Archivio per eversione

Lavoro, neoliberismo, consumismo… e il “mostro” della new economy

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 marzo 2018 by Michele Nigro

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Di seguito vi propongo un ampio stralcio dell’intervista al sottoscritto da parte dello scrittore neofuturista Roberto Guerra (che ha curato anche la nota introduttiva alla mia pubblicazione). Per leggere l’intera postfazione/intervista e, ovviamente, il racconto “Call Center – reloaded” che ne costituisce, diciamo così, la “premessa narrativa”, eccovi il link.

(r.g.) “Call Center – reloaded”, quando la Fantascienza diventa quasi neorealismo digitale o cibernetico?

(m.n.) Non credo si tratti di fantascienza, anzi sono certo di non aver scritto fantascienza (volendo forzare la ricerca di un’analogia, potremmo individuare elementi in comune con la cosiddetta “fantascienza sociologica” anche se in questo caso ci troviamo dinanzi a una distopia attuale e non proiettata nel futuro!). In occasione della pubblicazione (per ironia della sorte, proprio su Amazon!) della prima edizione di “Call Center” ho usato l’espressione, che riconfermo nella seconda, social fantasy per descrivere un sottogenere del fantastico caratterizzato da storie ambientate nella nostra realtà ma contenenti – in coincidenza con il climax della storia come nel caso del mio racconto – risvolti surreali, bizzarri e grotteschi. Nel Novecento si parlava di realismo magico (Buzzati, Borges, Màrquez) in riferimento a opere letterarie in cui elementi soprannaturali emergevano da contesti quotidiani e reali. Non parlerei, invece, di neorealismo perché il mio tentativo di spiegare la condizione in cui vive l’uomo del terzo millennio si sposta da un piano realistico a uno fantasioso.

“Call Center – reloaded” è un racconto simbolico: il “mostro” che appare nella storia è il simbolo di un sistema economico e culturale più grande e più forte di noi. Quel mostro è in noi, è nutrito da noi. Siamo noi: anche se nel racconto è altro da noi, è all’apparenza fuori dalla nostra volontà ed è disprezzato come se non ci appartenesse, in realtà lo ri-scegliamo ogni giorno, lo sosteniamo perché ne abbiamo bisogno, addirittura lo votiamo quando diamo forza politica a governanti e leggi che di fatto schiacciano il lavoratore (vedi riforma Fornero e Jobs Act del governo Renzi). Ogni volta che permettiamo all’economia, e in particolare al profitto di pochi, di sorpassare la politica, i diritti civili, la nostra stessa coscienza in qualità di consumatori, noi diamo forza al mostro! Nel racconto io critico un certo tipo di “lavoro liquido”, senza o con pochi diritti, ma chi è che lo incentiva? Siamo noi stessi: abbiamo abbracciato la comodità dell’e-commerce, ci sentiamo “superiori” e “civilizzati” quando la nostra vita appare migliore grazie a prodotti che illusoriamente ci rendono onnipotenti e brillanti; ma dietro le quinte di questa vita facile si nascondono le sofferenti maestranze del marketing, i nuovi schiavi dell’era digitale. Quando da casa, seduti davanti al nostro computer, clicchiamo su un ordine d’acquisto, siamo realmente consapevoli del meccanismo da noi stessi avviato? È recente la protesta sindacale cominciata dai lavoratori Amazon di Piacenza (ma non sono i soli!) a causa dei massacranti turni di lavoro e delle conseguenti ripercussioni psico-fisiche: se qualcuno pensa che a essere “duri” siano solo il lavoro in miniera o quello nell’industria siderurgica, vuol dire che non ha ben compreso il carattere subdolo dei nuovi lavori legati alla cosiddetta new economy.

[…]

Roby-Guerra

Roberto Guerra

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I Soviet + L’Elettricità

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 10 agosto 2017 by Michele Nigro

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1917-2017
I SOVIET + L’ELETTRICITA’
Cento anni dalla rivoluzione russa – un secolo di CCCP

Un comizio musicale di Massimo Zamboni, con Angela Baraldi, Max Collini, Danilo Fatur, e con Cristiano Roversi, Simone Filippi, Simone Beneventi, Erik Montanari.

Martedì 7 novembre 2017, ore 21.00 – Prima nazionale
Teatro Augusteo , Piazzetta Duca D’Aosta n. 263, Napoli

I SOVIET + L’ELETTRICITA’ è uno spettacolo ideato e diretto da Massimo Zamboni dedicato al centenario della rivoluzione bolscevica del novembre 1917. Un comizio musicale che attingendo al linguaggio, alle parole d’ordine e ai simboli del socialismo reale, evoca il mito infranto della rivoluzione: della rivolta degli oppressi, del potere agli operai e ai contadini, della società senza classi e senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Quel mutamento epocale che riuscì a creare un immaginario collettivo per gli oppressi di tutto il mondo; il grande sogno che fece credere alla possibilità dell’uomo nuovo. Nel secolo odierno quelle passioni accese dalla rivoluzione d’Ottobre sono incagliate nei libri di storia, e forse l’unico modo sensato di riparlare oggi di CCCP, di ricordare la presa del Palazzo d’Inverno, è tornare a dar vita alle parole di allora, scontrandole con quelle dell’oggi, elaborandole in un testo drammaturgico moderno che non teme l’enfasi, l’utopia, ma nemmeno la disperazione.

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Omaggio a William S. Burroughs

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 maggio 2016 by Michele Nigro

Partendo dalla pubblicazione del volume “Saccheggiate il Louvre. William S. Burroughs tra eversione politica e insurrezione espressiva” (edizioni ombre corte, Verona, 2016) un omaggio a William S. Burroughs. Talk, riflessioni, spunti critici e a seguire reading/concerto e risonorizzazione dei film scritti da William S. Burroughs e diretti da Antony Balch con Carmine Palladino (elettroniche) e Antonino Masilotti (voce).

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Tempo al tempo

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 10 maggio 2015 by Michele Nigro

il cimitero può attendere

Non lasci in pace nemmeno

le croste sulle ferite,

pretendi rapide guarigioni

vittima di inutili progressi.

Seppellitemi con la barba

non radete il mio viso

in preda a un’estetica della morte,

affinché persino i vermi

si stupiscano

dinanzi alla pazienza dei miei tempi.

Comparsata

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 aprile 2015 by Michele Nigro

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Attraversi la scena biologica

rispettando severi copioni

scritti dall’alto e dalla storia

con piglio eversivo

aggiungi non richiesto

un tocco personale

al tuo effimero passaggio.

Ora illegale

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 marzo 2015 by Michele Nigro

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Tic! Tac! Tic! Tac!…

Non saranno le sciocche lancette di stato

seppur benedetto da dio

a decidere i tempi del mio esistere a pelle

ma la luce naturale in un meriggio di sole

trascorso con due ruote gonfie di passione

sulla strada

senza freni pensati da altri,

osservo il movimento irregolare dei secondi

su un orologio sconosciuto alla moda

come battiti cardiaci scanditi da un coraggioso muscolo

energia pura lontana da leggi e feste comandate.

Decidi tu l’età!

ignorando il buonsenso del corpo.

Un flusso ritmato di sangue illegale

mi spinge a desiderare le proibite proprietà

indicate dal senso delle sue parole di donna

che riempie vuoti inimmaginati,

mentre il vento riordina i fogli sparsi

di seppellite saggezze interiori

e dei tuoi orari ribelli.

Tic! Tac! Tic! Tac!…

Le sabotage

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 22 gennaio 2015 by Michele Nigro

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Si attende il virgulto ereditante

agognato sospiro di tesi parenti

sospettosi, insinuanti

in astinenza da gioie altrui.

Sciocca salvezza genetica

rispettata tradizione da mostrare

su balconi annuncianti e gloriosi

di familiari dittature, bassa cultura

dello sperma arruolato da morenti zie

per secolari guerre di posizione.

Alberi genealogici bruciati

dal fuoco di un’indifferente

attesa goliardica,

osservi ciondolare i tuoi piedi

da un ponte sul Bosforo, eterno fanciullo curioso

ti unisci in matrimonio con il mondo.

La discendenza sarà un puzzle ribelle

di esperienze e parole

senza copie casuali da allattare,

diventerai l’improduttivo sabot

tra gli ingranaggi di un sorridente sistemarsi

che detta leggi e tempi.

Testamento a te stesso,

ti allontani lento da maschere sociali

assetate di finta stabilità, premessa di una morte in vita

non ascolti dicerie

non assecondi profezie.

Libera e consapevole riproduzione di idee

eredità pensata, lontana dal clamore

nella rassegnata dimenticanza

degli etichettatori di quantità sessuali.

Morirete con me

inutili aratri, storici solchi abusati

nel dolce tramonto dell’esistenza.

Il Limite Ignoto

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 21 ottobre 2014 by Michele Nigro

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Qual è il confine tra un’esistenza regolare

e la ribellione?

Zone spontanee e indefinite di territorio selvaggio

resistono ai pratici attacchi del reale.

Sulla linea gialla della civiltà

passeggia solitario il cercatore di margini invisibili

per salvarsi da automatismi storici.

Non c’è frontiera se non nel cuore

e nella mente

avidi proprietari di angoli inespugnabili.

Sospeso nella provincia, congeli spazio e tempo

dissociato, non partecipi alle statistiche di regime

e ti spedisci al confino, libero e a tratti felice

in attesa di giorni adatti alle tue previsioni

conservate in archivi pazienti.

Ingranaggio educato e silenzioso

di un orologio asociale

che passa al bosco

si ritrae nella foresta

si dà alla macchia.

Waldgänger.

Gli ultimi quattro versi sono un riferimento al

“Trattato del Ribelle” (Der Waldgang) di Ernst Jünger

Mille Splendidi Libri e non solo

"Un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi"

Poetarum Silva

- Nie wieder Zensur in der Kunst -

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Amo leggere, amo camminare e amo fare le due cose insieme (non è così difficile come sembra)

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L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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