Archivio per futurismo

ODRZ legge “Limbo” (da “Nessuno nasce pulito”)

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 7 giugno 2017 by Michele Nigro

 

19197468_1898343933755838_1645039856_o

Rispondendo all’appello “Leggi una poesia: in regalo una copia del libro…”, lanciato tempo fa su questo blog e su altri social, il gruppo musicale Industrial Noise degli ODRZ ha allestito un video reading, in perfetto stile noise music, della poesia “Limbo” tratta dalla raccolta “Nessuno nasce pulito” (ed. nugae 2.0) pubblicata nel 2016.

È sempre interessante, oltre che emozionante, assistere alla reinterpretazione artistica e alla decostruzione mediale di un proprio componimento: infatti ad essere “messi in discussione” non sono le singole parole o i versi che compongono la poesia, che restano sostanzialmente invariati, bensì i supporti comunicativi classici della poesia. Non più solo lettura lineare ma rimodulazione in chiave futurista del testo: il differente ritmo dei versi, il tono della voce adulterato dagli strumenti, la ripetizione di alcune parole (a volte anche gridate!) come a volerle sottolineare e incidere nell’acciaio, il tutto su un tappeto sonoro “rumoroso”.

Grazie ODRZ per questa esperienza!

♦

ODRZ53

ODRZ interpretano “Limbo”, poesia di Michele Nigro tratta dalla sua raccolta “Nessuno Nasce Pulito”. Avvolti in un ambiente industriale e accompagnati da una colonna sonora cupamente incantatrice, ODRZ affrontano il testo esprimendosi in una intrigante visione schizofrenica, sottolineando alcuni passaggi in maniera ipnotica. Un Limbo assoluto.

Musiche: ODRZ

Regia: Edoardo Deluca

 

Trainspotter

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 aprile 2015 by Michele Nigro

railroad-tracks-in-the-forest-hdr

Strana invenzione

legata a ricordi infantili

notturni occhi di drago sbuffante

su parallele metalliche, forse infinite

auscultate da orecchie indiane

riverbero moderno

di vaporici entusiasmi.

Bizzarro e pesante

l’andare verso mete invisibili

rivelate da quelle presenze binarie

estensioni di un desiderio, lucenti e bullonate

in attesa di transiti fra l’erba selvaggia e i sassi

odoranti di piscio viaggiatore,

sognate tra miraggi

di ferri estivi roventi

per passione e sole

preannunciate da vene elettriche

sospese in cielo

compagne mute e vibranti di riflessioni

che precedono partenze.

Postfuturismo

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 10 febbraio 2014 by Michele Nigro

Mi spaventi, uomo!

Il vento caldo dei tuoi ordigni

il frastuono meccanico dei motori

l’arroganza della macchina,

sono parte di te.

Innaturale e degenerato

t’incammini da solo tra la folla

verso gloriosi stadi evolutivi.

Protesi grottesche per un corpo

irriconoscibile,

cosa sei diventato?

E sogno salvifiche estinzioni

tra masturbazioni scientifiche

e le gioie del feticismo.

Mi spaventi, donna!

Musa ispiratrice della follia

complice dell’alterazione,

nutri gli operai dell’impossibile.

Prigioniero del vostro progresso

sono anch’io parte di voi,

estraneo alla storia

caduto per caso

negli ingranaggi della fine.

"Tetsuo: The Iron Man" (1989), film di Shinya Tsukamoto

“Tetsuo: The Iron Man” (1989), film di Shinya Tsukamoto

Esce NeXT Iterazione 18: I, Next

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 12 gennaio 2014 by Michele Nigro

Riprendo in toto la notizia pubblicata da Zoon sul blog connettivista Hyperhouse riguardante l’uscita dell’iterazione 18 della rivista NeXT e contenente anche il mio articolo, firmato con il consueto nickname connettivista Dottore in Niente, intitolato Il “Telesio” olografico di Franco Battiato e la teoria dell’universo-ologramma.

next18

Iterazione di NeXT carica di riferimenti, questa, e di rimandi sottili a gran parte dello scibile umano e all’immaginario fantastico, uniti verso nuove consapevolezze che tutti, da queste parti, amiamo in ogni declinazione. L’accerchiamento di questo numero al concetto stesso che tutto è uno e che uno è tutto, che i connettivisti promulgano da tempo, è potente, senza frontiere e – so, non dovrei essere io a dirlo – con questo fascicolo di NeXT la pulsione verso un nuovo unito diviene evidente, lampante, conclamata.

Voglio essere breve con questo editoriale, che prelude a nuovi cambiamenti futuri e che vuole illustrare la corposità di questo numero 18, espressione dell’attuale stato di forma del Movimento e dei continuum che stiamo esplorando sempre più approfonditamente, sempre più lontani dal nucleo originario.

Permettetemi di ringraziare, in primis, Francesco D’Isa, che torna a illustrare le attività dei connettivisti con una selezione della sua graphic novel I., uscita nel novembre 2011 e che tanto successo ha avuto; il ringraziamento va esteso, ovviamente, all’editore Nottetempo che ha permesso quest’operazione il cui senso è ben evidente, ma le cui implicazioni scivolano sottili, come lapislazzuli, verso gli angoli estremi dell’attenzione. Cos’è I.? Dal sito dell’editore, eccovi la quarta:

Chi è I.? Chi si nasconde dietro alle tante e diverse incarnazioni che assume di tavola in tavola? Lui stesso se lo chiede e chiamando in causa le stelle e i saggi, l’amore e il sesso, la poetica e la scienza si fa seguire passo passo nella sua ricerca per cercare risposta al “quesito che lo pungola fino alla follia”, ovvero “chi – o cosa sono?”.

Se l’ispirazione di questo libro illustrato risale ai romanzi filosofici del XVIII secolo, la scelta delle immagini, dalle provenienze e dagli stili piú diversi, è affidata a un brillante montaggio di materiali grafici di pubblico dominio, cui i brevi testi a fumetto danno voce con sapiente ironia.

Vi segnalo nuovi ingressi nella line-up redazionale: voglio dare il benvenuto a Marco Rossi LeccePier Luigi Manieri e Salvatore Proietti, che curano rubriche di approfondimenti sul Futurismo, sul mondo esterno al Connettivismo e sugli autori significativi della SF italica che, purtroppo, non sono più tra noi; si parla quindi delle testimonianze degli ultimi futuristi viventi alla fine dei ‘70, di Christopher Nolan e di Lino Aldani. Facendo riferimento a quest’ultimo articolo ci riallacciamo a un gran lavoro che ha suddiviso in due parti (la prossima puntata sull’iterazione 19) intitolata, esplicativamente, Mappa del futuro – SF dal 1984 a oggi, pezzo inquadrato in un ulteriore nuovo spazio chiamato Distance. X continua anche a curare la rubrica Tempi moderni, con ulteriori approfondimenti sul mondo olografico.

7di9 ha scandagliato il continuum recente alla ricerca di significative guglie di comprensione estratte dalla quotidianità, connettivista ed esterna al Movimento, e ce ne parla in Frame e in Interazioni, e Lukha B. Kremo in Bit_Mood ci fa conoscere, o ci spiega meglio, i Throbbing Gristle, storica formazione musicale di frontiera che ha sperimentato l’esoterismo, il genere Industrial, il noise e manciate di altre discipline tutt’altro che pop.

Kosmos in HolYsTolk indaga sulle connessioni tra Connettivismo e Crespuscolarismo mentre Manex ci parla, nell’ambito dell’editoria a fumetti, di Crowdfunding e di altre facezieDottore in Niente discute amabilmente con noi su Il “Telesio” olografico di Franco Battiato e la teoria dell’universo-ologramma, e Logos nella sua consueta e poderosa Ermetica Ermeneutica ci racconta de La Soglia e l’Oltre nella poesia di Lars GustafssonPeja nel Postarchitectural Research esamina la necessità della postarchitettura di usare nella ricerca e nelle costruzioni L’antidoto immaginarioGalessio, in Avant-Garde, prende in esame il nuovo Movimento artistico denominato Loverismo, mentre in Ex-Cell Black M Antonio Syxty (che ci onoriamo di ospitare in queste pagine, grazie ancora) analizzano Cosmopolis, il film che tante implicazioni cerebrali ha comportato nell’immaginario collettivo.

Continua a leggere

“Il Canto Oscuro” di Alessio Brugnoli

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 12 giugno 2012 by Michele Nigro

Il Canto Oscuro

Alessio Brugnoli

Kipple Officina Libraria pubblica, in eBook e in formato cartaceo, Il Canto Oscuro, di Alessio Brugnoli.

Il romanzo, vincitore del Premio Kipple 2011, propone al lettore un ottimo esempio di steampunk di ambientazione romana: un panorama d’inizio secolo in cui le sorprese tecnologiche non mancano e l’azione si snoda tra eleganti teatri dell’opera, antiche residenze decadute, bische e la classica Roma “sparita”. Sullo sfondo di un’indagine, avviata per scoprire il responsabile di un crimine, si muove il principe Andrea il quale diventerà, suo malgrado, testimone di un tempo di trasformazione, un tempo che segnerà l’avvento di un nuovo modo di concepire l’elaborazione elettronica.

L’autore

Classe 1973, Alessio Brugnoli, laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni, è autore di testi sulla teoria del caos e sul marketing e curatore d’arte. Attivo sul fronte delle avanguardie artistiche, s’interessa anche di tematiche legate al Futurismo, alla SF e alla robotica. Collabora con la rivista Next. Nel 2011 si aggiudica il Premio Kipple 2011. Il Canto Oscuro, testo risultato vincitore, è il suo primo romanzo.

La scheda tecnica dell’opera

Il Canto Oscuro

Alessio Brugnoli

Kipple Officina Libraria

Collana Avatar

Pagg. 176

Euro 15,00

ISBN 978-88-95414-75-1

ebook “DRM free”

ISBN 978-88-95414-72-0

Euro 2,50

ufficiostampa@kipple.it

www.kipple.it

Twitter @KipplePress

“Intervista a Dio” di Giorgio Manganelli

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , on 21 marzo 2012 by Michele Nigro

Pensare di intervistare Dio è un po’ come pensare di svuotare un oceano usando un cucchiaino: infinite domande per infinite risposte. Un lavoro giornalistico impari, inutile.

Non tanto inutile, però, se le domande sono rivolte al dio inventato dallo scrittore, giornalista, traduttore e critico letterario neoavanguardista Giorgio Manganelli nella sua “Intervista a Dio”, prefazione a cura della figlia Lietta Manganelli – sottotitolo L’ultima delle interviste impossibili – e recentemente ripubblicata in formato e-book nella collana V. della casa editrice Kipple Officina Libraria. Una collana che trae il proprio nome dall’omonima opera di Thomas Pynchon e che si occupa di letteratura postmoderna, una letteratura libera da schematismi, favorevole agli sperimentalismi scritturali e che ben si coniuga, quindi, con la forma e le intenzioni dell’intervista di Manganelli.

Ma com’è il dio di Giorgio Manganelli? È un dio impacciato, scherzoso, buffone, frustrato. Decisamente fragile e sprovveduto. Un dio inadeguato e nevrotico come il suo rappresentante in terra portato sugli schermi cinematografici dal regista Nanni Moretti nel film “Habemus Papam”; ma è anche un ‘dio berlusconizzato’ nel momento in cui afferma candidamente: “io amo essere amato”. Si tratta di un dio minore, impotente, di un dio impreparato che attende avidamente le domande dell’intervistatore non per il gusto di donare sicurezza ai lettori mortali grazie a una serie di sagge risposte, quanto piuttosto per riuscire finalmente a capire se stesso e la propria funzione nell’universo. Il dio di Manganelli s’inventa un linguaggio un attimo prima dell’intervista, impara a parlare e quindi non ha il tempo per acquisire le regole approvate dai puristi della lingua: lo sperimentalismo neoavanguardista di Manganelli diventa “creazionismo linguistico” (chi più di Dio può occuparsi di creazionismo?) e l’autore con questo trucco sembra quasi voler ribadire che l’atto creativo in scrittura prevede naturalmente l’abbandono dei formalismi e degli schemi già usati.

Le analogie tra neoavanguardia e futurismo spingono il dio di Manganelli ad affrontare nuovamente la questione del plenilunio ma stavolta – a differenza del draconiano “Uccidiamo il Chiaro di Luna!” di marinettiana memoria – in maniera decisamente comica: “Il plenilunio è stato concepito come una gigantesca allusione sessuale per i continenti inibiti…”

Forse il dio di questa intervista impossibile è anche un dio disinteressato al postumanesimo (teme la concorrenza?): “E allora dica: che ne sarà delle dita?” “Cinque”. “Definitivamente?” “Assolutamente. Non una di più”. Se Giorgio Manganelli fosse stato transumanista avrebbe fatto aggiungere al suo intervistatore altre domande più complesse e meno comiche, del tipo: “avremo menischi più resistenti? aumenteremo le nostre capacità cognitive? riusciremo a bloccare l’invecchiamento cellulare? saremo in grado di copiare le nostre menti? sconfiggeremo la morte?” E il dio di Manganelli anche in questo caso avrebbe  risposto: “Giovanotto, mi stai rompendo i coglioni!”

Memorie e apologie

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 10 novembre 2011 by Michele Nigro

<<La trattazione della figura storica di Hitler spesso suscita polemiche accese: mi riferisco alla proiezione del film “La caduta”, riguardante gli ultimi giorni di Hitler nel bunker di Berlino e da molti considerato come un’opera che umanizza il Führer, e alla più recente ‘discussione’ suscitata dalla professoressa Angela Pellicciari che ha scelto di adottare il testo scritto da Hitler – “Idee sul destino del mondo” – nel liceo romano Lucrezio Caro. Lei non crede che, per agevolare la crescita di una coscienza storica matura e consapevole da affiancare alla Memoria, si debbano consentire anche la lettura e la visione di tale materiale?

Anche io da ragazzo ho sentito il bisogno di leggere il “Mein kampf” di Hitler. Però io possedevo già gli strumenti per capire quel libro, gli stessi strumenti utilizzati per leggere, in seguito, i “Protocolli dei Savi di Sion”. Ciò che mi lascia perplesso di questa “professoressa” è la mancanza, da parte sua, della necessaria cultura scientifica nel valutare il testo. Chi insegna sa benissimo che un libro così pericoloso, senza un apparato critico, dato in mano a degli innocenti, a persone non consapevoli e non dotate di una cultura tale da poter affrontare la drammaticità di quel testo, può causare grossi danni. Non solo la mancanza di scientificità, mi preoccupa, ma addirittura questa professoressa ha scelto una versione con l’introduzione di un noto neofascista di Ordine Nuovo, implicato nelle famigerate stragi dell’Italia degli anni ’70: Franco Freda.
Oltretutto la scuola presso cui insegna aveva invitato il mio amico deportato Piero Terracina e la professoressa non si è presentata, giustificandosi dicendo che soffre molto quando sente le testimonianze della Shoah e quindi, per non soffrire, ha preferito non esserci. La vicenda si commenta da sé.>>

(tratto da Intervista a Georges de Canino “Nugae” n.9/2006)

Immaginazione al potere

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , on 9 novembre 2011 by Michele Nigro

marinetti-ritratto

<<Il potere dirompente della fantasia che fuoriesce dagli spazi angusti della pagina scritta, si manifesta attraverso un calore interiore che scioglie le catene dell’anima. Scrive Mariantonia Liborio nella prefazione a “Viaggio intorno alla mia stanza” di Xavier de Maistre: “Dentro le mura di qualsiasi prigione è sempre possibile, grazie alla folle de la maison, scegliere di essere farfalla e volare senza problemi, attenti solo a evitare gli ostacoli, dal dentro al fuori, senza altra legge che il capriccio, senza altri limiti che l’universo.”

Solo che nel caso di de Maistre il viaggio, reso possibile da quarantadue giorni di arresti domiciliari, viene compiuto grazie all’utilizzo di una fantasia itinerante applicata agli oggetti e ai confini domestici. Con la lettura si va oltre: si integrano altri mondi e altri tempi nel proprio mondo e nel proprio tempo. Anche se i risultati illustrati dalla prefatrice, in fin dei conti, sono identici a quelli offerti dalla lettura: “l’immaginazione al potere” diventa realtà e lo slogan sessantottino (preso in prestito dal Futurismo di Marinetti: i futuristi furono dei sessantottini ante litteram sfruttati dal fascismo), nonostante il diradarsi delle nebbie fumogene della polizia e l’arruolamento aziendale dei “figli dei fiori”, che alla fine hanno dovuto mangiare il pane offerto loro dal Sistema, riprende vita non tra le strade affollate di rivoluzionari o mentre viene urlato dall’alto di qualche barricata metropolitana (“… le barricate in piazza le fai per conto della borghesia che crea falsi miti di progresso…”) ma nel silenzio di una stanza.>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 32-33)

Esortazione antifuturista del sabato sera

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 25 ottobre 2011 by Michele Nigro

Esortazione antifuturista del sabato sera

 

                                                 a Gilles Ivain

A te, giovane donna ingabbiata

prigioniera nel caldo abbraccio

lussuoso metallo suvizzato

di un sultano ricco e veloce.

A te, calda vagina del potente

che osservi superba e distante

il mondo metropolitano

proteggi con un vetro i tuoi sensi

da fatiche, fetori urbani e precariati.

A te, sacerdotessa della velocità

che voli verso i divertimentifici

di società in eterna crisi.

A te, custode del focolare su gomma

che difendi con sguardo sospettoso

il tuo benessere luccicante.

A te, emulatrice di maschi alfa

che provi compassione

scrutando il girovago.

A te, che non decostruisci

l’arrogante cilindrata del tuo ego.

Io dico.

Continua a leggere

“Donna al volante rivoluzione costante”: dalla primavera araba al futurismo saudita

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , on 17 giugno 2011 by Michele Nigro

Quando pensiamo alla cosiddetta ‘primavera araba’ ci vengono subito in mente le immagini del giovane egiziano che si dà fuoco per protesta davanti al Parlamento, della fuga dalla Tunisia di Ben Ali, della protesta finita nel sangue del popolo libico, degli scontri in Siria… Spesso, però, le rivoluzioni si nutrono anche di ‘lotte culturali’ incruente ma significative: lotte che affondano le proprie radici in bisogni semplici, scontati per noi occidentali, intrisi di praticità e quotidianità.

Un nutrito gruppo di irriducibili donne saudite, in questi giorni, sta protestando in nome di un diritto che potrebbe far sorridere la parte rosa ed emancipata del nostro mondo libero: il diritto a guidare un’automobile. Non si tratta di una sterile protesta di piazza in attesa di futuri cambiamenti legislativi ma di una manifestazione attiva e disobbediente: le donne di “Women2drive”, questo il nome del comitato che ha organizzato la protesta delle disobbedienti al volante, chiedono di poter circolare liberamente in auto e di non essere arrestate dalla polizia saudita se la mattina accompagnano i propri figli a scuola utilizzando l’automobile del marito-padrone fondamentalista. Tutto qui.

Non posso, in qualità di occidentale amante della cultura orientale e mediorientale ma che resta dubbioso dinanzi a tali eccessi interpretativi della legge coranica (si tratta, è vero, di una legge dello stato, ma sono fin troppo evidenti le connessioni con le varie proibizioni di origine ‘religiosa’), non ripercorrere una tappa in particolare dell’emancipazione della donna occidentale. E l’occasione mi viene fornita dalla rilettura del Manifesto della donna futurista scritto nel 1912 dalla bella francese Valentine de Saint-Point (nella foto), amante di Marinetti. Interessante il suo anti-femminismo (forse vedeva nel femminismo una sconfitta indiretta della natura femminile, un elemosinare diritti appartenenti alla mascolinità tradendo di fatto le potenzialità intrinseche nell’essere donna) e la sua successiva conversione all’Islam.

Marinetti aveva scritto tre anni prima (1909) nel Manifesto del Futurismo:

“Noi vogliamo glorificare […] il disprezzo della donna”

Parole da non fraintendere ma da interpretare provocatoriamente (parliamo di una provocazione lanciata all’inizio del XX secolo e non durante la ‘rivoluzione sessuale’ del ’68) in vista di un’emancipazione della donna raffigurata come ‘angelo del focolare’, tutta casa-chiesa-famiglia. Incalza la de Saint-Point nel 1912: “La maggioranza delle donne non è superiore né inferiore alla maggioranza degli uomini. Esse sono uguali. Tutte e due meritano lo stesso disprezzo.” E poi: “Ecco perchè nessuna rivoluzione deve rimanerle estranea; ecco perchè invece di disprezzare la donna, bisogna rivolgersi a lei.” Conclude: “DONNE, PER TROPPO TEMPO SVIATE FRA LE MORALI E I PREGIUDIZI, RITORNATE AL VOSTRO ISTINTO SUBLIME: ALLA VIOLENZA E ALLA CRUDELTÀ.”

È edificante poter rileggere il Manifesto della donna futurista (vi invito a farlo) alla luce dei fatti sopra descritti, facendo riferimento alla disobbedienza delle donne-guidatrici di Riad: la freschezza e l’attualità del pensiero della de Saint-Point è a dir poco entusiasmante.

Dopo la ‘primavera araba’ i tempi sono maturi, forse, anche per la realizzazione di un ‘futurismo saudita’.

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

Also sprach

RIFLESSIONI E POESIE

Interno Poesia

Blog e progetto editoriale di poesia

Iannozzi Giuseppe - scrittore e giornalista

Iannozzi Giuseppe, in arte "Joseph Barbarossa" - scrittore, giornalista, critico letterario - blog ufficiale

Emanuele-Marcuccio's Blog

Per una strada e altre storie...

vibrisse, bollettino

di letture e scritture a cura di giulio mozzi

HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

La legenda di Carlo Menzinger

libri: i miei, i tuoi, i suoi, i nostri, i vostri e i loro.

R. Tiziana Bruno

(ladri di favole)

DEDALUS: corsi, testi e contesti di volo letterario

Appunti e progetti, tra mura e spazi liberi

Poesia dal Sottosuolo

(prestarsi al mondo in versi)

Rivista ContemporaneaMente Versi

Rivista di Poesia Contemporanea Sperimentale e Non Solo

i sensi della poesia

e in pasto diedi parole e carne

La Camera Scura - il blog di Vincenzo Barone Lumaga

Parole, storie, pensieri, incubi e deliri

HyperNext

Connettivisti nel cyberspazio / Movimento in tempo reale

La Mia Babele

Disorientarsi..per Ritrovarsi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: