Archivio per intellettuale

Poetry Vicenza 2017

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 13 marzo 2017 by Michele Nigro

(FONTE)

FESTIVAL DI POESIA CONTEMPORANEA E MUSICA
LETTURE/ PERFORMANCE/ RECITAL / TAVOLE ROTONDE

DAL 17 MARZO AL 4 GIUGNO 2017

Il festival di poesia e musica Poetry Vicenza, alla sua terza edizione, rinnova la volontà di aprire le frontiere a una varietà sia di lingue sia di culture. In circa due mesi di eventi ospitiamo, nella città del Palladio, poeti, musicisti, poeti-cantautori, artisti, galleristi, stampatori, editori, attori, critici e traduttori per una lettura particolare della nostra contemporaneità. Con profondità di scrittura e d’impegno intellettuale, e attraverso una dose non indifferente di creatività, questi ospiti ci dimostrano che non si può vivere offuscati né dai facili consumismi né da certi meccanismi del “fare” comune. Il “fare” poetico è altra cosa, anche se spesso biasimato per essere fuori moda, o controcorrente: metterlo “in scena” è la nostra sfida, una sfida consumata in un campo, quello letterario, che può non solo produrre cultura, ma talvolta anche la crescita economica d’un territorio. Preparando questo Festival i sostenitori, di concerto con gli organizzatori, hanno avuto l’intento primario di invitare voci plurali da ogni parte del globo, coinvolgendo diverse associazioni culturali cittadine, e quattro Istituti Superiori perché l’intera città sia teatro d’un progetto comune: quello di donare gratuitamente poesia in luoghi architettonici e artistici esclusivi, e condividerla con le nuove generazioni nella speranza, se non nella certezza, che poeti, pubblici, e operatori riescano a tirar fuori dai recessi d’un’epoca oscurata com’è quella attuale una manciata di pepite lucenti, e impreziosire così il cammino a noi tutti per il resto dell’anno.

Marco Fazzini, Direttore artistico di Poetry Vicenza

I protagonisti, le date, i luoghi

MARTEDÌ 21 MARZO –  Palazzo Leoni Montanari, ore 18.00
GIORNATA MONDIALE POESIA: AMORE TRADUTTORE.
5 POETI PER LA TRADUZIONE. LETTURE E TESTIMONIANZE DI:
ANNA MARIA CARPI, FABIO SCOTTO, BIANCA TAROZZI,
RINO CORTIANA, ANDREA MOLESINI.
A cura di Biancamaria Rizzardi
Musiche di Paolo Birro

VENERDÌ 31 MARZO – Der Ruf, ore 21.00
CORDE MIGRANTI: SYLVIE GENOVESE
UNA PERFORMANCE DI MUSICA E POESIA

SABATO 1 APRILE – Palazzo Chiericati, ore 18.30
CENTRO/PERIFERIA
JEFFREY WAINWRIGHT (INGHILTERRA)
→ A cura di Gregory Dowling
LASANA M. SEKOU (ST MARTIN)
→ A cura di Michela Calderaro
Musiche di Massimo Tuzza (percussioni) e Filippo Rinaldi (basso)

DOMENICA 2 APRILE – Palazzo Leoni Montanari, ore 18.00
DUE POETI-CANTAUTORI
ERIC ANDERSEN (STATI UNITI) e MICHELE GAZICH (ITALIA)
→ A cura di Marco Fazzini

DOMENICA 9 APRILE – Hands, ore 18.00
LEZIONE D’AUTORE: HAIKU E ZEN
→ Con il filosofo e saggista Giangiorgio Pasqualotto

SABATO 15 APRILE – Palazzo Chiericati, ore 18.00
LIBRO D’ARTISTA: FULVIO TESTA PER G. BAFFO (1694-1768)
→ Con l’artista Fulvio Testa e l’editore Alberto Tallone

DOMENICA 23 APRILE – Palazzo Leoni Montanari, ore 18.00
POESIA NELLA TRASPARENZA DEL SUONO
SOLENSENBLE: DEL CHIARO E DEL DIVINO
Coro di voci femminili. Silvia Paoletti, Chiara Pierangelo, Silvia Pollet,
Bianca Simone, Elisabetta Tiso, Rossana Verlato

SABATO 29 APRILE – Palazzo Leoni Montanari, ore 18.00
TRA LETTERATURA E SCIENZA NEL-MONDO-A-VENIRE
PAOLO FERRARI: VOCE E PENSIERO
Presenta: Susanna Verri
→ 
Voci recitanti: Paolo Ferrari ed Erika Carretta
→ Musiche e voce di Paolo Ferrari (piano)

DOMENICA 30 APRILE – TheArtsBox, ore 18.00 
CARATTERI MOBILI, CARTE, TORCHI, EDITORI DI PREGIO
Incontro con gli editori e stampatori Silvio Antiga, Martino Marderstaig, Lucio Passerini
→ A cura di Daniela Brunelli, Presidente Società Letteraria di Verona
→ Musiche di Victor Valisena

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“Nessuno nasce pulito”, booktrailer #1

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 21 novembre 2016 by Michele Nigro

Nelle mie poesie non c’è musicalità, e le poche tracce esistenti forse sarebbero piaciute a Schönberg; non vi è in esse, come è semplice notare, l’adorazione di un mito estetico, edulcorato balsamo per l’anima. C’è, nonostante tutto, ricerca di significato – me lo concederete, spero, dopo un’attenta lettura -, di contenuto esistenziale, utilizzando un significante di-sgraziato e disritmico. È una ricerca che diventa sfida contro un istinto per il bello piuttosto scontato. Ed è per questa ragione che anche nel booktrailer del libro “Nessuno nasce pulito” (rispettando le motivazioni della titolazione) non è stato inserito un soundtrack “grazioso”, accondiscendente, romantico, ma che richiede sforzo, ascolto impegnativo, “pulizia” del segnale, per riuscire a isolare la sottostante traccia significativa dall’apparente caos. Mi dispiace, avrei voluto rendervi la vita facile offrendovi versi dolci e armonici, ma avrei tradito la mia poetica. Tuttavia in questa operazione non vi è l’imposizione di un’antimusicalità solo per il gusto di contrastare i gusti lirici di un certo tipo di lettori; la parola vuole essere sempre terapia interiore da apprezzare, al di là del traffico promozionale che accompagna una pubblicazione, nel silenzio della lettura personale.

Allo stesso modo nel breve booktrailer (realizzato in collaborazione con l’amico video editor Alessandro Foti e grazie alla interessante sperimentazione musicale di ODRZ) non troverete immagini confortanti prelevate da paesaggi bucolici: anche perché le uniche immagini che danno piacere al poeta e al lettore sono quelle che, con buona pace dell’atto creativo da parte del poeta e dell’impegno interpretativo del lettore, rimarranno per sempre custodite presso la sorgente sconosciuta della parola. Sorgente misteriosa e miracolosa che nessun poeta, benché assurto alle glorie del Monte Parnaso, potrà mai svelare completamente (e direi per fortuna!): perché, come direbbe Franco Battiato, i versi proposti dal poeta sono solo l’ombra della luce. (m.n.)

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“Nessuno nasce pulito”, segnalazione su Quaderni di Arenaria vol. X

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 settembre 2016 by Michele Nigro

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Segnalazione della raccolta poetica “Nessuno nasce pulito” nella rubrica Taccuino (a cura di Elide Giamporcaro) – a pag. 66 – del vol. X di Quaderni di Arenaria (collegandosi al sito è possibile consultare sia il nuovo volume X, postato il 28-9-2016, che i precedenti), collana di letteratura moderna e contemporanea a cura di Lucio Zinna. Al momento del comunicato stampa inviato alle varie redazioni culturali, il libro compariva solo sulla piattaforma di Amazon, ma nei mesi successivi è stato pubblicato anche su ilmiolibro, Lulu e Kobo… E comparirà su altre piattaforme di self-publishing nel corso delle prossime settimane.

Buona lettura!

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40° anniversario della scomparsa di Alfonso Gatto

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 5 marzo 2016 by Michele Nigro

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(FONTE: Fondazione Alfonso Gatto)

La poesia resistente!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 aprile 2015 by Michele Nigro

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Beautiful reader

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 12 novembre 2014 by Michele Nigro

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La lettura ti fa bella!

Significati scavano a tua insaputa

da dentro, lavorio silenzioso e libero

fino a riemergere in superficie

sulla pelle sociale.

Non sprecano tempo al trucco

i rossi papaveri casuali

nei campi di grano dell’estetica.

Pièce

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 1 novembre 2014 by Michele Nigro

palcoscenico

Ho studiato la scena,

mi fermo sul palco

un attimo prima del ridicolo.

L’attesa

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 13 settembre 2014 by Michele Nigro

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La ragione è un passeggero calmo

diretto verso il centro trafficato della verità

con l’ultimo treno paziente.

Quello che in principio era un critico disagio

si trasforma nel disegno intelligente del tuo istinto

conferma ora gioiosa dell’intuito.

Attendi fedele senza conoscere orari e velocità

accanto al binario di un futuro privo di nebbie

mentre i contorni indefiniti

di una vittoria solo immaginata

diventano sempre più chiari,

stazione dopo stazione

curva dopo curva.

Inconsapevole puntualità.

Del non viaggiare intelligente

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 agosto 2014 by Michele Nigro

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Non visitare luoghi idealizzati

amati solo nella mente, ricreati dall’egoismo.

Viaggiando speranzoso in essi

smetterai di amarli lungo il cammino

ti diventeranno indifferenti

a volte li odierai, deluso.

In altre occasioni, forse,

il tuo occhio interiore avrà ragione

e troverai frammenti casuali di te

lasciati sui marciapiedi della storia.

Il mito si nutre

dell’immobile assenza

di corpi stanchi alla partenza

spiaggiati sulla confortante fantasia

del non raggiunto.

L’ossessione coltivata per cultura o moda capricciosa

richiama il viaggiatore

ingannandolo o premiando la sua visione.

Spostarsi seguendo il volere delle viscere, di tanto in tanto.

Diventi bussola archetipica dell’inconscio

percorrendo d’istinto spazi non meditati.

Iniziazione libresca al sufismo

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 28 aprile 2013 by Michele Nigro

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Certi percorsi culturali, spirituali, iniziatici, possono cominciare da un dialogo, da una e-mail, da un’esperienza casuale e quotidiana frequentando un social network, da un dolore che cerca risposte, dal “tormento di una ricerca e dal bisogno mai sopito di spiritualità e silenzio”, da un libro (e finiscono in quel libro senza andare oltre per mancanza di volontà), da una lettura consigliata che può aprirci la porta su un mondo meraviglioso e affascinante… o sul nulla.

“Dimmi, Maestro, da dove posso cominciare? Quali letture posso intraprendere per conoscere il sufismo? Come sei approdato alla conoscenza dei sufi? Qual è stata la tua prima esperienza con loro? Illuminami!”

“Illuminarti? Ehm, non mi mettere in imbarazzo eh! Forse ho esagerato ma ho fatto una selezione e alcuni libri proprio non potevo lasciarli fuori, scegli tu. Inizio raccontandoti che io l’incontro l’ebbi nel 1984, a Palermo. Di quell’evento resta un ricordo indelebile nel mio cuore e qualche foto e una clip, pubblicati nella mia pagina FB. Lo sheykh era Hasan Cikar, il Ney solista era Kudsi Erguner, che – ho saputo di recente – è stato ed è forse tutt’ora il ponte tra i gurdjeffiani della scuola di Parigi e la confraternita dei Mevlevi. È il derviscio che appare nel film di Peter Brook “Incontri con uomini straordinari”.
All’epoca testi in italiano, ma anche in inglese, circa i sufi e il sufismo erano introvabili; io andai a vedere il Sema proprio perché Battiato ne aveva fatto cenno in qualche suo brano. Passarono diversi anni, quando mi sono trasferito a Milano nel 1990 ho trovato la Feltrinelli che aveva una sezione esoterica di tutto rispetto; nel frattempo mi ero letto “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” di Ouspensky e (parte) dei “Racconti di Belzebù a suo nipote” di Gurdjieff, oltre ovviamente a “Incontri con uomini straordinari” sempre di Gurdjieff.
Cosa ho preso da Feltrinelli, che potrei consigliarti? È un bel problema perché ti conosco appena, mio caro discepolo; se il tuo interesse è specificamente indirizzato verso Rumi ti consiglio “Fihi ma Fihi” (C’è quel che c’è): sono resoconti delle conversazioni tra Mevlana e i suoi discepoli trascritti dal figlio, Sultan Walad, che è poi il vero fondatore della confraternita Mevleviyye; infatti ha organizzato in modo sistematico ciò che ha prodotto il padre dopo l’incontro con Shams-i-Tabrīzī. Il “Mathnawì” è impegnativo e bello, mi intimidisce: sei volumi. L’ha tradotto in italiano Gabriele Mandel e pubblicato Bompiani. Conoscessi il persiano lo leggerei in persiano perché è poesia e nella poesia suono, ritmo e significato si completano. Nel “Fihi ma Fihi” c’è il pensiero di Rumi posto in versi; nel Mathnawì, meno bellezza, più argomenti.
Un libro che trovo molto bello è l’antologia redatta da Eva de Vitray-Meyerovitch, che raccoglie molto materiale tratto dalle opere di Mevlana oltre che da altri sufi; lei era una sufi dunque ha operato con illuminata coscienza – ora sì che ci vuole il termine “illuminare”… Morta a Parigi, seppellita all’ombra del mausoleo di Mevlana a Konya in occasione del Shab-i Arus, anniversario del transito di Mevlana. Il titolo del libro è “I mistici dell’Islam”. Eva de Vitray Meyrovitch ha raccolto perle e le ha disposte in maniera meravigliosa, a mio avviso: apparentemente sembra un’antologia organica redatta da un professore, e lei lo era e di alto lignaggio, ma è uno di quei libri che puoi aprire e trovare la risposta pertinente… è più di un’antologia, te la consiglio perché ti offre una panoramica, ed Eva è morta nel 1999, dunque ha selezionato materiali ancora validi…
Dall’altra parte del fiume, per onestà intellettuale devo menzionare “Sufi” e “Pensiero e azione sufi” di Idries Shah, autore che è considerato malissimo tra i sufi “tradizionali” così come negli ambienti gurdjieffiani… ma siccome io non sono né di questa né di quella parrocchia me li sono letti e li trovo interessanti: sostanzialmente emerge la componente metafisica della tradizione sufi e viene messa in secondo piano la componente religiosa.
Un altro libro che ho letto una volta sola ma utilmente dunque potresti anche considerare è “Il Segreto dei segreti” di Abd al-Qadir al-Jilani, edito da l’Ottava, ma non so se è trovabile.
In ultimo ma non per ultimo “I racconti di Nasrudin” se li trovi, ma sul Web se ne trovano ampi stralci, furono pubblicati da Octagon Press di Idries Shah.
A margine e se davvero la cosa ti intriga, “L’immaginazione creatrice – le radici del sufismo” di Henry Corbin, divulgazione del pensiero di Ibn-Arabi, di cui puoi trovare stralci sul Web, anche in italiano.
Azz… ho finito! Finalmente… Buona lettura!”

“Grazie Maestro!”

“Non ringraziarmi ora: leggili prima e se ti saranno veramente utili per la tua crescita interiore, solo allora, mi ringrazierai…”

Addio, Raffaele Rago!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 1 agosto 2012 by Michele Nigro

(il Prof. Raffaele Rago: secondo da destra)

Ho incontrato l’ultima volta Raffaele Rago per strada alcune settimane fa: cordiale come sempre, scherzoso, disponibile, umano e fraterno. Qualcuno potrebbe dire che le mie sono le classiche parole diplomatiche da utilizzare in pubblico quando viene a mancare una persona conosciuta o un amico. Ma Raffaele Rago era proprio così! Punto.

Lo conobbi anni fa grazie all’attività redazionale della versione cartacea di “Nugae” e dall’alto della sua esperienza giornalistica non lesinò consigli, proposte, critiche, incoraggiamenti… In seguito contribuì personalmente al miglioramento della rivista anche con alcuni suoi scritti (vedi “Nugae” n.8 pag. 7 e 21; n.9 pag. 15 e 37). Era uno studioso appassionato e un combattivo revisionista storico: posso dire senza ombra di dubbio che è stato grazie a lui se ho conosciuto il revisionismo risorgimentale e meridionalista. Raffaele era generoso: tra un caffè al chiosco di Piazza della Repubblica a Battipaglia e una passeggiata in centro, tra una conversazione dotta e un aneddoto divertente, non dimenticava mai di regalarmi una pubblicazione storica interessante, la copia di qualche periodico, degli appunti preziosi riguardanti la storia di Battipaglia o del Meridione, o semplicemente una risata allegra. Raffaele era un tipo giocoso. “Voi italiani…!” mi diceva spesso con piglio brigantesco, per sottolineare in maniera scherzosa ma convinta la sua disappartenenza ad un’Italia postunitaria frutto dell’avventura garibaldina – a suo dire scellerata! – e per riproporre le sue documentate nostalgie borboniche, punti fermi dei suoi numerosi articoli pubblicati su varie riviste e quindicinali. Raffaele era conosciutissimo e benvoluto: passeggiare con lui significava interrompere la conversazione ogni dieci secondi per un saluto a cui rispondere o per una calorosa stretta di mano a qualche amico di vecchia data. Indimenticabili le sue telefonate: quando ci lasciavamo in strada con qualche dubbio dopo una discussione su argomenti storici e culturali, era solito andare a casa, controllare immediatamente una data, l’etimologia di un termine, un fatto storico, e telefonarmi per continuare la conversazione e per confermare la sua meticolosità di studioso. Aveva insegnato, senza mai smettere di farlo!

Raffaele era un poeta; come ci ricorda Angelo Magliano nella sua recensione alla raccolta “Parole in fila” – vol.2 – di Rago (pubblicata sul n.9 di “Nugae” a pag. 37): <<L’autore ha saputo cogliere ed isolare, nella vasta trama delle esperienze comuni, le sensazioni e le impressioni più fuggevoli e quelle che più facilmente sfuggono ai più. Le ha fissate in parole con una sensibilità acuta e fresca. La poesia di Rago, fatta di piccole cose, esalta la visione del particolare rifiutando sia le vaste e complesse architetture sia la ricerca di un tono alto e di un linguaggio indeterminato e stilizzato. La forza della sua poesia sta tutta nell’intensità con cui è vissuto l’attimo contemplativo e non nel processo intellettuale per cui si ordinano e si compongono le intuizioni originarie. A costruire il poeta vale infinitamente più il suo sentimento e la sua visione che il modo col quale agli altri trasmette l’uno e l’altra.>>

Battipaglia, e oserei dire l’intero Meridione, ha perduto una grande anima. Ci mancheranno il tuo amore per Campagna, la tua passione per il Sud e i suoi “briganti”, la tua ricerca storica, la tua sensibilità poetica e il tuo sapere. La tua simpatia.

Addio Raffaele! E grazie…

<<Dopo l’unità d’Italia e precisamente dal 1876 al 1901, si calcola che in tutto il “regno” ci furono 5.792.546 emigrati, nella sola Calabria 310.363 così suddivisi: Cosenza 166.815; Catanzaro 108.721; Reggio Calabria 34.827 (da Emilio Franzina, “La grande emigrazione” Ed. Marsilio – Venezia 1976). Milioni di “cafoni” parteciparono, in modo attivo, allo sviluppo delle Americhe, dell’Argentina, del Brasile, del Venezuela e dei paesi del Nord Europa (Belgio, Germania, Francia, Svizzera) ed ovviamente dell’Italia Padana. Primeggiano gli U.S.A. Il 90-95% degli italo-americani sono di origine meridionale. Non bisogna dimenticare che dei 5 milioni e più di emigrati, 3 milioni e più erano meridionali. E’ da tener presente che gli emigrati non dimenticarono mai la loro terra, infatti, dopo essersi “sistemati”, inviarono soldi (tanti!) per rendere sempre più belli i loro paesi…>> tratto da “Emigrazione” di Raffaele Rago (Nugae n.8 – n.9 / 2006)

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