Plaisir: il pianeta dimenticato di M. R. D’Alfonso

<<… L’Autrice, già nella premessa, non dimentica di citare i pilastri della letteratura fantascientifica del XIX e XX secolo e omaggia i “migliori” con continui e piacevoli riferimenti alle loro opere: i mondi di Asimov; la scienza ingenua e positivista di Wells (e prima ancora di Verne); il disincanto socio-politico di Orwell; i “megaschermi” con cui è costretto a competere il rinsavito pompiere Montag in “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury; il “crimine pensato” (Thoughtcrime) che ci riporta alla PreCrime descritta in “Minority Report” da Philip Dick…

Ma l’autore da cui la D’Alfonso sembra attingere a piene mani è sicuramente Aldous Huxley: il palese riferimento al suo capolavoro – “Il mondo nuovo” – è piacevole quanto la trasformazione in versi di quel messaggio d’allarme lanciato nel 1932.

I cittadini della futura e inquietante società huxleyana sono concepiti e prodotti industrialmente in provetta, e durante l’infanzia condizionati con espedienti tecnologici e con le droghe. Da adulti occupano ruoli sociali prestabiliti secondo un livello di nascita stabilito a tavolino: alfa, beta, gamma, delta… sono le caste sociali. Aveva ragione Huxley (le sue profetiche paure furono confermate e analizzate nella postuma raccolta di saggi “Ritorno al mondo nuovo” del 1958) e continua, purtroppo, ad avere ragione la D’Alfonso… Con una sola differenza: la speranza presente in “Plaisir” ci induce a combattere per un mondo migliore in compagnia degli Einsteiniani (gli scienziati puri esiliati dal mondo degli affari).

“Plaisir” non va collocato, pur possedendone tutte le caratteristiche di base (annientamento dell’individualità, predominio della pseudo-scienza, fredda programmazione sociale, libertà negate, scuola di regime, omologazione del gusto…) nell’ampia pagina dell’opera antiutopica della moderna fantascienza (le antiutopie, alla fine, lasciano sempre un sapore amaro nella bocca del lettore! Con “Plaisir” ciò non accade…) ma è un racconto poetico, ovvero una “favola fantascientifica” con un lieto fine: i cattivi vengono sconfitti; il mondo di Plaisir riacquista gli antichi equilibri e i dimenticati splendori etici; gli embrioni non più sfruttati riprendono il loro naturale posto nell’universo biologico e i Derma, gli esseri dalla pelle nuova, indicano la via per la necessaria metamorfosi positiva dell’umanità…>>

(tratto da Plaisir)

3 Risposte to “Plaisir: il pianeta dimenticato di M. R. D’Alfonso”

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