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“Amore e Morte” di Calcedonio Reina

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 4 giugno 2017 by Michele Nigro

versione pdf: “Amore e Morte” di Calcedonio Reina

Non ho ancora avuto l’opportunità di vedere dal vivo questo dipinto straordinario del pittore catanese Calcedonio Reina intitolato “Amore e morte” (1881) custodito presso il museo civico di Catania, e che ho conosciuto casualmente tempo fa, tramite il web, mentre cercavo un’immagine adatta alla mia poesia “Segnalibri”. Ad influenzare positivamente il mio giudizio nei confronti di questa opera non è solo il fatto di essere stato realmente nel luogo in cui è ambientata la scena di “Amore e morte”, ovvero le suggestive Catacombe del Convento dei Cappuccini a Palermo, ma è soprattutto l’originalità del suo realismo e il forte potere simbolico nascosto dietro l’apparente normalità della scena: un uomo e una donna si baciano tra le bare e le mummie esposte nelle catacombe. Sembrerebbe che l’artista abbia voluto semplicemente immortalare la breve storia di un bacio rubato, di un atto goliardico tipicamente giovanile consumato in maniera “eversiva” in un luogo sacro, lì dove sarebbe vietato occuparsi di gioie terrene, carnali e sarebbe, invece, più opportuno riflettere sull’insegnamento escatologico offerto dall’ambiente. Ma c’è di più, molto di più…

Al centro dell’opera ci sono loro, un uomo e una donna che mentre si abbracciano dolcemente, si scambiano un bacio appassionato: lei, con molta probabilità di famiglia benestante come denunciano i suoi merletti, bionda, giovane e bella, vestita di bianco (bianco crema) – la luce che emana dal suo abito è un inno alla vita! – a contrastare il grigiore della morte (anche se non vi è traccia di monotonia cromatica nella descrizione pittorica del sepolcro da parte di Reina; al contrario, le bare, le nicchie e i corpi mummificati sono caratterizzati da una sobria “vitalità” dei particolari, pur trattandosi di un dipinto in cui la tonalità non esaltata di colori non contrastanti tra di loro, tende a uniformare il tutto accogliendo la luminosità dei soli esseri viventi); quel corpo lucente – l’unico del dipinto – è il simbolo della gioia di vivere, dell’amore di donna, della passione devota della moglie che sarà, promessa splendente della vita che custodirà.

Lui, elegante gentiluomo, capigliatura nera, dall’aspetto promettente, sembrerebbe provvisto di baffi nonostante l’area della bocca sia occupata dal bacio, amante premuroso, le sue braccia ricoperte dal tessuto scuro della giacca cingono, una la vita di lei come se fosse una cintura che spicca sul bianco del vestito della donna (a voler dire: “tu sei mia, appartieni alla mia vita e non alla morte che ci circonda!”), la mano dell’altro braccio, invece, accompagna la nuca della fanciulla verso il “dolce pasto”.

O, forse, l’uomo e la donna sono i protagonisti di un amore clandestino, di un amore impossibile, senza futuro: quel bacio rubato è un’occasione irripetibile, unica, da non perdere. Confidando nella “forzata discrezione” dei presenti, i due amanti si abbandonano a un gesto apparentemente irriverente, vista la sacralità del luogo, e con la tragedia nel cuore sanno che quello potrebbe essere il loro ultimo bacio se non addirittura il primo e già ultimo: fuori dalle catacombe torneranno a essere due estranei; forse entrambi sono sposati con altre persone e la loro conoscenza furtiva nel mondo dei vivi non aveva avuto lo sviluppo desiderato. Solo in un luogo di morte e di silenzio il loro amore “di superficie”, fatto di sguardi e di fantasie, ha trovato la forza per realizzare il contatto adulterino. Il tutto vissuto sotto gli occhi ormai spenti delle mummie esposte in fila, vestite come lo erano in vita ed etichettate, che sembrano “discutere” tra di loro dell’insolito accadimento amoroso.

Eppure, al di là della storia dei due amanti creati dal pennello e dall’immaginazione di Reina, non si comprende definitivamente se siano i due giovani a lanciare un segnale indiretto ai muti testimoni del loro bacio o se siano, al contrario, i corpi mummificati dei morti a insegnare qualcosa di inesorabile e drammaticamente reale all’uomo e alla donna. È l’amore che vince su tutto (l’omnia vincit amor di virgiliana memoria), persino sulla morte in quel luogo presente in maniera inequivocabile, o è la Morte che ricorda ai due amanti, attraverso i suoi “associati” messi in bella mostra nelle catacombe a sfidare l’eternità, senza proferire parola alcuna, che qualunque sarà la natura del loro amore e la forza della loro passione per la vita, alla fine diverranno comunque materia per imbalsamatori o cibo per vermi? Infatti dalla luce del lato del dipinto che sta alla nostra sinistra (e del vestito della donna) si passa gradualmente, in prospettiva, verso la lontana oscurità a destra in fondo alla catacomba: vivete, credete nell’esistenza, baciatevi appassionatamente, illudetevi per un attimo di essere immortali, ma – memento mori! – non dimenticate di appartenere alla morte, al destino oscuro che vi attende in fondo alla galleria della vita.

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“Le stanze di carta” recensisce “Nessuno nasce pulito”, a cura di Ilaria Cino

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 marzo 2017 by Michele Nigro

È stata pubblicata sul lit blog “Le stanze di carta”, un’interessante recensione alla mia raccolta “Nessuno nasce pulito” a firma di Ilaria Cino, poetessa e co-fondatrice del sito letterario insieme a Lavinia Frati. Nel ringraziare Ilaria Cino per questa sua analisi in cui riproduce l’essenza della mia ricerca poetica, riporto di seguito uno stralcio della recensione: “… L’esperienza esistenziale è assunta come luogo di partenza per altri luoghi, epifanie e corrispondenze che dimostrano come il poeta sia prima un uomo impegnato nella conquista della sua umanità, per poter abbracciare vedute più ampie sulla modernità e i suoi fenomeni; e dove l’autore mostra quello sguardo modesto, vicino ai crepuscolari, che non ha alcuna pretesa di voler inscatolare concetti e soluzioni (cambio punto di vista) ma solo di esserne il testimone (sono un invito al viaggio). La dialettica tra l’io poetico e il mondo si connota, infatti, come un parlare a voce alta, come un filosofare pratico e svelto sulla vita che stimola in chi legge un riflettere…”

Per leggere l’intera recensione, qui.

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“NESSUNO NASCE PULITO”
autore: Michele Nigro
anno pubblicazione: 2016
edizioni nugae 2.0

La raccolta intitolata “Nessuno nasce pulito” contiene poesie esperienziali. La singolare titolazione prende spunto dalla condizione embrionale, “sporca”, di ogni lirica nascente che con lentezza, dopo un lavoro di analisi interiore da parte dell’autore e di limatura del testo, giunge al lettore nella versione pubblica, “pulita”: egli, il lettore, può solo intuire il percorso intrapreso dal poeta, farlo proprio senza l’urgenza dell’interpretazione.
Si tratta di una “raccolta di formazione”: elencate in ordine alfabetico, per interrompere la consequenzialità cronologica tra i vari componimenti, le poesie selezionate rappresentano folgorazioni e intermittenze della mente con cui il poeta registra stati mentali, impressioni, epifanie appartenenti al suo vissuto. Sono un “manifesto esistenziale” in cui riconoscersi e farsi riconoscere. È una poesia urbana, quotidiana, che non ricerca una lingua pura, panica e arcaica; non insegue la tradizione. La parola utilizzata in questa raccolta non è una mimesi della realtà né del parlato. È una voce autentica, che adopera slittamenti di senso e si pone contro la linearità sia geometrica (la posizione della scrittura nello spazio del foglio) che di pensiero. [n.d.c.]

DOVE ACQUISTARLO?

booktrailers:
https://www.youtube.com/watch?v=vPhl2AK5wUc
https://www.youtube.com/watch?v=XpY5OXTVSgs


prefazione a cura di Antonio Scarpone​
premessa dell’Autore
postfazione a cura di Davide Morelli​
immagine di copertina a cura di Pedram Anvarypour​


“MICHELE NIGRO… CHI?”
https://michelenigro.wordpress.com/about-michele-nigro-note-biobibliografiche/

per contatti: mikevelox@alice.it

Un giorno

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 5 settembre 2016 by Michele Nigro

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Un giorno

quando il distacco

allenato dal tempo

lo permetterà, senza

troppi rimorsi legati

a quelle parole scritte

con un tratto non più mio

riuscirò a leggervi,

e avrete conservato

intatto come inchiostro recente

il potere di una sciabolata

in pieno volto a una sciocca

giovinezza arresa.

 

Ma non oggi,

non è ancora l’ora

di spalancare pagine

di vite lontane, per finalmente

capire.

Solo sprazzi rubati

con la coda dell’occhio

da seppellite angosce.

Antidoto

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 luglio 2016 by Michele Nigro

“Verranno al contrattacco con elmi ed armi nuove
Verranno al contrattacco ma intanto adesso
Curami curami curami”

(CCCP)

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Che sarei alla vita

se non avessi

un’intima voce, quella parola

scavata in cerca di

passaggi eterni

come sospiri tra rumori?

Eppure un giorno

sconosciuto realizzerò

d’un colpo la sconfitta

dell’esistere con sembianze

di gesto scellerato e

irreversibile.

 

Fino ad allora

che l’oscurità del verso

circondi la spietata ragione,

nell’illusione di

lontani sconforti

non in viaggio

verso me.

Dendrocronologia

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 aprile 2016 by Michele Nigro

arbolB

Circa 540 mesi

16.200 giorni

388.800 ore

23.328.000 minuti

1.399.680.000 secondi fa

giunsi per caso su questo pianeta.

Eppure già esistevo

slegato e sconosciuto

nei suoi elementi

diluiti dal tempo.

Tomografia assiale dell’anima,

puoi leggere e contare

i testardi anelli dell’esistenza

le stagioni trascorse tra amori

e solitudini

gli anni bui e quelli facili

tra ferite e piccole glorie,

datare dolori e traguardi

gli incendi spirituali

e le mutazioni climatiche

del mio sentire,

tronco umano

archivio di carne e gesti.

paginauno, bimestrale di analisi politica, cultura e letteratura

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , on 10 dicembre 2015 by Michele Nigro

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anno IX numero 45

In questo numero
Dietro il successo di Expo: dalla surmodernità al kitsch, la società dei consumi e la rimozione della violenza. Turchia, Isis, gas e nuovi assetti imperialistici: in equilibrio fra Usa e Russia, attraverso la Turchia passano le più importanti pipeline tra Oriente e Europa. Economia francescana: Jorge Mario Bergoglio: marxista, eretico o semplicemente Papa? Dove sono i nostri: conflitto sociale e lotte dei lavoratori nell’Italia di oggi, come si muove il collettivo Clash City Workers. Dopo Expo, la logica del Grande Evento continua: intorno ai progetti di riqualificazione dell’area l’ombra di interessi speculativi. Alle radici del fascioleghismo: gli anni Novanta, la Nuova destra italiana e la Libera compagnia padana.
E ancora: la narrativa industriale britannica del primo Novecento, radice culturale di Ken Loach e William McIlvanney. Intervista a Susanna Parigi. La politica e l’arte della menzogna. E poi: recensioni musicali, di romanzi, saggi e film, l’Expo della società dello spettacolo nelle fotografie di Giulia Zucca e la copertina di Roberto Cracco.

LIBERA L’INFORMAZIONE E LA CULTURA!

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L’ETÀ DELLA SAGGEZZA NELL’ERA DIGITALE

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 6 giugno 2015 by Michele Nigro

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L’ETÀ DELLA SAGGEZZA NELL’ERA DIGITALE
E se fossero gli anni più belli?

di Silvana Buzzo Patucchi

(Francesco Brioschi Editore)

Lunedì 15 giugno 2015

Ore 19

c/o Francesco Brioschi Editore
Via Santa Valeria, 3 – Milano
www.brioschieditore.it

Insieme all’autrice e all’Associazione Donne In (associazione Area 60 e oltre) interverranno:
Isabella Bossi Fedrigotti – scrittrice e giornalista
Renata Prevost – scrittrice, giornalista ed esperta di comunicazione

Una lucida e positiva analisi sulla società degli over 50 – ieri, oggi e domani – quella compiuta da Silvana Buzzo Patucchi nel suo nuovo libro L’età della saggezza nell’era digitale (E se fossero gli anni più belli?), appena pubblicato da Francesco Brioschi Editore.
Già soggettista e sceneggiatrice per molte fiction televisive ed esperta in materia di Diversità Sociale, la Buzzo affronta con solerzia, ironia e distacco una acuta riflessione su un argomento che riguarda tutto l’occidente: l’allungamento della vita e la sua conseguenza inevitabile, la vecchiaia, tabù del nostro tempo, spazio della vita negato e temuto che è vietato nominare e che in molti Paesi è abolito dagli elenchi di parole utilizzabili su Internet perché causa di insuccesso garantito.

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Blog “Nigricante” – Analisi del 2014

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , on 30 dicembre 2014 by Michele Nigro

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 37.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 14 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Maria Pina Ciancio

Quaderno di poesia on-line

LucaniArt Magazine

Riflessioni. Incontri. Contaminazioni.

fantascritture - il blog di gian filippo pizzo

fantascienza e fantastico, ma anche no

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L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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Blog e progetto editoriale di poesia

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Iannozzi Giuseppe, in arte "Joseph Barbarossa" - scrittore, giornalista, critico letterario - blog ufficiale

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