Archivio per cultura

Analogico

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 23 marzo 2017 by Michele Nigro

Una rinnovata

infanzia analogica

ho sognato,

racconti a corto raggio

sapienze locali

su panchine sconnesse,

un segnale scorticato

come acqua piovana

riscopre terreni ignoranti.

 

Parole dette in faccia

saliva schizzata e

contatti umani,

segugi fiutano fatti

domande da strada

e notizie lente

che vanno a vapore

metro dopo metro,

a rivivere

velocità preindustriali,

fantasie forzate

dal non visto luminoso

al di là della collina.

 

Ritornerà il mistero perduto

e avrà il sapore ingenuo

delle dolci sere di primavera

sprecate in provincia.

immagine:

Martin Lewis (1881-1962),

Relics (Speakeasy Corner)

(M.74) Drypoint, 1928

“Le stanze di carta” recensisce “Nessuno nasce pulito”, a cura di Ilaria Cino

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 marzo 2017 by Michele Nigro

È stata pubblicata sul lit blog “Le stanze di carta”, un’interessante recensione alla mia raccolta “Nessuno nasce pulito” a firma di Ilaria Cino, poetessa e co-fondatrice del sito letterario insieme a Lavinia Frati. Nel ringraziare Ilaria Cino per questa sua analisi in cui riproduce l’essenza della mia ricerca poetica, riporto di seguito uno stralcio della recensione: “… L’esperienza esistenziale è assunta come luogo di partenza per altri luoghi, epifanie e corrispondenze che dimostrano come il poeta sia prima un uomo impegnato nella conquista della sua umanità, per poter abbracciare vedute più ampie sulla modernità e i suoi fenomeni; e dove l’autore mostra quello sguardo modesto, vicino ai crepuscolari, che non ha alcuna pretesa di voler inscatolare concetti e soluzioni (cambio punto di vista) ma solo di esserne il testimone (sono un invito al viaggio). La dialettica tra l’io poetico e il mondo si connota, infatti, come un parlare a voce alta, come un filosofare pratico e svelto sulla vita che stimola in chi legge un riflettere…”

Per leggere l’intera recensione, qui.

Poetry Vicenza 2017

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 13 marzo 2017 by Michele Nigro

(FONTE)

FESTIVAL DI POESIA CONTEMPORANEA E MUSICA
LETTURE/ PERFORMANCE/ RECITAL / TAVOLE ROTONDE

DAL 17 MARZO AL 4 GIUGNO 2017

Il festival di poesia e musica Poetry Vicenza, alla sua terza edizione, rinnova la volontà di aprire le frontiere a una varietà sia di lingue sia di culture. In circa due mesi di eventi ospitiamo, nella città del Palladio, poeti, musicisti, poeti-cantautori, artisti, galleristi, stampatori, editori, attori, critici e traduttori per una lettura particolare della nostra contemporaneità. Con profondità di scrittura e d’impegno intellettuale, e attraverso una dose non indifferente di creatività, questi ospiti ci dimostrano che non si può vivere offuscati né dai facili consumismi né da certi meccanismi del “fare” comune. Il “fare” poetico è altra cosa, anche se spesso biasimato per essere fuori moda, o controcorrente: metterlo “in scena” è la nostra sfida, una sfida consumata in un campo, quello letterario, che può non solo produrre cultura, ma talvolta anche la crescita economica d’un territorio. Preparando questo Festival i sostenitori, di concerto con gli organizzatori, hanno avuto l’intento primario di invitare voci plurali da ogni parte del globo, coinvolgendo diverse associazioni culturali cittadine, e quattro Istituti Superiori perché l’intera città sia teatro d’un progetto comune: quello di donare gratuitamente poesia in luoghi architettonici e artistici esclusivi, e condividerla con le nuove generazioni nella speranza, se non nella certezza, che poeti, pubblici, e operatori riescano a tirar fuori dai recessi d’un’epoca oscurata com’è quella attuale una manciata di pepite lucenti, e impreziosire così il cammino a noi tutti per il resto dell’anno.

Marco Fazzini, Direttore artistico di Poetry Vicenza

I protagonisti, le date, i luoghi

MARTEDÌ 21 MARZO –  Palazzo Leoni Montanari, ore 18.00
GIORNATA MONDIALE POESIA: AMORE TRADUTTORE.
5 POETI PER LA TRADUZIONE. LETTURE E TESTIMONIANZE DI:
ANNA MARIA CARPI, FABIO SCOTTO, BIANCA TAROZZI,
RINO CORTIANA, ANDREA MOLESINI.
A cura di Biancamaria Rizzardi
Musiche di Paolo Birro

VENERDÌ 31 MARZO – Der Ruf, ore 21.00
CORDE MIGRANTI: SYLVIE GENOVESE
UNA PERFORMANCE DI MUSICA E POESIA

SABATO 1 APRILE – Palazzo Chiericati, ore 18.30
CENTRO/PERIFERIA
JEFFREY WAINWRIGHT (INGHILTERRA)
→ A cura di Gregory Dowling
LASANA M. SEKOU (ST MARTIN)
→ A cura di Michela Calderaro
Musiche di Massimo Tuzza (percussioni) e Filippo Rinaldi (basso)

DOMENICA 2 APRILE – Palazzo Leoni Montanari, ore 18.00
DUE POETI-CANTAUTORI
ERIC ANDERSEN (STATI UNITI) e MICHELE GAZICH (ITALIA)
→ A cura di Marco Fazzini

DOMENICA 9 APRILE – Hands, ore 18.00
LEZIONE D’AUTORE: HAIKU E ZEN
→ Con il filosofo e saggista Giangiorgio Pasqualotto

SABATO 15 APRILE – Palazzo Chiericati, ore 18.00
LIBRO D’ARTISTA: FULVIO TESTA PER G. BAFFO (1694-1768)
→ Con l’artista Fulvio Testa e l’editore Alberto Tallone

DOMENICA 23 APRILE – Palazzo Leoni Montanari, ore 18.00
POESIA NELLA TRASPARENZA DEL SUONO
SOLENSENBLE: DEL CHIARO E DEL DIVINO
Coro di voci femminili. Silvia Paoletti, Chiara Pierangelo, Silvia Pollet,
Bianca Simone, Elisabetta Tiso, Rossana Verlato

SABATO 29 APRILE – Palazzo Leoni Montanari, ore 18.00
TRA LETTERATURA E SCIENZA NEL-MONDO-A-VENIRE
PAOLO FERRARI: VOCE E PENSIERO
Presenta: Susanna Verri
→ 
Voci recitanti: Paolo Ferrari ed Erika Carretta
→ Musiche e voce di Paolo Ferrari (piano)

DOMENICA 30 APRILE – TheArtsBox, ore 18.00 
CARATTERI MOBILI, CARTE, TORCHI, EDITORI DI PREGIO
Incontro con gli editori e stampatori Silvio Antiga, Martino Marderstaig, Lucio Passerini
→ A cura di Daniela Brunelli, Presidente Società Letteraria di Verona
→ Musiche di Victor Valisena

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La pizza secondo Ikea

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 marzo 2017 by Michele Nigro

… idea proposta da Nigricante al colosso svedese…

Cultura di Massa

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 24 febbraio 2017 by Michele Nigro

… bisogna saper sfruttare la scia della cultura di massa

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Festival Internazionale di Poesia di Milano – II edizione

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 22 febbraio 2017 by Michele Nigro

FONTE

fipm2017

Torniamo alla lira!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 4 febbraio 2017 by Michele Nigro

… che avevate capito?

torniamo-alla-lira

“Ferdinando” di Annibale Ruccello, Teatro delle Arti di Salerno

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , on 17 gennaio 2017 by Michele Nigro

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“Ferdinando” di Annibale Ruccello al Teatro delle Arti di Salerno.

Una storia intrigante con un finale sorprendente per continuare a dipingere i mille colori di Napoli. Per la regia di Gaetano Stella e la direzione scenotecnica di Salvatore Acconciagioco della Bottega San Lazzaro, andrà in scena venerdì 20 gennaio alle 21.00, al Teatro delle Arti di Salerno, “Ferdinando” di Annibale Ruccello. Composta nel 1985, la commedia fu portata da Stella per la prima volta sul palcoscenico nel dicembre ’92. “Solo allora mi sentii pronto” – confida il regista e attore salernitano. E infatti, il 12 settembre 1986, Gaetano Stella e la moglie Elena erano in compagnia della moglie del produttore Stefano Tosi, quando quest’ultima ricevette la telefonata che l’avvertiva che il marito, insieme con Annibale Ruccello, avevano perso la vita in un incidente stradale, mentre da Roma stavano raggiungendo il Teatro Massimo di Benevento. “Il mio ricordo – continua Stella – non può prescindere dall’aver assistito a quella telefonata”. Trascorsero sei anni, prima che, insieme con la compagnia Mascheranova di Pontecagnano, la ormai celebre messinscena di Ruccello venisse rappresentata a Salerno. “Per l’occasione – dice Stella – volli che recitassero Giulia Palumbo nei panni di Donna Clotilde e Chiara Garofalo in quelli di Gesualdina. Due ottime attrici che ho richiamato sul palco per questa edizione 2017. Dopo venticinque anni riparto da lì, ma con una maturità diversa”. Nei panni di Don Catello il bravo e collaudato Marco Villani, mentre in quelli di Ferdinando ci sarà il giovane Gennaro Della Rocca, prodotto dell’Accademia dello Spettacolo di Baronissi. “La modernità di questo spettacolo, nel bene e nel male, sarà talmente evidente da suscitare stupore – concordano Serena Stella e Alessandro Caiazza, rispettivamente direttore artistico e organizzativo di TeatroNovanta. Sembrerà uno spettacolo scritto, non nel 1985, ma nel 2020, considerata l’attualità dei temi che affronta”. “Ferdinando” rientra nella rassegna “Napul’ è Mille Culure” firmata da TeatroNovanta. Quattro appuntamenti più uno in regalo, “Da Shakespeare a Pirandello”, il 14 febbraio con protagonista Giorgio Pasotti.

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“The Doors in direzione del prossimo whiskey bar” di Giuseppe Calogiuri

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 gennaio 2017 by Michele Nigro

Comunicato stampa

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Il 4 gennaio diventerà ufficialmente il “Day Of The Doors” a Los Angeles e iQdB Edizioni di Stefano Donno è pronta a festeggiarlo con “The Doors in direzione del prossimo whiskey bar” di Giuseppe Calogiuri

Sono trascorsi 50 anni dall’esordio dei The Doors: era il 4 gennaio 1967 e l’omonino debut album usciva per Elektra Records. Per festeggiare il 50esimo anniversario, il “Day Of The Doors”, anche iQdB Edizioni di Stefano Donno è pronta con “The Doors in direzione del prossimo whiskey bar” di Giuseppe Calogiuri.

“Ci vuole coraggio. Sì, ci vuole molto coraggio nel chiedermi di scrivere una prefazione a un libro su di una band degli anni ’60. Perché, anche a voi che leggete, qual è il primo pensiero che vi viene in mente? Sicuramente uno di quegli insopportabili gruppi frikkettoni, hippie, pacifisti, lenti e insulsi sul modello di Mamas&Papas o Jefferson Airplane (ne sono certo). Per fortuna, anche in quegli anni terribili dal punto di vista musicale qualche luce affiorava nel buio. E, forse, una luce più di tutte, quella di The Doors! Ed è di questa luce che questo libro vi parla. Meglio, ve la racconta. E Giuseppe Calogiuri, conoscendo questa mia debolezza, ha saputo trovare lo strumento e il coraggio giusto. Ma, forse, è necessario andare per ordine… Il 4 gennaio 1967 The Doors pubblicano il loro primo album omonimo. Non siamo in un anno qualsiasi, quel 1967 segnerà la storia degli Stati Uniti, prima, e dell’intero mondo occidentale, poi. Già da qualche anno le forze armate di Washington combattono lontano da casa una guerra non ufficiale. Dall’inizio del suo mandato presidenziale, il “progressista” John F. Kennedy ha cominciato a prendere i ragazzi del suo paese per scaraventarli dall’altra parte del mondo. The Golden One (citando The Human League), figlio di una famiglia arricchitasi spropositatamente grazie al commercio illegale di alcol, ha precipitato gli Stati Uniti nel fango del Vietnam. Il suo successore, Lyndon B. Johnson, ha continuato il lavoro. Anzi, lo ha portato alle estreme conseguenze. Il 7 agosto 1964, il Congresso americano – approvando la H.J. Res. 1145 (conosciuta come la “Risoluzione del Tonchino”) – ha consegnato al Presidente un assegno in bianco per portare le truppe ovunque ritenesse necessario. È l’inizio della presidenza imperiale. E’ anche l’inizio, in pratica, della coscrizione obbligatoria per i giovani americani. Quella carne fresca serve. È indispensabile per combattere nelle paludi e nelle giungle del sud-est asiatico. Nel 1968, saranno ben 500.000 i soldati impiegati in Vietnam (con infiltrazioni anche in Cambogia e Laos per inseguire i charlie). In questo clima, le Università sono le istituzioni che, più di altre, risentono della guerra. I ragazzi che “vincono” alla perfida lotteria della coscrizione hanno solo tre scelte: 1) accettare l’arruolamento; 2) scappare, magari in Canada (come Jack Nicholson); oppure 3) scegliere la strada dell’obiezione di coscienza. La terza è una scelta difficile, ti mette fuori dalla società e, per questo, ci vuole un coraggio enorme. Un campione sportivo all’apice della carriera rifiuterà più volte l’arruolamento e il 20 giugno del 1967 sarà giudicato colpevole di tradimento. Quell’uomo era Muhammad Ali! Una nuova strada doveva essere trovata. E qui la musica sarà fondamentale come mezzo di aggregazione per tutti coloro i quali volevano fare qualcosa. Il 1967 regalerà alla costa occidentale degli Stati Uniti la Summer of Love e al Vecchio Continente la spinta alla rivolta studentesca, che in Europa inizierà nel maggio dell’anno dopo. La scintilla partita dall’Università di Berkeley, in California, diventerà fiamma viva in altri atenei, per trasformarsi in incendio a Parigi. Il Monterey Pop Festival del giugno 1967 sarà il pretesto che permetterà agli studenti di unirsi, confrontarsi e cogliere tutti i segnali che artisti come Jimi Hendrix o The Who sputavano dal palco. Segnali che, in un modo o in un altro, volevano dire rabbia. Beh, The Doors sono figli e, insieme, strumento di quella rabbia e di quella società americana che è confusa e terrorizzata dai suoi stessi leader. Una società che ha visto cadere i propri miti politici con l’assassinio di Kennedy, o quelli sportivi, con l’arresto di Ali, e che vede, continuamente, partire i propri ragazzi verso luoghi lontani e impronunziabili per tornare, poi, in casse avvolte dalla bandiera a stelle e strisce. Una generazione di giovani e adolescenti che si rifugia sempre più nelle droghe. Magari nuove droghe come l’LSD, che aprono nuove porte. E queste porte sono quelle già narrate da William Blake e che Jim Morrison, Ray Manzarek, Robby Krieger e John Densmore faranno proprie e attraverseranno con l’arroganza, l’incoscienza e la rabbia dell’età. Arroganza, incoscienza e rabbia che non si possono non condividere e abbracciare. Abbracciare anche da parte di chi, come me, è cresciuto con e nel punk, prima, e nella new wave, dopo.

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“Nessuno nasce pulito”, booktrailer #1

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 21 novembre 2016 by Michele Nigro

Nelle mie poesie non c’è musicalità, e le poche tracce esistenti forse sarebbero piaciute a Schönberg; non vi è in esse, come è semplice notare, l’adorazione di un mito estetico, edulcorato balsamo per l’anima. C’è, nonostante tutto, ricerca di significato – me lo concederete, spero, dopo un’attenta lettura -, di contenuto esistenziale, utilizzando un significante di-sgraziato e disritmico. È una ricerca che diventa sfida contro un istinto per il bello piuttosto scontato. Ed è per questa ragione che anche nel booktrailer del libro “Nessuno nasce pulito” (rispettando le motivazioni della titolazione) non è stato inserito un soundtrack “grazioso”, accondiscendente, romantico, ma che richiede sforzo, ascolto impegnativo, “pulizia” del segnale, per riuscire a isolare la sottostante traccia significativa dall’apparente caos. Mi dispiace, avrei voluto rendervi la vita facile offrendovi versi dolci e armonici, ma avrei tradito la mia poetica. Tuttavia in questa operazione non vi è l’imposizione di un’antimusicalità solo per il gusto di contrastare i gusti lirici di un certo tipo di lettori; la parola vuole essere sempre terapia interiore da apprezzare, al di là del traffico promozionale che accompagna una pubblicazione, nel silenzio della lettura personale.

Allo stesso modo nel breve booktrailer (realizzato in collaborazione con l’amico video editor Alessandro Foti e grazie alla interessante sperimentazione musicale di ODRZ) non troverete immagini confortanti prelevate da paesaggi bucolici: anche perché le uniche immagini che danno piacere al poeta e al lettore sono quelle che, con buona pace dell’atto creativo da parte del poeta e dell’impegno interpretativo del lettore, rimarranno per sempre custodite presso la sorgente sconosciuta della parola. Sorgente misteriosa e miracolosa che nessun poeta, benché assurto alle glorie del Monte Parnaso, potrà mai svelare completamente (e direi per fortuna!): perché, come direbbe Franco Battiato, i versi proposti dal poeta sono solo l’ombra della luce. (m.n.)

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