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Contro i (recenti) film sulla Lucania

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 13 ottobre 2017 by Michele Nigro

versione pdf: Contro i (recenti) film sulla Lucania

un paese quasi perfetto

Ormai sembra essere diventata una moda che rende bene al botteghino: rappresentare la Lucania (Basilicata per politici e navigatori satellitari) dal punto di vista cinematografico è l’idea del momento. Almeno un tipo di idea, perché la “terra di mezzo” lucana – come location e fonte d’ispirazione – non è per niente estranea alle attenzioni della settima arte.

Certo, qualche dubbio nasce quando si passa da Pasolini e Rosi a Rocco Papaleo e Massimo Gaudioso, ma non essendo un critico cinematografico (e soprattutto uno storico della critica cinematografica) mi limiterò a un lieve spetteguless goliardico da spettatore in poltrona.

Capisco che “Matera 2019” incombe (e di infrastrutture serie – nonostante l’ok dal Cipe per far arrivare la ferrovia a Matera – manco l’ombra!) e bisogna ‘pompare’ con la pubblicità offerta da film-spot; capisco che regione, province, comunità montane puntino sulla facile promozione turistica “per mezzo pellicola” per attirare, nella migliore delle ipotesi, visitatori appassionati di antropologia, etnologia e paesologia; capisco che dopo l’uscita di filmetti come “Basilicata coast to coast”, “Un paese quasi perfetto” (infilandoci in mezzo anche “Benvenuti al Sud”, pur trattandosi di una location non lucana, da cui sono state scopiazzate alcune idee!) ci abbiano preso gusto nel rappresentare la Lucania in un certo modo, ma in tutta sincerità, a me personalmente, certi luoghi comuni e certe generalizzazioni da cultura di massa di bassa lega, proprio non vanno giù! Neanche sorseggiando un ottimo Aglianico del Vulture… Parlo di “cultura di massa di bassa lega” perché determinati contenuti, se sono di qualità, possono essere veicolati anche sfruttando i grandi numeri (la casalinga di Voghera sembra stupida, ma se uno le cose gliele presenta come si deve…): dipende sempre da chi gestisce la comunicazione di massa, se una “capra” (sgarbianamente parlando) incapace di distinguere Potenza da Matera (o peggio, Potenza da Napoli) o una mente un po’ più consistente che non ha paura di comunicare concetti importanti alla massa televisiva della prima serata generalista.

Se l’intento era quello di mescolare la denuncia sociale alla commedia, allora mi dispiace annunciarvi che il risultato è deludente: è meglio fare una scelta di campo (o commedia, o denuncia sociale) perché così facendo si rischia di disperdere il potere espressivo di una storia, in tanti rivoli insignificanti.

Perché sono così pesante? Perché se ironizzi su una frana che blocca da anni una strada importante che dovrebbe mettere in comunicazione un paese con il mondo esterno (invece di mettere al muro e “fucilare” i politici che non si danno una mossa per ripristinare la viabilità), si finirà col pensare che in fin dei conti siamo pur sempre al Sud dove tutti i guai si superano con l’ironia, la pazienza e il mandolino, che è andata sempre così, da quando mondo è mondo, che le lungaggini burocratiche e il lassismo amministrativo è inutile combatterli perché fanno parte del folklore locale, che è meglio passarci sopra mangiando tarallucci e bevendo vino, anzi è meglio passarci sopra con la vecchia teleferica della miniera, che nell’epilogo del film (“Un paese quasi perfetto”) si trasforma in un’idea imprenditoriale, perché tanto è meglio mettersi l’anima in pace e rimboccarsi le maniche: di sviluppo industriale, di progresso, di occupazione proveniente dall’alto, manco a parlarne. Embè, siamo al Sud: l’avevate dimenticato?

Per non parlare delle numerose zone industriali create nel deserto, funzionanti per qualche anno (giusto il tempo di qualche ciclo elettorale) o addirittura mai entrate in funzione, che potrebbero dare lavoro a tantissimi lucani e che invece stanno a marcire sotto il sole dopo aver preso il posto di alvei fluviali e aver spianato vallate stupende per fare spazio a un “progresso industriale” inattivo. Veramente abbiamo ridotto la nostra critica sociale e politica alla critica verso le “pale eoliche”? Veramente crediamo che uno dei problemi maggiori della Lucania siano le pale eoliche e non le “palle” propinateci da politici e imbonitori che hanno tentato di trasformare la Basilicata in una discarica nucleare non molti anni fa? Per non parlare dei danni ambientali causati da un certo “avventurismo petrolifero” che ha favorito i soliti pochi.

Che poi, se proprio vogliamo dirla tutta, l’idea di far divertire la gente appendendola a un cavo d’acciaio non è nemmeno lucana ma è stata intelligentemente importata dalla Francia: non ce l’ho con il Volo (figuriamoci, mi piace e l’ho fatto già due volte!) ma le “idee lucane”, quelle ereditate dalla storia e dalla tradizione (e non importate da fuori), sono altre e ovviamente tenute nascoste, sottovalutate e trascurate perché sono meno turistiche, meno impattanti dal punto di vista pubblicitario, meno divertenti, più impegnative culturalmente. E soprattutto è più difficile farci dei filmetti sopra! Voi ce lo vedreste uno di questi registi da “pro loco” a girare un lungometraggio su una storia ambientata nel medioevo lucano in stile Ermanno Olmi? E chi lo andrebbe a vedere? Ah, non sapevate che anche la Lucania ha avuto il medioevo? È chiaro che è molto più semplice (e redditizio) girare un filmetto basandolo su luoghi comuni, piatti locali, scemenze varie e finte denunce sociali tanto per darsi uno spessore etico…!

Passino l’elegia del viaggio a piedi nella “Basilicata…” di Papaleo e il potere introspettivo della strada (sono d’accordo con lui: la Lucania, i paesaggi naturalistici in genere, possono essere gustati solo grazie all’andatura lenta del camminatore. Duccio Demetrio, autore del saggio Filosofia del camminare. Esercizi di meditazione mediterranea, sarebbe orgoglioso di Papaleo!); passino le inquadrature mozzafiato che rendono solo in parte la bellezza (a volte arida ma affascinante) di certi luoghi lucani; passi l’elogio di una riscoperta provincia a discapito di una città sempre più difficile da vivere (invertendo il processo che portò negli anni ’50 e ’60 all’abbandono delle campagne per inseguire il sogno industriale nel Nord Italia o in altri paesi – oggi l’abbandono è ancora in atto, avviene in direzione “estero” su un livello professionale più alto, e molti comuni per rimpolpare la popolazione sono ricorsi ai tanto vituperati migranti -, anche se per invertire il processo in maniera convincente occorrono idee e denari, e la sola passione per il borgo, ahimè, non è sufficiente!). Passi il messaggio della valorizzazione delle risorse di zona in vista di un rafforzamento delle economie locali (sottotitolo non dichiarato: non fate i soliti meridionali imbroglioni, spioni, scoraggiati e pigri, e datevi da fare!). Passi l’idea sana che le cose che all’esterno (o, in maniera eccessivamente autocritica, da noi stessi) sono considerate “segnali di arretratezza”, in realtà, se viste con occhi diversi e lungimiranti, diventano tesori della tradizione e potenzialità non da convertire o sostituire ma da proteggere ed esaltare. Non avere vergogna della propria “povertà” e semplicità, ma farle diventare fonti di ricchezza. Come già accade, anche senza suggerimenti cinematografici.

benvenuti_al_sud

Passino queste ed altre cose interessanti che ho intenzione di salvare anche se non le citerò, ma non riesco a comprendere la facilità con cui vengono applicati certi stereotipi. Non riesco a capire perché i cassintegrati lucani dovrebbero essere dei semi-alcolizzati: vedi il personaggio di Silvio Orlando che nel film “Un paese quasi perfetto” ogni sera se ne torna alticcio e barcollante verso casa (conosco tanti amici in Lucania che, pur non lavorando più, sono ottimi ebanisti, suonano nella banda, fanno jogging e non toccano la bottiglia!) o che non ha voglia di cercare lavoro fuori dal paese quando invece conosciamo bene la storia dell’emigrazione italiana interna e quella dei lucani nel mondo. Non riesco a capire perché, sempre nel suddetto film, l’unico capace di utilizzare internet nel paese (come se compiesse una magia in un villaggio africano!) sia un tipo “racchio”, quasi un “subumano” di lombrosiana memoria (non me ne voglia l’attore se lo hanno fatto apparire così!), quando invece nella zona della Lucania da me frequentata – nonostante si parli tanto di digital divide – tutta la gioventù, bella, fresca e sveglia, è connessa in maniera disinvolta e anzi, a detta di alcuni, sarebbe connessa anche in maniera eccessiva, forse perché bisognosa di cercare in rete opportunità e confronti.

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Buondì Poesia!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 settembre 2017 by Michele Nigro

 

 

Indicazioni di tempo (spiegate da un ignorante come me)

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 agosto 2017 by Michele Nigro

Indicazioni di tempo

(spiegate da un ignorante come me)

 “Signora mia, in che tempi viviamo!” (cit.)

… l’interpretazione è tutto nella vita!

 

Tempi lenti:

Larghissimo… c’è spazio per tutti, anche per chi non suona. Entrate!

Adagissimo… quasi quasi ordino un caffè al ginseng

Lentissimo… un brano al rallenty

Grave… sì, ma quanto è grave!? Rintraccio i familiari?

Largo o Lento o Largamente o Lentamente… insomma decidetevi!

Larghetto… che fa rima con fighetto. Però nun t’allargà!

Tenuto… non ho detto mantenuto!

Sostenuto… proprio non si regge in piedi, eh?

Adagio… chi va adagio, va sano ed è randagio!

Adagietto… parente del larghetto, ma un po’ più agile… meno chiatto

Andante moderato… come piace a Casini e Berlusconi

Andante… sì, ma “a ‘ndo andi?” chiederebbe Funari/Guzzanti

Vieni avanti Andantino!

Se fosse un Andante grazioso… beh, comincerei a preoccuparmi! (E non vi dico se fosse solennecon fuocodolce, tranquillodecisoappassionatomaestosomarzialeaffettuoso, agitatocon brioamabile. Capitolo a parte!)

Con moto o Mosso… io non uscirei in barca, poi fate voi…

Meno mosso, più mosso, un poco mosso… mari calmi, invece, sul versante adriatico! (La meteomusicologia è una scienza affascinante…)

Marcia moderato… per fascisti che se la prendono con calma

Moderato… non incline al facile litigio, insomma un buon democristiano della Prima Repubblica!

Tempi veloci:

Rapido… Lamezia-Milano (come la canzone di Brunori Sas)

Veloce… ma andate tutti di fretta? Rilassatevi!

Allegretto… hai alzato un po’ il gomito, dimmi la verità!

Allegro moderato… forse solo qualche bicchiere!

Allegro assai… se è di Napoli allora sarà assaje, a’ zeffun’… a’ beverun’… a’ migliara!

Allegro o Allegramente… l’importante è stare bene con se stessi

Vivace… ma intelligente

Ma non troppo… insomma una via di mezzo

Vivo… che è la prima cosa: la salute ha la priorità su tutto!

Vivacissimo… Professò, vi autorizzo a dargli due sganassoni!

Allegrissimo… No però, bere vino a scuola no!

Presto… che è tardi!

Prestissimo… che mi parte il direttore d’orchestra! Lo vorrei almeno salutare…

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Don’t touch my Constitution!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 dicembre 2016 by Michele Nigro

bart-renzi

… nel frattempo, in Corea del Nord…

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 settembre 2016 by Michele Nigro

… anche la tv coreana si è occupata dell’uscita di “Nessuno nasce pulito”

nessuno-in-corea

Scegli la tua edizione, la tua piattaforma, il tuo formato, il tuo prezzo…!

Choose your edition, your platform, your format, your price…!

 

“NESSUNO NASCE PULITO”

autore: Michele Nigro

anno pubblicazione: 2016

edizioni nugae 2.0

 

La raccolta intitolata “Nessuno nasce pulito” contiene poesie esperienziali. La singolare titolazione prende spunto dalla condizione embrionale, “sporca”, di ogni lirica nascente che con lentezza, dopo un lavoro di analisi interiore da parte dell’autore e di limatura del testo, giunge al lettore nella versione pubblica, “pulita”: egli, il lettore, può solo intuire il percorso intrapreso dal poeta, farlo proprio senza l’urgenza dell’interpretazione.

Si tratta di una “raccolta di formazione”: elencate in ordine alfabetico, per interrompere la consequenzialità cronologica tra i vari componimenti, le poesie selezionate rappresentano folgorazioni e intermittenze della mente con cui il poeta registra stati mentali, impressioni, epifanie appartenenti al suo vissuto. Sono un “manifesto esistenziale” in cui riconoscersi e farsi riconoscere. È una poesia urbana, quotidiana, che non ricerca una lingua pura, panica e arcaica; non insegue la tradizione. La parola utilizzata in questa raccolta non è una mimesi della realtà né del parlato. È una voce autentica, che adopera slittamenti di senso e si pone contro la linearità sia geometrica (la posizione della scrittura nello spazio del foglio) che di pensiero. [n.d.c.]

 

DOVE ACQUISTARLO?

 

  • cartaceo in vendita su ilmiolibro (Gruppo L’Espresso):

http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/poesia/269017/nessuno-nasce-pulito/

 

  • cartaceo/e-book (epub/kindle) in vendita su Streetlib Stores (Simplicissimus Book Farm):

https://stores.streetlib.com/it/michele-nigro/nessuno-nasce-pulito/

 

  • cartaceo rilegato/e-book (epub/pdf) in vendita su Lulu.com:

https://www.lulu.com/shop/search.ep?keyWords=Nessuno+nasce+pulito&type=

 

  • cartaceo e e-book (epub/pdf) in vendita su Youcanprint.it:

(cartaceo): http://www.youcanprint.it/poesia/poesia-generale/nessuno-nasce-pulito-9781533113757.html

(e-book): http://www.youcanprint.it/poesia/poesia-generale/nessuno-nasce-pulito-9788892634664.html

 

  • e-book e cartaceo in vendita su Amazon:

 

  • e-book in vendita su La Feltrinelli:

http://www.lafeltrinelli.it/ebook/nigro-michele/nessuno-nasce-pulito/1230001324327

 

  • e-book in vendita su iTunes:

https://itunes.apple.com/it/book/nessuno-nasce-pulito/id1172007401?mt=11&ign-mpt=uo%3D4

 

  • e-book in vendita su Mondadori Store:

http://www.mondadoristore.it/Nessuno-nasce-pulito-Michele-Nigro/eai978889263466/

 

  • e-book in vendita su ibs.it:

http://www.ibs.it/ebook/michele-nigro/nessuno-nasce-pulito/9781533113757.html

 

  • e-book in vendita su Kobo:

https://store.kobobooks.com/it-it/ebook/nessuno-nasce-pulito

 

  • e-book in vendita su Smashwords:

https://www.smashwords.com/books/view/672699

 

  • e-book in vendita su libreriauniversitaria.it:

http://www.libreriauniversitaria.it/ebook/9781533113757/autore-michele-nigro/nessuno-nasce-pulito-e-book.htm

 

  • e-book (epub/mobi) in vendita su Hoepli:

http://www.hoepli.it/cerca/libri.aspx?query=michele+nigro&ty=1&arg=1600000000&editore=%5b%5bMichele+Nigro%5d%5d

 

  • e-book (epub/mobi) in vendita su Omniabuk​:

http://www.omniabuk.com/scheda-ebook/michele-nigro/nessuno-nasce-pulito-9781533113757-388910.html

 

  • e-book (epub/mobi) in vendita su Euronics:

http://ebook.euronics.it/scheda-ebook/michele-nigro/nessuno-nasce-pulito-9781533113757-388910.html#

 

  • e-book in vendita su Bookrepublic:

https://libreriecoop.bookrepublic.it/libri/9781533113757-nessuno-nasce-pulito

 

  • e-book (epub/mobi/pdf) in vendita su LeggiOggi:

http://ebook.leggioggi.it/cerca.php?s=Nessuno+nasce+pulito

 

  • e-book in vendita su Google Play:

https://play.google.com/store/books/details?id=dupDDQAAQBAJ

 

  • e-book in vendita su Feedbooks:

http://it.feedbooks.com/item/1973443/nessuno-nasce-pulito

 

  • e-book in vendita su Agapea:

http://www.agapea.com/libros/Nessuno-nasce-pulito-Ebook–EB9781533113757-i.htm

 

  • e-book in vendita su TIMreading:

http://www.timreading.it/ebook-nessuno-nasce-pulito-michele-nigro-michele-nigro-9781533113757.html

 

  • e-book in vendita su Perú eBooks:

http://www.peruebooks.com/ebook/0171521/nessuno-nasce-pulito

 

  • e-book in vendita su ebook.it:

https://www.ebook.it/letteraturaepoesia/149238-nessuno_nasce_pulito-9781533113757.html

 

  • e-book in vendita su Weltbild:

https://www.weltbild.de/artikel/ebook/nessuno-nasce-pulito_22180107-1

 

  • e-book in vendita su Libris:

https://www.libris.nl/wijs/boek/?authortitle=michele-nigro/nessuno-nasce-pulito–9788892634664

 

  • e-book in vendita su Casa del Libro:

http://mx.casadellibro.com/ebook-nessuno-nasce-pulito-ebook/9781533113757/4499486

 

  • e-book e cartaceo rilegato in vendita su Barnes & Noble:

http://www.barnesandnoble.com/w/nessuno-nasce-pulito-michele-nigro/1124719580?ean=9781326779139

 

  • cartaceo rilegato in vendita su Foyles Bookstore:

http://www.foyles.co.uk/witem/fiction-poetry/nessuno-nasce-pulito,michele-nigro-9781326779139#

 

  • cartaceo rilegato in vendita su Adlibris:

https://www.adlibris.com/se/bok/nessuno-nasce-pulito-9781326779139

 

  • cartaceo rilegato in vendita su Magrudy’s​:

https://magrudy.com/book/nessuno-nasce-pulito-9781326779139/

 

  • cartaceo rilegato in vendita su Akademika:

https://www.akademika.no/nessuno-nasce-pulito/michele-nigro/9781326779139

 

  • cartaceo rilegato in vendita su Fishpond:

https://www.fishpond.com.sg/Books/Nessuno-Nasce-Pulito-Michele-Nigro/9781326779139

 

  • cartaceo rilegato in vendita su Book Depository:

http://www.bookdepository.com/Nessuno-Nasce-Puli-Michele-Nigro/9781326779139?ref=grid-view

 

  • cartaceo rilegato in vendita su Saxo:

https://www.saxo.com/dk/nessuno-nasce-pulito_michele-nigro_hardback_9781326779139

 

  • cartaceo rilegato in vendita su Blackwell’s:

http://bookshop.blackwell.co.uk/jsp/search_results.jsp?searchType=keywords&searchData=9781326779139&a_aid=65769

 

  • cartaceo (rilegato e brossura) in vendita su AbeBooks.it:

https://www.abebooks.it/servlet/SearchResults?kn=Nessuno+nasce+pulito&sts=t

 

  • e-book in vendita su Livraria Cultura:

http://www.livrariacultura.com.br/p/nessuno-nasce-pulito-106689893

 

  • cartaceo rilegato in vendita su Exclusive Books:

http://www.exclusivebooks.co.za//books/Nessuno-Nasce-Pulito-AuthorMichele-Nigro/000000000100000000001000000000000000000000000009781326779139/

 

  • e-book in vendita su Bol.com:

http://www.bol.com/nl/p/nessuno-nasce-pulito/9200000066663283/

 

  • e-book in vendita su OverDrive:

https://www.overdrive.com/media/3010827/nessuno-nasce-pulito

 

  • cartaceo rilegato in vendita su Powell’s:

http://www.powells.com/book/nessuno-nasce-pulito-9781326779139#

 

  • e-book in vendita su Unilibro:

http://www.unilibro.it/ebook/michele-nigro/nessuno-nasce-pulito-e-book-epub/82785678

 

  • cartaceo rilegato in vendita su Kraina Książek:

http://krainaksiazek.pl/Nessuno-Nasce-Pulito,9781326779139.html

booktrailers:

 


 

prefazione a cura di Antonio Scarpone​

premessa dell’Autore

postfazione a cura di Davide Morelli​

immagine di copertina a cura di Pedram Anvarypour​

 


 

“MICHELE NIGRO… CHI?”

https://michelenigro.wordpress.com/about-michele-nigro-note-biobibliografiche/

 

per contatti: mikevelox@alice.it

#poetryday n.2

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 6 settembre 2016 by Michele Nigro

#poetryday  

poetry day 2

#poetryday n.1

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 5 settembre 2016 by Michele Nigro

#poetryday  

poetryday 1

Storia naturale del nerd

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 agosto 2016 by Michele Nigro

omaggio indiretto a Gene Wilder

cover

Colgo la triste occasione della dipartita del mitico Gene Wilder (“Frankenstein Junior”) per parlarvi di un libro letto non molto tempo fa – “Storia naturale del nerd” di Benjamin Nugent (Isbn Edizioni) – e in particolare per soffermarmi sul capitolo intitolato Contro gli scienziati nelle torri, che a mio avviso rappresenta il punto nevralgico (o uno dei punti) della tesi di Nugent sull’eziologia del nerdismo. E per farlo l’autore attinge a piene mani dalla letteratura gotico-fantascientifica e precisamente scomoda il noto “romanzo nero” Frankenstein, o il moderno Prometeo della scrittrice britannica Mary Shelley.

frankensteinSecondo Nugent, Victor Frankenstein è un proto-nerd; e infatti scrive: “… l’antieroe è uno scienziato genialoide che finisce per sottrarsi completamente all’affetto dei suoi cari… […] rappresentando così la sua sete di conoscenza come un surrogato di un più urgente bisogno virile (‘penetrare’ i segreti della natura, n.d.b.). […] Ma al contrario del desiderio amoroso, il desiderio di progresso scientifico finisce per corrompere lentamente il corpo. […] La bellezza e la salute, qualità importanti per un giovane uomo che vuol essere marito e padre, vengono sacrificate alle esigenze della scienza.”

È più comodo, e per certi versi più facile, generare (e quindi vivere) una vita fatta con i pezzi di altre vite, che responsabilmente generarne una originale e personale partendo dal nulla, ovvero dal materiale genetico messo a nostra disposizione da Madre Natura. Ma l'”immaturo” Victor Frankenstein della Shelley, troppo concentrato sul “si può fare!” gridato in seguito dal discendente inventato da Mel Brooks, non riesce a sostenere lo sguardo mostruoso della sua creatura e scappa via. E a questo punto potrebbe starci bene anche un applauso bioetico, perché come dice un altro scienziato, il Dr. Ian Malcolm, il matematico del film Jurassic Park, criticando le strabilianti conquiste paleogenetiche del miliardario Hammond: “… erano così preoccupati di poterlo fare che non hanno pensato se lo dovevano fare…”.unk45_zps4cde2625[1]

Incalza Nugent: “Il fallimento di Victor consiste nel non riuscire a rapportarsi con l’altro a un livello emotivo, un fallimento sul piano dell’empatia. […] La radice del male in Frankenstein è il genio scientifico unito all’incapacità di entrare emotivamente in contatto con gli altri.” Lo scienziato della Shelley non riesce a immedesimarsi in tempo, prima del disastro, nelle probabili sofferenze del mostro, non pone a se stesso le giuste domande ovvero non chiede alla propria coscienza come potrebbe sentirsi un essere ri-creato per capriccio e che si ritrova in un corpo inguardabile, rifiutato dalla società, e senza una famiglia che lo ami. Un mostro che, a differenza del suo creatore, istintivamente vorrebbe vivere, amare, provare passioni, entrare in contatto con gli altri, con un corpo da toccare, lasciarsi trasportare dalle forti emozioni, dall’ira (e lo farà in maniera orrenda), essere libero e non prigioniero della torre. Il moderno nerd descritto da Nugent possiede di default la medesima struttura psicologica del dottor Frankenstein: genialità ed (auto-) emarginazione, creatività e disempatia mista ad anaffettività, intelligenza ossessiva (quasi autistica) e asensualità che con il tempo può diventare un’aperta anti-sensualità, rigore scientifico che sconfina in una “dimensione accademica della realtà”…

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E se lui tornasse?

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 aprile 2016 by Michele Nigro

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Niente spoiler, tranquilli! Solo alcune considerazioni a caldo su un film a mio avviso intelligentissimo e necessario. D’altronde la “trama” è intuibile fin dal trailer e c’è ben poco da spoilerare. Se riuscirete a superare la trappola ipocrita e perbenista del “non sta bene fare un film comico su quel fetentone di Hitler!”, allora avrete l’opportunità di collezionare, grazie a “Lui è tornato” del regista David Wnendt, tratto dall’omonimo e fortunato romanzo dello scrittore tedesco Timur Vermes, una serie quasi ingestibile di tragicomiche riflessioni storiche, sociali e culturali sul nostro tempo.

Un po’ Borat per l’impatto irriverente del personaggio nel presente quotidiano, un po’ Michael Moore in chiave comica per il piglio documentaristico, “da strada”, e critico nei confronti dell’attuale situazione socio-politica, il redivivo Führer di Vermes adattato al cinema riesce a strappare più di un sorriso amaro: l’impossibile interazione tra Hitler e il mondo in cui viviamo, dopo aver suscitato una comprensibile ilarità nello spettatore, induce a una catartica sospensione dell’incredulità (è ovvio che il cancelliere Adolf Hitler non potrebbe mai ripiombare nel 2014!) che spinge a sua volta, come avviene grazie alle opere di fantasia intelligenti, a una riflessione profonda e a tratti drammatica. Su di noi, sul nostro animo, sulla nostra società.

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“Non c’è campo? Passa a 3!”

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 24 aprile 2016 by Michele Nigro

… fare dello “spirito”!

papa non c'è campo

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L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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Blog e progetto editoriale di poesia

Iannozzi Giuseppe - scrittore e giornalista

Iannozzi Giuseppe, in arte "Joseph Barbarossa" - scrittore, giornalista, critico letterario - blog ufficiale

Emanuele-Marcuccio's Blog

Ogni poesia nasce dalla meraviglia...

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i sensi della poesia

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La Camera Scura - il blog di Vincenzo Barone Lumaga

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