Archivio per critica letteraria

“Poesie minori Pensieri minimi”, recensione di Davide Morelli

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versione pdf: Poesie minori Pensieri minimi, recensione di Davide Morelli

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“Poesie minori Pensieri minimi” di Michele Nigro

Michele Nigro è perfettamente consapevole dei suoi mezzi espressivi e nella premessa dell’opera espone lucidamente la sua dichiarazione di poetica. Tre a mio avviso sono le cose da tenere in conto nella premessa dell’autore: 1) la nascita della poesia è “un fatto misterioso”; 2) la poesia “ci salva ogni giorno”. Infatti secondo Nigro la religione è inutile quando si è poeti perché la poesia è spiritualità, raccoglimento interiore, preghiera; 3) bisogna sempre porre attenzione all’ “evoluzione neurolinguistica” del creatore.

Le composizioni di Nigro sono frutto di un “pensiero poetante”. Particolarmente originali sono l’uso di un linguaggio apparentemente quotidiano (mai totalmente ordinario) e l’utilizzo di quella che viene chiamata “intertestualità secondaria” in quanto fa riferimento spesso a testi di canzoni (ad esempio F. Battiato). Il poeta, citando canzoni, non ha timore di essere considerato anticulturale (per compiere certe operazioni è indiscusso il suo background). Non gli importa neanche di disquisire sulla vexata quaestio riguardante le differenze tra poesia e canzone d’autore. Credo che citare testi di canzoni sia un modo per rimarcare la capacità comunicativa di alcuni cantautori e anche un modo per prendere le distanze dal poetichese, un linguaggio troppo ricercato ed aulico. L’autore adopra talvolta anche termini informatici perché questa è l’epoca del digitale, anche se non è un nativo digitale. Non solo, ma un’altra cosa originale è che trascende la logora distinzione tra privato e politico. Questa raccolta è la dimostrazione oggettiva che un poeta dovrebbe autocensurarsi il meno possibile e non lasciare troppe cose nel suo cassetto per eccesso di pudore. Non dovrebbe mai eliminare scarti e varianti, ma offrirli al pubblico come ha fatto il Nostro.

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Giuseppe Lippi, intervista per “Nugae” n.19

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 16 dicembre 2018 by Michele Nigro

Giuseppe Lippi

La triste notizia riguardante la dipartita del grande Giuseppe Lippi, mi induce a riproporre su questo blog un’intervista che rilasciò nel 2009 per la rivista letteraria “Nugae” n.19, l’ultimo del periodico da me diretto: un numero monotematico dedicato a “H. P. Lovecraft e la letteratura dell’orrore”.

Segue uno stralcio:

<<N. I detrattori di Lovecraft accusano lo scrittore americano di razzismo e di scarsa considerazione del mondo femminile. Accuse che trovano riscontro nei racconti del Solitario di Providence. E’ possibile giustificarlo in un certo qual modo, reinterpretarlo o preparare una difesa in suo favore?

L. Non credo ci sia bisogno di alcuna giustificazione, men che meno di difese. Quando avviciniamo gli scrittori di altre epoche storiche (comprese le più recenti) dobbiamo avere la cortesia di misurarli con il metro dei tempi in cui vissero, non il nostro. Nel caso di Lovecraft bisogna riconoscere che è stato anche scrittore razzista, o per meglio dire xenofobo: aveva paura degli stranieri. I suoi personaggi femminili sono evanescenti o negativi, è facilmente dimostrabile, ma una volta detto questo bisogna ricordare che i pregiudizi erano così diffusi nella società del suo tempo che l’atteggiamento di Lovecraft appare del tutto in linea con il sentire comune della cittadinanza bianca. Dopotutto, quello che a lui interessava era l’altro mondo, mentre di questo aveva una concezione essenzialmente letteraria. Certo, come molti autori imbevuti di teorie popolari ha trasmesso idee preconcette quando non infondate, tra cui la supremazia del sangue nordico sulle altre stirpi. Ragionando in questo modo mistico e un po’ fumoso, che gli serviva essenzialmente da difesa, può aver fatto qualche danno: a livello personale, per esempio, ritengo che sia stato Lovecraft a risvegliare il mio timore del diverso (facendomi sentire un alien a mia volta); ma la fascinazione che provo per le sue tematiche “proibite” non ne è scalfita perché la riflessione di Lovecraft sulla paura è più importante dei suoi sgradevoli effetti collaterali. Infine, per saldare il mio debito preciserò che a un lettore giovane la lettura dei suoi racconti migliori non offre solo un conforto in negativo, ma numerosi appigli positivi. Innanzi tutto nel permetterci di trovare in Lovecraft un amico, un confratello spirituale; in secondo luogo, nell’indicarci che nonostante i suoi orrori ― che forse sono semplicemente necessari ― il mondo può essere riconosciuto, esplorato e, in definitiva, apprezzato. Probabilmente non verremo mai a capo del suo mistero, eppure il tentativo va fatto ed è tanto più significativo sul piano umano quanto più l’impresa risulta difficile. Lovecraft è stato un uomo spaventato che ha svolto una ricerca nei meandri della paura: si è immerso nel terrore ed ha osato andare oltre, nel tentativo di superarlo.>>

Per leggere l’intera intervista:

intervista a GIUSEPPE LIPPI (da Nugae n.19)

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autore Michele Nigro

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 6 dicembre 2018 by Michele Nigro

versione pdf: intervista a Michele Nigro

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autore Michele Nigro

  

 a cura di Francesco Innella

 

Qual è o quale dovrebbe essere, secondo te, la funzione della poesia nella società attuale? Chi fa poesia oggi, come si muove nel contesto socio-culturale o come dovrebbe muoversi?

La funzione della poesia dovrebbe essere quella di non avere funzioni; l’atto poetico non trasforma direttamente la società, né la migliora né la peggiora: è una pratica solitaria, intima (anche per il lettore; altro che poetry slam e sciocchezze simili!); una ricerca arcaica che, pur essendo influenzata dal contesto socio-culturale, dovrebbe seguire una via autonoma e interiore. Le diatribe con il mondo editoriale, le pubblicazioni, i “firmacopie”, i vari “premifici”, le vendite, le presentazioni, persino questa intervista, sono solo degli incidenti che nulla hanno a che fare con la creazione di un verso. Non credo nell’azione civile della poesia, anche quando ci riferiamo a esempi autorevoli. I poeti engagé sono tali per vendere di più, e perché quella della solitudine è una sfida che fa paura. Sono un anarco-individualista: credo nell’influenza sul singolo e del singolo, nel tempo. Ci vuole fede… Tanta fede!

Come nasce la tua poesia? Potresti “illustrarci” la tua poetica e dirci quali sono le caratteristiche peculiari del tuo linguaggio poetico? Quali poeti ti hanno ispirato?

Non ho mai “deciso” di scrivere; è la parola che viene a cercare me, in modi e tempi non concordati: se il mio radar è acceso, può prendere forma qualche verso interessante intorno al quale si condensa tutta la struttura di quella che in seguito ho l’ardire di chiamare ‘poesia’. Utilizzo il verso libero ma questo non significa trascurare una musicalità, un ritmo non rimato interno alla struttura. Non amo i “belletti” e i ricamini, non me ne frega niente della metrica, del “bel verso” e della tradizione. Mi è capitato di introdurre termini “moderni” nei miei versi (anche in altre lingue), ma come dicevo poc’anzi la poetica, intesa come ricerca interiore individuale, deve conservare una sua arcaicità.

Fare una cernita di chi mi avrebbe influenzato è praticamente impossibile: le mie letture eterogenee spaziano dai poeti della Beat Generation a Shakespeare, da Giorgio Manganelli a John Donne, dall’amato Edgar Lee Masters (la cui Antologia mi è entrata nelle ossa) al nostro Alfonso Gatto, da Whitman a Salinas; per non parlare dei miei numerosi coevi… Non mi ha ispirato nessuno, a livello conscio: cerco di emulare me stesso. Cerco solo di realizzare la poetica di Michele Nigro.

Quale è stato il criterio con cui hai scelto le dieci poesie inserite nell’antologia “Archetipi Poetici”? Quale tra esse ti rappresenta di più?

Non ho adottato alcun criterio: ho lasciato carta bianca al curatore iniziale che ha selezionato le poesie presenti nell’antologia prelevandole dalla mia raccolta edita “Nessuno nasce pulito” (ed. nugae 2.0 – 2016). Mi piace che sia stata scelta A prophecy. Tuttavia, dovendo rifare l’antologia oggi non lascerei più quelle: appartengono a una raccolta di poesie il cui stile, tranne pochi casi, sto già rinnegando. La poesia è movimento in se stessi: rinnegarsi è importante.

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autore Elio Parisi

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 novembre 2018 by Michele Nigro

versione pdf: intervista a Elio Parisi

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autore Elio Parisi

 

a cura di Francesco Innella e Michele Nigro

 

Qual è o quale dovrebbe essere, secondo te, la funzione della poesia nella società attuale? Chi fa poesia oggi, come si muove nel contesto socio-culturale o come dovrebbe muoversi?

Come ha dichiarato Irina Bakova, direttrice generale dell’UNESCO dal 2009 al 2017: “La poesia è una delle espressioni più pure della libertà linguistica. È un elemento fondante dell’identità dei popoli e incarna l’energia creativa della cultura, nella sua facoltà di rinnovarsi incessantemente”. Penso che tale dichiarazione serva egregiamente a definire la funzione della poesia nella società e che nel contesto socio-culturale il poeta debba esaltare le potenzialità  della lingua con cui si esprime. Plaudo, pertanto, alla istituzione nel 1999, da parte dell’UNESCO, della Giornata mondiale della poesia, che è celebrata il 21 marzo di ogni anno, a partire dal 2000, per valorizzare il ruolo dell’espressione poetica nella promozione del dialogo interculturale, foriero di pace nel mondo. Nel primo giorno di primavera, la stagione più poetica, si festeggia sia il risveglio della natura che la poesia, simbolo della creatività dello spirito umano.

Come nasce la tua poesia? Potresti “illustrarci” la tua poetica e dirci quali sono le caratteristiche peculiari del tuo linguaggio poetico? Quali poeti ti hanno ispirato?

Ogni tanto, molto di rado, vengo preso dall’estro poetico, così come mi lascio trasportare dal bisogno di esprimermi  usando i colori della mia tavolozza. Il mio linguaggio poetico, pertanto, è costituito dai suoni delle parole e dai colori delle immagini che rivedo dentro di me. Mi ispirano tutti i poeti degni di questo nome, a cominciare dal sommo Dante, inventore della lingua italiana.

Quale è stato il criterio con cui hai scelto le dieci poesie inserite nell’antologia “Archetipi Poetici”? Quale tra esse ti rappresenta di più?

Le poesie che ho inserito nell’antologia sono fra le più significative del mio mondo poetico. Forse quella che mi rappresenta di più è “Macchie di ginestra”.

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autore Fabio Paolucci

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 23 novembre 2018 by Michele Nigro

versione pdf: intervista a Fabio Paolucci

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autore Fabio Paolucci 

 

                         a cura di Francesco Innella e Michele Nigro       

                                                             

Qual è o quale dovrebbe essere, secondo te, la funzione della poesia nella società attuale? Chi fa poesia oggi, come si muove nel contesto socio-culturale o come dovrebbe muoversi?

La poesia dovrebbe essere, oggi come lo è stata ieri, uno strumento per conoscere noi stessi, la natura umana, ed il mondo che ci circonda. La funzione è prettamente sociale, in una società in cui i rapporti interpersonali sono diventati più virtuali che reali. Chi fa poesia oggi è un sognatore, un utopista, che vive intensamente i propri sentimenti: trasmettendoli agli altri, cerca in qualche maniera di spingere il prossimo alla riflessione e all’introspezione e, quindi, di migliorare la società in cui viviamo.

Come nasce la tua poesia? Potresti “illustrarci” la tua poetica e dirci quali sono le caratteristiche peculiari del tuo linguaggio poetico? Quali poeti ti hanno ispirato?

La mia poesia nasce lontano, nella fanciullezza. Mi capitava di avvertire sentimenti e sensazioni talmente forti da opprimermi, fino a quando non le traducevo in versi, dandomi una sorta di liberazione leggendoli ed ascoltandone la musicalità, l’armoniosa composizione. Lo studio al liceo, prima, e all’università poi, delle materie umanistiche, mi hanno consentito di approfondire le mie conoscenze letterarie, utilizzando anche il latino, una lingua “morta” che riesce ad essere ancora oggi molto vibrante ed energica, quasi a trasmettere il concetto che nulla passa e può “rivivere”, se lascia segni forti. Dei poeti che mi hanno ispirato, direi, “tutti e nessuno”, da Catullo a Leopardi e da Trilussa a D’Annunzio, per citarne alcuni.

Quale è stato il criterio con cui hai scelto le dieci poesie inserite nell’antologia “Archetipi Poetici”? Quale tra esse ti rappresenta di più?

Le ho scelte tra quelle, scritte anni fa, che più rappresentano il mio modo di essere e di vivere. Probabilmente, maggiormente “Eco delle Radici”, una poesia che mi è stata ispirata dal forte legame che ho con la mia terra, con le mie radici, il Sannio e la Campania, quasi a colmare con tutto l’amore possibile quelle carenze e le grosse difficoltà che si trova a dover subire proprio per il mancato senso di appartenenza e di rispetto da parte di chi, fino ad oggi, l’ha “amministrata”.

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autore Francesco Innella

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 novembre 2018 by Michele Nigro

versione pdf: intervista a Francesco Innella

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autore Francesco Innella

 a cura di Michele Nigro

 

Qual è o quale dovrebbe essere, secondo te, la funzione della poesia nella società attuale? Chi fa poesia oggi, come si muove nel contesto socio-culturale o come dovrebbe muoversi?

Il poeta oggi ha perduto la sua funzione di “vate” ed è inserito nella società effimera dell’apparenza, per cui fare poesia significa, alla fine, la creazione di un genere letterario che diventa sempre più specifico, che desta soltanto l’interesse di una ristretta cerchia di cultori perdendo, in maniera forse irreversibile, il favore del grande pubblico.

Il poeta si trova in contatto con un sottobosco molto variegato, formato dai concorsi letterari, per lo più a pagamento, che sono inutili, dalle riviste specializzate, in cui non è facile entrare, dalle case editrici a caccia di autori che pubblicano a proprie spese (la cosiddetta EAP, editoria a pagamento, n.d.r.). Come ci si può orizzontare in un mondo simile? Molti poeti preferiscono rinchiudersi nelle loro torri d’avorio.

Come nasce la tua poesia? Potresti “illustrarci” la tua poetica e dirci quali sono le caratteristiche peculiari del tuo linguaggio poetico? Quali poeti ti hanno ispirato?

Un giorno fui posseduto dal daimon e sentii che il mio destino era segnato: dovevo diventare uno spazio vuoto, dove una voce estranea detta.

Ho sempre coltivato il verso breve, suggestionato dall’ermetismo.

Il mio percorso poetico è stato all’inizio esistenziale, ero legato al disagio della vita contemporanea, poi sono passato alla poesia filosofica, fino ad approdare a una poesia “sapienziale”. Rivolta alla scoperta dell’Io interiore. In seguito ho scoperto l’haiku: una forma sintetica di poesia nata in Giappone, essenziale ed illuminante, una vera forma poetica di meditazione.

Il mio vero maestro è stato Cesare Pavese: ho assimilato il suo modo di costruire la poesia, grazie a lui ho imparato il mestiere di poeta e poi me ne sono distaccato.

Quale è stato il criterio con cui hai scelto le dieci poesie inserite nell’antologia “Archetipi Poetici”? Quale tra esse ti rappresenta di più?

Ho preferito inserire poesie legate alla quotidianità, al dato esistenziale, a quelli che sono i conflitti umani che non si risolvono mai, perché nessuno ne ha la volontà. Quella che più mi rappresenta è Viaggio Astrale.

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autrice Andreina Pilia

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 novembre 2018 by Michele Nigro

versione pdf: intervista ad Andreina Pilia

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autrice Andreina Pilia

 a cura di Francesco Innella e Michele Nigro

 

Qual è o quale dovrebbe essere, secondo te, la funzione della poesia nella società attuale? Chi fa poesia oggi, come si muove nel contesto socio-culturale o come dovrebbe muoversi?

Spesso la poesia, oggi, è contaminata dalla smania di apparire, credo che questo rifletta quella che è la società attuale, finendo con lo snaturare ciò che la poesia dovrebbe essere: pura ricerca del sé.

Come nasce la tua poesia? Potresti “illustrarci” la tua poetica e dirci quali sono le caratteristiche peculiari del tuo linguaggio poetico? Quali poeti ti hanno ispirato?

Non saprei dire quali poeti mi abbiano ispirato. Amo la poesia di Emily Dickinson, il suo rapporto quasi disperato con la natura e la morte. A parte gli haiku, che abituano al rigore nella ricerca della sintesi e della semplicità, non seguo nessun tipo di poetica, mi lascio portare dal momento, seguendo il linguaggio dell’anima.

Quale è stato il criterio con cui hai scelto le dieci poesie inserite nell’antologia “Archetipi Poetici”? Quale tra esse ti rappresenta di più?

Ho scelto le mie poesie per raccontarmi, nel tentativo di arrivare al cuore di chi legge. Il brano che attualmente mi rappresenta di più è quello del 20 gennaio, scritta pochi giorni dopo la morte di mio padre, al quale ero molto legata. Il suo andarsene mi ha resa orfana di una parte di me che mi teneva legata a un cordone ombelicale che non sapevo di avere fino a che non ne ho sentito lo strappo.

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“Pomeriggi perduti” sul n.13 di Frequenze Poetiche

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 4 novembre 2018 by Michele Nigro

Alcune poesie tratte dalla mia silloge inedita “Pomeriggi perduti” sono state pubblicate sul n.13 (Anno II – Ottobre 2018) della rivista “Frequenze Poetiche” curata da Giorgio Moio, nella rubrica POESIA IN CAMPANIA

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INDICE

PERSONAGGI del passato
– Giovanni Ruggiero, La scuola di Posillipo: Michele Comella…………………………………………………………. p. 5

CRITICA LETTERARIA & D’ARTE
– Luciano Caruso, Non esistono scrittori veri……. ” 11
– Giorgio Moio, Per una poesia alternativa nel villaggio globale…………………………………………………….. ” 13

POESIA ITALIANA CONTEMPORANEA
– Francesco Aprile, Jannàra. Scritture provvisorie (estratti)……………………………………………………….. ” 17

POESIA STRANIERA CONTEMPORANEA
– Paulo Leminski, Cancellando l’espressione dell’Io……………………………… ” 22

POESIA VISUALE – SCRITTURE ASEMANTICHE – ARTI VISIVE
– Sara Taffoni, L’astrazione di Fernando M. Diaz: la lunga e articolata elaborazione di un “linguaggio colmo di significati storici e di messaggi spirituali”……………… ” 31

POESIA IN CAMPANIA
– Michele Nigro, Pomeriggi perduti…………………….. ” 42

PROSA – AFORISMI – HAIKU
– Gianluca Garrapa, Oltre lo specchio………………… ” 50

RIVISTE DI LETTERATURA
– Nadia Cavalera, Sanguineti, io e “Bollettario”……. ” 53

LETTURE & RILETTURE
– Lia Aurioso, Ponti di corda di Anna Fresu…………….” 61
– Alfonsina Caterino, Oltrepassare il divenire…………” 64
– Rosaria Di Donato, Il canzoniere unico di M. Grazia Lenisa………………………………………………………………” 66
– Rosa Frullo, Una scrittura e una poesia d’attesa quella di
Giorgio Moio……………………………………………………. ” 69
– Rosa Frullo, Canzoniere dell’assenza………………. ” 71

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autore Pier Colonna

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 2 novembre 2018 by Michele Nigro

versione pdf: intervista a Pier Colonna

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autore Pier Colonna

 a cura di Francesco Innella e Michele Nigro

 

Qual è o quale dovrebbe essere, secondo te, la funzione della poesia nella società attuale? Chi fa poesia oggi, come si muove nel contesto socio-culturale o come dovrebbe muoversi?

Ritengo poeta colui che ha funzione di medium per una visione essenziale e sintetizzata del vivere, sia esso espressione del quotidiano o di mondi non percepibili ai sensi comuni. Per questo motivo, una possibile funzione del poeta è di fare da tramite e segnalare impressioni non comuni, portare ispirazione a chi è in grado di riceverla.

Come nasce la tua poesia? Potresti “illustrarci” la tua poetica e dirci quali sono le caratteristiche peculiari del tuo linguaggio poetico? Quali poeti ti hanno ispirato?

I miei scritti nascono sempre dall’esigenza di manifestare stati di percezione alternativa. Scrivo affinché le impressioni che ricevo non vengano portate via e cancellate dal vento della necessità alla quale siamo sottoposti. Molte volte scrivo per registrare le impressioni che nascono in me ascoltando certi generi di musica. Ho letto poesia primariamente nella mia adolescenza, e di quel periodo devo citare tutti i cosiddetti “poeti maledetti”. Invece dopo i vent’anni mi innamorai delle poesie e gli inni di Aleister Crowley e Austin Osman Spare. Poi certamente devo molto a Neruda! Tra gli scrittori italiani invece, Massimo Scaligero ed Arturo Onofri. Sicuramente molti praticanti Zen orientali hanno avuto un influsso determinante in questi versi.

Quale è stato il criterio con cui hai scelto le dieci poesie inserite nell’antologia “Archetipi Poetici”? Quale tra esse ti rappresenta di più?

Le poesie scelte rappresentano degli stati animici, distillati nello scritto. Ho scelto quelle che rispecchiano più fedelmente le sfaccettature del mio essere, che ritengo maggiormente salienti e degne di trasmissione.

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“Poesie minori Pensieri minimi”, recensione di Eufrasia Gentileschi

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 31 ottobre 2018 by Michele Nigro

… un grazie infinito alla mia lettrice Eufrasia Gentileschi che anche in questa occasione ha voluto condividere, con me e gli altri lettori, le sue preziose considerazioni… 

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“Un legno poetico a salvare il senso”

Singolare come, nel momento in cui si leggono due testi in contemporanea, all’apparenza così diversi e distanti, si possano trovare punti di contatto e di incastro. È successo tutto questo mentre, leggendo questa piccola raccolta poetica “Poesie minori Pensieri minimi” di Michele Nigro, al contempo ero alle prese con l’ultimo libro di Roberto Cotroneo “Niente di personale”.

Ad un certo punto del romanzo, alla domanda: “E quando lo scriverai questo libro?”,  Cotroneo fa dire ad uno dei suoi protagonisti  – “Quando mi toglierò dalla testa che con tutta questa scrittura che ci sommerge abbia davvero ancora senso scrivere un libro… Invece non conta solo quello che scrivi, conta come metti insieme le cose. Conta la tonalità della tua vita.”

Ecco l’incastro, ecco il punto di contatto tra questi due libri.

Michele Nigro nel suo essere come sempre schietto e diretto, non ci gira intorno, quello che ha deciso di pubblicare è già chiaro dal titolo “Poesie minori Pensieri minimi”, nessun inganno, nessuna pretenziosità particolare. Li chiama Materiali di risulta, calcinacci d’inchiostro, provenienti da demolizioni di palazzi narrati, attici di parole non più baciati dal sole, svalutati, ma pur sempre materia prima dall’indubbio valore.

Dopo averci offerto, con la sua precedente raccolta “Nessuno nasce pulito”, una parte viva e pulsante di sé, fatta di ossa, di carne, di vene e sangue, continua con il mettere a nudo la sua anima, ma questa volta la spoglia in un momento di relax, come se si stesse godendo un silenzioso tramonto sul mare, mentre le sue dita, giocando con la sabbia delineano lettere, vocali, suoni ed immagini, nella più assoluta tranquillità.

Questa la “tonalità” scelta, nessuno schema, nessun ordine, nessuna regola da rispettare, disinteressato a piacere ad ogni costo agli addetti ai lavori “Ci si lecca solo/tra sapute pecore/nel chiuso recinto/del poetico ovile.”

Le sue parole, sempre oltre la recinzione ben delimitata dal filo spinato fatto di parole critiche, taglienti e spietate, si lasciano sedurre distendendosi su carta, non sempre come poesie o come aforismi, pensieri forse, immagini fissate: “Correndo il rischio di essere sottovalutati o fraintesi, anche se tutto è già stato previsto. Perché, forse, rischia di prendersi troppo sul serio solo chi non sa cogliere nell’apparente banalità la potenziale lungimiranza di un messaggio breve e scanzonato.” (dalla Premessa).

Come dicevamo, nessuno stile da rispettare, non ci sorprende dunque che Nigro strizzi l’occhio a Ko Un, omaggiandolo: “La caducità delle opere umane/mi mette gioia.” Ed è proprio grazie a questa consapevolezza della finitezza del tutto, che i suoi pensieri tra queste pagine sono a tratti leggeri e spiritosi, ma con punte di amarezza, malinconia e disincanto.

Compie poi una brevissima incursione nell’Haiku giapponese: “Primavera, vento fresco/nostalgia d’autunno” dal quale fugge immediatamente, per ritrovarsi nella sua dimensione più consona, più simile a ciò che vuole rappresentare e che lo rappresenta, donandoci non per ultimo questi versi che, da soli, valgono l’intera raccolta: “Senso e significato/ si perdono tra i flutti,/solo un legno poeta/tenta di salvarli.”

 

Eufrasia Gentileschi

(foto by Eufrasia Gentileschi)

… per leggerlo: qui!

Recensione alle poesie di Giorgio Moio su “Frequenze Poetiche” n.11

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 28 agosto 2018 by Michele Nigro

La mia recensione alle poesie di Giorgio Moio, già apparsa su questo blog in un precedente post, è stata pubblicata sul n.11 della rivista “Frequenze Poetiche”.

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INDICE

POETI DA RICORDARE
– Maurizio Spatola, Il martello di Faust di Giacomo Bergamini…………………………………………………………….. p. 5

CRITICA LETTERARIA & D’ARTE
– Andrea Bonanno, La pittura di Mario Schifano e lo sguardo
del “voyeur”………………………………………………………….. ” 11

POESIA ITALIANA CONTEMPORANEA
– Caterina Davinio, Quattro poesie…………………………… ” 16

POESIA VISUALE – SCRITTURE ASEMANTICHE – ARTI VISIVE
– David Chirot, Sette poesie visualasemiche……………… ” 25

LA GIOVANE POESIA ITALIANA
– Lorenzo Pataro, Piccola antologia……………………………………………………………….. ” 31

PROSA – AFORISMI – HAIKU
– Mario Quattrucci, La Misericordia………………………….. ” 36

RIVISTE DI LETTERATURA
– Giorgio Moio, «Marcatrè»: notiziario di cultura contemporanea……………………………………………………… ” 41

DISCUSSIONI & INTERVISTE
– Aa. Vv., Poesia come opposizione al commerciale scaduto
o filiale dell’intrattenimento effimero?……………………….. ” 53

LETTURE & RILETTURE
– Simone Carucci, Uomo impotente cercasi per serena convivenza di Gaby Hauptmann…………………………………………………………….. ” 61
– Giorgio Galli, Opus metachronicum di Sonia Caporossi……………………………………………………………… ” 62
– Giorgio Moio, Tra giustizia e memoria: Cautio criminalis
di Alfonso Malinconico……………………………………………. ” 65
– Michele Nigro, A proposito di Poesie sparse 1989-2008
di Giorgio Moio……………………………………………………….. ” 68

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“Frequenze Poetiche” n.9 – maggio 2018

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 1 luglio 2018 by Michele Nigro

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Giorgio Moio, poeta, saggista, critico letterario, editore, m’informa della presenza sul n.9 di “Frequenze Poetiche”, rivista di poesia internazionale ed altro, del mio scritto semi-autobiografico intitolato “1978 – 2018: comunicato n.7”, lievemente ri-editato per l’occasione dalla redazione di FP. Al di là del personale contributo, trattasi di un numero ricco e interessante, come si può evincere dall’indice. Buona lettura!

Segue come da comunicato:

INDICE

POETI – SCRITTORI – DONNE E UOMINI ILLUSTRI DEL PASSATO
– Maria Farina, Eleonora Duse…………………………………. p. 5

POETI DA RICORDARE
– Octavio Paz, Henri Michaux: viaggio nell’abisso………….. ” 9

CRITICA LETTERARIA & D’ARTE
– Antonio Sacco, Relazione tra poesia e pittura…………. ” 17
– Javier Josè Rodriguez Vallejo, Baudelaire una lucie’rnaga que illumina una biblioteca de Arteaga……………………………………………………………………………………….. ” 22

POESIA ITALIANA CONTEMPORANEA
– Leopoldo Attolico, La musica è finita………………………………………… ” 27

POESIA STRANIERA CONTEMPORANEA
– Carlos Vitale, Jornada y otros poemas…………………………………….. ” 31

POESIA VISUALE – SCRITTURE ASEMANTICHE – ARTI VISIVE
– Carlo Bugli, Senza titolo………………………………………………………….. ” 25
– Fabio Strinati, Quattro musiche visuali………………………………………. ” 31

PROSA – AFORISMI – HAIKU
– Michele Nigro, 1978 – 2018: comunicato n.7…………….. ” 40

RIVISTE DI LETTERATURA
– Raffaele Giglio, «Critica Letteraria». Una rivista
napoletana………………………………………………………………. ” 53

DISCUSSIONI & INTERVISTE
– Giorgio Moio, Intervista a Marco Palladini…………………. ” 61

LETTURE & RILETTURE
– Alfonso Amendola, Della feroce limpidezza in
Bruno Di Pietro…………………………………………………………. ” 71
– Francesco Aprile, La fiera degl’inganni di Giorgio Moio…………………….. ” 73
– Marilena Cataldini, Riflessioni al varco di un cancello……………….. ” 75

MOSTRE D’ARTE – EVENTI – NOTIZIARIO ………………… ” 78

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L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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