Archivio per apocalittico

L’Apocalisse secondo “IF”

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , on 2 maggio 2012 by Michele Nigro

(dal sito di “IF”)

IF non poteva lasciar passare il 2012 senza dedicare un numero monogra­fico al tema dell’Apocalisse: annunciata con grande battage mediatico, sulla scorta delle previsioni del calendario Maya, la profezia funesta si è gradualmente affievolita a mano a mano che la data fatidica si è andata avvicinando. Tanto che adesso non se ne parla quasi più. I preparativi sono sospesi; le trombe del giudizio tacciono e i profeti di sventura rimu­ginano in silenzio su questo ennesimo rinvio sine die della fine del mondo. Il tutto secondo una prassi ormai abituale di precarietà e incer­tezza del futuro. Apocalisse auspicata, temuta, immaginata? Indubbia­mente entrata nell’immaginario sociale da quando, in quel lontano ap­prossimarsi dell’anno Mille, il mondo fu travolto da un terrore irrazio­nale. La paura ci ha sempre accompagnato lungo il nostro cammino, e anche adesso, a oltre mille anni di distanza da quell’evento, ne siamo af­fascinati. Eppure è evidente che le catastrofi, che con sempre maggiore frequenza colpiscono la Terra, sono per lo più dovute all’uomo e dalla sua incapacità di rispettare la Natura. In questo numero 10 l’immaginario apocalittico è stato coniugato in tutte le dimensioni, for­nendo un panorama  quasi completo delle paure umane.

IF intanto pre­para ai suoi lettori una sorpresa per il prossimo numero. Un numero spe­ciale dedicato al “Mainstream”, il termine col quale viene indicata dagli addetti ai lavori la grande Letteratura. Accoglierà una nutrita serie di in­terventi qualificati sulle contaminazioni tra la narrativa di genere – fan­tastico, poliziesco e fantascienza – e la letteratura italiana ufficiale. Due mondi che di solito non dialogano fra loro, che hanno solo rari e casuali punti di contatto. Diversi e sfaccettati gli interventi di questa occasione che non ha precedenti: dalle letture di testi di scrittori paludati alle analisi puntuali del fantastico di docenti universitari. Non solo Calvino, Bontempelli, Buzzati, Landolfi, Morselli, ma anche Alvaro, Bacchelli, Bassani, Palazzeschi, Fenoglio, Levi, Malaparte, Ortese, Soldati, Volponi e altri. Insomma, una straordinaria occasione di confronto e di riflessione critica che consentirà di rispondere alla domanda che ci sta più a cuore: il futuro della letteratura ufficiale sta nella narrativa di genere?

IF è distribuita principalmente in abbonamento postale. Ogni copia di 128 pagine illustrate al prezzo di 8,00 euro. Abbonamento 30,00 euro per quattro numeri. Per informazioni, abbonamenti e richieste rivolgersi a: rivistaif@yahoo.it

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Vite sotterranee

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 1 ottobre 2010 by Michele Nigro

Philip K. Dick

[…] “La penultima verità” (The Penultimate Truth) contiene uno dei temi prediletti da Dick: la guerra eterna. In questo romanzo una società “lemure” non abita più la superficie terrestre, dopo che una guerra nucleare totale l’ha resa invivibile. L’umanità, ormai abituata a vivere in città-bunker sotterranee scavate verso il cuore della terra, evita diligente­mente la crosta terrestre, credendola ancora contaminata. In superficie, solo uno sparuto manipolo di dominatori-latifondisti, con l’ausilio di un esercito di guardiani-robot, conosce la realtà… I notiziari che vengono propinati alla popolazione sotterranea, sono letti da un androide che tutti credono umano e che riceve ordini da un sofisticato computer che elabora costantemente notizie allarmanti con il solo scopo di mantenere la gente nella più totale immobilità e disinformazione… Solo un uomo decide di tornare in superficie sfidando tutte le regole del buonsenso di cui sono schiavi i suoi concittadini. Mentre risale pensa al pericolo delle radiazioni che lo potrebbero uccidere e all’esercito dei robot che polverizzano qualsiasi forma di vita estranea allo scenario desolante post atomico. Ma il dubbio è grande e la sete di verità incontenibile…

Scritto nel 1964, “La penultima verità” rappresenta un valido “riassunto” di tutte le tematiche dickiane: gli scenari depri­menti di un pianeta Terra trasformato dalla guerra, i personaggi che perdono pezzi di umanità non conoscendo più il limite tra se stessi e i loro “simulacri” artificiali, la realtà che diventa la parodia della Verità, le coscienze assopite da Poteri nascosti, la capacità di pochi speciali “incoscienti” che materializzando le necessarie figure degli “antieroi” grassi e brutti (altro che il cinematografico Harrison Ford di “Blade Runner”!) danno vita alla vera ricerca dolorosa di chi rinnega la comoda realtà per ritrovare il vero senso della vita in uno squallido scenario decadente. […]

[…] E se vivessimo anche noi in una nostra attuale condizione “sotterranea” fatta di bugie e di esigenze inventate? Chi di noi ha il coraggio quotidiano di ritornare “in superficie” per andare oltre la notizia e al di là delle apparenze di una società in cui tutto sembra “necessario”? Il Philip Dick paranoico, visionario, depresso e allucina­to ci indica, nei suoi romanzi e ancor di più tramite i suoi personaggi, gli elementi per una ricerca attualissima: in questa epoca di “guerre preventive” e di “armi di distruzio­ne di massa” mai trovate, ci verrebbe spontaneo imitare il personaggio de “La penultima verità” e risalire anche noi verso la superficie del nostro mondo fatto di “inevitabilità” e “falsi doveri”. […]

(tratto da “Ritratti d’Autore” a cura di Michele Nigro:

Philip K. Dick – “La penultima verità”

articolo pubblicato sul mensile “Strange Days”)


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