Archivio per Campania

Battiphaglian

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 16 aprile 2017 by Michele Nigro

libero remake del monologo iniziale di Woody Allen nel film “Manhattan”

Capitolo primo. “Schifava Battipaglia. La schifava smisuratamente…” No, è meglio “la sottovalutava smisuratamente”, ecco. “Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva nei colori sgargianti dei palazzinari e pulsava dei grandi motivi di Mario Merola suonati dal pianino napoletano in cerca di monetine lanciate dai balconi…” No, fammi cominciare da capo… capitolo primo. “Era troppo critico riguardo a Battipaglia, come lo era riguardo a tutto il resto: trovava sconforto nel deprimente andirivieni della folla inscatolata durante la festa patronale della Speranza e del solito traffico alla rotatoria tra la Strada Statale 19 e il cimitero. Per lui Battipaglia significava belle donne fatte della stessa materia casearia della “Zizzona” ma abbronzate già a febbraio, tipi cafoni in gamba ma di destra cresciuti a pane e Piazza Madonnina che apparivano rotti a qualsiasi discussione riguardante la Riforma Agraria di Mussolini negli anni ’20 o le vicissitudini caserecce della squadra battipagliese di calcio…” Eh no, stantio, roba stantia, di gusto… insomma, dai, impegnati un po’ di più… da capo.

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Il teatro “da camera” di Annibale Ruccello

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 1 novembre 2016 by Michele Nigro

Convegno di studi (7/8 novembreNapoli, Castellammare di Stabia). Un appuntamento per gli appassionati e gli studiosi di Annibale Ruccello, promosso dall’Università Federico II in collaborazione con il Comune di Castellammare di Stabia e lo Stabia Teatro Festival – Premio Annibale Ruccello.

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Velia Teatro 2015

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 4 agosto 2015 by Michele Nigro

Velia Teatro

Rassegna sull’espressione tragica e comica del teatro antico

XVIII edizione

programma

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Eleatica 2015

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 1 luglio 2015 by Michele Nigro

Anche quest’anno, dal 10 al 13 settembre, appuntamento con Eleatica, consueta manifestazione sulla filosofia eleatica che si svolge presso la Fondazione Alario ad Ascea Marina (SA), immersi nella suggestiva cornice dell’antica Elea-Velia, sede della scuola di Parmenide e Zenone. Dal 2004, suo anno di ideazione, studiosi e appassionati di tutto il mondo si incontrano ogni anno per discutere del pensiero e dell’attualità di questi grandi filosofi. La manifestazione prevede sessioni scientifiche di studio e approfondimento di diversi temi riguardanti i maestri eleatici, in un prismatico progetto volto a concentrare annualmente l’attenzione sulle diverse sfaccettature che tale fase della filosofia presocratica ebbe e sugli elementi che ancora oggi risultano contestuali…

(fonte della notizia: Eleatica 2015, dal 10 al 13 settembre. Tra gli ospiti: Emanuele Severino e Alberto Bernabé)

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Marc Chagall a Cava de’ Tirreni (Salerno)

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 6 giugno 2015 by Michele Nigro

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(FONTE DELLA NOTIZIA)

È dedicata all’opera grafica di uno dei grandi protagonisti dell’arte del XX secolo la Mostra Marc Chagall. Segni e colori dell’anima in programma al MARTE di Cava de’ Tirreni (Salerno) dal 29 marzo al 28 giugno 2015. Un’esposizione volta a restituire tutta la poetica del fortunato incontro tra la forza del segno e del colore dell’artista bielorusso con le tecniche della stampa d’arte, tra il simbolismo e gli archetipi del suo vocabolario pittorico con i temi delle favole e del messaggio biblico. Affiancata da diverse iniziative collaterali e da un’accurata proposta di visite combinate in itinerari turistici tematici, la Mostra, che gode del patrocinio del Consolato Onorario della Repubblica di Bielorussia a Napoli, della Provincia di Salerno e del Comune di Cava de’ Tirreni, è stata resa possibile grazie al sostegno dei Main Sponsor EAST, Tecnocap, Centro Commerciale Naturale di Cava de’ Tirreni e al contributo di Arti Grafiche Boccia e di altri sponsor privati, ed è promossa dal MARTE Mediateca Arte Eventi, centro culturale pulsante votato alla multidisciplinarietà, modello esemplare di recupero e riconversione  di un sito storico in chiave contemporanea.
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La poesia resistente!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 aprile 2015 by Michele Nigro

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Reading del poeta Ko Un a Salerno

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 24 ottobre 2014 by Michele Nigro

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Lunedì 27 ottobre 2014, alle ore 20.30, al Teatro A. Genovesi di Salerno (via Principessa Sichelgaita / Via Vernieri), reading del grande poeta sudcoreano KO UN, organizzato da Casa della poesia grazie al supporto del Comune di Salerno.

Poeta più volte candidato finalista al premio Nobel per la Letteratura, Ko Un è una delle figure più importanti della letteratura mondiale contemporanea.

Cresciuto durante gli anni più bui dell’occupazione coloniale giapponese, dopo una lunga parentesi trascorsa come monaco buddista, si spoglia degli abiti religiosi per assumere negli anni Settanta la guida della dissidenza sudcoreana contro la dittatura militare, ruolo che gli costa lunghi periodi di prigionia. Grande è anche il suo impegno verso la riunificazione nazionale e nel 2000 fa parte della delegazione ufficiale sudcoreana per il primo storico incontro al vertice a Pyongyang tra i leader delle due Coree.

In oltre quarant’anni di attività ha pubblicato più di 120 volumi tra raccolte di poesie, saggi e altri scritti. Poeta di fama internazionale, è stato invitato a poetry readings in moltissimi paesi del mondo.

Nel 2004 per la prima volta ha partecipato ad un convegno sulla poesia in Italia, paese in cui sono state pubblicate tre sue raccolte poetiche tradotte e curate da Vincenza D’Urso: “Fiori d’un istante” (Libreria Editrice Cafoscarina 2005), “L’isola che canta” (LietoColle 2009) e “Cos’è?” (Nottetempo, 2014).

Il poeta, ospite a Salerno di Casa della Poesia, sarà presentato e introdotto da Sergio Iagulli e soprattutto da Vincenza D’Urso, sua traduttrice in Italia, docente di lingua e letteratura coreana all’Università di Lingue Orientali Ca’ Foscari di Venezia.

Scrive Ko Un: «La mia poesia non è costretta in uno spazio né delimitata in un tempo. La ritrovo ovunque: sui monti sotto forma di neve, o nel mare quando diventa onda. Di sera la mia poesia è una stella. E quando entra nella storia si trasforma in evento. Nell’oscurità essa prende il posto del sole. È la mia piccola sorgente di luce».

Per conoscere la biografia davvero straordinaria di Ko Un:

http://it.wikipedia.org/wiki/Ko_Un

Si ringrazia l’Istituto Da Vinci-Genovesi.

Ingresso e parcheggio liberi e gratuiti

(FONTE: Casa della Poesia)

Bomba o non bomba, noi arriveremo a Roma!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 25 settembre 2014 by Michele Nigro

ISIS MILITANT

BOMBA O NON BOMBA, NOI ARRIVEREMO A ROMA!

I temibili guerriglieri dell’Isis provenienti dalla Turchia, dopo aver sconfitto le ultime sacche di resistenza infedele esistenti nei Balcani, giungono indisturbati sulle sponde dell’Adriatico. Decidono, senza esitare e in preda a un’esaltante euforia pseudoreligiosa, di realizzare finalmente le minacce, pronunciate nei mesi precedenti, contro Roma e contro l’occidente cristiano. Così, dopo aver formato una flottiglia di imbarcazioni “prese in prestito” con la forza, attraversano a tutta velocità il mare che li separa dal centro del male, approdando sulla tanto agognata penisola italica, piena di crocifissi da bruciare, di cristiani da sgozzare e di donne da sequestrare.

Appena sbarcati sul suolo italiano, però, li accoglie un forte temporale: un fiume di fango formatosi in maniera repentina travolge e uccide il primo migliaio di jihadisti, abituati ai mari di sabbia dei loro deserti e non ai fiumi di fango di un paese che va in tilt non appena piove. Per nulla sconfortati – perché “Allah è grande!” e vede oltre le disgrazie – proseguono fedeli e giungono nella cosiddetta “terra dei fuochi” dove altre centinaia di soldati votati al martirio trovano la morte, uccisi da tumori fulminanti, raggiungendo le 72 mogli vergini nel paradiso promesso dall’amato profeta Maometto. Mentre si allontanano a gambe levate dalla zona cancerogena, un’autobomba destinata a un noto magistrato anticamorra per errore viene fatta esplodere in anticipo dal dito impulsivo del camorrista latitante Vicienz ‘o Sultan, e uccide sul colpo altre decine di soldati islamici. L’armata dell’Isis, un po’ ridotta di numero ma ancora possente, prosegue imperterrita verso Roma: tuttavia un terremoto del IV grado della scala Mercalli e una conseguente frana decimano ulteriormente le fila del nero esercito. Il capo delle truppe islamiche decide allora di andare per mare, evitando il percorso di terra rivelatosi alquanto sfortunato, ma il capitano della nave dirottata dall’Isis decide di fare un “inchino” davanti all’isola di Ponza. La nave becca uno scoglio e a causa di uno squarcio nello scafo affonda inesorabilmente in pochi minuti: altri santi martiri, morti affogati a causa di quella manovra scellerata, si aggiungono all’elenco.

Giunte finalmente nei pressi di Roma, le poche centinaia di guerriglieri sopravvissuti al naufragio trovano il grande raccordo anulare intasato da un tappo metallico di auto ferme con il motore spento a causa di uno sciopero congiunto dei casellanti e dei benzinai. Decidono così di proseguire a piedi fino a un certo punto e di usare poi un mezzo poco consono allo spirito della missione e all’immagine di un’armata rappresentante un potente califfato: la metropolitana. Ma una “bomba d’acqua” sulla capitale mette fuori uso le centraline elettriche delle linee di Roma Metro. Così, dopo una lunghissima camminata, giunti nei pressi dello Stadio Olimpico, e in coincidenza con il 90° minuto di una partita di calcio terminata con la cocente sconfitta della squadra giallorossa, s’imbattono in un gruppo incazzatissimo di tifosi romanisti, capeggiati dal famigerato curvista Cesare detto “Centosberle” di Centocelle, i quali, vedendoli vestiti di nero, li scambiano per una delegazione di arbitri: pistolettate e coltellate a gogò… Altri morti tra i soldati di Allah. I pochi superstiti, allontanatisi miracolosamente dalla zona dell’Olimpico, incontrano però un nutrito plotone di poliziotti in tenuta antisommossa (e già da diversi giorni di umore pessimo a causa della “spending review” attuata dal governo sulle forze dell’ordine) provenienti da una violenta manifestazione, appena conclusasi, organizzata dai sindacati per protestare contro il Jobs Act di Renzi. Scambiandoli per Black Bloc – sempre per il fatto di essere vestiti di nero – i poliziotti “consumano” i manganelli sulla schiena dei jihadisti e ne spediscono un consistente numero ai vari CTO della capitale. Ridotti a una decina, i poveri soldati dell’Isis arrivano miracolosamente in Vaticano, non più per conquistarlo ormai ma solo per chiedere asilo politico e per rifocillarsi presso la mensa della Caritas in compagnia di Papa Francesco. Ad accoglierli un untuoso cardinale sospettato in passato di essere coinvolto in alcuni casi di pedofilia e di abusi sessuali su seminaristi il quale, rivolgendosi al più giovane dei jihadisti esclama: “Siete così abbronzati e carini ma soprattutto siete tanto stanchi e affamati dopo tutto questo cammino: venite con me, vi ospiterò nella mia canonica!” Amen.

CONQUISTARE ROMA… MA VI CONVIENE?

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