Archivio per influenzare

ODRZ legge “Limbo” (da “Nessuno nasce pulito”)

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 7 giugno 2017 by Michele Nigro

 

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Rispondendo all’appello “Leggi una poesia: in regalo una copia del libro…”, lanciato tempo fa su questo blog e su altri social, il gruppo musicale Industrial Noise degli ODRZ ha allestito un video reading, in perfetto stile noise music, della poesia “Limbo” tratta dalla raccolta “Nessuno nasce pulito” (ed. nugae 2.0) pubblicata nel 2016.

È sempre interessante, oltre che emozionante, assistere alla reinterpretazione artistica e alla decostruzione mediale di un proprio componimento: infatti ad essere “messi in discussione” non sono le singole parole o i versi che compongono la poesia, che restano sostanzialmente invariati, bensì i supporti comunicativi classici della poesia. Non più solo lettura lineare ma rimodulazione in chiave futurista del testo: il differente ritmo dei versi, il tono della voce adulterato dagli strumenti, la ripetizione di alcune parole (a volte anche gridate!) come a volerle sottolineare e incidere nell’acciaio, il tutto su un tappeto sonoro “rumoroso”.

Grazie ODRZ per questa esperienza!

♦

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ODRZ interpretano “Limbo”, poesia di Michele Nigro tratta dalla sua raccolta “Nessuno Nasce Pulito”. Avvolti in un ambiente industriale e accompagnati da una colonna sonora cupamente incantatrice, ODRZ affrontano il testo esprimendosi in una intrigante visione schizofrenica, sottolineando alcuni passaggi in maniera ipnotica. Un Limbo assoluto.

Musiche: ODRZ

Regia: Edoardo Deluca

 

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Cultura di Massa

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 24 febbraio 2017 by Michele Nigro

… bisogna saper sfruttare la scia della cultura di massa

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Avvento

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 28 novembre 2016 by Michele Nigro

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Un cuculo senza rime
ha già deposto
l’uovo poetico
nei vostri insignificanti
nidi di parole vuote.
Presto
la voce ignorata
si schiuderà.

“Nessuno nasce pulito”: la playlist (vol.I)

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 25 agosto 2016 by Michele Nigro

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Può un libro di poesie avere una propria playlist musicale? A quanto pare : d’altronde la poesia è anche musica e la musica da sempre attinge dalla poesia per rifornirsi di parole. Quindi niente di nuovo… La playlist qui presentata è composta da brani, direttamente o indirettamente, “vicini” alle poesie della raccolta “Nessuno nasce pulito”. Brani eterogenei che, rispettando l’ormai collaudata idea di webpoetry che coltivo da anni su questo blog (accostando parole, immagini e musica), sono stati scelti perché in sintonia con i versi durante la creazione dei componimenti – anche se l’atto poietico avviene prevalentemente nel silenzio, seguendo le immagini della mente e la musicalità interiore – o perché, come è successo in alcuni casi, addirittura l’hanno ispirati o perlomeno influenzati. A volte s’intuisce l’abbinamento con una poesia del libro, altre volte no: all’ascolto la miscellanea prodotta crea un effetto interessante, come in un lento viaggio attraverso paesaggi differenti l’uno dall’altro, di poesia in poesia. Per il momento sono riuscito a isolare solo un numero di brani (26) sufficiente ad allestire un primo volume, in seguito forse ne cercherò altri. Buon ascolto e, ovviamente, buona lettura!

Per ascoltare la playlist su Spotify, clicca qui!

Aritmia

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 16 giugno 2015 by Michele Nigro

Non ho bisogno di suoni

che mi insegnino cosa fare,

solo un leitmotiv asincrono

scandisce il piano interiore

lungo strade già segnate.

Passo tra la folla

che non mi ferma

e gli schemi della sera

rivissuti in feste patronali

sature di speranze semplici,

con un ritmo

sconosciuto a chi osserva

seguo da sempre

la mia storia altrove.

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Ritmo circadiano

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 5 giugno 2014 by Michele Nigro

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La scelta musicale non è casuale

nasce da un impercettibile ritmo cellulare,

dalle prime luci dell’alba alle tenebre della notte

un orologio interiore, biologico deejay

seleziona melodie e silenzi.

Sopravvive la sintonia,

il rumore tecnologico l’assedia.

Metronomi cardiaci

si adeguano alle pulsazioni cosmiche,

micropompe membranali respirano a tempo

come varchi vibrazionali sull’infinito.

Il corpo partecipa alla cadenza

tutto è ritmo e noi siamo musica,

anche se l’uomo distratto non segue più

il dialogo tra la canzone effimera dell’esistenza

e la sua matrice senza tempo.

La cernita quotidiana dei brani

è l’unica testimonianza dell’influenza.

Umori inconsci travestiti da esigenze culturali

simulano il leitmotiv dell’universo,

glorifichiamo il suono primordiale, origine del tutto

mandando in onda la colonna sonora

del nostro passaggio terreno,

una risposta umana in onore dell’inizio.

Sentori

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 10 aprile 2012 by Michele Nigro

Prologo a “Sentori”

 

Dall’etichetta di un profumo maschile:

“Una profumazione studiata per l’uomo metropolitano.

L’intensità dell’ incenso e del patchouli,

 la raffinatezza di legni e muschio:

un mix di energie che riflette la complessità

 di una vita moderna e attiva.”

 

 

Sentori

 

Sarà il deriso fiore

bagnato dal pregiudizio

a profumare le insperate notti

delle insoddisfatte mogli

nel tramonto.

Parrà un intriso cuore

d’intrecciato palmizio

per frantumare le errate sorti.

Pelle fredda di latte e germogli

che chiede il conto.

D’efficiente uomo metrò

t’impongono sentori

di ingannevoli studi.

Deprimente luogo retrò

dove sorgono sudori

su spregevoli nudi.

Muschiati legni

d’isterica complessità,

incensi senza chiesa

per cimici vincenti.

Raffinati segni

d’asfittica sensualità,

censi di una scienza arresa.

Energetici escrementi.

Puoi leggere la versione editata di questa poesia

nella raccolta “Nessuno nasce pulito”

TINTIN e la psicogenealogia

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 novembre 2011 by Michele Nigro

“I morti non sono degli assenti, sono solo degli invisibili”

S. Agostino

Che relazione può mai esserci tra Tintin, il protagonista del fumetto di Hergé, in questi giorni riproposto al cinema nel film d’animazione intitolato “Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno” con la regia di Steven Spielberg e co-prodotto dal ‘tolkieniano’ Peter Jackson, e la cosiddetta psicologia transgenerazionale o psicogenealogia? Apparentemente nessuna se non fosse per il fatto che due personaggi collaterali, l’ebbro Capitano Haddock e il suo infido rivale Ivan Ivanovich Sakharine, vivono nel corso della storia delle vere e proprie esperienze psicogenealogiche.

Mi spiego meglio. Quando il Capitano Haddock, nel deserto e successivamente nell’infermeria di un accampamento della Legione Straniera, rivive le esperienze marinare dell’antenato Sir Francis Haddock (esperienze indotte, per motivi di facilitazione narrativa, dalla lunga permanenza sotto il sole e dagli effetti dell’alcool etilico ingerito), dimostra di essere una vittima inconsapevole degli influssi del suo avo. Lo studio di questi ‘influssi’, in vista di una guarigione del discendente, è compito della psicologia transgenerazionale. Ma cos’è la psicogenealogia?

Da psicogenealogia e costellazioni familiari: <<… La psicogenealogia è una disciplina che si occupa degli influssi che gli avi possono avere nei confronti di un discendente. Quello della psicogenealogia è un campo multidisciplinare che coinvolge la psicologia e le scienze etnoantropologiche…>>; e sul sito psicogenealogia-costellazioni.it: <<… La psicogenealogia è una tecnica, sistemica, familiare e transgenerazionale con delle forti connotazioni psicanalitiche, che si è sviluppata negli anni ’80 grazie alle ricerche di Anne Ancelin Schützenberger. Anna Ancelin chiama psicogenealogia il lavoro con il genosociogramma; secondo questo approccio, i traumi, i segreti, i conflitti vissuti in modo drammatico, possono condizionare, per trasmissione transgenerazionale inconscia, i discendenti che possono diventare portatori di disturbi e malattie, come di comportamenti bizzarri e inesplicabili…>>.

E ancora, da un’altra fonte: <<Insomma è come se la persona interessata entrasse involontariamente in un tunnel di “passato-presente che va e che viene” – per usare le parole della fondatrice di questo approccio –  e fosse trasportata da un’ “alleanza invisibile” in una situazione in cui sembra che debba “pagare un debito”, un “pegno”, almeno fino a quando il creditore non venga visto, la programmazione transgenerazionale disattivata e il debito smetta di ancorare l’individuo al passato, personale o transgenerazionale, lasciando libero e meno pesante e coercitivo il suo presente. Insomma egli ha l’opportunità di cominciare a vivere la propria vita e non più quella di un bisnonno “gasato” durante la Prima Guerra Mondiale o di un fratellino morto prematuramente di cui i genitori non hanno mai potuto fare il lutto, e di cui porta persino il nome.>>

In tutto questo Tintin sembrerebbe svolgere la funzione di “osservatore razionale esterno” mentre il Capitano Haddock è costretto a subire la programmazione transgenerazionale, a pagare il suo pegno: il giovane reporter disegnato da Hergé rappresenta il collegamento con la realtà presente; è colui che nella storia ha le idee chiare, che ha un approccio “freddo” e meccanico con la ricerca della verità. Sembra insomma che nell’esistenza di Tintin non agiscano forze provenienti dal passato (perché il suo ideatore non gli ha fornito né una famiglia, né un passato), come invece succede all’amico Capitano.

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