimi speciali, unici, durante i quali convergono segnali assiepati da mesi, anni, secoli nelle retrovie dei nostri sensi e dell’immaginario collettivo. Segni trasportati da persone inconsapevoli, oggetti, fatti apparentemente semplici… Eventi personali e pubblici s’intrecciano secondo una logica non facile da riconoscere, nel tentativo effimero di stanare il nucleo del senso della vita; analogie sottili ma tangibili e ingenuamente scambiate per pure casualità, evidenziano le tracce ignorate di quello che è già accaduto tante altre volte nel corso della storia o che sta per accadere per la prima volta. Quando finalmente ci sentiamo parte del flusso degli eventi, in preda a un risveglio d’ipersensibilità, è come se accadesse un silenzioso, brevissimo ma intenso miracolo laico. L’elemento scatenante casuale rimane sconosciuto o è disarmante a causa del suo carattere quotidiano.

Annotare le sensazioni provate durante questo tipo di esperienze è arduo. 

20091227090915!Il_cielo_sopra_Berlino

Un suono proveniente dalla città

una musica misteriosa scivola tra i palazzi

un odore archiviato nella memoria chimica…

Reazioni a catena di ricordi ancestrali

e fatti mai vissuti

fortuiti canali comunicativi

fiumi di emozioni non classificabili

immagini evocate dall’insondabile

esperienze non riproducibili con la volontà.

Come sogni difficili da descrivere

sensazioni improvvise trafiggono

l’ovvietà quotidiana della mente assonnata.

In un solo istante inarrestabile

frammenti sconosciuti

di un passato ignorato

si uniscono alle speranze future

di un domani che non vivrò.

Prendo consistenza qui e ora

riconosco il progetto generale

e il mio ruolo di semplice diodo

nell’economia dell’universo.

E divento ponte casuale

per un tempo breve

ma senza fine negli effetti.

Il flusso della storia

attraversa le mie povere carni

tatuando tracce nevrotiche

non decifrate dalla ragione.

Il presente diventa solido

e un’urgente consapevolezza

della precarietà temporale

mi spinge a ricercare

un debole riparo e soluzioni ideologiche.

Il suono scompare

dall’aria di quartiere

lasciandomi orfano dell’infinito.

Una Risposta to “Iperestesia”

  1. effetti sincronici

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