Archivio per Franco Innella

“Archetipi poetici”: videointervista a Elio Parisi

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 24 dicembre 2018 by Michele Nigro

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Francesco Innella è uno dei curatori dell’antologia “Archetipi poetici” (AA.VV.), di recente pubblicazione: ha rivolto all’artista Elio Parisi non solo domande riguardanti l’antologia in cui è presente con suoi componimenti, ma anche lo “stato dell’arte” in ambito poetico, la ricerca di una propria poetica, l’evoluzione del linguaggio…

videointervista realizzata presso “Artè – Sala da tè & caffè culturale”, Battipaglia (Sa). Videoripresa: Michele Nigro.

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“Archetipi poetici”: videointervista a Francesco Innella

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 14 novembre 2018 by Michele Nigro

videointervista (in stile Diego Bianchi di “Propaganda Live”) presso “Artè – Sala da tè & caffè culturale”, Battipaglia (Sa).

Il poeta e saggista battipagliese Francesco Innella è uno dei curatori dell’antologia “Archetipi poetici” (AA.VV.) di recente pubblicazione: ho rivolto a Innella non solo domande riguardanti l’antologia ma anche lo “stato dell’arte” in ambito poetico, la lettura in Italia, la ricerca di una propria poetica, lo studio del linguaggio

Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autore Francesco Innella

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 novembre 2018 by Michele Nigro

versione pdf: intervista a Francesco Innella

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autore Francesco Innella

 a cura di Michele Nigro

 

Qual è o quale dovrebbe essere, secondo te, la funzione della poesia nella società attuale? Chi fa poesia oggi, come si muove nel contesto socio-culturale o come dovrebbe muoversi?

Il poeta oggi ha perduto la sua funzione di “vate” ed è inserito nella società effimera dell’apparenza, per cui fare poesia significa, alla fine, la creazione di un genere letterario che diventa sempre più specifico, che desta soltanto l’interesse di una ristretta cerchia di cultori perdendo, in maniera forse irreversibile, il favore del grande pubblico.

Il poeta si trova in contatto con un sottobosco molto variegato, formato dai concorsi letterari, per lo più a pagamento, che sono inutili, dalle riviste specializzate, in cui non è facile entrare, dalle case editrici a caccia di autori che pubblicano a proprie spese (la cosiddetta EAP, editoria a pagamento, n.d.r.). Come ci si può orizzontare in un mondo simile? Molti poeti preferiscono rinchiudersi nelle loro torri d’avorio.

Come nasce la tua poesia? Potresti “illustrarci” la tua poetica e dirci quali sono le caratteristiche peculiari del tuo linguaggio poetico? Quali poeti ti hanno ispirato?

Un giorno fui posseduto dal daimon e sentii che il mio destino era segnato: dovevo diventare uno spazio vuoto, dove una voce estranea detta.

Ho sempre coltivato il verso breve, suggestionato dall’ermetismo.

Il mio percorso poetico è stato all’inizio esistenziale, ero legato al disagio della vita contemporanea, poi sono passato alla poesia filosofica, fino ad approdare a una poesia “sapienziale”. Rivolta alla scoperta dell’Io interiore. In seguito ho scoperto l’haiku: una forma sintetica di poesia nata in Giappone, essenziale ed illuminante, una vera forma poetica di meditazione.

Il mio vero maestro è stato Cesare Pavese: ho assimilato il suo modo di costruire la poesia, grazie a lui ho imparato il mestiere di poeta e poi me ne sono distaccato.

Quale è stato il criterio con cui hai scelto le dieci poesie inserite nell’antologia “Archetipi Poetici”? Quale tra esse ti rappresenta di più?

Ho preferito inserire poesie legate alla quotidianità, al dato esistenziale, a quelli che sono i conflitti umani che non si risolvono mai, perché nessuno ne ha la volontà. Quella che più mi rappresenta è Viaggio Astrale.

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autrice Andreina Pilia

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 novembre 2018 by Michele Nigro

versione pdf: intervista ad Andreina Pilia

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autrice Andreina Pilia

 a cura di Francesco Innella e Michele Nigro

 

Qual è o quale dovrebbe essere, secondo te, la funzione della poesia nella società attuale? Chi fa poesia oggi, come si muove nel contesto socio-culturale o come dovrebbe muoversi?

Spesso la poesia, oggi, è contaminata dalla smania di apparire, credo che questo rifletta quella che è la società attuale, finendo con lo snaturare ciò che la poesia dovrebbe essere: pura ricerca del sé.

Come nasce la tua poesia? Potresti “illustrarci” la tua poetica e dirci quali sono le caratteristiche peculiari del tuo linguaggio poetico? Quali poeti ti hanno ispirato?

Non saprei dire quali poeti mi abbiano ispirato. Amo la poesia di Emily Dickinson, il suo rapporto quasi disperato con la natura e la morte. A parte gli haiku, che abituano al rigore nella ricerca della sintesi e della semplicità, non seguo nessun tipo di poetica, mi lascio portare dal momento, seguendo il linguaggio dell’anima.

Quale è stato il criterio con cui hai scelto le dieci poesie inserite nell’antologia “Archetipi Poetici”? Quale tra esse ti rappresenta di più?

Ho scelto le mie poesie per raccontarmi, nel tentativo di arrivare al cuore di chi legge. Il brano che attualmente mi rappresenta di più è quello del 20 gennaio, scritta pochi giorni dopo la morte di mio padre, al quale ero molto legata. Il suo andarsene mi ha resa orfana di una parte di me che mi teneva legata a un cordone ombelicale che non sapevo di avere fino a che non ne ho sentito lo strappo.

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autore Pier Colonna

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 2 novembre 2018 by Michele Nigro

versione pdf: intervista a Pier Colonna

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autore Pier Colonna

 a cura di Francesco Innella e Michele Nigro

 

Qual è o quale dovrebbe essere, secondo te, la funzione della poesia nella società attuale? Chi fa poesia oggi, come si muove nel contesto socio-culturale o come dovrebbe muoversi?

Ritengo poeta colui che ha funzione di medium per una visione essenziale e sintetizzata del vivere, sia esso espressione del quotidiano o di mondi non percepibili ai sensi comuni. Per questo motivo, una possibile funzione del poeta è di fare da tramite e segnalare impressioni non comuni, portare ispirazione a chi è in grado di riceverla.

Come nasce la tua poesia? Potresti “illustrarci” la tua poetica e dirci quali sono le caratteristiche peculiari del tuo linguaggio poetico? Quali poeti ti hanno ispirato?

I miei scritti nascono sempre dall’esigenza di manifestare stati di percezione alternativa. Scrivo affinché le impressioni che ricevo non vengano portate via e cancellate dal vento della necessità alla quale siamo sottoposti. Molte volte scrivo per registrare le impressioni che nascono in me ascoltando certi generi di musica. Ho letto poesia primariamente nella mia adolescenza, e di quel periodo devo citare tutti i cosiddetti “poeti maledetti”. Invece dopo i vent’anni mi innamorai delle poesie e gli inni di Aleister Crowley e Austin Osman Spare. Poi certamente devo molto a Neruda! Tra gli scrittori italiani invece, Massimo Scaligero ed Arturo Onofri. Sicuramente molti praticanti Zen orientali hanno avuto un influsso determinante in questi versi.

Quale è stato il criterio con cui hai scelto le dieci poesie inserite nell’antologia “Archetipi Poetici”? Quale tra esse ti rappresenta di più?

Le poesie scelte rappresentano degli stati animici, distillati nello scritto. Ho scelto quelle che rispecchiano più fedelmente le sfaccettature del mio essere, che ritengo maggiormente salienti e degne di trasmissione.

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“Archetipi poetici”, antologia di poeti contemporanei

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 27 settembre 2018 by Michele Nigro

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È in distribuzione l’antologia di poeti contemporanei intitolata “Archetipi poetici” (AA.VV.), ideata e curata dal poeta e saggista Francesco Innella. Presente con alcuni miei componimenti, sono in compagnia dei poeti: Andreina Pilia, Vittorio Orlando, Davide Morelli, Elio Parisi, Simona Giorgi, Pier Colonna, Giuliana Campisi, Fabio Paolucci, Pasquale Ferdinando Giuliani Mazzei, e lo stesso Francesco Innella.

Nella sua dotta e interessante Prefazione, la prof.ssa Silvia Siniscalchi, ricercatrice presso l’Università degli Studi di Salerno, entrando nel merito dei singoli autori intervenuti, scrive in riferimento alle mie poesie: <<… Con i successivi componimenti di Michele Nigro, il registro poetico cambia radicalmente: incentrati sulla vuotezza di una società fagocitata dal superfluo, i suoi versi parlano di problematiche e contraddizioni della contemporaneità. Nell’assurdità di un’esistenza prona al sistema consumistico il conflitto tra natura e cultura è descritto al suo estremo confine: il ‘sonno’ dell’uomo contemporaneo, tra le illusioni di spazi alienati e l’odio verso il tempo, troverà infine compimento sui “marciapiedi della storia”…>>

Buona lettura!

Per acquistare l’antologia cartacea: qui!

Per la versione ebook: qui!

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(quarta di copertina)

<<… Ebbene questa raccolta, contraddistinta ora dalla libertà del verso, ora dalla crudezza o dal lirismo intimo dei contenuti, ora da atmosfere impalpabili, simili alle rarefazioni sonore di certa musica contemporanea, è certamente la manifestazione di una poesia che mira a esprimere sé stessa senza fini ulteriori né pretese intellettualistiche. Gli autori che la costituiscono sono liberi interpreti di una contemporaneità intrisa di solitudine, precarietà e spaesamento, oppressa dalla “insostenibile leggerezza dell’essere”, dai vuoti bagliori di una società “liquida”, alienata, bisognosa di ritrovare sé stessa, divisa tra il ripiegamento interiore e la volontà di lottare. Da qui, attraverso la poesia, il tentativo di stabilire legami profondi e ‘ontologici’ con oggetti, luoghi, climi e paesaggi ‘crepuscolari’, oppure di denunciare con forza le incongruenze distruttive e insensate della contemporaneità, tra polimetrie e isoritmie, ritmemi, suoni e immagini ricorrenti…>> (dalla Prefazione)

“Confine” di Francesco Innella

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 7 marzo 2014 by Michele Nigro

product_thumbnail E’ disponibile su Lulu la nuova raccolta di poesie di Francesco Innella, intitolata “Confine”, di cui ho curato la seguente prefazione:

<<Trasportati su esili zattere poetiche tendenti all’haiku, non per metrica bensì per essenzialità, compiamo un viaggio esperienziale in compagnia dell’Autore.

Interiorità divina ed esistenza quotidiana danzano in perfetto equilibrio sul confine della ricerca: un confine non certamente geografico ma corporale e spirituale.

I fatti della vita, come necessari grimaldelli, iniziano l’uomo a verità superiori: la poesia, lo sguardo compassionevole sulle piccolezze umane, il silenzio, il cammino esoterico, il sapere antico, rappresentano gli strumenti, non facili da utilizzare, per un’interpretazione alternativa dell’esistenza che conduce a una piacevole libertà solitaria. Libertà che pochi sono in grado di sostenere.

Il saggio rivaluta i momenti trascurati in gioventù, mentre riconsidera l’eccessiva importanza data a gioie fugaci e piaceri effimeri; lungo la strada i dubbi e le cadute non mancano, ma con il tempo e l’esercizio, i dolori e le paure si trasformano in preziose occasioni di crescita. Anche i ricordi, le ore del giorno e le esperienze “normali” diventano passaggi per ricongiungersi all’essenza.

Il “premio” ricevuto in vita consiste nel vedere vivere gli altri a velocità differenti dalle nostre: non un cinico modus vivendi per estraniarsi dal mondo, ma la prova che il percorso intrapreso è quello giusto e che forse siamo entrati in possesso di un’arma invisibile con cui superare la pochezza umana. Cominciando dalla propria.

Grazie alla sobrietà che li caratterizza, i versi di Franco Innella svolgono una rara funzione catartica con cui contrastare gli orgogli e le sviste dell’esistenza, i falsi affanni e i traguardi terreni, le rivalse e quelle che Franco Battiato definì in un suo celebre brano piccole gioie quotidiane, di cui troppo spesso ci accontentiamo.

Il poeta vuole ricordare, a se stesso e ai Lettori, che viviamo da sempre su un confine esistente tra l’effimero e l’assoluto: solo noi possiamo scegliere, avvalendoci dei nostri poveri mezzi, in quale direzione proseguire la ricerca durante il tempo che ci è concesso di vivere.

Quella che definiamo vita non è altro che il riverbero di una Vita Superiore: la poesia sintetizza i rari momenti in cui le due vite comunicano tra di esse, il saggio cerca di condensare sotto forma di parole gli sprazzi di consapevolezza conquistati.>>

    Michele Nigro

Per visionare l’anteprima e per acquistare il libro, clicca qui

“La Via Interiore” di Franco Innella: 2ª edizione

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 1 settembre 2013 by Michele Nigro

E’ disponibile per la vendita la seconda edizione della raccolta di poesie esoteriche dell’Autore Francesco Innella. Come ricordavo tempo fa in un altro post, questa nuova edizione è arricchita da una mia postfazione-intervista all’Autore che ha il compito di “… meglio evidenziare i suoi percorsi conoscitivi, le sue ricerche, le letture fatte negli anni, e per fornire al Lettore – guardando al di là dei versi – una mappa indispensabile per comprendere il significato più intimo, diciamo pure esoterico, dei componimenti presenti nel volume. Ogni domanda è preceduta, tra parentesi, dal titolo della poesia che ha ispirato il quesito, ma l’autonomia delle domande e delle relative risposte rende piacevole e interessante la lettura di questa intervista indipendentemente da una lettura preliminare delle poesie.”

Dalla quarta di copertina: “Il destino dell’uomo è invisibile all’apparenza”

Per acquistare il libro, clicca qui

copertina La Via Interiore Innella

Indagine sulla Via Interiore

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 luglio 2013 by Michele Nigro

In vista della seconda edizione, di prossima pubblicazione, del libro di poesie “La Via Interiore” di Francesco Innella, la cui prima edizione è stata recentemente presentata a Salerno presso la libreria Einaudi, ho avuto il piacere e l’onore di curare una postfazione-intervista all’Autore per meglio evidenziare i suoi percorsi conoscitivi, le sue ricerche, le letture fatte negli anni, e per fornire al Lettore – guardando al di là dei versi – una mappa indispensabile per comprendere il significato più intimo, diciamo pure esoterico, dei componimenti presenti nel volume. Ogni domanda è preceduta, tra parentesi, dal titolo della poesia che ha ispirato il quesito, ma l’autonomia delle domande e delle relative risposte rende piacevole e interessante la lettura di questa intervista indipendentemente da una lettura preliminare delle poesie.

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“Indagine sulla Via Interiore”

postfazione/intervista a cura di Michele Nigro

M.N. – (L’anima) Si evince un bisogno di separazione tra anima e corpo. Noi occidentali abbiamo dimenticato come ascoltare l’anima e isolarla dal corpo?

F.I. – Tu cogli un problema importante per me, l’ascolto dell’anima, e che bisogna riuscire a separare dal corpo, cercando ognuno di noi la strada più consona verso questa realtà sottile. Massimo Scaligero (1906 – 1980), un grande seguace dell’antroposofia italiana, nel suo testo “L’uomo interiore” così scrive: <<Trovare in sé il punto in cui si comincia finalmente a essere individui, a superare la psiche, a creare, suscitare con decisione l’elemento immediato dell’azione cosciente, abbandonare le illusorie, anche se dialetticamente smaglianti vie allo Spirituale, pervenire come cercatori alla reale conoscenza di sé per ritrovare il principio della Forza che si cerca fuori di sé…>>

(Il sonno) L’antico druidismo insegna che alla base dell’origine dell’universo ci sarebbe il Suono, la vibrazione primordiale (causa prima). Un’antica conoscenza, non confermata dalla scienza ufficiale, ripresa dalle pratiche dello sciamanesimo druidico in cui viene utilizzata la musica. Dopo la morte torneremo al punto di partenza di quel suono?

Ti rispondo con le parole di un esoterista spagnolo, Francisco Ridondo Segura, dal suo testo intitolato “La luce Adamantina”: <<Il suono sorge dal silenzio. Il silenzio è eterno e permanente. Il suono sorge dall’etere che è un aspetto dell’Akasha. L’Akasha o quinto elemento è un altro nome che si dà per riferirci al memorandum o cornice nascente del suono, dal quale sorge il suono. Il suono creato mediante l’Akasha conduce alla riutilizzazione dei quattro elementi nella cornice del quinto che è l’Akasha. I suoni generano energia per mezzo della ristrutturazione dell’ambiente esistente.>> Se questo che ho riportato sopra è la genesi del suono, d’altra parte non posso dire nulla su queste pratiche sciamaniche druidiche che non conosco e che tu riporti. Ma tu sai, una volta partecipasti anche tu, ad una recita di mantras buddisti e ti posso dire che i mantras influenzano anche l’ambiente che ti circonda, si tratta di pura energia che si condensa in una struttura di suono.

(Rinascita) Credi nei risvegli e nelle rinascite in vitam?

Credo sia nei risvegli che nelle rinascite in vita. Ma il problema è come rinascere e come risvegliarci. Mi sono posto la domanda “esistono discipline che promuovono il risveglio?”. E facendo un’indagine mi sono accorto che tutti i grandi iniziati hanno insegnato che il vero risveglio è consistito nel vincere la nostra natura prettamente meccanica e ripetitiva. Dobbiamo essere in grado di controllare perfettamente il corpo, attraverso una maggiore consapevolezza. Gurdjieff insegnava un esercizio molto difficile ai suoi allievi, qualsiasi cosa facessero nella loro giornata dovevano avere coscienza del loro braccio destro. La semplice consapevolezza, niente di trascendentale.

(Gnosi) Sei stato influenzato dalla lettura del Vangelo di Tommaso? Come conciliare la nostra esistenza nevrotica e a volte insensata con la ricerca della Suprema Dimora e con quello che tu chiami “salire faticoso”?

Lo gnosticismo si diffonde tra il II e il III secolo d.C., e i testi di questo fenomeno di sincretismo religioso si presentano come “segreti”, in quanto provenienti da un insegnamento esoterico di Gesù o degli apostoli riservato ai soli iniziati. Tra questi scritti ricordo il Vangelo degli Egiziani, il Vangelo di Mattia, il Vangelo di Maria Maddalena, l’Apocrifo di Giovanni, la Sophia di Gesù, il Vangelo di Tommaso (copto), il Vangelo di Pietro. La maggior parte dei vangeli citati nasce nel contesto di correnti teologiche giudicate successivamente eretiche dalla Chiesa cristiana, come quelle di stampo ermetico. Non sono stato influenzato dalla dottrina gnostica, ma dalla ricerca del divino effettuata dagli gnostici, che si presenta prima come una discesa in noi stessi e poi in un’ascesa molto faticosa, che dovrebbe portare alla fusione con l’Uno.

(Daimon) Abbiamo l’obbligo o la necessità di cercare di migliorare la nostra esistenza oppure possiamo abbandonarci alla “scelta che ci toccò con la nascita”?

Abbiamo l’obbligo di migliorare la nostra esistenza, oppure possiamo come la maggioranza delle persone abbandonarci alla scelta che ci toccò in vita. Ma il punto è un altro se, come dice Scaligero e tutta la scuola Ermetica, dentro di noi c’è un Uomo Storico, un Uomo Interiore che dobbiamo far venire alla luce, perché è la nostra essenza, è la nostra vera identità, allora c’è l’obbligo per chi intende incamminarsi su questo difficile cammino di trovare la strada interiore che conduce a lui, e che è disseminata negli insegnamenti di tutti i grandi iniziati. Si tratta di una ricerca non facile…

Voglio però chiarire una cosa importante ed aiutare il lettore a capire meglio chi è l’Uomo Interiore. Cito a proposito il testo “L’arte di divenire simili agli Dei” di Elis Eliah: <<L’uomo esteriore fisico racchiude un uomo interiore, il quale sfugge alle analisi dei metodi impiegati per studiare l’uomo esteriore o visibile che è il suo involucro. Se gli uomini volgari avessero la conoscenza di quest’essere invisibile, inafferrabile, che esiste perché esistono le sue opere, arti, invenzioni, scienze, sarebbe risolto il più grande problema dei secoli…>>

(Il ritorno) L’erotismo è una distrazione dalla ricerca verticale o è partecipe del nostro avvicinamento al divino?

Le religioni più associate al misticismo sessuale sono l’induismo e il buddismo (entrambi di origini indiane), nelle loro forme tantriche. Nella cultura dell’Asia orientale, dove si sviluppò lo zen, il misticismo erotico era poco sviluppato. I motivi principali di questa mancata espansione sono da ricercare nell’influenza dell’etica confuciana, che domina tutta la cultura est-asiatica, per cui la relazione fondamentale è quella tra marito e moglie, come in occidente e in India. Mircea Eliade pubblicò nel 1956 un breve saggio dal titolo “Misticismo erotico indiano”. Uno dei momenti più rappresentativi della sua opera è il riflesso di un’esperienza che lo toccò da vicino: la descrizione dell’unione sessuale come rituale mediante il quale l’uomo trascende a entità divina, come previsto dalla tradizione hindu. Le sue osservazioni acquistano un interesse ancora maggiore per chi conosce la vicenda umana di Eliade, la sua intemperanza sessuale (raccontata nei minimi dettagli nei “Diari”) e il ruolo centrale del sesso suggerito nella sua visione storica delle religioni. Nella tradizione tantrica la “beatitudine suprema” non deve mai raggiungersi attraverso l’emissione seminale. Solo questa forma di “controllo” dei propri sensi è capace di permettere l’ingresso nella dimensione assoluta dell’erotismo.

(Karma) Neanche il rimescolamento genetico, durante il “crossing over” cromosomico, ci “salva” dal peso del karma? Come possiamo alleggerire questo peso?

Il peso del Karma è l’interruzione di un percorso che siamo chiamati a realizzare. Il peso del Karma si può alleggerire se conosciamo in profondità il nostro Io Interiore, non c’è altra strada. Non è esatta la visione buddista di un passaggio di “azioni” da un corpo ad un altro con la cancellazione dell’individuo. Noi siamo sempre gli stessi e la nostra natura angelica che continua per l’eternità e non possiamo sottrarci ad una legge inesorabile che vuole la realizzazione del nostro Uomo Interiore. Il peso del Karma è morire, addormentarsi ed essere richiamato di nuovo in vita da un richiamo venereo per continuare la nostra strada verso il divenire noi stessi, ossia la realizzazione della nostra natura angelica.

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