Archivio per fanzine

Salerno Comicon 2013

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , on 5 ottobre 2013 by Michele Nigro

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(fonte notizia qui)

Abbiamo triplicato le sedi del Festival! Oltre al Complesso di Santa Sofia ed il Teatro Augusteo, dove si svolgerà il Comicon Cosplay Challenge, in collaborazione con gli Otaku Garden, avremo a disposizione anche la splendida sede della Chiesa dell’Addolorata!

Non mancheranno ospiti, incontri e mostre, oltre ad un programma di eventi che si allarga a tutta la città di Salerno.

Come prime anticipazioni annunciamo il primo ospite, Alessandro Rak, a cui sarà dedicata una mostra ed incontri con studenti ed appassionati. Inoltre saranno presenti, dopo il successo riscosso a Napoli COMICON 2013, i ragazzi della The Jackal, che incontreranno il pubblico sabato 30 novembre. Come sempre sarà nutrita la squadra di autori salernitani e campani in mostra, tra cui Bruno Brindisi, Daniele Bigliardo, Giuseppe De Nardo, Giuliano Piccininno, Luca Raimondo, Luigi Siniscalchi e tanti altri, con l’esposizione “Trumoon”, dedicata all’omonima e storica fanzine-rivista di fumetti.
Un’altra iniziativa culturale, è la mostra e la presentazione del nuovo Calendario 2014 della Scuola Italiana di Comix, che quest’anno annovera anche alcuni nomi importanti come Giuseppe Palumbo, Lucio Parrillo, Paolo Barbieri, Roberto De Angelis, e molti altri.

Inoltre un’ampia Area sarà dedicata al mondo del gioco e del videogioco, con tornei, dimostrazioni ed incontri grazie al coinvolgimento di Associazioni di giochi di ruolo dal vivo, che evocheranno avventure fantastiche e coinvolgenti per il pubblico.

PREZZO: 5,00

ORARI
Venerdì 29 novembre: dalle 15:00 alle 22:00
Sabato 30 novembre: dalle 10:00 alle 22:00
Domenica 1 dicembre: dalle 10: alle 22:00

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E’ USCITO “MAINSTREAM”, N. 11 di IF

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , on 18 novembre 2012 by Michele Nigro

(dal sito di IF)
Perché un numero speciale di IF dedicato al “Mainstream”? Perché il “Mainstream”, termine tecnico usato dagli addetti ai lavori, è la “corrente principale” della letteratura, quella produzione alta o colta, dalla quale, per un antico pregiudizio, la fantascienza è generalmente esclusa. Eppure esistono legami, influenze, riferimenti, quasi contaminazioni, verrebbe voglia di dire, che dimostrano come tra la letteratura colta e la letteratura di consumo ci sia una stretta parentela. Anzi, che in  fin dei conti si tratti di un grande oceano, dove la differenza la fa la qualità della scrittura. Non il soggetto e, tantomeno, il supporto cartaceo utilizzato.
Mainstream” è nato quasi da una scommessa. Pochi e rari sembravano essere i possibili accostamenti; tanto lontani da ogni influenza di genere apparivano i nostri scrittori più importanti. Invece, contrariamente alle previsioni, il materiale rinvenuto è stato talmente imponente che non è stato possibile raccogliere tutti i suggerimenti e ci siamo dovuti limitare a quelli meno scontati e più interessanti. Perché c’è molto di “genere” nella narrativa italiana, con insolite e sorprendenti presenze, da quelle di Fenoglio a Bassani, da Soldati a Alvaro, da Bacchelli a Malaparte.

Ma l’occasione di questo numero speciale interamente dedicato alla critica è anche adatto a realizzare un piccolo riassetto della nostra rivista, che ha superato il quarto anno di vita e sta raccogliendo sempre maggiori consensi, anche all’estero, oltre che ad aumentare il numero di collaboratori qualificati. Il nuovo assetto prevede l’eliminazione della sezione narrativa, che sarà dirottata su iniziative specifiche all’interno della casa editrice Solfanelli. L’intera paginazione sarà così riservata alla saggistica, agli interventi critici, alle rassegne e alle recensioni. Nella speranza che questo riassetto incontri il gradimento dei lettori, che in IF cercano soprattutto un riferimento critico di qualità, ci prepariamo a confezionare il prossimo numero 12, che vedrà in primo piano la SFSociologica, in cui interverranno collaboratori d’eccezione, ma sarà anche un modo per ricordare Harry Harrison (1925-2012), lo scrittore che in Make Room! Make Room! (1966) ci ha regalato uno straordinario esempio di SF sociologica sui rischi della sovrappopolazione. Un numero, come sempre, da non perdere.

“L’ultimo tramonto” su Delos 146

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 17 luglio 2012 by Michele Nigro

Riprendo con grande soddisfazione personale una notizia apparsa sul sito Fantascienza.com

Delos 146: narrativa dalla Rete

Esce lo speciale estivo di Delos, dedicato alla narrativa con racconti di scrittori fortemente legati alla Rete.

Anche quest’anno, il numero di luglio-agosto di Delos Science Fiction è interamente dedicato alla narrativa. Il filo conduttore che lega i racconti del numero speciale è che tutti gli autori sono fortemente legati alla rete e a Internet. Come scrive nell’introduzione Carmine Treanni: “Alcuni sono blogger e giornalisti web, altri hanno fondato riviste nate sulla Rete, altri scrivono webseries, altri ancora hanno fondato case editrici che si occupano di editoria digitale. Insomma sono tutti scrittori di fantascienza e proiettati anche nel futuro dell’editoria digitale.” E proprio al tema dell’editoria digitale è dedicata anche l’introduzione del curatore.

Gli autori di quest’antologia, dal titolo Improbabili universi, sono Giuseppe Cozzolino, Giovanni De Matteo, Arturo Fabra, Emanuele Manco, Marco Milani, Michele Nigro, Luigi Pachì e Francesco Troccoli. Ogni racconto è preceduto da una breve biografia dell’autore.

Il numero 146 di Delos è leggibile gratuitamente online all’indirizzo www.fantascienza.com/magazine/delos/146/. La copertina è di Tiziano Cremonini.

Next 17: Extreme Ways

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 giugno 2012 by Michele Nigro

L’afa di fine giugno tiene finalmente a battesimo l’uscita di un altro – il 17° – interessante numero di “Next”, rivista di cultura connettivista, intitolato “Extreme Ways” e caratterizzato come sempre da un sommario succulento. A corroborare il tutto lo straordinario apparato iconografico di Alessandro Bavari che tramite le sue immagini conferma l’esistenza di un confine labile tra reale e irreale. Sono sempre colpito positivamente dalle tematiche coltivate nelle pagine di “Next”, ma questa volta la mia soddisfazione è doppia – concedetemi alcuni secondi di autoerotismo editoriale – grazie anche alla presenza di un mio articolo ospitato nella rubrica ZOOM e firmato dal sottoscritto adoperando il consueto pseudonimo connettivista Dottore in Niente, rispolverato per l’occasione. Il mio articolo intitolato “La Morte ai Tempi del Postumano” è nato dalle vestigia di un post presente in questo blog, appositamente modificato in chiave trans-postumanista, e dalla lungimiranza redazionale di zoon (Sandro Battisti), curatore di “Next” e cofondatore del movimento connettivista, che nel dicembre 2011 mi invitava a rielaborare il suddetto post in un’ottica connettivista, pensando a un possibile inserimento dell’articolo in un numero di “Next”. Devo dire, analizzando il percorso fatto da dicembre a oggi, ora che mi trovo dinanzi alla copertina estiva di “Next” n.17, che la sequenza di eventi non è stata casuale: il post da cui è nata l’idea per questo articolo di “Next” – intitolato “L’evoluzione della morte” – prendeva vita da due fatti ben precisi, uno pubblico e l’altro drammaticamente personale: il caso riguardante il suicidio assistito di Lucio Magri, ampiamente trattato dalla cronaca nazionale, e quello decisamente meno noto del mio amico Luigi suicidatosi a novembre 2011. Cercavo nel mio post, stimolato da questi fatti, di affrontare temi fondamentali quali la morte, il suicidio, l’eutanasia, l’evoluzione del concetto di morte nella civiltà futura, quindi i rapporti tra postumanesimo e morte. E in questi casi la fantascienza, la filosofia, la letteratura d’anticipazione, la scienza, la tecnologia, possono rappresentare dei validi strumenti per metabolizzare dei fatti tragici e proiettarli nel futuro culturale della nostra umanità. Ma è stato solo grazie all’articolo concepito per “Next” – “La Morte ai Tempi del Postumano” – che ho potuto effettivamente sviluppare il tema della morte e del suicidio su un terreno ampio e ricco di connessioni futuristiche, pur essendo consapevole di non aver certamente esaurito l’argomento: la ricerca preliminare alla stesura dell’articolo è stata così coinvolgente e prolifica che con il “materiale di risulta” in seguito ho scritto addirittura un ulteriore post per il presente blog intitolato “A proposito del Mind Uploading…” Non credo di aver aggiunto (anzi sono certo di questo!) alcunché di particolarmente originale al bagaglio culturale degli amici connettivisti e dei Lettori di “Next”, ma il fatto di aver affrontato in chiave fantascientifica determinati temi filosofici che popolano da sempre la vita interiore dell’essere umano pensante, mi ha dato la possibilità di capire quale è il nucleo essenziale del nostro definirci Umani. La fantascienza ancora una volta dà la possibilità, a chi sa abitarla, di utilizzare proiezioni futuribili per capire ciò che siamo hic et nunc. Al di là del nostro corpo mortale, e del nostro ‘esserci’ dal punto di vista spaziale, cos’è che ci rende degni di ESISTERE?

Questo in breve il mio cammino tra fatti pubblici e personali, ricerche e avide letture, post e articoli per cercare di dare una risposta alla mia inquietudine… Non mi resta che ringraziare per questa opportunità la rivista “Next” e di conseguenza Sandro Battisti, Francesco Verso, tutti i connettivisti…

Segue un breve stralcio del mio articolo, sperando di suscitare in voi la curiosità necessaria per andare a leggere non solo il resto del mio articolo ma soprattutto l’intero numero 17 di “Next”:

<<… La morte, quando non è prematura, interviene sempre in concomitanza con il massimo grado di consapevolezza raggiunto dall’individuo: si tratta di un sistema di sicurezza interno, di un relè temporizzato installato nel meccanismo della vita per bloccare una eventuale fuga di notizie verso l’infinito. Per ritornare a capire, per gareggiare di nuovo e vincere finalmente il premio in palio rappresentato dal senso della vita, bisognerebbe ricominciare a vivere per re-imparare, con la speranza di aver conservato la memoria delle vite precedenti. Ma purtroppo non funziona così.

Il corpo invecchiato non può più sostenere l’azione derivante dalla consapevolezza. Il corpo giovane, al contrario, usa la propria energia intatta per imparare ciò che non avrà il tempo di mettere in pratica. Perché questa corsa illogica? Che senso ha questa ciclicità che nella maggior parte dei casi non lascia tracce nella storia? Il concetto di impermanenza ci consola, ma non risolve la delusione derivante dall’abbandono imminente di ciò che abbiamo raccolto con tanta pazienza nel corso dell’esistenza. La reincarnazione immemore è solo un altro modo per spiegare il ciclo del carbonio.

Vitalità e inesperienza; vecchiaia e saggezza. Invertire la posizione degli addendi è un lusso che l’universo sembra non volerci concedere: il segreto per attuare l’inversione è troppo prezioso per lasciarlo nelle mani di alcuni miliardi di scimmie evolute. C’è solo un breve lasso di tempo intermedio – nel mezzo del cammin di nostra vita – durante il quale vitalità e saggezza sembrano sfiorarsi: in quel periodo ci viene concessa una serie striminzita di occasioni che, una volta sprecate, lasciano nell’essere umano il sapore amaro di una lotteria non vincente e irripetibile.

Per gabbare questa fallimentare condizione ‘naturale’ l’umanità ha inventato i graffiti rupestri, le religioni, l’architettura cimiteriale, l’autobiografismo e la letteratura, la dagherrotipia, il cinema, il proletariato e l’immortalismo dei poveri, le storie di paese, i filmini della prima comunione e delle vacanze, le teche televisive, i supporti mnemonici esterni, i videotestamenti. Fino ad arrivare ai profili sui social network come extension dell’anima: la singolarità informativa avanza inesorabile. Il pensiero biologico s’innesta sui fiumi elettrici della solitudine ipertestuale. “A cosa stai pensando?” – chiede in maniera fredda e utilitaristica il social network simulando una finta empatia. E noi giù a confessare emozioni, speranze, sospetti, sentimenti; a condividere idee, immagini, progetti, azioni. Sperando così di non morire…>>

L’Apocalisse secondo “IF”

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , on 2 maggio 2012 by Michele Nigro

(dal sito di “IF”)

IF non poteva lasciar passare il 2012 senza dedicare un numero monogra­fico al tema dell’Apocalisse: annunciata con grande battage mediatico, sulla scorta delle previsioni del calendario Maya, la profezia funesta si è gradualmente affievolita a mano a mano che la data fatidica si è andata avvicinando. Tanto che adesso non se ne parla quasi più. I preparativi sono sospesi; le trombe del giudizio tacciono e i profeti di sventura rimu­ginano in silenzio su questo ennesimo rinvio sine die della fine del mondo. Il tutto secondo una prassi ormai abituale di precarietà e incer­tezza del futuro. Apocalisse auspicata, temuta, immaginata? Indubbia­mente entrata nell’immaginario sociale da quando, in quel lontano ap­prossimarsi dell’anno Mille, il mondo fu travolto da un terrore irrazio­nale. La paura ci ha sempre accompagnato lungo il nostro cammino, e anche adesso, a oltre mille anni di distanza da quell’evento, ne siamo af­fascinati. Eppure è evidente che le catastrofi, che con sempre maggiore frequenza colpiscono la Terra, sono per lo più dovute all’uomo e dalla sua incapacità di rispettare la Natura. In questo numero 10 l’immaginario apocalittico è stato coniugato in tutte le dimensioni, for­nendo un panorama  quasi completo delle paure umane.

IF intanto pre­para ai suoi lettori una sorpresa per il prossimo numero. Un numero spe­ciale dedicato al “Mainstream”, il termine col quale viene indicata dagli addetti ai lavori la grande Letteratura. Accoglierà una nutrita serie di in­terventi qualificati sulle contaminazioni tra la narrativa di genere – fan­tastico, poliziesco e fantascienza – e la letteratura italiana ufficiale. Due mondi che di solito non dialogano fra loro, che hanno solo rari e casuali punti di contatto. Diversi e sfaccettati gli interventi di questa occasione che non ha precedenti: dalle letture di testi di scrittori paludati alle analisi puntuali del fantastico di docenti universitari. Non solo Calvino, Bontempelli, Buzzati, Landolfi, Morselli, ma anche Alvaro, Bacchelli, Bassani, Palazzeschi, Fenoglio, Levi, Malaparte, Ortese, Soldati, Volponi e altri. Insomma, una straordinaria occasione di confronto e di riflessione critica che consentirà di rispondere alla domanda che ci sta più a cuore: il futuro della letteratura ufficiale sta nella narrativa di genere?

IF è distribuita principalmente in abbonamento postale. Ogni copia di 128 pagine illustrate al prezzo di 8,00 euro. Abbonamento 30,00 euro per quattro numeri. Per informazioni, abbonamenti e richieste rivolgersi a: rivistaif@yahoo.it

“Future Shock” n.60: Fantasia contro Scienza?

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , on 24 marzo 2012 by Michele Nigro

Il numero 60 di “Future Shock”, pubblicazione quadrimestrale di saggistica e narrativa di fantascienza, è in distribuzione. Tra gli scritti presenti, particolarmente interessanti mi sono sembrati il racconto di Domenico Volpi, Anche i robot hanno un cuore, e il corposo saggio di Giovanna Jacob intitolato Modernismo e post-modernismo nel cinema di fantascienza che il curatore di “Future Shock” – fanzine nota ai lettori italiani di fantascienza per la sua forte impronta ideologico-religiosa – presenta nel seguente modo: “Una lettura cattolica di 2001: Odissea nello spazio e di Blade Runner”. Un saggio che, sono sicuro, farà molto discutere chi preferisce una ‘lettura laica’ non solo dei film sopracitati ma anche di tutte le altre opere cinematografiche fantascientiche e non.

IF n.9 in distribuzione…

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , on 23 marzo 2012 by Michele Nigro

(copertina di Romolo Di Michele)

riprendo dal sito di IF:

Fuera del mundo è il titolo di un convegno sulla letteratura d’anticipazione e la proto-fantascienza, che si terrà a Venezia il 10 Aprile presso l’Università Ca’ Foscari. Organizzato dall’infaticabile professor Alessandro Scarsella, vedrà la partecipazione di autori e studiosi di lingua spagnola, portoghese e italiana a confronto. Data l’importanza dell’evento, la direzione di IF ha ritenuto doveroso offrire il proprio patrocinio e pubblicare gli atti del convegno in uno dei prossimi numeri. E veniamo a questo numero di IF, dedicato agli Alieni, uno dei temi più affascinanti della fantascienza, fin dai primi lavori di H. G. Wells. Apriamo con un’originale definizione di “Alieno”, dettata da Romolo Runcini, il decano del fantastico italiano. Di seguito ne parlano alcuni tra i più assidui collaboratori di IF: Giuseppe Panella, Domenico Gallo, Gian Filippo Pizzo, Gianfranco de Turris. Annamaria Fassio e Riccardo Gramantieri dialogano su John Wyndham, mentre Piero Giorgi presenta la prima parte del suo esaustivo saggio su Jack Williamson. A questi si aggiunge una firma d’eccezione, Jean-Pierre Laigle. Lo pseudonimo dietro il quale si nasconde uno dei più validi studiosi francesi del fantastico, ben noto per aver collaborato con la storica fanzine francese “Mercury” di Jean-Pierre Fontana, molto attiva negli anni Sessanta. Laigle inizia la collaborazione a IF con un duplice intervento: un saggio affascinante sul misterioso pianeta Vulcano e un racconto fantastico ispirato allo stesso argomento. Come sempre, la densità e l’originalità dei temi trattati fanno di questo numero di IF un volume monografico di grande interesse anche per i non appassionati di letteratura di genere. Un fascicolo da consultare e conservare. Nella sezione narrativa, oltre a Laigle, Domenico Gallo si cimenta assieme a Pietro Pancamo, a un fulminante Walter Catalano e a Krzysztof T. Dabrowsky, promettente scrittore polacco che debutta su IF. E poi l’intervista a Franco Forte, a proposito del suo ultimo romanzo, “Il segno dell’untore”, una rassegna di Claudio Asciuti sul cinema fantastico e le consuete recensioni. Intanto si prepara il decimo numero di IF sull’Apocalisse: sarà un’occasione per fare il bilancio della nostra rivista giunta al suo terzo anno di vita.
Buona lettura!

L’e-mail della direzione di IF è cambiata: il nuovo indirizzo, a cui inviare comunicazioni, proposte di collaborazione e testi è: direzioneif@hotmail.com

La Singolarità su “Future Shock” n.59

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , on 4 dicembre 2011 by Michele Nigro

E’ uscito il n.59 (Anno XXIII, ottobre 2011, nuova serie) della pubblicazione di saggistica e narrativa di fantascienza “Future Shock” curata come sempre dall’intellettuale cattolico, il prof. Antonio Scacco di Bari. Spulciando il sommario salta subito agli occhi l’interessante saggio di Cristina Bellon intitolato “L’intelligenza superumana: la Singolarità Tecnologica” (all’interno del quale spicca il paragrafo “Una nuova new wave: il connettivismo”). Tra gli altri scritti che animano il numero anche alcuni miei interventi: l’intervista già nota ai lettori di questo blog “25 anni di Future Shock: la Fantascienza Umanistica di Antonio Scacco – intervista a cura di Michele Nigro” ripresentata agli abbonati di “Future Shock” con un nuovo apparato iconografico e con un nuovo titolo scelto all’uopo da Scacco (titolo da cui io pacatamente mi dissocio): “L’interconnessione tra Cristianesimo, modernità e fantascienza”; il racconto “L’ultimo tramonto” e la recensione al romanzo breve “Un anno nella città lineare” dello scrittore statunitense Paul Di Filippo. Nella rubrica Notizie un ricordo di Vittorio Curtoni recentemente scomparso e nell’angolo della posta – Ci scrivono i lettori -, dove a rispondere è lo stesso curatore, non mancano interventi pro e contro la linea editoriale scelta da Scacco per la sua fanzine. Buona lettura.

L’intervista a Scacco sul sito di Marino Cassini

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , on 4 novembre 2011 by Michele Nigro

Anche sul sito dello scrittore di fantascienza Marino Cassini è “apparsa” la mia intervista ad Antonio Scacco “25 anni di Future Shock. La Fantascienza Umanistica di Antonio Scacco”.

Dal corsivo introduttivo di Cassini: <<Fantascienza, uno dei generi letterari da me prediletto durante l’infanzia e il primo genere affrontato da scrittore per ragazzi quando, nel 1963, partecipai a un concorso bandito dalla Casa Editrice Ariete. Non lo vinsi ma l’Editrice pubblicò l’anno appresso quello che fu il primo libro per ragazzi: Da un metro a tre centimetri. Altri ne seguirono, accompagnati da qualche novella che la fanzine “Future Shock”, diretta da Antonio Scacco, ospitò benevolmente.

Per me Antonio è un vero corifeo che si batte per la diffusione di un genere che in Italia non ha mai goduto di grande popolarità, una lotta che continua imperterrito a sostenere. Il titolo di un suo saggio, Fantascienza umanistica, mi ricorda in grammatica la figura retorica dell’ossimoro e nella letteratura francese la lunga “Querelle des ancien et des modernes” in cui scrittori antichi e moderni furono messi l’uno di fronte all’altro. Allora finì in parità: Boileau e Perrault si strinsero la mano. A quando la stretta di mano tra Fantascienza e Umanesimo?>>

link all’intervista: http://www.marinocassini.it/salottoM_Nigro.htm

“25 anni di Future Shock” su Kult Underground

Posted in nigrologia with tags , , , , , , on 22 settembre 2011 by Michele Nigro

La mia intervista ad Antonio Scacco, realizzata in occasione del 25° anno d’attività della rivista “Future Shock”, è ospitata sul sito “KULT UNDERGROUND”, la prima rivista multimediale underground italiana. Mensile atematico, nato nel 1994, che si occupa di letteratura, cinema, musica, boardgames, e di tanto altro, collegato al sito di KULT Virtual Press, una delle più “antiche” case editrici virtuali italiane.

I fondatori di KULT Underground sono Marco Giorgini e Massimo Borri ai quali si sono uniti dall’inizio Federico MalavasiFabrizio GuicciardiGianluca Meassi e Thomas Serafini. Negli anni i componenti della redazione sono cambiati più volte, e dal 2005 KULT Underground si avvale principalmente di collaboratori, coordinati dal web master del sito, senza più avere un comitato redazionale strutturato. E’ possibile contattare la redazione attraverso l’indirizzo mail info@kultunderground.org

link all’intervista

25 anni di “Fantascienza Umanistica”: intervista ad Antonio Scacco

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 settembre 2011 by Michele Nigro

In occasione del venticinquesimo anniversario della nascita di Future Shock, rivista ideata e curata da Antonio Scacco, ho pensato di realizzare un’intervista per cercare di fissare i punti salienti di una concezione particolare della fantascienza che non poche polemiche ha suscitato in passato e continua a suscitare tra gli operatori del settore (editori, scrittori) e all’interno del fandom.

Si tratta di un’intervista che ha affrontato una gravidanza piuttosto lunga (come lunga è la stessa intervista: ben 20 domande!) a causa della afosa pausa estiva e di altri impedimenti personali… Ma alla fine il traguardo è stato raggiunto e, mi permetto di aggiungere, anche in maniera soddisfacente: ho voluto realizzare un’intervista “chirurgica” e non il solito superficiale botta e risposta agile nella lettura ma del tutto inutile da un punto di vista conoscitivo. Le risposte di Scacco sono esaustive e ricalcano fedelmente le idee coltivate in questi venticinque anni di attività nel settore della fantascienza umanistica. Idee e prese di posizione che possono “infastidire” qualcuno, su cui ci sarebbe tantissimo da discutere, ma che rispecchiano in ogni caso un modo di vivere e di concepire la letteratura fantascientifica. Pluralità, democrazia e rispetto: in qualità di intervistatore ho accettato di ‘registrare’, in maniera giornalisticamente asettica, le idee di Scacco. Ma il dibattito, se vorrete, potrà continuare sulle pagine di Future Shock, scrivendo a: futureshock@alice.it

Buona lettura.

25 anni di Future Shock

La Fantascienza Umanistica di Antonio Scacco

intervista a cura di Michele Nigro

Prof. Antonio Scacco, grazie innanzitutto per aver accettato il mio invito a realizzare questa intervista in occasione del 25° anno di attività della sua rivista di saggistica e narrativa di fantascienza Future Shock.

1) MN. Lei afferma in Fantascienza Umanistica che la funzione principale della science fiction è o dovrebbe essere quella di ricucire lo strappo tra la cultura umanistica e quella scientifica. Non crede che questo compito debba essere assunto principalmente dalle istituzioni accademiche, dai governi, dai legislatori che spesso assecondano le esigenze economiche delle varie ‘lobby’ senza preoccuparsi della formazione dei cittadini?

AS. L’uomo è un essere di cultura, intesa essenzialmente in senso umanistico. La sua formazione avviene, perciò, attraverso quegli strumenti idonei ad accrescere la sua umanità, quali la filosofia, la pedagogia, l’arte e, in primis, la religione. Oggi, il processo di umanizzazione è messo in crisi dal conflitto tra il sapere umanistico e quello scientifico. La science fiction, poiché getta un ponte tra le due culture, si pone come valido strumento di umanizzazione.

2) MN. In qualità di intellettuale cattolico ed esperto di letteratura fantascientifica, come valuta l’attuale scenario socio-politico e culturale italiano? Viviamo, come molti credono, in un’epoca dominata da una sorta di ‘dittatura bianca’ coadiuvata da un sorridente potere videocratico travestito da ‘partito dell’amore’? Può la science fiction risvegliare le coscienze e contribuire a contrastare lo ‘stato soporifero’ in cui versa una parte dell’umanità, svelando illusionismi e trucchi propagandistici?

AS. Oggi, la scienza, nella sua degenerazione scientista, ha reso molti italiani pragmatici: gli ideali, le utopie e, con essi, la morale sono stati messi in soffitta. Fortunatamente, c’è una buona fetta della popolazione che crede ancora nella morale tradizionale e nei valori non negoziabili. La fantascienza, poiché stimola la fantasia creatrice, è in grado di sottrarre l’uomo al sonno della ragione.

Fantascienza Umanistica

3) MN. Lei afferma in Fantascienza Umanistica che la religione può svolgere un’importante funzione di mediazione tra scienza e umanesimo, e che la science fiction attribuisce alla religione un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo moderno. Quale è l’impegno della Chiesa nei confronti di tale mediazione? Le è mai capitato di conoscere, durante questi anni dedicati allo studio della fantascienza, membri del clero o religiosi appassionati di science fiction?

AS. La scienza ha radici cristiane. E’ del tutto destituita di fondamento l’accusa che la Chiesa sia nemica della scienza. Il concetto di umanesimo sapienziale-scientifico da cui trae ispirazione il mio libro, non è frutto di pensiero laicista, ma è stato elaborato da un gesuita: il filosofo e scienziato atomico p. Enrico Cantore. Per i gravosi impegni pastorali che, oggi, li attendono – attualmente, la Chiesa è attaccata non solo dall’esterno ma anche dall’interno – non si può pretendere che i preti si occupino anche di fantascienza. Tuttavia, l’attenzione per essa è desumibile indirettamente dal dibattito di alcuni teologi su argomenti tipicamente fantascientifici: la macchina del tempo e l’esistenza degli extraterrestri.

4) MN. Interessante, anche se ovvio per chi si occupa di sci-fi, il rimedio di invertire lo specchio del tempo proposto da Alvin Toffler nel saggio intitolato Future Shock (da cui Lei ha mutuato il nome del suo quadrimestrale): ‘studiare’ il futuro per capire il presente. Quali sono, secondo Lei, gli argomenti riguardanti il futuro non sufficientemente trattati dalla moderna sci-fi, valutando lo scenario narrativo e saggistico offerto in questo primo decennio d’inizio secolo?

AS. Secondo me, un argomento riguardante il futuro poco trattato dagli scrittori di fantascienza, tanto da avere l’impressione che su di esso pesi un interdetto, è la crescita esponenziale della popolazione musulmana. In uno studio pubblicato nel mese di gennaio 2011 dal Pew Research Center’s Forum on Religion and Public Life, si prevede che il totale di questa popolazione passerà, nel 2030, dagli attuali 1,6 miliardi a 2,2 miliardi. Se si tiene conto che, nella concezione originaria di Maometto (ultimo Profeta inviato da Dio), l’Islam è uno Stato, il cui fine ultimo è l’affermazione a livello mondiale del Corano, è facile immaginare lo scoppio di una Terza Guerra Mondiale (che, per la verità, è già latente e poco evidente con il fenomeno dell’immigrazionismo), per sottomettere definitivamente i popoli della Casa della Tregua (Dār al-Hudna).

5) MN. Nel capitolo di Fantascienza Umanistica intitolato L’infanzia maltrattata e la fantascienza non si accenna in alcun modo allo scandalo della pedofilia nella Chiesa. In qualità di intellettuale cattolico, quale è il suo pensiero in proposito? Dal momento che la dimensione religiosa, legata imprescindibilmente alla componente umana formante la Chiesa, svolge secondo Lei un ruolo fondamentale nella science fiction.

AS. Non voglio nascondermi dietro un dito e negare l’esistenza del caso dei preti pedofili nella Chiesa. Se non ne ho parlato, è perché la pubblicazione del mio libro è avvenuta qualche anno prima che scoppiasse lo scandalo. Ma non bisogna fare di ogni erba un fascio e permettere che questi crimini gettino nel dimenticatoio le centinaia di migliaia di uomini e donne, sacerdoti, religiosi e religiose, la stragrande maggioranza, che donano giorno per giorno la propria vita a Dio e ai fratelli in tanti ospedali, scuole, parrocchie, missioni… Penso che all’origine del fenomeno ci siano  certi teologi che vanno propugnando tesi anticattoliche quali: il matrimonio dei preti, il sacerdozio alle donne, l’eucaristia ai divorziati e risposati, ecc. Il Cristianesimo diventa, per loro, sinonimo di buonismo, tanto da arrivare a sostenere la vecchia tesi di Origène, quella dell’apocatàstasis tòn pantòn, secondo cui l’inferno non esisterebbe.

PER LEGGERE IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVISTA IN FORMATO PDF:

25 anni di Future Shock – intervista ad Antonio Scacco

 oppure

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E’ online “MICROPULP” di Giugno

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 1 giugno 2011 by Michele Nigro

L’avventura di “Micropulp” continua alla grande ed esce così il tanto atteso n.2 della fanzine/e-book ideata e curata da Vincenzo Barone Lumaga che scrive in una e-mail agli Autori: “… Devo dire di essere molto orgoglioso di questo secondo numero. […] mi sembra che […] abbia una maggiore omogeneità di fondo. Inoltre la qualità dei racconti secondo me è ottima…”

Ho contribuito a questo numero di Giugno con un mio ‘vecchio’ racconto – “Il missionario” – che, se confrontato con gli altri finora pubblicati anche più di una volta su diverse testate, ha vissuto in fin dei conti una vita in sordina: credo che abbia fatto una sola ‘comparsata’ nella rivista “Nugae” alcuni anni fa. Non ricordo altre pubblicazioni. Sono contento pertanto che il direttore di “Micropulp” abbia scelto, tra i racconti inviati dal sottoscritto in redazione, proprio questo: ciò mi ha stimolato a fare una revisione su un ‘prodotto’ che ormai consideravo ‘scaduto’, al di là del tema portante attuale e ‘scottante’. Sono soddisfatto anche se il processo di revisione di un racconto (come di un saggio, di una poesia…) non ha mai fine e chissà quante incongruenze e quanti errori lessicali verranno fuori in futuro dopo un’ulteriore lettura. L’occhio esterno di Vincenzo Barone Lumaga ha sicuramente contribuito a ‘ripulire’ il racconto da refusi che avrei continuato ad accettare a causa di una certa ‘assuefazione’ che colpisce chi scrive (gli addetti ai lavori lo sanno) nonostante la decantazione scritturale durata anni.

“Il missionario” è un racconto, forse noir, scritto utilizzando la prima persona singolare: a parlare è l’Io omicida/personaggio che convive nell’autore (in ognuno di noi vi è una componente omicida, che piaccia o no). Per definizione può essere considerata noir una storia che prende fortemente in considerazione il punto di vista del ‘delinquente’. Il ‘giallo’ ci ha abituati alla figura positivista del detective brillante che inchioda l’assassino. Il noir, al contrario, è nato per ascoltare le ragioni del ‘cattivo’, per entrare in sintonia con la sua storia personale e con le atmosfere che caratterizzano il suo vissuto, per giustificare quasi le sue macabre intenzioni. Ci ‘educa’ a prendere in considerazione un altro (scomodo) punto di vista. Con il noir l’assassino diventa umano, paradossalmente comprensibile. In alcuni casi addirittura simpatico.

Dietro questa scorza noir, “Il missionario” nasconde un tema attualissimo e molto discusso: l’eutanasia. Ma lo fa in maniera esagerata, grottesca, fantasiosa, dissacratoria, persino ironica. In questo racconto non mi sono limitato a cercare di ricostruire ambientazioni metropolitane noir, ma per mezzo del contrasto tra sacro e profano, tra laico ed ‘ecclesiastico’, che emerge in alcuni punti dello scritto, ho voluto evidenziare l’irrisolto scontro politico esistente soprattutto in Italia tra ‘guelfi e ghibellini’ intorno a un tema delicato che dovrebbe essere affrontato, secondo me, su un piano puramente umano e privato.

Nella scena finale, tuttavia, anch’io avanzo alcune perplessità: e se questo metodo eutanasico sfuggisse al controllo? (Al controllo di chi?) Cosa succederebbe se l’eutanasia divenisse la Regola che scatta automaticamente dinanzi al dolore? (A qualsiasi dolore?)

Ho apprezzato molto la presentazione del mio racconto nel Microeditoriale di Vincenzo Barone Lumaga: “… In questo numero trovate un racconto di media lunghezza di Michele Nigro, decisamente una storia che può far discutere. Non vi dirò se condivido ciò che l’autore dice o “sembra voler dire” tra le righe. Il mio consiglio è: valutate questo racconto (e in generale questo tipo di storie), non in base alle convinzioni che l’autore esprime o sposa, ma alla sua capacità di saper fotografare la vita vera e i suoi piccoli miracoli e drammi. Lo scenario tratteggiato in questa storia può sembrare paradossale ma… chissà, un sottile dubbio sul fatto che personaggi come il protagonista esistano davvero ci viene instillato.”

Insomma: “discutiamone!” Sembrerebbe essere il giusto messaggio lanciato dal curatore di Micropulp…

Potete leggere e scaricare il n.2 di MICROPULP da questo link.

BUONA LETTURA!

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