Archivio per divino

Esortazione autoptica

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 novembre 2017 by Michele Nigro

Morirete, un giorno

e non avranno capito nulla

del vostro passaggio su questa terra.

Così come loro stessi del proprio:

l’ignoranza esistenziale è democratica.

Quelli che oggi presumono

senza comprendere

forse moriranno dopo di voi

o insieme a voi. O prima, peccato:

non assisteranno alla fine

dello spettacolo allestito

dall’infinito per divertire il divino

che tutto sa.

Restate in vita, dunque

abbiate fede pur nella finitezza che v’opprime

stringete i denti e la carne alle ossa

tenete duro nonostante il buio,

sopravvivete a voi stessi

e alla stupidità, per i restanti anni.

Partecipate all’equivoco, giocateci

non disperate come piace al nemico

rendete difficile il cammino

alle voci di un corridoio post mortem,

smentitele dal vivo con l’esempio

e non solo a parole

lasciatele morire sotto i colpi del tempo

che tutto guarisce e risolve,

seppellite i detrattori ma senza gioire

perché tutti siamo detrattori di qualcun’altro,

siate l’autopsia di voi stessi

non affidatela ad altri, a frettolosi

anatomopatologi dell’anima

e preparate una fossa profonda

in cui far riposare le persone superficiali

che oggi decantano, non autorizzate

le gesta sminuite o esaltate

di esistenze che non gli appartengono.

Dopo gli errori insiti nell’essere umani

c’è bisogno di fatti salvifici, cercati o fortuiti

prima dei puntuali conti presentati lì

dove l’imbuto di Kronos si restringe intorno al collo.

Sarà meglio morire vecchi e nella verità

che giovani e tumulati dalla menzogna.

Quando il vento dell’anima

abbandonerà i vostri corpi, che non saranno più vostri

ma della terra,

nulla potrà essere aggiustato.

(immagine:

“¡Y tenía corazón! / Anatomía del corazón / La autopsia”

quadro di Enrique Simonet – 1890)

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Desidera la donna d’altri!

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versione pdf: Desidera la donna d’altri!

Agli amori impossibili

e a quegli amanti che li rendono tali

Recita il nono comandamento del Decalogo, meglio conosciuto come I dieci comandamenti: “Non desiderare la donna d’altri”; essendo il termine donna piuttosto generico, in quanto comprendente anche una persona nubile di età adulta o una giovane ragazza che pur avendo raggiunto la maturità sessuale non è ancora in età da matrimonio, gli esegeti in difficoltà fanno ricorso alla versione del Decalogo tratta dal libro dell’Esodo in cui si specifica severamente, rivolgendosi ai tipi vaghi: “Non desiderare la moglie del tuo prossimo”, restringendo decisamente il campo e allontanando il fedele da qualsivoglia rischio interpretativo. Indipendentemente dall’utilizzo del termine donna o moglie, il principale bug contenuto in questo comandamento è il carattere di possesso, esercitato dall’uomo nei confronti della donna, che traspare dalle parole: comandamento che, per chi crede, sarà stato pure dettato da Dio, infallibile per definizione, ma la lingua in cui è stato tradotto, ad uso e consumo dell’umanità bisognosa di norme, anzi scolpito sulle leggendarie tavoletradisce esigenze terrene palesemente maschiliste che di divino hanno veramente poco! È quel d’altri, usato indifferentemente tra “roba” (del decimo “non desiderare la roba d’altri”) e “donna”, a rappresentare uno dei punti meno nobili del nono comandamento. Ma andiamo per gradi: ritorneremo sulla questione del possesso in un secondo momento.

“Non desiderare…” Che significa? Come si può ordinare alla propria mente e al proprio corpo di non desiderare? Ovvero di volere fortemente? Posso decidere di non muovere per un giorno intero il braccio destro (che è un “oggetto” materiale visibile e tangibile) ed è un esercizio quasi impossibile da realizzare perché l’istinto, in un momento di distrazione, ci imporrebbe prima o poi di muovere il suddetto braccio nel caso in cui dovesse servire per bloccare una minaccia o per evitare una caduta rovinosa… Eccolo lì, il vero pericolo della virtù: l’istinto. Più sfuggevole e incontrollabile del libero arbitrio che presuppone un libero ragionamento a cui seguirà un’azione volontaria, meditata. Il desiderio non è come un arto fatto di muscoli e ossa: è un concetto intangibile che però può avere effetti concreti nella realtà. Il desiderio non è il frutto di un ragionamento; il desiderio sorge all’improvviso dalla mente, dal cuore e spesso, prima ancora, dalla carne. Esiste, però, anche un desiderio casto: desiderare di ascoltare le parole di una persona che tocca le nostre corde interiori; questo non precede necessariamente un toccare corde fisiche, ma prevenire è meglio che curare – avranno pensato gli antichi custodi della nostra integrità morale – e quindi ci viene intimato nel vangelo di Matteo: “Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (in un altro libro che nominerò più avanti* si legge una versione simile sempre in riferimento al vangelo di Matteo: “Chiunque mette gli occhi su una donna sposata per concupirla ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” […] l’adulterio consumato all’interno dell’uomo equivale per gravità a quello consumato nella carne [pag. 216]). In entrambe le versioni c’è una costante: con lei, ovvero la donna è adultera a sua insaputa solo perché un uomo l’ha desiderata nell’immaginazione. Una sorta di “parità tra i sessi” ante litteram in chiave immaginifica? O di condivisione neurologica delle responsabilità? La posizione dei peccatori peggiora se anche lei asseconda e ricambia lo sguardo desideroso di lui. In quel caso l’inferno è assicurato per entrambi: anzi la donna vi entrerà per prima in quanto è un essere a cui non è permesso desiderare esternamente, in quanto “roba”, cosa, oggetto del possesso privo di potere decisionale e vincolata da un “familismo amorale” di stampo sentimentale. Infatti il Decalogo esclude a priori l’equivalente femminile del nono comandamento: “Non desiderare l’uomo di altre”. Tanto a cosa servirebbe specificarlo? Le ragioni di questa esclusione non sono solo di natura sessuale (nel senso di sesso di appartenenza), o dovuta a una superiorità di genere decisa dall’alto, ma soprattutto trattasi di motivazioni socio-economiche e culturali “giustificate” dall’epoca storica in cui sono state concepite.

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Fuoco eterno

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 23 novembre 2016 by Michele Nigro

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Per mettere fine
a stillicidi di saperi divini
verso memorie eterne,
la Natura
cattiva e giusta
inventò la Morte.
 
Ma l’uomo
condannato a finire
come tutte le cose finite
scoprì il sacro fuoco
della parola.
Arditi tizzoni ardenti
schizzati dal braciere
di Poesia
ustionarono la pelle
della dimenticanza.

Onirica

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 novembre 2016 by Michele Nigro

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La trascorsa notte

ho sognato di scrivere una poesia,

parole piacevoli, vere come oggetti

definiti dalla luce del giorno

formavano impavide

– ed erano lì, dico sul serio, e le toccavo! –

quella rara scrittura onirica

eppure così nitida, viva e

splendente nell’oscurità.

 

Ho sognato di scrivere una poesia,

ma al risveglio

quei segni luminosi

tracciati sulla carta del buio

erano svaniti nella nebbia

dell’oblio mattutino.

 

Era bella, sì

era bella la mia poesia

e non la ricordo.

Rimane il brivido

divino della creazione,

poetica polluzione,

mi resta solo l’involucro

vuoto e dolce di un sogno

abbandonato dal cosciente

sulla soglia del dì.

(immagine: “Nocturno”

Isabel Quintanilla, 1998-99)

Il silenzio quando non credi

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 maggio 2015 by Michele Nigro

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Preghiere laiche senza tempo

sussurrate nella mente

da giovani voci passate.

Fresche oasi per l’anima

salvano i vaganti dal caos dell’andare,

resiste l’inconsapevole trascendere

verso un improbabile divino

di audaci speranze

troppo grandi da nominare.

Il silenzio gotico

accoglie i dubbi sull’esistenza,

come fiori puri

adornano l’altare del disincanto.

(nella foto: Basilica di San Lorenzo Maggiore, Napoli)

La crasi del settimo anno

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 12 maggio 2015 by Michele Nigro

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Il campo gravitazionale

del tuo culo filosofico

voluttuoso emblema divino

influenza questo dittongo

tra anime

libere dal senso del possesso

unite a un livello superiore

di energia resistente al tempo

e alla morte.

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