Archivio per eredità

Lascito

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 14 agosto 2018 by Michele Nigro

Bisognerebbe andarsene da questa terra,

lasciando non dico chissà cosa

ma almeno,

che ne so…

… un mezzo verso riuscito che non faccia vergognare santi e navigatori,

una canzoncina inventata per far addormentare i propri figli o quelli degli altri,

una foto che emozioni gli amici… e perché no, anche i nemici,

un racconto da lasciare nel cassetto pieno di sogni sgualciti,

la prima strofa di una ballata macchiata di caffè,

un sms poetico dimenticato nelle “bozze” e mai inviato,

una collezione di film scaricati illegalmente con eMule,

una libreria piena di libri usati comprati su CVL,

una fila eterogenea di cd con la migliore musica che ha fatto da colonna sonora a questa fottuta esistenza terrena,

una bottiglia vuota di Laphroaig con sopra infilata una candela mezza consumata per scrivere cazzate facendo finta che manchi la luce (come ora!),

un diario di viaggio con descrizioni e disegnini fatti in loco,

una forte delusione data ai genitori ma che vi abbia reso più liberi,

almeno un numero di “Poesia”,

i diari di quando abitavate a Napoli (se c’avete mai abitato, sennò di un’altra città del cuore),

le scarpe consumate con cui avete percorso la Francigena,

il primo libro di favole ricevuto in dono,

lo zaino delle vostre migliori avventure,

tutte le t-shirt dei concerti rock,

la collezione di sottobicchieri di quando frequentavate i pub,

le fotografie stampate prima dell’avvento degli smartphone,

lo scheletro del vostro primo gatto (chi non ne ha uno?),

e infine

una campana tibetana, regalo di un amore passato, da far suonare durante il vostro funerale, davanti a moglie e figli.

 

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“Intervista a Michele Nigro”, a cura di Roberto Guerra (versione ‘small’ per Neofuturismo)

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 19 gennaio 2018 by Michele Nigro

neofut

È apparsa in queste ore sul sito di “Neofuturismo”, primo quotidiano transumanista italiano, un’intervista al sottoscritto a cura dello scrittore neofuturista ferrarese Roberto Guerra, in versione ridotta.

La versione integrale sarà pubblicata prossimamente su Ferrara Italia… Stay tuned!

Segue un breve passaggio:

“… R.G. Michele, il tuo ultimo libro (ebook e cartaceo) s’intitola “Nessuno nasce pulito”, un approfondimento?

M.N. Si tratta di una raccolta di poesie “prelevate” da vari periodi; ne è venuto fuori un excursus poetico piuttosto eterogeneo dal punto di vista stilistico: avevo bisogno di raggruppare in un unico prodotto, per difenderle prima di tutto dalla mia dimenticanza, poesie appartenenti a differenti momenti dell’esistenza. Io l’ho definita webpoetry perché inizialmente la mia poesia è stata pubblicata sul web, sul mio blog “Nigricante” (quasi sempre dopo un preventivo stazionamento sull’insostituibile carta); solo in seguito è avvenuto il passaggio finale nell’oggetto “libro”. Si sente tanto parlare del cosiddetto “contatto erede”, un essere umano volenteroso che, dopo la nostra dipartita da questo mondo, dovrebbe preoccuparsi di gestire il social networking lasciato incustodito per cause di forza maggiore; oppure in ambito transumanista si sta ipotizzando da molti anni l’opportunità di compiere un Mind Uploading, ovvero un trasferimento di quella che convenzionalmente chiamiamo “mente” su un supporto non biologico in grado di interagire con l’ambiente esterno all’indomani della morte del corpo (e quindi del cervello) che la conteneva. Cos’è un libro se non un “erede” del nostro pensiero, un supporto a cui affidare una parte del nostro linguaggio per contrastare l’oblio?…”

Per leggere la versione ridotta, qui.

L’eredità

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 15 novembre 2017 by Michele Nigro

Ora che so di questa

eredità di parole sparse

più dolce m’appare

all’orizzonte la morte

che non attendo.

 

Non temo l’oblio della carne,

compagno di strada

mi è il verso forte e ignoto

ai salotti laureati

nato da quel vivere

che per altri vita non è.

Poesia a sua insaputa

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 26 settembre 2017 by Michele Nigro

Non sarà ora che le vedrai

mentre ti chiedo di leggerle

ma in un giorno qualunque

venute fuori per caso, a dorso di libro

da pagine cadute in terra

riverse a mò di mort’ammazzati

e aperte sulla fatalità

di un attimo tra tanti,

ritornerai su parole ignorate

come è normale che sia

da rimasticare

eppure sempre presenti

tra pazienze impolverate

e le cose da fare

senza pretese, a sperare di essere

se stesse, nient’altro che verbi d’anima

amate per quelle che sono

umili

silenziose

già eterne a loro insaputa.

Echoes

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 22 agosto 2017 by Michele Nigro

“The echo of a distant time
Comes willowing across the sand…”

(Echoes, Meddle – 1971, Pink Floyd)

(occupiamo lo stesso spazio dei morti)

 

Persistono echi

rianimati da memorie

di vissute gesta,

vecchie mura impregnate

di lontane esistenze

non seguite da storie scritte

chitarre scordate

vapori di cucina

le risa avvinate.

 

Polvere e ossa di avi

nitide gioventù scomparse

fotografate sulle scale del tempo

da creatori di attimi,

attraversano ancora

con sbiadite forze

i movimenti attuali.

 

Ombre scivolano

leggere e bambine

sui passamano tarlati,

al di là delle datate lapidi

dove siete tutti?

Opere sparse nel tempo

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 agosto 2017 by Michele Nigro

Sentire il riverbero

di trascorse energie

tocco di antichi

entusiasmi sulle cose

il loro effetto fuori moda.

 

Le mani stanche di madre

che curavano i lembi

di famiglie ormai disperse

non lavorano più d’ago

per un domani incerto.

 

Nuove cuciture

su stoffe consunte

come passaggi d’epoca

segnati da assenze.

 

In silenzio, da padre a figlio

mirando l’infinito di oggi

da laiche trappe

si eredita il da farsi.

Vallejo & Co.

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