Archivio per Antonio Scacco

“Future Shock” n.65

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , on 4 febbraio 2014 by Michele Nigro

Continua, sostenuta da una commuovente caparbietà di origine divina, la crociata fantascientifica del periodico “Future Shock”, diretto dall’instancabile Antonio Scacco, contro quei fetentoni satanassi di fantascientisti senza dio, intellettuali comunisti e scomunicati vari! 

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Le nostre risposte a Harrison Ford e a Asor Rosa, Esposito e Galli della Loggia

 

nel n.65 (febbraio 2014) di “Future Shock”

SOMMARIO

Indubbiamente, il fenomeno dell’abbandono degli studi umanistici, è un grave vulnus per la vita culturale, politica e sociale del nostro Paese. Ma non basta la denuncia; occorre anche individuarne le cause, come nell’editoriale di A. Scacco, Il cahier de doléances di Asor Rosa, Esposito e Galli della Loggia. Sulla vexata quaestio degli UFO, il sospetto che emerge dal saggio di C. Bellon, La salvezza? Viene dagli astri: parola d’alieno!, è che i dischi volanti siano una trappola architettata da Satana per fare inorgoglire gli uomini e screditare quanto insegna la Chiesa. Ma le trappole (A. Giuliani, La scienza quando si è appena alzata dal letto, 1a parte) ci sono anche nella scienza, che ci inganna in tre modi: trasformando le sue proposizioni in norme, divulgando i suoi risultati più che i suoi metodi, tacendo le sue limitazioni epistemologiche. Tuttavia, l’inganno degli inganni è quando l’Anticristo, come nel romanzo di Robert H.Benson, si erge a Salvatore del mondo, proclamando come unica e vera religione l’Umanitarismo e perseguitando la Chiesa cattolica (E. Leonardi, Il padrone del mondo, 1a parte).
A volte, però, siamo noi stessi a dar man forte ai nemici della fede, come nel racconto di V. Garzillo, L’ultima dose, dove, avendo un asteroide distrutto sulla Terra tutti i semi di grano, si confonde l’Eucaristia con la farina. Anche nel racconto di F. Massa, Semplicemente unico, l’inganno è dietro l’angolo, addirittura propiziato dalla genetica, ma dalle spine può nascere come sempre anche una rosa. Nel racconto, invece, di G.Pagliarino, Sotto l’Ego Centrale, è la generale decadenza morale a consentire ad un gruppo di megasocietà finanziarie di prendere il potere e di instaurare la dittatura atea e materialista dell’Economic General Organization (EGO). Concludono il numero le rubriche delle poesie (Inondazione di E. Bianchi e Elegia per Giorgio Cicogna di L. Picchi), delle recensioni librarie (J.McDevitt, Couldron, fornace di stelle; L.Poggi, Fuga dallo Sparviero; O. Scott Card, Il gioco di Ender), del cinema (Gravity di A.Cuarón), delle notizie e delle lettere con la nostra risposta a Riccardo Cascioli e Mario Palmaro su che cosa noi intendiamo per “fumo di Satana” di montiniana memoria e qual è la bestia da prendere, oggi, per le corna.

Antonio Scacco

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“Alieni, astronavi, robot… Critica pedagogica vol. 2” a cura di Antonio Scacco

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 15 giugno 2012 by Michele Nigro

È disponibile la nuova raccolta saggistica a cura di Antonio Scacco intitolata “Alieni, astronavi, robot… Critica pedagogica 2” contenente articoli e recensioni di vari Autori orbitanti intorno alla rivista barese “Future Shock”. In postfazione ho avuto il piacere di ritrovare la mia lunga intervista ad Antonio Scacco realizzata in occasione del 25° anniversario della nascita di “Future Shock” (recentemente pubblicata anche sul sito di FS insieme al mio racconto “L’ultimo tramonto”). Come si evince dall’Indice di seguito riportato, e come sa bene chi conosce l’operato del Prof. Antonio Scacco nell’ambito della letteratura fantascientifica, anche questo secondo volume di Critica pedagogica è caratterizzato da una linea editoriale che potremmo definire “partigiana”: tipiche tematiche fantascientifiche diventano occasione di discussione in chiave cattolico-cristiana su numerosi argomenti d’attualità. Non mancano le consuete stoccate a un certo tipo di fantasy, al relativismo, allo scientismo, al fondamentalismo islamico, al cyberpunk… ecc. Un testo che, come già è accaduto in passato con altre pubblicazioni di Scacco, non mancherà di suscitare interesse e al tempo stesso polemiche tra gli addetti ai lavori e i lettori laici.

INDICE

3          Premessa. Può esistere una fantascienza umanistica e cattolica? Intervista con Antonio Gaspari

10        Clonazione umana e umanesimo sapienziale-scientifico

25       Incredibile: a Harry Potter il Premio Hugo!

38       La fantascienza per prevenire le guerre e costruire la pace

50       Le radici cristiane dell’Europa e della scienza moderna

61        Il terrorismo degli integralisti islamici e le risposte della fantascienza

73       “Se l’Europa odia se stessa…”

85       Gli alieni come lo tsunami?

98       L’uomo magico-esoterico o l’uomo sapienziale-scientifico?

110      Europa relativistica? Colpa dello scientismo

123     Pacs e DI.CO.: un’ulteriore tappa della crisi umanistica

135      Il barone di Verulamio e la Casa di Salomone

147     Gli indignati, i cataclismi e la science fiction

157     Postfazione. L’interrelazione tra Cristianesimo, modernità e fantascienza. Intervista con Michele Nigro

———-

dal sito di “Future Shock”:

Antonio Scacco

Alieni, astronavi, robot…
Critica pedagogica due

(Photocity Edizioni, Pozzuoli-NA, 2012, pp.175)

Come accade spesso nella vita sociale, politica, economica, ecc. di una Nazione, in cui si cerca di risolvere le crisi ricorrenti con le innovazioni, altrettanto avviene in ambito fantascientifico.
James Ballard, ad esempio, tentò di rinnovare la fantascienza con la new wave, Jacques Sternberg con il surrealismo, William Gibson con il cyberpunk. Ma questi tentativi si sono conclusi, per la fantascienza, con un fallimento. Perché?
L’errore di fondo, secondo noi, sta nel non aver capito che la fantascienza non ha una genesi letteraria come il Classicismo, il Barocco, l’Arcadia, il Romanticismo, il Verismo, il Futurismo, ecc., ma nasce con l’avvento della scienza moderna.
La soluzione dell’attuale crisi della fantascienza va, dunque, ricercata nell’ambito della scienza, valorizzando di questa il significato umanistico e contrastandone la degenerazione in scientismo.
Come il precedente volume, Critica pedagogica della fantascienza (Boopen Editore, 2008), contiene recensioni prevalentemente di romanzi: La croce di ghiaccio di Lino Aldani, L’invincibile di Stanislaw Lem, L’arma invisibile di Gilda Musa… Ma non è dimenticato il cinema di fantascienza: Punto di non ritorno di Paul Anderson, Il quinto elemento di Luc Besson, Avatar di James Cameron… Ogni capitolo è introdotto da un saggio, costituito da un editoriale, opportunamente aggiornato, apparso sulla fanzine “Future Shock”. Il volume è arricchito da numerose illustrazioni in b/n, pp.174.

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“Future Shock” n.60: Fantasia contro Scienza?

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , on 24 marzo 2012 by Michele Nigro

Il numero 60 di “Future Shock”, pubblicazione quadrimestrale di saggistica e narrativa di fantascienza, è in distribuzione. Tra gli scritti presenti, particolarmente interessanti mi sono sembrati il racconto di Domenico Volpi, Anche i robot hanno un cuore, e il corposo saggio di Giovanna Jacob intitolato Modernismo e post-modernismo nel cinema di fantascienza che il curatore di “Future Shock” – fanzine nota ai lettori italiani di fantascienza per la sua forte impronta ideologico-religiosa – presenta nel seguente modo: “Una lettura cattolica di 2001: Odissea nello spazio e di Blade Runner”. Un saggio che, sono sicuro, farà molto discutere chi preferisce una ‘lettura laica’ non solo dei film sopracitati ma anche di tutte le altre opere cinematografiche fantascientiche e non.

La Singolarità su “Future Shock” n.59

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , on 4 dicembre 2011 by Michele Nigro

E’ uscito il n.59 (Anno XXIII, ottobre 2011, nuova serie) della pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza “Future Shock” curata come sempre dall’intellettuale cattolico, il prof. Antonio Scacco di Bari. Spulciando il sommario salta subito agli occhi l’interessante saggio di Cristina Bellon intitolato “L’intelligenza superumana: la Singolarità Tecnologica” (all’interno del quale spicca il paragrafo “Una nuova new wave: il connettivismo”). Tra gli altri scritti che animano il numero anche alcuni miei interventi: l’intervista già nota ai lettori di questo blog “25 anni di Future Shock: la Fantascienza Umanistica di Antonio Scacco – intervista a cura di Michele Nigro” ripresentata agli abbonati di “Future Shock” con un nuovo apparato iconografico e con un nuovo titolo scelto all’uopo da Scacco (titolo da cui io pacatamente mi dissocio): “L’interconnessione tra Cristianesimo, modernità e fantascienza”; il racconto “L’ultimo tramonto” e la recensione al romanzo breve “Un anno nella città lineare” dello scrittore statunitense Paul Di Filippo. Nella rubrica Notizie un ricordo di Vittorio Curtoni recentemente scomparso e nell’angolo della posta – Ci scrivono i lettori -, dove a rispondere è lo stesso curatore, non mancano interventi pro e contro la linea editoriale scelta da Scacco per la sua fanzine. Buona lettura.

L’intervista a Scacco sul sito di Marino Cassini

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , on 4 novembre 2011 by Michele Nigro

Anche sul sito dello scrittore di fantascienza Marino Cassini è “apparsa” la mia intervista ad Antonio Scacco “25 anni di Future Shock. La Fantascienza Umanistica di Antonio Scacco”.

Dal corsivo introduttivo di Cassini: <<Fantascienza, uno dei generi letterari da me prediletto durante l’infanzia e il primo genere affrontato da scrittore per ragazzi quando, nel 1963, partecipai a un concorso bandito dalla Casa Editrice Ariete. Non lo vinsi ma l’Editrice pubblicò l’anno appresso quello che fu il primo libro per ragazzi: Da un metro a tre centimetri. Altri ne seguirono, accompagnati da qualche novella che la fanzine “Future Shock”, diretta da Antonio Scacco, ospitò benevolmente.

Per me Antonio è un vero corifeo che si batte per la diffusione di un genere che in Italia non ha mai goduto di grande popolarità, una lotta che continua imperterrito a sostenere. Il titolo di un suo saggio, Fantascienza umanistica, mi ricorda in grammatica la figura retorica dell’ossimoro e nella letteratura francese la lunga “Querelle des ancien et des modernes” in cui scrittori antichi e moderni furono messi l’uno di fronte all’altro. Allora finì in parità: Boileau e Perrault si strinsero la mano. A quando la stretta di mano tra Fantascienza e Umanesimo?>>

link all’intervista: http://www.marinocassini.it/salottoM_Nigro.htm

L’intervista ad Antonio Scacco su “Osservatorio Letterario”

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , on 4 novembre 2011 by Michele Nigro

È in uscita il fascicolo NN. 83/84 – 2011/2012 del periodico “Osservatorio Letterario – Ferrara e l’Altrove” (Rassegna di poesia, narrativa, saggistica, critica letteraria-cinematografica-pittorica e di altre Muse) diretto dalla Prof.ssa Melinda B. Tamás-Tarr, contenente la mia intervista ad Antonio Scacco intitolata “25 anni di Future Shock. La Fantascienza Umanistica di Antonio Scacco” e che molti di voi già conoscono. Per ulteriori informazioni sulla rivista, per leggere il sommario del numero 83/84: osservatorio83-84indice

Fantascienza, religione, politica e… su “Fabbricanti di Universi”

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , on 4 ottobre 2011 by Michele Nigro

Due interviste analoghe, intitolate “Fantascienza, religione, politica e…”, sono apparse sull’interessante sito “Fabbricanti di Universi”: la prima delle due interviste è quella già nota ai Lettori di “Nigricante”, realizzata da me e rivolta ad Antonio Scacco in occasione del 25° anniversario della nascita di “Future Shock”; l’altra realizzata dall’ideatore di “Fabbricanti di Universi”, Roberto Paura, e rivolta a un altro esponente di spicco della fantascienza italiana, Gian Filippo Pizzo, curatore insieme a Walter Catalano dell’antologia di fantaresistenza “Ambigue utopie” e in procinto di realizzare una nuova antologia di racconti dedicata alla “fantareligione”.

Le due serie di domande pur partendo da argomentazioni simili (appunto la fantascienza, la politica, la religione…), danno vita a delle risposte diametralmente opposte, come opposti sono i punti di vista dei due intervistati. Chi frequenta il fandom da anni sa benissimo che Antonio Scacco e Gian Filippo Pizzo sono due intellettuali ideologicamente agli antipodi: ed è proprio per questo motivo che l’accostamento delle due interviste risulta essere interessante. Solo dal confronto antitetico nascono la vera cultura e la vera informazione.

Questi i link separati alle due interviste:

Fantascienza, religione, politica e… Intervista a Gian Filippo Pizzo

Fantascienza, religione, politica e… Intervista ad Antonio Scacco

L’intervista a Scacco su “EDIZIONI SCUDO news”

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , on 4 ottobre 2011 by Michele Nigro

Anche le Edizioni Scudo danno spazio alla mia intervista a Scacco. Annuncia su Facebook Luca Oleastri, illustratore e grafico, uno dei fondatori delle Scudo: <<Invece delle solite “chiacchiere da bar” sulla fantascienza, vi invitiamo a leggere l’interessantissima intervista a cura di Michele Nigro ad Antonio Scacco, decano del fandom italiano con la sua fanzine “Future Shock” (che esce da 25 anni) e personaggio assai controverso per il suo approccio ideologico alla SF.
Se siete dei veri appassionati di fantascienza non potrete che intervenire in merito alle “carte” messe in campo da Sacco. Buona Lettura!>>

Interessante anche il commento già postato nelle news da Giorgio Sangiorgi, scrittore e saggista, cofondatore delle suddette edizioni.

Questo il link alle news delle Edizioni Scudo

“25 anni di Future Shock” su Kult Underground

Posted in nigrologia with tags , , , , , , on 22 settembre 2011 by Michele Nigro

La mia intervista ad Antonio Scacco, realizzata in occasione del 25° anno d’attività della rivista “Future Shock”, è ospitata sul sito “KULT UNDERGROUND”, la prima rivista multimediale underground italiana. Mensile atematico, nato nel 1994, che si occupa di letteratura, cinema, musica, boardgames, e di tanto altro, collegato al sito di KULT Virtual Press, una delle più “antiche” case editrici virtuali italiane.

I fondatori di KULT Underground sono Marco Giorgini e Massimo Borri ai quali si sono uniti dall’inizio Federico MalavasiFabrizio GuicciardiGianluca Meassi e Thomas Serafini. Negli anni i componenti della redazione sono cambiati più volte, e dal 2005 KULT Underground si avvale principalmente di collaboratori, coordinati dal web master del sito, senza più avere un comitato redazionale strutturato. E’ possibile contattare la redazione attraverso l’indirizzo mail info@kultunderground.org

link all’intervista

“25 anni di Future Shock” su Magrathea

Posted in nigrologia with tags , , , , , on 21 settembre 2011 by Michele Nigro

La mia intervista ad Antonio Scacco, realizzata in occasione del 25° anno d’attività della rivista “Future Shock”, è ospitata sul sito di “Magrathea” (Rivista di narrativa fantastica. Fantasy, fantascienza, horror. Notizie, recensioni e anticipazioni di libri, film, giochi e serie tv) curato da Andrea Nicosia.

25 anni di “Fantascienza Umanistica”: intervista ad Antonio Scacco

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 settembre 2011 by Michele Nigro

In occasione del venticinquesimo anniversario della nascita di Future Shock, rivista ideata e curata da Antonio Scacco, ho pensato di realizzare un’intervista per cercare di fissare i punti salienti di una concezione particolare della fantascienza che non poche polemiche ha suscitato in passato e continua a suscitare tra gli operatori del settore (editori, scrittori) e all’interno del fandom.

Si tratta di un’intervista che ha affrontato una gravidanza piuttosto lunga (come lunga è la stessa intervista: ben 20 domande!) a causa della afosa pausa estiva e di altri impedimenti personali… Ma alla fine il traguardo è stato raggiunto e, mi permetto di aggiungere, anche in maniera soddisfacente: ho voluto realizzare un’intervista “chirurgica” e non il solito superficiale botta e risposta agile nella lettura ma del tutto inutile da un punto di vista conoscitivo. Le risposte di Scacco sono esaustive e ricalcano fedelmente le idee coltivate in questi venticinque anni di attività nel settore della fantascienza umanistica. Idee e prese di posizione che possono “infastidire” qualcuno, su cui ci sarebbe tantissimo da discutere, ma che rispecchiano in ogni caso un modo di vivere e di concepire la letteratura fantascientifica. Pluralità, democrazia e rispetto: in qualità di intervistatore ho accettato di ‘registrare’, in maniera giornalisticamente asettica, le idee di Scacco. Ma il dibattito, se vorrete, potrà continuare sulle pagine di Future Shock, scrivendo a: futureshock@alice.it

Buona lettura.

25 anni di Future Shock

La Fantascienza Umanistica di Antonio Scacco

intervista a cura di Michele Nigro

Prof. Antonio Scacco, grazie innanzitutto per aver accettato il mio invito a realizzare questa intervista in occasione del 25° anno di attività della sua rivista di saggistica e narrativa di fantascienza Future Shock.

1) MN. Lei afferma in Fantascienza Umanistica che la funzione principale della science fiction è o dovrebbe essere quella di ricucire lo strappo tra la cultura umanistica e quella scientifica. Non crede che questo compito debba essere assunto principalmente dalle istituzioni accademiche, dai governi, dai legislatori che spesso assecondano le esigenze economiche delle varie ‘lobby’ senza preoccuparsi della formazione dei cittadini?

AS. L’uomo è un essere di cultura, intesa essenzialmente in senso umanistico. La sua formazione avviene, perciò, attraverso quegli strumenti idonei ad accrescere la sua umanità, quali la filosofia, la pedagogia, l’arte e, in primis, la religione. Oggi, il processo di umanizzazione è messo in crisi dal conflitto tra il sapere umanistico e quello scientifico. La science fiction, poiché getta un ponte tra le due culture, si pone come valido strumento di umanizzazione.

2) MN. In qualità di intellettuale cattolico ed esperto di letteratura fantascientifica, come valuta l’attuale scenario socio-politico e culturale italiano? Viviamo, come molti credono, in un’epoca dominata da una sorta di ‘dittatura bianca’ coadiuvata da un sorridente potere videocratico travestito da ‘partito dell’amore’? Può la science fiction risvegliare le coscienze e contribuire a contrastare lo ‘stato soporifero’ in cui versa una parte dell’umanità, svelando illusionismi e trucchi propagandistici?

AS. Oggi, la scienza, nella sua degenerazione scientista, ha reso molti italiani pragmatici: gli ideali, le utopie e, con essi, la morale sono stati messi in soffitta. Fortunatamente, c’è una buona fetta della popolazione che crede ancora nella morale tradizionale e nei valori non negoziabili. La fantascienza, poiché stimola la fantasia creatrice, è in grado di sottrarre l’uomo al sonno della ragione.

Fantascienza Umanistica

3) MN. Lei afferma in Fantascienza Umanistica che la religione può svolgere un’importante funzione di mediazione tra scienza e umanesimo, e che la science fiction attribuisce alla religione un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo moderno. Quale è l’impegno della Chiesa nei confronti di tale mediazione? Le è mai capitato di conoscere, durante questi anni dedicati allo studio della fantascienza, membri del clero o religiosi appassionati di science fiction?

AS. La scienza ha radici cristiane. E’ del tutto destituita di fondamento l’accusa che la Chiesa sia nemica della scienza. Il concetto di umanesimo sapienziale-scientifico da cui trae ispirazione il mio libro, non è frutto di pensiero laicista, ma è stato elaborato da un gesuita: il filosofo e scienziato atomico p. Enrico Cantore. Per i gravosi impegni pastorali che, oggi, li attendono – attualmente, la Chiesa è attaccata non solo dall’esterno ma anche dall’interno – non si può pretendere che i preti si occupino anche di fantascienza. Tuttavia, l’attenzione per essa è desumibile indirettamente dal dibattito di alcuni teologi su argomenti tipicamente fantascientifici: la macchina del tempo e l’esistenza degli extraterrestri.

4) MN. Interessante, anche se ovvio per chi si occupa di sci-fi, il rimedio di invertire lo specchio del tempo proposto da Alvin Toffler nel saggio intitolato Future Shock (da cui Lei ha mutuato il nome del suo quadrimestrale): ‘studiare’ il futuro per capire il presente. Quali sono, secondo Lei, gli argomenti riguardanti il futuro non sufficientemente trattati dalla moderna sci-fi, valutando lo scenario narrativo e saggistico offerto in questo primo decennio d’inizio secolo?

AS. Secondo me, un argomento riguardante il futuro poco trattato dagli scrittori di fantascienza, tanto da avere l’impressione che su di esso pesi un interdetto, è la crescita esponenziale della popolazione musulmana. In uno studio pubblicato nel mese di gennaio 2011 dal Pew Research Center’s Forum on Religion and Public Life, si prevede che il totale di questa popolazione passerà, nel 2030, dagli attuali 1,6 miliardi a 2,2 miliardi. Se si tiene conto che, nella concezione originaria di Maometto (ultimo Profeta inviato da Dio), l’Islam è uno Stato, il cui fine ultimo è l’affermazione a livello mondiale del Corano, è facile immaginare lo scoppio di una Terza Guerra Mondiale (che, per la verità, è già latente e poco evidente con il fenomeno dell’immigrazionismo), per sottomettere definitivamente i popoli della Casa della Tregua (Dār al-Hudna).

5) MN. Nel capitolo di Fantascienza Umanistica intitolato L’infanzia maltrattata e la fantascienza non si accenna in alcun modo allo scandalo della pedofilia nella Chiesa. In qualità di intellettuale cattolico, quale è il suo pensiero in proposito? Dal momento che la dimensione religiosa, legata imprescindibilmente alla componente umana formante la Chiesa, svolge secondo Lei un ruolo fondamentale nella science fiction.

AS. Non voglio nascondermi dietro un dito e negare l’esistenza del caso dei preti pedofili nella Chiesa. Se non ne ho parlato, è perché la pubblicazione del mio libro è avvenuta qualche anno prima che scoppiasse lo scandalo. Ma non bisogna fare di ogni erba un fascio e permettere che questi crimini gettino nel dimenticatoio le centinaia di migliaia di uomini e donne, sacerdoti, religiosi e religiose, la stragrande maggioranza, che donano giorno per giorno la propria vita a Dio e ai fratelli in tanti ospedali, scuole, parrocchie, missioni… Penso che all’origine del fenomeno ci siano  certi teologi che vanno propugnando tesi anticattoliche quali: il matrimonio dei preti, il sacerdozio alle donne, l’eucaristia ai divorziati e risposati, ecc. Il Cristianesimo diventa, per loro, sinonimo di buonismo, tanto da arrivare a sostenere la vecchia tesi di Origène, quella dell’apocatàstasis tòn pantòn, secondo cui l’inferno non esisterebbe.

PER LEGGERE IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVISTA IN FORMATO PDF:

25 anni di Future Shock – intervista ad Antonio Scacco

 oppure

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“Future Shock” n.58 e il ‘terrore’ della contaminazione

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 1 settembre 2011 by Michele Nigro

E’ uscito ed è in distribuzione il n.58 di “Future Shock”, pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza curata da Antonio Scacco.

Tra i vari scritti presenti in questo numero, ho trovato particolarmente interessante l’articolo di Elisabetta Modena intitolato “Come è cambiata oggi la narrativa di fantascienza per giovani adulti”. Interessante non solo per l’excursus – su cui anche ci sarebbe da discutere –  attraverso le varie “forme ibride” che caratterizzano l’attuale panorama della narrativa sci-fi (dalla tecno-novel alla fantascienza filosofico-esistenziale, dalla fantascienza psicologico-sentimentale ai rapporti tra fantascienza e favola, e fantascienza e fantasy), ma soprattutto per alcuni passaggi dell’articolo che, ne sono sicuro, non mancheranno di suscitare qualche polemica in seno al variegato mondo dei lettori e degli scrittori di fantascienza.

Nel paragrafo intitolato Parola d’ordine: contaminazione, Elisabetta Modena scrive: “Al giorno d’oggi […] La fantascienza si diluisce in ambientazioni semplicistiche che, a volte, di fantascienza hanno ben poco, o si mescola al fantasy tanto che i ragazzi non distinguono più tra fantastico, fantasy e science-fiction, mentre la fantascienza “dura e pura” è relegata a nicchie come, attualmente, il movimento del connettivismo italiano…” Premesso che sono d’accordo con la parte iniziale dello stralcio sopra riportato, nel senso che prima di cucinare dei “minestroni” bisognerebbe a mio avviso conoscere innanzitutto il sapore, il colore e la forma dei singoli ortaggi che andranno a comporre il minestrone, non sono invece per niente d’accordo con il resto: se c’è attualmente un movimento nell’ambito della cultura fantascientifica italiana che non aspira in alcun modo a essere “duro e puro”, né tanto meno a rimanere relegato in una nicchia, quello è il connettivismo. La contaminazione consapevole, la sperimentazione avanguardista, la multimedialità e la multidisciplinarietà, l’inquietudine spazio-temporale, la ricerca contenutistica che travalica il genere, il suo carattere open source, rendono il movimento connettivista non relegabile. E il motivo di questo mancato ‘arroccamento’ da parte dei connettivisti (e non solo dei connettivisti) ci viene fornito paradossalmente dalla stessa autrice dell’articolo quando all’inizio afferma: “… Oggi, la realtà è più complessa ed ecco che la fantascienza si adegua, diventa più sfaccettata e polimorfa…” Una sfaccettatura e un polimorfismo che non devono aspirare alla confusione (o al “minestrone” a cui accennavo) ma a un superamento consapevole, se vogliamo sperimentale, di barriere strutturali che non hanno più ragione di esistere. E poi ancora: “… osservo che la fantascienza, oggi, è usata in forme ibride, come se il concetto di fantascienza stesse cambiando.” La fantascienza è già cambiata! Si tende, secondo me erroneamente, a far coincidere la contaminatio con il tramonto della “fantascienza classica” e non si vuole sfruttare la grande occasione di rigenerazione offerta dai tempi. E’ vero che una volta il commesso di una libreria romana mi disse con tono infastidito che avrei potuto trovare “Bay City” di Richard K. Morgan nel reparto “Gialli”, ma questo non significa che a causa della confusione di pochi si debba rinunciare a un intero processo di rinnovamento.

Ma Elisabetta Modena non demorde e nella Conclusione del suo articolo, dopo aver sminuito persino l’importanza della narrativa distopica (“Trame spesso distopiche, in cui accadono avvenimenti terribili che lasciano il lettore a bocca aperta, a contemplare le macerie di quel che resta. […] E così la fantascienza si avvita su se stessa, implode, rimane terrorismo e basta, scientismo fine a se stesso…”) che a mio avviso costituisce uno dei pilastri fondamentali della letteratura sci-fi e per mezzo della quale poter seriamente riflettere sul presente, rincara la dose scrivendo: “… la questione dell’ibridazione dei generi: è un’operazione scorretta e rischia solo di creare la biblica torre di Babele…” 

Nell’editoriale del n.4/2010 di IF (Rivista dell’Insolito e del Fantastico) intitolato “Il fascino discreto della contaminazione”, Carlo Bordoni afferma invece: “… A differenza della biologia e della medicina, la contaminazione in campo letterario è l’unica a non essere nociva, anzi, a produrre effetti benefici. Sulla creatività, soprattutto, incubando storie originali e stili innovativi che contribuiscono a svecchiare il settore. Perché i generi, di anni ne hanno, e tanti […] e a quella bell’età è naturale che si comincino ad avvertire gli acciacchi. Qualche scricchiolio dolorante, la ripetitività, la mancanza di memoria, la stanchezza sono sintomi inevitabili… […] A pensarci bene, da allora, […] Solo variazioni sul tema, qualche evoluzione, […] facendo attenzione a tenere ben distinti i confini tra un genere e l’altro. Una preoccupazione che si è rispecchiata persino nelle collane più popolari, contrassegnate da “colori” diversi, come le maglie di una squadra di calcio.”

Da questo articolo di Elisabetta Modena si evince che il dibattito all’interno della community c’è ed è vivo, fortunatamente. E il bello è che nessuno dovrà cercare di convincere l’altro: saranno i naturali tempi evolutivi della società da cui scaturisce il naturale bisogno di contaminazione, saranno le nuove esigenze dei lettori e non i dettami ideologici, le definizioni letterarie schematiche o i dogmi religiosi, a determinare la vittoria o la sconfitta di una linea rispetto a un’altra. Nel frattempo: rispetto, dialogo acceso, democrazia, convivenza.

E soprattutto, buona lettura!

Vallejo & Co.

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