Archivio per archeopsiche

“The Village” su L’Ottavo.it

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 14 ottobre 2017 by Michele Nigro

Una mia recensione al film “The Village” è stata pubblicata con il titolo “THE VILLAGE E LE PAURE DELL’AMERICA DI OGGI” sul sito L’Ottavo.it – Notizie dal mondo dei libri e non solo.

Un grazie alla Redazione!

Segue un breve stralcio:

“… Da un film altamente simbolico come questo potrebbero essere tratte innumerevoli chiavi di lettura: la prima, a mio avviso la più affascinante, è quella riguardante le motivazioni che spingono un gruppo di persone del XX secolo a scegliere di tagliare i ponti con il proprio tempo e di vivere in un villaggio isolato dal resto dell’umanità, abbracciando lo stile di vita di una comunità americana dell’800. Gli anziani di Convigton, un tempo anch’essi abitanti della moderna e tecnologica America, compiono una scelta draconiana di vita, spinti dalla violenza che ha colpito le loro esistenze: un familiare ucciso, un affetto strappato dall’assurdità di un mondo feroce e sanguinario, alcune tra le cause che inducono un ristretto gruppo di professionisti e adulti perfettamente consapevoli, a un radicale cambio di esistenza. Non s’intravede in questa scelta alcun ideale rivoluzionario o insegnamento filosofico: non si vuole donare al mondo un esempio da seguire in vista di un cambiamento globale. Niente affatto: si desidera solo essere dimenticati…” (per leggere la recensione completa: qui)

 

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Seismology

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 13 novembre 2016 by Michele Nigro

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“La pietra non si offende,

ma neanche ti ama” (f.p.)

 

Al ritmo di bizzarri sismi

impari a danzare con la terra,

irriverente sberleffo alla sorte

caparbio allenamento

a vedere come andrà,

 

se altro tempo ti è concesso

mentre intorno tutto muore

passi assetati di vita piena

cercano un motivo di misterica fede

tra antiche pietre al tramonto,

 

si colorano di pace

ignorando

le doloranti faglie del passato.

(foto di M. Nigro

San Pietro alli Marmi, Eboli)

Antropico

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 26 settembre 2016 by Michele Nigro

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Il grado antropico

di sperdute contrade

non distrae la ricerca

del segno arcaico.

 

Un motore a scoppio

s’alterna alla pietra

muta testimone

o miliare muschiata,

al ronzio d’insetti

e al tonfo di frutti maturi

come questioni lasciate cadere.

 

Sincronia tra passi e cuore

su asfalti di campagna,

i pensieri metropolitani

diluiti da elementi naturali

attendono le piogge d’autunno.

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(foto M. Nigro)

Dendrocronologia

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 aprile 2016 by Michele Nigro

arbolB

Circa 540 mesi

16.200 giorni

388.800 ore

23.328.000 minuti

1.399.680.000 secondi fa

giunsi per caso su questo pianeta.

Eppure già esistevo

slegato e sconosciuto

nei suoi elementi

diluiti dal tempo.

Tomografia assiale dell’anima,

puoi leggere e contare

i testardi anelli dell’esistenza

le stagioni trascorse tra amori

e solitudini

gli anni bui e quelli facili

tra ferite e piccole glorie,

datare dolori e traguardi

gli incendi spirituali

e le mutazioni climatiche

del mio sentire,

tronco umano

archivio di carne e gesti.

Imprinting

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 luglio 2015 by Michele Nigro

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(Pompei, 1971 – 2015)

Guidato da passi sapienti, ripercorro strade rimosse

di una vita passata, un abbozzo sospeso

embrione di quello che non fu

ricordi inossidabili impolverati di tempo

frammenti di memorie

non del tutto seppellite

dagli attacchi del presente.

Ipotizzo per gioco esistenze parallele

potenziali, non espresse

un altro possibile me

cammina al fianco dell’uomo di oggi.

Vorrei salire le scale primordiali

bussare alla porta dell’imprinting

entrare in quella prima casa

abitata da generazioni estranee.

L’istinto incalza e mi lascio distrarre

da spensierati locali al neon,

lì dove acerbi mescitori

scimmiottano in abiti moderni

culinarie vestigia romane.

konrad-lorenz

Ricordi atomici

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 4 luglio 2015 by Michele Nigro

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Sono un invito al viaggio

i commenti negativi

di chi non lascia a casa l’io,

particelle prestate alla storia

e sopraffatte dal logos.

Se ritroverete la memoria persa

non riconsegnatela a questo corpo.

I nostri atomi riciclati

hanno già visitato in passato

luoghi che definiamo sconosciuti.

Frammenti ereditati per caso entrano

in vibrazione dinanzi a tracce familiari.

Lacerati dall’irrilevante,

è difficile rassegnarsi al fatto

di essere appartenuti al mondo.

Hüzün

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 1 febbraio 2015 by Michele Nigro

 

The Looking Glass

Un’insperata luce lunare

irrompe da uno squarcio tra le nuvole

illuminando

lembi familiari di solitudine.

Il cielo libero, stellato

ebbro d’aria ventosa

graziato da tempeste in fuga ad est,

celesti luminarie

giungono in ritardo

sulla rassegnata soglia dell’uomo televisivo

ambasciatrici di folli speranze notturne.

Gli occhi d’istinto

abbandonano la terra cara e meschina

gli atavici affanni

seguendo quel tenue richiamo dal cosmo

silenziosa traccia di padri non umani

divini antenati viaggiatori dell’universo.

Senti di non appartenere a questo mondo

inconsapevole tortura è il vivere

di chi vuole tornare a casa.

Nostalgici senza memoria

cercano nell’oscurità del tempo

l’origine di una mancanza.

Hüzün: “… Nel Corano questa parola sta ad indicare lo stato d’animo determinato da una grave perdita spirituale e dal distacco irreversibile da una persona amata. Il concetto è stato ripreso nella filosofia sufi per indicare l’emozione generata dalla consapevolezza dell’incolmabile distanza tra l’uomo e Dio. Tale sentimento è tuttavia estremamente positivo, poiché è visto come una condizione esistenziale necessaria per intraprendere il cammino mistico di riavvicinamento alla divinità…” (fonte)

Notturno lucano

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 13 ottobre 2014 by Michele Nigro

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Strade deserte e buie di volpi e gatti

imbambolati da fanali e vino

persi in sagre di contrade senza segnali.

Cieli stellati riportano a casa corpi, per caso

l’istinto di strani nasi geografici

spinge su acceleratori primordiali

di macchine prestate alla ricerca del buono.

Abbandoni luci sicure di paese

per uscire da mura di appartenenza,

estraneo al gruppo nonostante la rete.

Un puntino luminoso di speranza

scivola morbido e pensieroso

nelle tenebre del ritorno,

la natura avvolge serena l’ego spaventato

al passaggio su asfalti rassegnati.

Avventure di notte, senza clamori

solo musiche da restare svegli

percorsi già vissuti, necessari al sapere muto

e sentirsi in gioco nel mondo

vivendo ad oltranza

smarrendo il cammino storico cittadino

in limbi provinciali.

A motore spento diventi viaggiatore delle stelle

dal finestrino vedi l’immenso che ti è concesso,

un istante infinito.

Avrei voluto avervi qui

per pisciare tutti insieme su cespugli di fortuna,

con un sentimento cosmico in grado di superare gli orgogli

rivivendo vicende e valori condivisi

anche se la trama è cambiata.

L’umano conosciuto non viene via, come macchia ostinata

incancellabile

dai fogli stampati dell’esperienza.

L’eco di amicizie perdute ma ancora calde

raggiunge la tua quieta solitudine

mentre osservi le vite degli altri

simulando folle e dialoghi a distanza

di un futuro in ritardo.

Rispettare la lentezza

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 22 settembre 2014 by Michele Nigro

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È finita la pioggia, lumaca che ignori

il male nel mondo e l’umana cattiveria,

lasciando una traccia effimera nella storia

attraversi lenta e fiduciosa

il marciapiede dell’uomo indaffarato.

Millimetro dopo millimetro, con calma

copri le distanze della tua natura

scritta in codici non più sconosciuti.

Con un semicerchio di passi rispettosi

evito la fine prematura di un andare

ostinato e silenzioso.

L’occhio quasi sempre distratto

capta in tempo il movimento immobile

e un affanno impercettibile.

Baldanzoso guscio perfetto e casalingo

diretto verso avventure erbose e semplici

portami con te, lì dove l’incoscienza

regna sovrana sulla morte.

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