Archivio per dialettica

“Le stanze di carta” recensisce “Nessuno nasce pulito”, a cura di Ilaria Cino

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 marzo 2017 by Michele Nigro

È stata pubblicata sul lit blog “Le stanze di carta”, un’interessante recensione alla mia raccolta “Nessuno nasce pulito” a firma di Ilaria Cino, poetessa e co-fondatrice del sito letterario insieme a Lavinia Frati. Nel ringraziare Ilaria Cino per questa sua analisi in cui riproduce l’essenza della mia ricerca poetica, riporto di seguito uno stralcio della recensione: “… L’esperienza esistenziale è assunta come luogo di partenza per altri luoghi, epifanie e corrispondenze che dimostrano come il poeta sia prima un uomo impegnato nella conquista della sua umanità, per poter abbracciare vedute più ampie sulla modernità e i suoi fenomeni; e dove l’autore mostra quello sguardo modesto, vicino ai crepuscolari, che non ha alcuna pretesa di voler inscatolare concetti e soluzioni (cambio punto di vista) ma solo di esserne il testimone (sono un invito al viaggio). La dialettica tra l’io poetico e il mondo si connota, infatti, come un parlare a voce alta, come un filosofare pratico e svelto sulla vita che stimola in chi legge un riflettere…”

Per leggere l’intera recensione, qui.

Scegli la tua edizione, la tua piattaforma, il tuo formato, il tuo prezzo…!
Choose your edition, your platform, your format, your price…!

“NESSUNO NASCE PULITO”
autore: Michele Nigro
anno pubblicazione: 2016
edizioni nugae 2.0

La raccolta intitolata “Nessuno nasce pulito” contiene poesie esperienziali. La singolare titolazione prende spunto dalla condizione embrionale, “sporca”, di ogni lirica nascente che con lentezza, dopo un lavoro di analisi interiore da parte dell’autore e di limatura del testo, giunge al lettore nella versione pubblica, “pulita”: egli, il lettore, può solo intuire il percorso intrapreso dal poeta, farlo proprio senza l’urgenza dell’interpretazione.
Si tratta di una “raccolta di formazione”: elencate in ordine alfabetico, per interrompere la consequenzialità cronologica tra i vari componimenti, le poesie selezionate rappresentano folgorazioni e intermittenze della mente con cui il poeta registra stati mentali, impressioni, epifanie appartenenti al suo vissuto. Sono un “manifesto esistenziale” in cui riconoscersi e farsi riconoscere. È una poesia urbana, quotidiana, che non ricerca una lingua pura, panica e arcaica; non insegue la tradizione. La parola utilizzata in questa raccolta non è una mimesi della realtà né del parlato. È una voce autentica, che adopera slittamenti di senso e si pone contro la linearità sia geometrica (la posizione della scrittura nello spazio del foglio) che di pensiero. [n.d.c.]

DOVE ACQUISTARLO?

booktrailers:
https://www.youtube.com/watch?v=vPhl2AK5wUc
https://www.youtube.com/watch?v=XpY5OXTVSgs


prefazione a cura di Antonio Scarpone​
premessa dell’Autore
postfazione a cura di Davide Morelli​
immagine di copertina a cura di Pedram Anvarypour​


“MICHELE NIGRO… CHI?”
https://michelenigro.wordpress.com/about-michele-nigro-note-biobibliografiche/

per contatti: mikevelox@alice.it

Pax in tavola

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 4 giugno 2012 by Michele Nigro

Sull’annosa diatriba tra efficiente salutismo estetico e intellettualismo passivo, se sia più nobile e bello rimanere in forma per la guerra, e morire in perfetta salute fisica, o godersi la vita nell’ombra e gozzovigliando andarsene felici e malaticci. Ovvero se l’idealismo, la felicità, il coraggio e l’intelligenza siano sempre incompatibili con l’inestetismo e il non interventismo.

Sacrificar lo ventre alla beltà

è come sputar fin su lo crocifisso

la vita è bella nella sazietà

non per morir nella battaglia d’Isso.

Entrar dentro la bettola coi compari

senza sporcar di schiuma il grugno

è ‘n po’ come girar per lupanari

senza fornir la potta al terzo pugno.

Abili guerrieri, servi e frati in arme

lasciate in terra spada, scudo e lancia.

Per lo martirio siete già in allarme

e non prestate orecchio al suon di pancia?

Per divenir concime il tempo abbonda

non disdegnate tavola e cantine.

Voglio una barba che di vino gronda

e non sentirmi lesto al fosso affine.

Prodi crociati che v’allenate in piazza

non canzonate il lardo che m’adorna.

Meglio morir col cibo e la sollazza

più tòsto d’esser bardo che non torna.

dedicato a Mario Monicelli e Vittorio Gassman

Metafisica del redattore

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 febbraio 2012 by Michele Nigro

Piccolo ma potente. Questo libricino di Ilario Bertoletti, docente di Editoria presso l’Università Cattolica di Brescia, conduce il lettore lungo un itinerario leggero ma erudito, alla ricerca del significato filosofico del prodotto-libro e di alcuni mestieri editoriali anonimi e indispensabili.

Come è fatto un libro? Rispondendo a questa domanda all’apparenza superflua, l’autore non si limita a elencare le varie parti componenti l’oggetto cartaceo (dalle ‘soglie d’entrata’ al colophon), ma cerca di dare un senso profondo a tutti quegli elementi dati per scontati. Persino una semplice dedica nel controfrontespizio non sfugge a questa analisi: “Una dedica, un’avvertenza, un exergo non rivelano l’inespresso sotteso all’opera, svelando l’orizzonte intellettuale dell’autore e del testo stesso?” E anche le pagine bianche che segnano i momenti di passaggio tra i capitoli non vengono concepite in modo casuale ma “l’interpretazione implica che tu vada al di là dell’immediatezza di quanto appare, e sappia riempire di significati quegli spazi vuoti, che alludono a una trascendenza del senso”.

Dall’Architettonica del libro alla Dialettica delle note, dalle Virtù degli indici al potere escatologico della ‘quarta di copertina’: ogni zona del libro, al di là del significato che nel testo centrale l’Autore dà alla sua creatura, possiede un collegamento filosofico su cui riflettere. Veri e propri elogi dell’artigianato editoriale, i due capitoli Il redattore, un ateo-credente e Il correttore, o dell’ombra svelano i retroscena di mestieri silenziosi e vissuti nell’ombra. “Accudendo il testo, il redattore ne tutela l’universalità: è la valenza ontologica dell’editing. Intervenendo sulla scrittura […] ausculta la cosa stessa affinché lo stile sia ad essa adeguato. Come orientarsi in questo improbo lavoro senza cadere nella tracotanza dell’ipercorrettismo, restando vittima dei propri idoli…?” si chiede Bertoletti, evidenziando la delicatezza chirurgica, la sensibilità e l’intelligenza interpretativa che ogni redattore deve possedere dinanzi a un testo. E sul correttore di bozze: “Strana figura quella del correttore […] La sua è una vita ai bordi, ai limiti del libro e dell’autore. […] egli riconosce che sua destinazione è stare muto, armato di vocabolari e penne multicolori, a far da sentinella contro un nemico: l’errore, il refuso incuneatosi nel passaggio dal dattiloscritto alla bozza.”

Leggere “Metafisica del redattore” significa avvicinarsi al libro con un rispetto differente, con una maggiore competenza filosofica, direi quasi con ‘occhio clinico’. Si tratta di un testo non destinato assolutamente ai soli addetti ai lavori, ma soprattutto a quei lettori sensibili che attribuiscono al libro un valore trascendente.

“Metafisica del redattore – Elementi di editoria”, Ilario Bertoletti – Edizioni ETS

E il giorno della fine non ti servirà… la polemica!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , on 31 agosto 2010 by Michele Nigro

Alcune settimane fa nel forum del Battiato Virtual Tribute una discussione intitolata “Ensemble” aveva dato vita in pochi giorni a un “thread polemico” contenente ben 47 risposte da parte di vari utenti (registrati e “guest”) appartenenti al BVT, il più importante sito italiano non ufficiale riguardante la figura umana e artistica del musicista siciliano. Nonostante l’oggetto della discussione fosse un ensemble su un palco a Venezia (concerto del 16 luglio 2010) di Battiato e Charles Aznavour, alcune considerazioni personali di stampo fiabesco e “metafisico” da parte di alcuni utenti del forum (nella fattispecie considerazioni riguardanti il lato “magico” di Battiato percepito da una utente di nome Irene), hanno suscitato l’indignazione “illuministica” da parte di altri (Mario & Co.), più propensi a un approccio razionale e scientifico nei confronti dell’esperienza culturale e musicale di Battiato. A causa dei toni accesi utilizzati in alcuni commenti, il moderatore del forum ha così pensato di eliminare totalmente la discussione che nel frattempo, come direbbero gli esperti di forum, era diventata decisamente “OT” ovvero Fuori Tema. Pur rispettando la decisione del moderatore, ripropongo qui il mio unico intervento facente parte del thread cancellato. Non amo le polemiche, ma non sopporto nemmeno le censure e le cancellazioni indiscriminate tanto per fare un po’ di pulizia o per dotarsi di una purezza artificiale e asettica. I “fan club” esistenti nella Rete, seppur virtuali, sono formati da persone in carne e ossa che ascoltano musica e vanno fisicamente ai concerti: i contrasti tra “scuole di pensiero” fanno parte del gioco dialettico e ognuno dei membri del fan club osserva l’ “oggetto” del suo fanatismo da una differente angolazione che è il risultato di un’esperienza e di uno “studio” personale fortunatamente non uguali per tutti.

Non avendo avuto l’occasione di leggere l’intero thread nel contesto in cui è nato, per molti di voi alcuni nomi e la maggior parte dei passaggi formanti il seguente scritto risulteranno ovviamente enigmatici… Vi prego, allora, di concentrarvi solo ed esclusivamente sullo “spirito” ironico del mio intervento e sul suo significato “pratico” che spero cogliate.

(Mi correggo: il thread “incriminato” non era stato cancellato ma solo “spostato” nella retroguardia, all’interno dello stesso forum, per dare spazio a un “Ensemble-2” svuotato dalle polemiche e pronto ad accogliere i commenti riguardanti il vero argomento. Chiedo scusa al moderatore!)

“Salve a tutti!

Ho avuto lo stomaco (o il fegato, scegliete un po’ voi l’organo che preferite) di rileggere questo intero “commentario” nato – se lo sapessero gli interessati, sai quante risate! – da un duetto innocente tra Battiato e Aznavour. Ma soprattutto, da quel che ho capito, da un’esperienza “quasi mistica” vissuta da Irene. Esperienza da leggere e rispettare, superando le differenze uomo-donna…

Al di là delle “Confessioni” di S. Manolo (se abbia visto o meno i genitori fare sesso quand’era piccolo; se sia affetto dal “complesso bandistico” di Edipo & Fratelli… ecc. ecc. francamente la cosa mi interessa pochissimo!) e delle complesse valutazioni psicanalitiche di Rosario, credo che alcuni punti sollevati da Mario (almeno nella prima parte del commentario; da qui il mio scherzoso “Grazie Mario!”) siano assolutamente da prendere in considerazione perché evidenziano, tra il brusio di chi ha tutto il sacrosanto diritto di sognare e di vedere ali dove meglio crede e addosso a chi crede, un approccio piuttosto immaturo da parte di alcuni utenti (chi se ne frega del colore della camicia di Battiato a Venezia?) nei confronti della musica e di Autori/musicisti (come Battiato) che tutto sommato raggiungono certi livelli “semplicemente” studiando, leggendo, riascoltando (cito il Nostro da “Inneres Auge”: “… Ma quando ritorno in me, sulla mia via, a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato… mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del creato!”) e non parlando con la Madonna!

Credo che Mario abbia avuto il coraggio di “cristallizzare” una sensazione che anch’io ho provato in alcuni momenti, leggendo certi commenti (forse anch’io, ora non ricordo, nel mio piccolo ho contribuito alla confusione… chissà!) di fan di questo sito/forum (anche se ho il grave sospetto che alcuni avatar usati qui appartengano alla stessa persona affetta da evidenti problemi di sdoppiamento della personalità: certi “stili” sproloquianti e vacui si somigliano troppo per appartenere a persone diverse!)

Ho sentito parlare (da parte di personaggi che forse hanno cominciato ad ascoltare Battiato dalla Cura in poi e credono già di sentire gli atomi vibrare!) di “modi di sentire”, di livelli di risveglio, di “sensibilità particolari” dovute all’età, ai capelli bianchi, alla lombo-sciatalgia, al “vissuto” che grava su alcuni di voi (come se gli altri se ne andassero a spasso senza vivere, condannati a vagare nel limbo della loro mediocrità estetica e sensoriale), alle esperienze “alte”, alle visioni mistiche, ai dialoghi con i santi, ai giorni di digiuno e di silenzio, ai cicli karmici, al dialogo con il divino tra una bolletta del gas da pagare e la cena da preparare al marito violento, alle centinaia di migliaia di vite che v’inseguono perché anche alcuni di voi, come Battiato, credono nella reincarnazione…

Io capisco che le tematiche sollevate dai brani di Battiato siano “fuori del comune”, ma c’è francamente il bisogno di riportare la ricerca a quote umane e da lì, eventualmente (ma non per forza!), trascendere… Leggo spesso COMMENTI INCOMPRENSIBILI, per non dire inutili, fintamente complessi ma vuoti, “poeticheggianti” (per non dire farneticanti), forzatamente metafisici, “misticheggianti”, commenti che vorrebbero possedere un carattere etereo, sacro, esoterico, quasi come se fossero “preghiere” e che invece dovrebbero rimanere chiusi nei cassetti mentali di chi sente il bisogno di condividere un “sentire” inappropriato e stupidamente ermetico!

Per non parlare di gente sfaccendata che filosofeggia sull’utilità o meno di rendere pubblica un’iniziativa sociale di Battiato perché ci sarebbe il rischio, così facendo, di interrompere il flusso cosmico tra Battiato, l'”essere di luce” (ahahah!), e il regno della divina modestia a cui appartengono i Grandi!!!

“Datti alla lirica!” – parafrasava Battiato nel 1996, durante un’intervista da Costanzo, una nota esclamazione inizialmente dedicata all’ippica.

Diamoci un consiglio a vicenda: smettiamola di drogarci!

Finiamola di farci i suffumigi con l’incenso rubato in chiesa, di compiere riti satanici con i testi delle canzoni di Battiato sminuzzati e mescolati con la polvere di ossa di musicisti dissotterrati; finiamola di usare questo forum per cercare di “scimmiottare” una ridicola complessità d’animo sperando così di assomigliare al “maestro”… Battiato, amiche e amici, è “semplice” nella sua complessità.

Invece di vedere ali, code, antenne, aloni, aure, esplosioni solari, campi elettromagnetici intorno a Sgalambro, scie protoniche che escono dalle gengive di Battiato, cerchiamo di andare alla radice culturale e musicale dei suoi testi e della sua musica.

Cerchiamo, cioè, di fare quello che questo luogo virtuale sta cercando di fare, e di fatto fa, da anni.

Direbbe Battiato, parafrasandolo: “…il Battiato Virtual Tribute è un dono!”

Aggiungo io: non sprechiamolo.

Un abbraccio, Michele.”

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

Also sprach

RIFLESSIONI E POESIE

Interno Poesia

Blog e progetto editoriale di poesia

Iannozzi Giuseppe - scrittore e giornalista

Iannozzi Giuseppe, in arte "Joseph Barbarossa" - scrittore, giornalista, critico letterario - blog ufficiale

Emanuele-Marcuccio's Blog

Per una strada e altre storie...

vibrisse, bollettino

di letture e scritture a cura di giulio mozzi

HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

La legenda di Carlo Menzinger

libri: i miei, i tuoi, i suoi, i nostri, i vostri e i loro.

R. Tiziana Bruno

(ladri di favole)

DEDALUS: corsi, testi e contesti di volo letterario

Appunti e progetti, tra mura e spazi liberi

Poesia dal Sottosuolo

(prestarsi al mondo in versi)

Rivista ContemporaneaMente Versi

Rivista di Poesia Contemporanea Sperimentale e Non Solo

i sensi della poesia

e in pasto diedi parole e carne

La Camera Scura - il blog di Vincenzo Barone Lumaga

Parole, storie, pensieri, incubi e deliri

HyperNext

Connettivisti nel cyberspazio / Movimento in tempo reale

La Mia Babele

Disorientarsi..per Ritrovarsi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: