Cinque Terre

a George Gordon Byron

Gli inerpicarsi sudati

in strane, inattese

primavere d’inverno

su nere rocce salate

scavate dal ritmo naturale

di una poesia infinita,

essere giovani di nuovo

tra spruzzi feroci

dal mare natalizio

che ignora

i non degni di Byron.

 

La sete di altri scorci

inesplorati, senza futuro

e sprazzi di storia

nel rosso tramonto che

annuncia speranze d’orizzonte,

una preghiera involontaria

diventa strada tra pietre

antiche

come voci evocate.

 

Proteggimi, pieve di costiera!

agitata da onde di tempo,

al tremolio di devote candele

con spuma di persi pensieri

hai salutato nei secoli

schiere di ignoti partenti

su legni

verso lontane fortune.

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2 Risposte to “Cinque Terre”

  1. Destino Unmei Says:

    “Gli inerpicarsi sudati”. Che bel verso!

    Il tutto molto evocativo, si respira il profumo del mare e si ha quasi la sensazione della salsedine sulla pelle, ma si respira anche la storia e gli orizzonti futuri.
    “Proteggimi…” come un grido, o una preghiera, un’attesa o una speranza…

    Piace a 1 persona

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