Fondazione Pinuccio Sciola

Ricevo privatamente via e-mail e con piacere ritrasmetto il seguente comunicato stampa…

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Nasce la Fondazione Pinuccio Sciola,

istituzione deputata a promuovere la memoria

e il messaggio d’arte dello scultore recentemente scomparso. 

Ha preso vita ufficialmente venerdì 22 luglio la Fondazione Pinuccio Sciola, istituzione deputata a promuovere la memoria e il messaggio d’arte dello scultore di San Sperate scomparso lo scorso 13 maggio a Cagliari. Presenti al tavolo della Sala Consiliare del Comune di San Sperate, i figli dello scultore Chiara, Tomaso e Maria Sciola, il sindaco di San Sperate Enrico Collu, il vicepresidente della Regione Autonoma della Sardegna Raffaele Paci, il prorettore vicario dell’Università degli studi di Cagliari Francesco Mola e i giornalisti Gianni Filippini e Giovanni Floris (in collegamento via skype). “Questa è una giornata molto importante per me, Chiara e Maria, da oggi siamo fondatori e amministratori della Fondazione Pinuccio Sciola. I progetti di nostro padre sono importanti e hanno un valore profondo. La presenza delle istituzioni ci rassicura sul fatto che avremo tutto il sostegno necessario affinché questi progetti possano vedere presto la loro realizzazione”. Questo uno dei passaggi dell’intervento introduttivo di Tomaso Sciola che ha voluto illustrare gli ambiziosi obbiettivi della Fondazione. A queste dichiarazioni ha risposto il vicepresidente della Regione Raffaele Paci, che ha assicurato massima attenzione e massimo impegno da parte dell’istituzione da lui rappresentata a supporto della erigenda Fondazione. Anche dal prorettore Mola è giunto un netto segnale di disponibilità alla collaborazione dell’Ateneo con la neonata Fondazione. In collegamento via Skype, il giornalista Giovanni Floris ha sottolineato il valore di Pinuccio Sciola, per il lavoro svolto, per i temi trattati, per la dolcezza, profondità e sensibilità che ne hanno caratterizzato la vita e il percorso artistico. Il giornalista Gianni Filippini ha invece rimarcato quanto l’istituzione della Fondazione sia lo strumento adeguato a raggiungere gli obiettivi elencati con grande lucidità dal suo programma. In conclusione il sindaco di San Sperate Enrico Collu ha ricordato l’importanza di Pinuccio Sciola per il paese di San Sperate, che continuerà a scoprire nel tempo la grandezza del suo più illustre artista.

LA FONDAZIONE – Pensata dall’artista di fama internazionale nel suo ultimo periodo di vita, la Fondazione nasce su volontà dei figli Chiara, Tomaso e Maria (che fanno parte del Consiglio di Amministrazione) e incarna i progetti, lo spirito di apertura, ospitalità, condivisione e rispetto della natura e delle persone che sono stati i valori caratterizzanti la vita dello scultore. Continuare a tramandare il messaggio d’arte di Pinuccio Sciola, tenendo vive e promuovendo le attività, i contatti e i progetti internazionali che l’artista ha costruito e sostenuto nel corso della sua vita: questi gli obiettivi principali sui quali verranno focalizzate le attività principali.

La Fondazione ha sede legale a San Sperate, in via Enrico Marongiu 21. La sua durata è illimitata, non ha fini di lucro e si propone di:

  • Divulgare il nome e l’opera dell’artista sardo Pinuccio Sciola.
  • Divulgare la conoscenza e lo studio delle sue opere.
  • Tutelare, conservare, manutenere e destinare a museo la sua abitazione, stante il rilevante interesse artistico e storico che l’immobile presenta.
  • Realizzare un museo, nell’ambito della regione Sardegna, inteso come luogo della ricerca, conservazione e valorizzazione della sua opera e della cultura della Sardegna.
  • Organizzare mostre, convegni, eventi culturali e attività di diverso tipo volte alla diffusione e conoscenza della sua opera in particolare e della Sardegna in generale.
  • Promuovere studi relativi alla storia e alla critica della scultura e dell’arte in Sardegna partendo dal megalitismo nuragico fino alle tendenze dell’arte moderna e contemporanea.
  • Divulgare e promuovere la cultura e l’arte attraverso la formazione dei giovani interessati, attraverso l’istituzione di corsi di formazione, stage, internship, viaggi e borse di studio.
  • Pubblicare riviste, libri, saggi e documenti nel campo della cultura, dell’arte e della letteratura.
  • Consolidare l’informazione e l’intrattenimento di rapporti con università, musei ed enti, anche internazionali per la diffusione dell’opera ed il perseguimento delle finalità della Fondazione, pure con eventuale prestito di opere.
  • Partecipare o acquisire partecipazioni in altre fondazioni o enti, pubblici o privati con finalità sociali, artistiche, culturali, filantropiche o che perseguano finalità simili a quelle della Fondazione stessa.

IL PATRIMONIO – Il patrimonio della Fondazione Pinuccio Sciola, inizialmente, comprende la casa dello scultore e alcune delle opere più importanti di cui i figli hanno voluto privarsi a beneficio dell’istituzione. Per portare avanti gli ambizioni progetti sarà sicuramente necessario il contributo di persone, società, enti e istituzioni che vorranno sostenere i tanti progetti.

LA SEDE – Pinuccio Sciola è stato un viaggiatore, una persona animata da una viscerale necessità di conoscere posti, persone, luoghi e culture differenti, ma con la ferma volontà di tornare sempre alle sue radici, alla sua terra, ogni volta arricchito di nuove esperienze. Ha vissuto a San Sperate nella grande casa campidanese di Via Enrico Marongiu, 21. E proprio la casa dal portone sempre aperto sarà la sede della Fondazione e la base dei nuovi progetti con valenza internazionale ma con forti radici nella terra di origine.

I PROGETTI – Non basterebbe un’altra vita per portare a termine i tanti progetti che Pinuccio Sciola ha lasciato in eredità. Già suddivisi e organizzati in cartelle elettroniche e in parte definiti nei luoghi e nei contesti locali, possono essere individuati attraverso tre direttive principali sulle quali si concentreranno inizialmente gli sforzi, le energie e le risorse della Fondazione:

  • Trasformare la casa di Pinuccio Sciola in un museo che offra a chiunque la possibilità di entrare nel suo mondo per comprenderne le origini, la forza e la geniale semplicità;
  • Realizzare il suo più grande sogno: una scultura lunga 240 Km che possa unire l’intera Sardegna attraverso l’integrazione di opere di spessore internazionale lungo la Strada Statale 131 Carlo Felice;
  • Organizzazione delle attività: censimento delle opere da inserire nel catalogo ragionato, e prosecuzione dello studio dell’opera di Sciola; catalogazione dei suoi documenti e realizzazione di mostre e convegni e della più ampia attività di promozione culturale.

L’ARTISTA  – Vibrante di un fermento artistico e culturale a cui ha dedicato un’intera vita, Pinuccio Sciola, nato nella piccola realtà di San Sperate in Sardegna, ha saputo trasformare i limiti e l’ostilità della propria terra in una risorsa senza precedenti. Il suo percorso artistico nasce con la vincita di una borsa di studio che nel 1959 gli permette di frequentare l’Istituto d’Arte di Cagliari a cui farà seguito l’Accademia Internazionale di Salisburgo dove segue i corsi di Luciano Minguzzi, Ernst Ludwig Kirchner, Oskar Kokoschka, Emilio Vedova e Herbert Marcuse. La sua incessante curiosità e la voglia di conoscere e confrontarsi, lo portano a viaggiare per il mondo dove ha l’occasione di conoscere artisti del calibro di Giacomo Manzù, Fritz Wotruba, Aligi Sassu e Henry Moore. Nel 1973 lavora con il maestro David Alfaro Siqueiros a Città del Messico. Forte dell’esperienza artistica e sociale nell’ambito del muralismo trasforma il suo paese d’origine in quello che oggi è conosciuto in tutto il mondo come il “Paese Museo”, in cui vivono a cielo aperto centinaia di opere d’arte. Nell’arco di quarant’anni le opere di Sciola sono state esposte e collocate presso prestigiosi spazi espositivi in tutto il mondo, ma è a partire dal 1996 che la sua ricerca artistica apre uno scenario nuovo e inaspettato nel mondo dell’arte. In quell’anno, infatti, il Maestro svela al mondo la magia del suono della pietra, una materia dura e statica, non più relegata a sola funzionalità visiva e tattile, bensì capace di esprimersi ed essere conosciuta attraverso un terzo senso: l’udito. Opere capaci di vibrare e di emettere suoni, di comunicare allo spettatore il potere della natura e la forza della terra, le pietre sonore vengono presentate per la prima volta in occasione del Festival Time Jazz di Berchidda in Sardegna e suonate dal percussionista Pierre Favre. Nel 2003 Pinuccio Sciola intraprende una collaborazione con l’architetto Renzo Piano che utilizza una sua scultura sonora per la Città della Musica a Roma. Nel 2012 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo nomina Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana e nel 2014, presso il Teatro Lirico di Cagliari, cura l’intero allestimento scenografico dell’opera “Turandot” di Giacomo Puccini, all’interno del cartellone della Stagione Lirica 2014. Nello stesso anno gli viene conferita la prestigiosa “Medaglia Beato Angelico” e il “Premio Donne del Marmo 2015” per l’importante contributo dato alla storia della scultura durante la cinquantesima edizione della manifestazione “Marmorac” di Verona. Due settimane prima della scomparsa, Pinuccio Sciola si trovava a Roma, presso la Basilica di San Pietro in Vincoli, in occasione dell’evento “StoneTales”, dove ha svelato di fronte al Mosè di Michelangelo la famosa risposta alla domanda dell’artista rinascimentale:Perché non parli?”. 

Tutt’oggi, grazie all’impegno dei tre figli, il suo incessante e ricco lavoro prosegue presso i luoghi che ne hanno caratterizzato la vita: la sua casa-studio e il “Giardino Sonoro” in San Sperate.

Sono Chiara, Tomaso e Maria che si impegnano a portare avanti quella che fu la sua costante ricerca, costellata di successi, nuovi traguardi e sfide ambiziose.

 Fondazione Pinuccio Sciola
Via E. Marongiu, 21
09026 San Sperate (CA)
sito: www.fondazionesciola.it
email: info@fondazionesciola.it
telefono: +39 3491437709

Ufficio Stampa

Simone Cavagnino
email: s.cavagnino@gmail.com
telefono: +39 340 3951527

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