Archivio per consapevolezza

“The Village” su L’Ottavo.it

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 14 ottobre 2017 by Michele Nigro

Una mia recensione al film “The Village” è stata pubblicata con il titolo “THE VILLAGE E LE PAURE DELL’AMERICA DI OGGI” sul sito L’Ottavo.it – Notizie dal mondo dei libri e non solo.

Un grazie alla Redazione!

Segue un breve stralcio:

“… Da un film altamente simbolico come questo potrebbero essere tratte innumerevoli chiavi di lettura: la prima, a mio avviso la più affascinante, è quella riguardante le motivazioni che spingono un gruppo di persone del XX secolo a scegliere di tagliare i ponti con il proprio tempo e di vivere in un villaggio isolato dal resto dell’umanità, abbracciando lo stile di vita di una comunità americana dell’800. Gli anziani di Convigton, un tempo anch’essi abitanti della moderna e tecnologica America, compiono una scelta draconiana di vita, spinti dalla violenza che ha colpito le loro esistenze: un familiare ucciso, un affetto strappato dall’assurdità di un mondo feroce e sanguinario, alcune tra le cause che inducono un ristretto gruppo di professionisti e adulti perfettamente consapevoli, a un radicale cambio di esistenza. Non s’intravede in questa scelta alcun ideale rivoluzionario o insegnamento filosofico: non si vuole donare al mondo un esempio da seguire in vista di un cambiamento globale. Niente affatto: si desidera solo essere dimenticati…” (per leggere la recensione completa: qui)

 

Annunci

La tregua

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 10 ottobre 2017 by Michele Nigro

Ritorneranno le grigie truppe

tra muri di cemento e d’edera

e cani sciolti in spazi ingiusti,

spiate da finestre tristi.

Come quando a Napoli

tutto aveva il sapore dell’inizio

fresche angosce a cui dare un nome

e si vagava per molto meno

inseguendo fantasmi a buon prezzo

e solitudini smaltite in strada.

 

Scie d’aerei non ancora chimiche

tra cieli azzurri e beffardi

nonostante novembre

a prendersi gioco di acerbe libertà,

anima precaria

che si credeva ebbra di albori.

Involuzioni di una pelle amata

e il freddo che fa tornare

giovani, liberi come nel buio

bastando a se stessi.

 

È stata solo una tregua, dunque

quel riconoscersi dolceamaro

quella pioggia sotto alberi che erano casa

i caffè clandestini dagli albanesi

la mano non data, a volte sfiorata

i piedi nudi sul petto?

 

Ritornano le grigie truppe

sconfitte a marzo

dinanzi ai bastioni

rinforzati dal dolore,

poeti partigiani

resistenti alla morte d’amore

si appostano in boschi di tempo.

(foto: Tregua di Natale, 1914)

Archivio

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 ottobre 2017 by Michele Nigro

Conserviamo date, pezzi di spago

scatole di dolci vuote e biglietti

perché anche il dolore

esige una documentata

precisione, resistente al tempo

e all’umana distrazione.

 

Affinché ogni data diventi spina

per pungerci quando sembreremo

felici,

ogni pezzo di spago

un nodo che ci tenga

legati al passato,

una scatola

vuota della dolcezza che fu

per quando saremo pieni

di false gioie,

e biglietti di sola andata

per l’aldilà.

(immagine: FONTE)

Breve esegesi a “Pomeriggi perduti”

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 25 agosto 2017 by Michele Nigro

“Pomeriggi perduti”, è il titolo di una mia recente poesia, dove con il termine “perduti” non si vuole intendere persi, sprecati come i Wasted Years (Anni sprecati) degli Iron Maiden, ma piuttosto come l’Orizzonte perduto (Lost Horizon) di Frank Capra; pomeriggi presentati, forse, in una versione più ottimistica rispetto al Meriggiare pallido e assorto di montaliana memoria: l’isolamento conclamato e la solitudine lasciano spazio a un ascolto speranzoso; l’oltre inaccessibile diventa a tratti addirittura raggiungibile seppure indefinibile.

Perduti ovvero ‘che si perdono nel tempo’, perché senza cronaca, come certi insegnamenti ancestrali, muti, trasportati dal vento o incastonati nella pietra (e a volte liberati e fatti risuonare, come nel caso delle sculture sonore di Pinuccio Sciola); insegnamenti che non legano con le cose del tempo presente ma in un certo qual modo fanno parte del mondo, stanno al mondo per essere appresi da chi li riconosce.

L’elogio della lontananza (il sottotitolo) – come presa di distanza fisica dal caos ma soprattutto come un distanziarsi cognitivo dai falsi saperi della società civile – diventa così necessario, indispensabile: lontananza dai rumori, dall’elettricità che ha fatto progredire il mondo, è vero, ma lo ha anche reso distratto, nevrotico, iperinformato ma ignorante e perennemente occupato a inseguire una verità creata ad arte.

Così come potrebbero essere perduti, stavolta nel senso di sprecati, per chi questa spina, di tanto in tanto, non riesce proprio a staccarla.

Quando ci mettiamo in ascolto e facciamo vuoto dentro e fuori di noi, allora l’universo ci parla sul serio, insegna cose… anche se non sappiamo quali. “Sentiamo” di aver appreso, ma non chiedeteci di più! Assorbiamo saperi non detti, indefinibili, dinanzi ai quali la parola è impotente, inutile, superflua come certe faccende del mondo. Saperi che, però, ci trasformano lentamente; registriamo una saggezza non umana contenuta negli oggetti naturali, nelle forme antiche persistenti nonostante il progresso, in quelli che Ludovico Einaudi ha definito, musicalmente parlando, Elements.

Solo nella lontananza possiamo compiere questo miracolo laico.

 

Frontiera

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 agosto 2017 by Michele Nigro

Misterica donna d’estate

dolce conflitto insonne

che appari con l’anima nuda

al crepuscolo dell’amore,

accolta da un calmo stupore

intrecci matasse di parole

su ricordi ancora tiepidi.

 

Calice di vino non bevuto

tra veli strappati di poesia e carne,

intravedo il tuo volto

graffiato dal verso

nel tramonto

di un altro dolore.

(foto: The Berlin Wall, 1962)

Bones

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 giugno 2017 by Michele Nigro

Immortalarsi, conservare parole in vetri opachi

segnare su carta le impressioni, non tutte

solo quelle valide per l’eternità

e poi seppellirle in baratri elettrici

come di un cane alfabetico

sapiente e affamato

di futuro cibo per l’anima

le ossa nel terreno.

Le parole e le cose

Letteratura e realtà

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

Also sprach

RIFLESSIONI E POESIE

Interno Poesia

Blog e progetto editoriale di poesia

Iannozzi Giuseppe - scrittore e giornalista

Iannozzi Giuseppe, in arte "Joseph Barbarossa" - scrittore, giornalista, critico letterario - blog ufficiale

Emanuele-Marcuccio's Blog

Per una strada e altre storie...

vibrisse, bollettino

di letture e scritture a cura di giulio mozzi

HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

DEDALUS: corsi, testi e contesti di volo letterario

Appunti e progetti, tra mura e spazi liberi

i sensi della poesia

e in pasto diedi parole e carne

La Camera Scura - il blog di Vincenzo Barone Lumaga

Parole, storie, pensieri, incubi e deliri

La Mia Babele

Disorientarsi..per Ritrovarsi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: