Archivio per fantascienza umanistica

“Call Center – reloaded”, un racconto social fantasy

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 10 marzo 2018 by Michele Nigro

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Seconda edizione (ebook e cartaceo) dedicata, tra gli altri, ai lavoratori Amazon di Piacenza, “Call Center – reloaded” è un racconto social fantasy pubblicato in prima edizione nel 2013: alcune scomode verità socio-economiche e culturali riguardanti i nostri tempi, evolvono in una specie di realismo magico lovecraftiano crudele e inesorabile. Partendo da temi caldi quali il lavoro, la precarietà, la mancanza di sicurezza economica in un futuro nebbioso, l’Autore cerca di descrivere la condizione ambigua dell’uomo moderno e ne approfitta per toccare il cuore dell’inganno consumistico: il lavoro è diventato un prodotto e i lavoratori-consumatori sono dei complici più o meno consapevoli. La “liquidità baumaniana” ha preso il sopravvento in ogni settore. L’informazione carpita dai “profili”, la conoscenza dei desideri, diventano risorse preziose per un Sistema che non lascia scampo. La libertà è un’utopia luminosa ma per conoscere la verità (e quindi riscattarsi dalle regole del Sistema) bisogna avere il coraggio di scendere in zone oscure, di sé stessi e del mondo lavorativo disumanizzato. E incontrare il “mostro”…

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“Future Shock” n.65

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , on 4 febbraio 2014 by Michele Nigro

Continua, sostenuta da una commuovente caparbietà di origine divina, la crociata fantascientifica del periodico “Future Shock”, diretto dall’instancabile Antonio Scacco, contro quei fetentoni satanassi di fantascientisti senza dio, intellettuali comunisti e scomunicati vari! 

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Le nostre risposte a Harrison Ford e a Asor Rosa, Esposito e Galli della Loggia

 

nel n.65 (febbraio 2014) di “Future Shock”

SOMMARIO

Indubbiamente, il fenomeno dell’abbandono degli studi umanistici, è un grave vulnus per la vita culturale, politica e sociale del nostro Paese. Ma non basta la denuncia; occorre anche individuarne le cause, come nell’editoriale di A. Scacco, Il cahier de doléances di Asor Rosa, Esposito e Galli della Loggia. Sulla vexata quaestio degli UFO, il sospetto che emerge dal saggio di C. Bellon, La salvezza? Viene dagli astri: parola d’alieno!, è che i dischi volanti siano una trappola architettata da Satana per fare inorgoglire gli uomini e screditare quanto insegna la Chiesa. Ma le trappole (A. Giuliani, La scienza quando si è appena alzata dal letto, 1a parte) ci sono anche nella scienza, che ci inganna in tre modi: trasformando le sue proposizioni in norme, divulgando i suoi risultati più che i suoi metodi, tacendo le sue limitazioni epistemologiche. Tuttavia, l’inganno degli inganni è quando l’Anticristo, come nel romanzo di Robert H.Benson, si erge a Salvatore del mondo, proclamando come unica e vera religione l’Umanitarismo e perseguitando la Chiesa cattolica (E. Leonardi, Il padrone del mondo, 1a parte).
A volte, però, siamo noi stessi a dar man forte ai nemici della fede, come nel racconto di V. Garzillo, L’ultima dose, dove, avendo un asteroide distrutto sulla Terra tutti i semi di grano, si confonde l’Eucaristia con la farina. Anche nel racconto di F. Massa, Semplicemente unico, l’inganno è dietro l’angolo, addirittura propiziato dalla genetica, ma dalle spine può nascere come sempre anche una rosa. Nel racconto, invece, di G.Pagliarino, Sotto l’Ego Centrale, è la generale decadenza morale a consentire ad un gruppo di megasocietà finanziarie di prendere il potere e di instaurare la dittatura atea e materialista dell’Economic General Organization (EGO). Concludono il numero le rubriche delle poesie (Inondazione di E. Bianchi e Elegia per Giorgio Cicogna di L. Picchi), delle recensioni librarie (J.McDevitt, Couldron, fornace di stelle; L.Poggi, Fuga dallo Sparviero; O. Scott Card, Il gioco di Ender), del cinema (Gravity di A.Cuarón), delle notizie e delle lettere con la nostra risposta a Riccardo Cascioli e Mario Palmaro su che cosa noi intendiamo per “fumo di Satana” di montiniana memoria e qual è la bestia da prendere, oggi, per le corna.

Antonio Scacco

Post apocalittico

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 13 dicembre 2012 by Michele Nigro

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Anche dopo aver conquistato l’inebriante compagnia della folla e il calore amicale della carne, bisognerebbe avere il coraggio di chiedere a se stessi se i sorrisi della comitiva, che per una sera c’hanno distratto dalla solitudine e dalle fatiche dell’esistere quotidiano, rappresentino la qualità finale di un’evoluzione di cui non conosciamo la profondità o solo uno stadio intermedio e acerbo verso la realizzazione di un rapporto interpersonale più solido e scarnificato. Anche dopo aver soddisfatto il corpo con scariche endorfiniche causate da non durature felicità sportive e sessuali bisognerebbe domandarsi se quel senso di appagamento emotivo e fisico non sia in realtà solo uno dei gradini più bassi della scala verso il miglioramento del sé. La fidelizzazione attuata dal marketing offusca le menti nate ignoranti e che non nutrono speranze di livelli che non conoscono. Siamo soli anche stando in compagnia; siamo ancora a metà strada anche dopo un cammino solo all’apparenza soddisfacente. La faccenda dell’uomo sociale nasce dall’esigenza di educarsi reciprocamente in vista di un bene comune, ma la vera natura umana viene forgiata dal silenzio della solitudine. Viviamo, o crediamo di vivere, in rapporto al contesto che circonda il nostro movimento sociale e culturale. Gli “altri” sono il nostro metro di valutazione forzato e accettato: ogni passo, ogni decisione, ogni richiesta, tutto viene filtrato da un tessuto sociale che ci educa o ci indispettisce, ci blocca o ci dà la giusta energia per andare avanti. Di notte si scrive meglio perché si pensa meglio e i tipici impedimenti sociali accompagnati dalla luce solare scompaiono nell’oscurità. L’apocalisse azzera le misurazioni effimere dell’io saturo di sovrastrutture: gli spazi aumentano e gli ostacoli diminuiscono. Nel mondo post apocalittico siamo più veri e naturali, come quando di notte il flusso narrativo si mescola al sogno e non sentiamo il bisogno di separare quello che è ormai inseparabile. Gli abbellimenti musicali imposti dal sistema lasciano il posto al silenzio dell’esistere puro. I non luoghi di Marc Augè non hanno più ragione di esistere perché tutto ridiventa luogo. Forse è per questo che alcuni di noi, stanchi di un traffico creato dall’inutilità del vivere civile, sono affascinati dagli scenari post apocalittici: la perdita della memoria storica indotta dalla sciagura mondiale rende inutile una complessità creata dallo stadio evolutivo sociale e culturale raggiunto prima dell’anno zero. Noi lettori siamo lieti di regredire insieme ai personaggi delle storie post apocalittiche inventate da scrittori visionari: ne approfittiamo per capire finalmente, al di là della mancanza di traffico e di finto calore umano in un mondo più vuoto e silenzioso, cosa conta veramente anche nella nostra esistenza pre-apocalittica e chiassosa. Sfruttiamo quella storia per metterci alla prova, per sapere in anticipo quale potrebbe essere la nostra futura reazione a una solitudine forzata e per gustare la strana gioia nell’esserci ancora mista a un senso di morte che impregna la nuova storia. La devastazione e la tendenza all’estinzionismo come filosofie draconiane per ricercare la verità su noi stessi e sul perché del nostro esistere. <<L’essenziale è invisibile agli occhi>> e allora lo scenario abituale che c’è davanti ai nostri occhi deve cambiare drasticamente per permettere all’essenziale di essere scorto dai sensi assuefatti dal superfluo, per ripristinare il grado evolutivo più basso, quello basato sugli istinti, e raggiungere il nucleo arcaico dell’esistenza. Il mistico abbandona il mondo per riscoprire il divino; l’uomo post apocalittico è abbandonato dal mondo al quale apparteneva e scopre finalmente il divino che è in sé. <<Solo quando ci siamo perduti, in altre parole, solo quando abbiamo perduto il mondo, cominciamo a trovare noi stessi, e a capire dove siamo, e l’infinita ampiezza delle nostre relazioni>> scrisse Henry David Thoreau nel suo Walden ovvero Vita nei boschi. Ci pensano il tempo e la naturale corruzione della materia a cancellare le tracce del passato: gli oggetti del successo di ieri diventano i reperti archeologici di un mondo quasi disabitato e senza archeologia. L’utensile sgraziato ma funzionale riconquista l’antica posizione nel creato umano; il riciclaggio assume un nuovo significato. Mutano la poetica e la nostalgia, le priorità e il senso della vita, il valore dell’altro divenuto raro. La decisione del singolo contrasta con l’antica stupidità collettiva; l’immaginario comune e mediatico si depotenzia nel corso dei secoli per dare spazio al sistema limbico e archetipico. La decostruzione dona all’uomo nuovo l’essenzialità perduta.

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“Alieni, astronavi, robot… Critica pedagogica vol. 2” a cura di Antonio Scacco

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 15 giugno 2012 by Michele Nigro

È disponibile la nuova raccolta saggistica a cura di Antonio Scacco intitolata “Alieni, astronavi, robot… Critica pedagogica 2” contenente articoli e recensioni di vari Autori orbitanti intorno alla rivista barese “Future Shock”. In postfazione ho avuto il piacere di ritrovare la mia lunga intervista ad Antonio Scacco realizzata in occasione del 25° anniversario della nascita di “Future Shock” (recentemente pubblicata anche sul sito di FS insieme al mio racconto “L’ultimo tramonto”). Come si evince dall’Indice di seguito riportato, e come sa bene chi conosce l’operato del Prof. Antonio Scacco nell’ambito della letteratura fantascientifica, anche questo secondo volume di Critica pedagogica è caratterizzato da una linea editoriale che potremmo definire “partigiana”: tipiche tematiche fantascientifiche diventano occasione di discussione in chiave cattolico-cristiana su numerosi argomenti d’attualità. Non mancano le consuete stoccate a un certo tipo di fantasy, al relativismo, allo scientismo, al fondamentalismo islamico, al cyberpunk… ecc. Un testo che, come già è accaduto in passato con altre pubblicazioni di Scacco, non mancherà di suscitare interesse e al tempo stesso polemiche tra gli addetti ai lavori e i lettori laici.

INDICE

3          Premessa. Può esistere una fantascienza umanistica e cattolica? Intervista con Antonio Gaspari

10        Clonazione umana e umanesimo sapienziale-scientifico

25       Incredibile: a Harry Potter il Premio Hugo!

38       La fantascienza per prevenire le guerre e costruire la pace

50       Le radici cristiane dell’Europa e della scienza moderna

61        Il terrorismo degli integralisti islamici e le risposte della fantascienza

73       “Se l’Europa odia se stessa…”

85       Gli alieni come lo tsunami?

98       L’uomo magico-esoterico o l’uomo sapienziale-scientifico?

110      Europa relativistica? Colpa dello scientismo

123     Pacs e DI.CO.: un’ulteriore tappa della crisi umanistica

135      Il barone di Verulamio e la Casa di Salomone

147     Gli indignati, i cataclismi e la science fiction

157     Postfazione. L’interrelazione tra Cristianesimo, modernità e fantascienza. Intervista con Michele Nigro

———-

dal sito di “Future Shock”:

Antonio Scacco

Alieni, astronavi, robot…
Critica pedagogica due

(Photocity Edizioni, Pozzuoli-NA, 2012, pp.175)

Come accade spesso nella vita sociale, politica, economica, ecc. di una Nazione, in cui si cerca di risolvere le crisi ricorrenti con le innovazioni, altrettanto avviene in ambito fantascientifico.
James Ballard, ad esempio, tentò di rinnovare la fantascienza con la new wave, Jacques Sternberg con il surrealismo, William Gibson con il cyberpunk. Ma questi tentativi si sono conclusi, per la fantascienza, con un fallimento. Perché?
L’errore di fondo, secondo noi, sta nel non aver capito che la fantascienza non ha una genesi letteraria come il Classicismo, il Barocco, l’Arcadia, il Romanticismo, il Verismo, il Futurismo, ecc., ma nasce con l’avvento della scienza moderna.
La soluzione dell’attuale crisi della fantascienza va, dunque, ricercata nell’ambito della scienza, valorizzando di questa il significato umanistico e contrastandone la degenerazione in scientismo.
Come il precedente volume, Critica pedagogica della fantascienza (Boopen Editore, 2008), contiene recensioni prevalentemente di romanzi: La croce di ghiaccio di Lino Aldani, L’invincibile di Stanislaw Lem, L’arma invisibile di Gilda Musa… Ma non è dimenticato il cinema di fantascienza: Punto di non ritorno di Paul Anderson, Il quinto elemento di Luc Besson, Avatar di James Cameron… Ogni capitolo è introdotto da un saggio, costituito da un editoriale, opportunamente aggiornato, apparso sulla fanzine “Future Shock”. Il volume è arricchito da numerose illustrazioni in b/n, pp.174.

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“Future Shock” n.60: Fantasia contro Scienza?

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , on 24 marzo 2012 by Michele Nigro

Il numero 60 di “Future Shock”, pubblicazione quadrimestrale di saggistica e narrativa di fantascienza, è in distribuzione. Tra gli scritti presenti, particolarmente interessanti mi sono sembrati il racconto di Domenico Volpi, Anche i robot hanno un cuore, e il corposo saggio di Giovanna Jacob intitolato Modernismo e post-modernismo nel cinema di fantascienza che il curatore di “Future Shock” – fanzine nota ai lettori italiani di fantascienza per la sua forte impronta ideologico-religiosa – presenta nel seguente modo: “Una lettura cattolica di 2001: Odissea nello spazio e di Blade Runner”. Un saggio che, sono sicuro, farà molto discutere chi preferisce una ‘lettura laica’ non solo dei film sopracitati ma anche di tutte le altre opere cinematografiche fantascientiche e non.

L’intervista ad Antonio Scacco su “Osservatorio Letterario”

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , on 4 novembre 2011 by Michele Nigro

È in uscita il fascicolo NN. 83/84 – 2011/2012 del periodico “Osservatorio Letterario – Ferrara e l’Altrove” (Rassegna di poesia, narrativa, saggistica, critica letteraria-cinematografica-pittorica e di altre Muse) diretto dalla Prof.ssa Melinda B. Tamás-Tarr, contenente la mia intervista ad Antonio Scacco intitolata “25 anni di Future Shock. La Fantascienza Umanistica di Antonio Scacco” e che molti di voi già conoscono. Per ulteriori informazioni sulla rivista, per leggere il sommario del numero 83/84: osservatorio83-84indice

25 anni di “Fantascienza Umanistica”: intervista ad Antonio Scacco

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 settembre 2011 by Michele Nigro

In occasione del venticinquesimo anniversario della nascita di Future Shock, rivista ideata e curata da Antonio Scacco, ho pensato di realizzare un’intervista per cercare di fissare i punti salienti di una concezione particolare della fantascienza che non poche polemiche ha suscitato in passato e continua a suscitare tra gli operatori del settore (editori, scrittori) e all’interno del fandom.

Si tratta di un’intervista che ha affrontato una gravidanza piuttosto lunga (come lunga è la stessa intervista: ben 20 domande!) a causa della afosa pausa estiva e di altri impedimenti personali… Ma alla fine il traguardo è stato raggiunto e, mi permetto di aggiungere, anche in maniera soddisfacente: ho voluto realizzare un’intervista “chirurgica” e non il solito superficiale botta e risposta agile nella lettura ma del tutto inutile da un punto di vista conoscitivo. Le risposte di Scacco sono esaustive e ricalcano fedelmente le idee coltivate in questi venticinque anni di attività nel settore della fantascienza umanistica. Idee e prese di posizione che possono “infastidire” qualcuno, su cui ci sarebbe tantissimo da discutere, ma che rispecchiano in ogni caso un modo di vivere e di concepire la letteratura fantascientifica. Pluralità, democrazia e rispetto: in qualità di intervistatore ho accettato di ‘registrare’, in maniera giornalisticamente asettica, le idee di Scacco. Ma il dibattito, se vorrete, potrà continuare sulle pagine di Future Shock, scrivendo a: futureshock@alice.it

Buona lettura.

25 anni di Future Shock

La Fantascienza Umanistica di Antonio Scacco

intervista a cura di Michele Nigro

Prof. Antonio Scacco, grazie innanzitutto per aver accettato il mio invito a realizzare questa intervista in occasione del 25° anno di attività della sua rivista di saggistica e narrativa di fantascienza Future Shock.

1) MN. Lei afferma in Fantascienza Umanistica che la funzione principale della science fiction è o dovrebbe essere quella di ricucire lo strappo tra la cultura umanistica e quella scientifica. Non crede che questo compito debba essere assunto principalmente dalle istituzioni accademiche, dai governi, dai legislatori che spesso assecondano le esigenze economiche delle varie ‘lobby’ senza preoccuparsi della formazione dei cittadini?

AS. L’uomo è un essere di cultura, intesa essenzialmente in senso umanistico. La sua formazione avviene, perciò, attraverso quegli strumenti idonei ad accrescere la sua umanità, quali la filosofia, la pedagogia, l’arte e, in primis, la religione. Oggi, il processo di umanizzazione è messo in crisi dal conflitto tra il sapere umanistico e quello scientifico. La science fiction, poiché getta un ponte tra le due culture, si pone come valido strumento di umanizzazione.

2) MN. In qualità di intellettuale cattolico ed esperto di letteratura fantascientifica, come valuta l’attuale scenario socio-politico e culturale italiano? Viviamo, come molti credono, in un’epoca dominata da una sorta di ‘dittatura bianca’ coadiuvata da un sorridente potere videocratico travestito da ‘partito dell’amore’? Può la science fiction risvegliare le coscienze e contribuire a contrastare lo ‘stato soporifero’ in cui versa una parte dell’umanità, svelando illusionismi e trucchi propagandistici?

AS. Oggi, la scienza, nella sua degenerazione scientista, ha reso molti italiani pragmatici: gli ideali, le utopie e, con essi, la morale sono stati messi in soffitta. Fortunatamente, c’è una buona fetta della popolazione che crede ancora nella morale tradizionale e nei valori non negoziabili. La fantascienza, poiché stimola la fantasia creatrice, è in grado di sottrarre l’uomo al sonno della ragione.

Fantascienza Umanistica

3) MN. Lei afferma in Fantascienza Umanistica che la religione può svolgere un’importante funzione di mediazione tra scienza e umanesimo, e che la science fiction attribuisce alla religione un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo moderno. Quale è l’impegno della Chiesa nei confronti di tale mediazione? Le è mai capitato di conoscere, durante questi anni dedicati allo studio della fantascienza, membri del clero o religiosi appassionati di science fiction?

AS. La scienza ha radici cristiane. E’ del tutto destituita di fondamento l’accusa che la Chiesa sia nemica della scienza. Il concetto di umanesimo sapienziale-scientifico da cui trae ispirazione il mio libro, non è frutto di pensiero laicista, ma è stato elaborato da un gesuita: il filosofo e scienziato atomico p. Enrico Cantore. Per i gravosi impegni pastorali che, oggi, li attendono – attualmente, la Chiesa è attaccata non solo dall’esterno ma anche dall’interno – non si può pretendere che i preti si occupino anche di fantascienza. Tuttavia, l’attenzione per essa è desumibile indirettamente dal dibattito di alcuni teologi su argomenti tipicamente fantascientifici: la macchina del tempo e l’esistenza degli extraterrestri.

4) MN. Interessante, anche se ovvio per chi si occupa di sci-fi, il rimedio di invertire lo specchio del tempo proposto da Alvin Toffler nel saggio intitolato Future Shock (da cui Lei ha mutuato il nome del suo quadrimestrale): ‘studiare’ il futuro per capire il presente. Quali sono, secondo Lei, gli argomenti riguardanti il futuro non sufficientemente trattati dalla moderna sci-fi, valutando lo scenario narrativo e saggistico offerto in questo primo decennio d’inizio secolo?

AS. Secondo me, un argomento riguardante il futuro poco trattato dagli scrittori di fantascienza, tanto da avere l’impressione che su di esso pesi un interdetto, è la crescita esponenziale della popolazione musulmana. In uno studio pubblicato nel mese di gennaio 2011 dal Pew Research Center’s Forum on Religion and Public Life, si prevede che il totale di questa popolazione passerà, nel 2030, dagli attuali 1,6 miliardi a 2,2 miliardi. Se si tiene conto che, nella concezione originaria di Maometto (ultimo Profeta inviato da Dio), l’Islam è uno Stato, il cui fine ultimo è l’affermazione a livello mondiale del Corano, è facile immaginare lo scoppio di una Terza Guerra Mondiale (che, per la verità, è già latente e poco evidente con il fenomeno dell’immigrazionismo), per sottomettere definitivamente i popoli della Casa della Tregua (Dār al-Hudna).

5) MN. Nel capitolo di Fantascienza Umanistica intitolato L’infanzia maltrattata e la fantascienza non si accenna in alcun modo allo scandalo della pedofilia nella Chiesa. In qualità di intellettuale cattolico, quale è il suo pensiero in proposito? Dal momento che la dimensione religiosa, legata imprescindibilmente alla componente umana formante la Chiesa, svolge secondo Lei un ruolo fondamentale nella science fiction.

AS. Non voglio nascondermi dietro un dito e negare l’esistenza del caso dei preti pedofili nella Chiesa. Se non ne ho parlato, è perché la pubblicazione del mio libro è avvenuta qualche anno prima che scoppiasse lo scandalo. Ma non bisogna fare di ogni erba un fascio e permettere che questi crimini gettino nel dimenticatoio le centinaia di migliaia di uomini e donne, sacerdoti, religiosi e religiose, la stragrande maggioranza, che donano giorno per giorno la propria vita a Dio e ai fratelli in tanti ospedali, scuole, parrocchie, missioni… Penso che all’origine del fenomeno ci siano  certi teologi che vanno propugnando tesi anticattoliche quali: il matrimonio dei preti, il sacerdozio alle donne, l’eucaristia ai divorziati e risposati, ecc. Il Cristianesimo diventa, per loro, sinonimo di buonismo, tanto da arrivare a sostenere la vecchia tesi di Origène, quella dell’apocatàstasis tòn pantòn, secondo cui l’inferno non esisterebbe.

PER LEGGERE IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVISTA IN FORMATO PDF:

25 anni di Future Shock – intervista ad Antonio Scacco

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