Archivio per archeopsiche

Seismology

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 13 novembre 2016 by Michele Nigro

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“La pietra non si offende,

ma neanche ti ama” (f.p.)

 

Al ritmo di bizzarri sismi

impari a danzare con la terra,

irriverente sberleffo alla sorte

caparbio allenamento

a vedere come andrà,

 

se altro tempo ti è concesso

mentre intorno tutto muore

passi assetati di vita piena

cercano un motivo di misterica fede

tra antiche pietre al tramonto,

 

si colorano di pace

ignorando

le doloranti faglie del passato.

(foto di M. Nigro

San Pietro alli Marmi, Eboli)

Antropico

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 26 settembre 2016 by Michele Nigro

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Il grado antropico

di sperdute contrade

non distrae la ricerca

del segno arcaico.

 

Un motore a scoppio

s’alterna alla pietra

muta testimone

o miliare muschiata,

al ronzio d’insetti

e al tonfo di frutti maturi

come questioni lasciate cadere.

 

Sincronia tra passi e cuore

su asfalti di campagna,

i pensieri metropolitani

diluiti da elementi naturali

attendono le piogge d’autunno.

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(foto M. Nigro)

Imprinting

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 luglio 2015 by Michele Nigro

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(Pompei, 1971 – 2015)

Guidato da passi sapienti, ripercorro strade rimosse

di una vita passata, un abbozzo sospeso

embrione di quello che non fu

ricordi inossidabili impolverati di tempo

frammenti di memorie

non del tutto seppellite

dagli attacchi del presente.

Ipotizzo per gioco esistenze parallele

potenziali, non espresse

un altro possibile me

cammina al fianco dell’uomo di oggi.

Vorrei salire le scale primordiali

bussare alla porta dell’imprinting

entrare in quella prima casa

abitata da generazioni estranee.

L’istinto incalza e mi lascio distrarre

da spensierati locali al neon,

lì dove acerbi mescitori

scimmiottano in abiti moderni

culinarie vestigia romane.

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Ricordi atomici

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 4 luglio 2015 by Michele Nigro

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Sono un invito al viaggio

i commenti negativi

di chi non lascia a casa l’io,

particelle prestate alla storia

e sopraffatte dal logos.

Se ritroverete la memoria persa

non riconsegnatela a questo corpo.

I nostri atomi riciclati

hanno già visitato in passato

luoghi che definiamo sconosciuti.

Frammenti ereditati per caso entrano

in vibrazione dinanzi a tracce familiari.

Lacerati dall’irrilevante,

è difficile rassegnarsi al fatto

di essere appartenuti al mondo.

Hüzün

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 1 febbraio 2015 by Michele Nigro

 

The Looking Glass

Un’insperata luce lunare

irrompe da uno squarcio tra le nuvole

illuminando

lembi familiari di solitudine.

Il cielo libero, stellato

ebbro d’aria ventosa

graziato da tempeste in fuga ad est,

celesti luminarie

giungono in ritardo

sulla rassegnata soglia dell’uomo televisivo

ambasciatrici di folli speranze notturne.

Gli occhi d’istinto

abbandonano la terra cara e meschina

gli atavici affanni

seguendo quel tenue richiamo dal cosmo

silenziosa traccia di padri non umani

divini antenati viaggiatori dell’universo.

Senti di non appartenere a questo mondo

inconsapevole tortura è il vivere

di chi vuole tornare a casa.

Nostalgici senza memoria

cercano nell’oscurità del tempo

l’origine di una mancanza.

Hüzün: “… Nel Corano questa parola sta ad indicare lo stato d’animo determinato da una grave perdita spirituale e dal distacco irreversibile da una persona amata. Il concetto è stato ripreso nella filosofia sufi per indicare l’emozione generata dalla consapevolezza dell’incolmabile distanza tra l’uomo e Dio. Tale sentimento è tuttavia estremamente positivo, poiché è visto come una condizione esistenziale necessaria per intraprendere il cammino mistico di riavvicinamento alla divinità…” (fonte)

Notturno lucano

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 13 ottobre 2014 by Michele Nigro

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Strade deserte e buie di volpi e gatti

imbambolati da fanali e vino

persi in sagre di contrade senza segnali.

Cieli stellati riportano a casa corpi, per caso

l’istinto di strani nasi geografici

spinge su acceleratori primordiali

di macchine prestate alla ricerca del buono.

Abbandoni luci sicure di paese

per uscire da mura di appartenenza,

estraneo al gruppo nonostante la rete.

Un puntino luminoso di speranza

scivola morbido e pensieroso

nelle tenebre del ritorno,

la natura avvolge serena l’ego spaventato

al passaggio su asfalti rassegnati.

Avventure di notte, senza clamori

solo musiche da restare svegli

percorsi già vissuti, necessari al sapere muto

e sentirsi in gioco nel mondo

vivendo ad oltranza

smarrendo il cammino storico cittadino

in limbi provinciali.

A motore spento diventi viaggiatore delle stelle

dal finestrino vedi l’immenso che ti è concesso,

un istante infinito.

Avrei voluto avervi qui

per pisciare tutti insieme su cespugli di fortuna,

con un sentimento cosmico in grado di superare gli orgogli

rivivendo vicende e valori condivisi

anche se la trama è cambiata.

L’umano conosciuto non viene via, come macchia ostinata

incancellabile

dai fogli stampati dell’esperienza.

L’eco di amicizie perdute ma ancora calde

raggiunge la tua quieta solitudine

mentre osservi le vite degli altri

simulando folle e dialoghi a distanza

di un futuro in ritardo.

Rispettare la lentezza

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 22 settembre 2014 by Michele Nigro

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È finita la pioggia, lumaca che ignori

il male nel mondo e l’umana cattiveria,

lasciando una traccia effimera nella storia

attraversi lenta e fiduciosa

il marciapiede dell’uomo indaffarato.

Millimetro dopo millimetro, con calma

copri le distanze della tua natura

scritta in codici non più sconosciuti.

Con un semicerchio di passi rispettosi

evito la fine prematura di un andare

ostinato e silenzioso.

L’occhio quasi sempre distratto

capta in tempo il movimento immobile

e un affanno impercettibile.

Baldanzoso guscio perfetto e casalingo

diretto verso avventure erbose e semplici

portami con te, lì dove l’incoscienza

regna sovrana sulla morte.

Regredito

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 21 settembre 2014 by Michele Nigro

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Privo di gusci tecnologici

e distrazioni elettriche

l’uomo nevrotico ritorna al pensiero di se

cantando l’elogio della disinformazione.

È costretto da una spaziale restrizione

del suo io drogato di app

a ricercare, non senza spasimi

un’essenza dimenticata.

Le tenebre preindustriali

la lentezza dell’azione storica

un silenzio antifuturista, vicario di glorie meccaniche.

Suoni naturali

fino a ieri seppelliti sotto chili di pubblicità

trasportati da un vento arcaico

rammentano l’onesta posizione nel cosmo

all’essere pensante che si crede dio.

L’uso della parola non bastava

la mente esplora oltre il dicibile.

Comincia così il vero spettacolo

della vita interiore.

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Divertissement

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 settembre 2014 by Michele Nigro

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Per sopravvivere al buio della notte

nei secoli dell’evoluzione da animali a dèi

i café-chantant diedero il cambio

alle danze tribali intorno ai fuochi scoperti,

lampioni elettrici e giochi pirotecnici

illuminarono come fulmini lenti e falsi

le strade asfaltate dell’homo sapiens.

Ancora oggi, su balconi insonni, attendi impaziente

spettatore in un immenso cinema dimenticato

l’inizio di un vero temporale senza occhiali 3D,

l’artificio culturale dei televisori accesi

non ha seppellito del tutto

il fianco primitivo e curioso

del tuo divertimento.

“Da animali a dèi. Breve storia dell’umanità” è il titolo di un interessante saggio di Yuval Noah Harari

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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