Archivio per La bistecca di Matrix

Graffi

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , on 15 novembre 2011 by Michele Nigro

<<Leggere è faticoso: esistono pagine scomode capaci di riaccendere in noi antichi fuochi che credevamo spenti e tutto questo accade perché leggere equivale a vivere. Non possiamo passare indenni attraverso la lettura così come nessun essere umano può oltrepassare le intricate foreste dell’esistenza senza procurarsi almeno un graffio sul viso. Ecco perché i libri fanno paura; ecco perché la lettura è evitata da chi vuole, invece, diluire la propria problematicità nello splendore effimero delle luci metropolitane o nel focolare catodico della televisione.>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 34)

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Città mentali

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , on 14 novembre 2011 by Michele Nigro

<<La lettura ha un grande “difetto”: induce alla riflessione. Quante volte, tra una pagina e l’altra, sentiamo il bisogno di chiudere i nostri occhi e ripercorrendo le vie del pensiero riscoperte grazie alle parole appena lette, affrontiamo lande desolate interiori e raggiungiamo città mentali dimenticate.>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 34)

Preghiera laica

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , on 6 novembre 2011 by Michele Nigro

<<I libri come strumenti di solitudine. E’ vero, esistono i reading, le letture assembleari, i riti religiosi comunitari, gli audiolibri che danno la sensazione di stare in compagnia di un lettore in carne e ossa, ma fondamentalmente la lettura è una pratica solitaria. Quello della solitudine, però, è un falso problema: la lettura, così come la preghiera per chi è credente, è l’unica occasione offerta all’individuo per entrare in comunione con tutte le anime sensibili della storia, viventi e non, inventate o reali. La lettura come una preghiera laica.>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 31)

Psico-marketing

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 2 novembre 2011 by Michele Nigro

<<Uno dei sintomi più fastidiosi di questa nevrosi applicata al mondo del libro è la cosiddetta “letteratura giustificata”: assistiamo, conniventi e compiaciuti, alla pubblicazione di libri da parte di autori che, consapevoli della debolezza del proprio testo o non del tutto convinti della funzione salvifica della scrittura, decidono di “devolvere l’intero ricavato delle vendite alla causa di Tizio o di Caio…”. Mi verrebbe da chiedere che fine abbia fatto il libro come opera d’arte che non ha bisogno di giustificarsi, nel contesto di una società velocemente produttivistica, tramite espedienti buonistici o tattiche di psico-marketing scadenti nel sentimentalismo.>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 31)

L’occhio del ciclone

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , on 29 ottobre 2011 by Michele Nigro


<<Insieme al grande amore (ipocrita?) nei confronti dei libri, però, coesiste una coltre di sospetto che investe il mondo dei lettori: come in una sorta di “occhio del ciclone” soleggiato e sereno, ci adagiamo con il nostro libro preferito tra le mani in attesa che la tempesta si sposti, investendoci. Intorno al libro c’è una calma apparente che può essere interrotta da un momento all’altro. Sì, perché il lettore, pur essendo apprezzato e in un certo qual modo rispettato da chi intravede nella lettura una pratica nobile, deve contemporaneamente combattere contro una serie di pregiudizi legati alla nevrosi produttivistica che caratterizza la società moderna: leggere, in poche parole, è una perdita di tempo. Ma tempo per fare cosa? Per soddisfare i ritmi ossessivi ed efficienti delle catene industriali? Per consumare i prodotti del divertimentificio organizzato dai padroni dell’economia? Per essere presenti durante le manifestazioni tradizionali della massa belante? Per lasciarsi inebriare dal consenso della tribù d’appartenenza?>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 30-31)

Surplus

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 27 ottobre 2011 by Michele Nigro

<<Anche il mondo del libro viene in tal modo colpito dalla stessa patologia che ha già interessato altri settori del mondo civilizzato e industrializzato: l’avanzamento inesorabile del progresso non è confortato da un parallelo sviluppo delle coscienze. La sproporzione esistente tra produzione editoriale e numero di lettori reali è solo uno dei sintomi della crisi. Il Sistema alla fine è riuscito a introdurre i propri tentacoli anche in quell’ultimo baluardo che avrebbe dovuto assicurare un brandello di autonomia mentale: dietro l’offerta di una vasta scelta travestita da finta libertà, si nasconde una “diminuzione del desiderio”. Dinanzi ai corpi nudi e sessualmente disponibili, in libreria, si materializza l’impotenza di un essere umano incapace di vivere una propria ‘libido’ in qualità di lettore. Durante i difficili periodi storici caratterizzati da proibizioni ideologiche e scarsità di mezzi, il desiderio aumenta e la necessità di essere liberi diventa palese e drammaticamente necessaria. La “matrice” in cui viviamo oggi, invece, ha congelato il nostro impeto: occorrono, pertanto, nuovi livelli di ricerca, nuovi stadi di consapevolezza, differenti obiettivi interiori non individuabili dai sondaggi di mercato, nuove scelte di vita difficili da scannerizzare. I libri ‘scelti in sordina’ e la giusta distanza dalle cose diventano così i primi veri strumenti del decelerazionismo.>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 29-30)

Per non offendere nessuno…

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , on 24 ottobre 2011 by Michele Nigro

<<La capacità che hanno i libri di registrare in maniera permanente il pensiero dell’uomo, li rende particolarmente pericolosi, soprattutto se le idee in essi contenute vengono trasmesse da generazione in generazione. Perché i libri fanno così paura? Ecco cosa risponde Ray Bradbury: “Perché il pensiero libero fa paura e perché c’è sempre chi vuole decidere per qualcun altro cosa è bene e cosa no. Nel mio libro “Fahrenheit 451” la censura nasce dal desiderio del governo di rendere la gente felice, il capo dei pompieri, Beatty, spiega a Montag che bruciano i libri perché i contenuti di alcuni di essi offendono le minoranze, perché altri causano infelicità. E l’uso del termine “minoranze” non è legato ai temi razziali, ma a tutti. Ognuno di noi è parte di qualche minoranza, per gusti, passioni, professione, o interesse, quindi ognuno di noi può essere “offeso” dal contenuto di un libro. Non crede che sia un tema ancora attuale?”. Quindi per non “offendere” più nessuno sarebbe meglio scegliere la via dell’omogeneità: una via indicata in maniera melliflua da un libero arbitrio falso e ambiguo che come il canto delle sirene di Ulisse c’incatena a bisogni inesistenti inventati dal Sistema.

D’altronde oggi assistiamo a un fenomeno diametralmente opposto a quello descritto da Bradbury: non esistono, per fortuna, pompieri incendiari e “librofobi”, ma siamo affetti da una sorta di “ipervitaminosi libresca” che stordisce il lettore rendendolo anoressico nei confronti dei numerosi cibi cartacei offerti sulla tavola imbandita dagli editori e dagli “autoeditori”…>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 28-29)

Uniformità

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 23 ottobre 2011 by Michele Nigro

<<La storia c’insegna che (cert)i libri sono temuti da chi vorrebbe costruire una società culturalmente omogenea e ottenere un appiattimento ideologico in grado di spianare la strada all’instaurazione di regimi totalitari: il confronto democratico, lo scambio di idee, la libera circolazione di progetti culturali, il pensiero alternativo, la capacità e la libertà di scegliere in base alla propria formazione culturale, il rispetto delle diversità, l’individualismo, sono tutte condizioni legittime che ostacolano, però, il cammino verso l’uniformità. “Non leggete mai qualcuno dei libri che bruciate?” Lui si mise a ridere: “Ma è contro la legge!” L’uomo si adagia, senza porre domande, sul giaciglio preparato dal legislatore.>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 27-28)

Roghi

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 22 ottobre 2011 by Michele Nigro

<<A questa frase (“Vedi un uomo senza passato”, n.d.b.) potrebbe essere contrapposto l’incipit di un fondamentale libro di fantascienza, “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, nel quale l’autore ricostruisce magistralmente un sentimento antitetico a quello espresso da Huxley e appartenente a una futura società videodipendente, molto simile alla nostra, talmente disinteressata all’insegnamento derivante dai libri, da bandirli per legge e incendiarli sistematicamente: “Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. […] …mentre i libri, sbatacchiando le ali di piccione, morivano sulla veranda e nel giardinetto della casa, salivano in vortici sfavillanti e svolazzavano via portati da un vento fatto nero dall’incendio.”

Impossibile non cogliere il riferimento alla famigerata “Notte dei cristalli” nella Germania nazista del 1938: durante il pogrom della notte tra il 9 e il 10 Novembre di quell’anno, oltre alle decine di ebrei uccisi e alle migliaia di deportati, furono saccheggiati e incendiati negozi, frantumate centinaia di vetrine (da qui il riferimento ai “cristalli”), date alle fiamme decine di sinagoghe e vennero bruciati migliaia di libri non graditi dalla propaganda nazista (anche se la “moda” di bruciare i libri ‘non ariani’ era cominciata già qualche anno prima). Si avverava la profezia del poeta Heinrich Heine, che quasi un secolo prima aveva ammonito: “Ricordatevi che prima si bruciano i libri e poi si bruciano gli uomini”.>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 26-27)

Impronte digitali

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , on 21 ottobre 2011 by Michele Nigro

<<Le librerie presenti nelle nostre case (piccoli universi concentrati) sono come le impronte digitali di un individuo: non ne esistono due esattamente uguali. E per fortuna, aggiungerei. I singoli libri sono come le minuzie dell’impronta: segni univoci e caratteristici che corrispondono a un solo individuo in tutto il pianeta. Dall’osservazione dei testi schierati negli scaffali possiamo ricavare la mappatura esistenziale di una persona e ricostruire l’esatta cronologia degli eventi e dei bisogni interiori che hanno portato alla comparsa di un autore piuttosto che di un altro tra i libri scelti nel corso di una vita. Certo, molto spesso ci si avvicina per caso a un libro e alla fine ce ne innamoriamo: cosa ne sappiamo noi, in realtà, dell’empatia che si viene a stabilire tra noi e il libro? Chi sceglie cosa? Quali prove abbiamo per confermare o per confutare l’esistenza di un’energia tra gli oggetti inanimati e le nostre cellule?

La frase che Aldous Huxley pronunciò dopo che un incendio distrusse nel 1961 la sua casa e con essa tutti i suoi libri raccolti nel tempo, riassume in maniera breve ed efficace lo smarrimento di un uomo che riconosce al mezzo libresco la sua funzione di testimone: “Vedi un uomo senza passato”. Huxley non usa l’espressione “vedi un uomo senza tradizione”: il passato (così come il presente e il futuro) non è costituito da un bagaglio socio-politico-religioso o pseudoculturale che asseconda le economie del momento, ma la storia personale di ognuno di noi è determinata da scelte interiori eterogenee e impercettibili che, a volte, si coagulano sotto forma di libri.>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 25-26)

Propaganda

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , on 20 ottobre 2011 by Michele Nigro

<<Alla criticità dello scrittore, dovrebbe seguire un’indispensabile criticità del lettore: il mondo dei libri non è un mondo fatato e perfetto in cui evadere. Come in qualsiasi altro spazio reale pieno di insidie e di tranelli, è un luogo che richiede attenzione e capacità di discernimento: molti regimi hanno veicolato in passato le proprie idee malsane attraverso l’attività di intellettuali prezzolati e ‘pennivendoli’ anestetizzati dalla propaganda. La letteratura, in questo senso, appare ancor più pericolosa perché riesce a trasmettere messaggi subliminali e apparentemente innocui utilizzando scenari familiari e toccando, grazie alla natura introspettiva e intimista della parola, le corde nascoste e arcaiche dell’idealità e dell’inespresso.>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 24-25)

Sabbie mobili

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , on 18 ottobre 2011 by Michele Nigro

<<Qualcuno potrebbe giustamente obiettare che il bagaglio culturale mutuato dalla società e dalla sua coscienza collettiva, e che vorremmo sovvertire, viene veicolato anche attraverso i nostri amati libri: gli autori che realizzano le opere a cui siamo tanto affezionati non sono loro stessi frutto della società in cui sono nati, cresciuti e nella quale operano in qualità di scrittori? E non sono anche loro condizionati da quel “patrimonio di significati” appartenente alla comunità in cui hanno mosso i primi passi? Certamente, ed è giusto che sia così: sarebbe un fallimento se l’autore scindesse le proprie pagine scritte dalla cultura e dalla precedentemente criticata tradizione (anche linguistica) che lo ha alimentato e sorretto durante le fasi formative e informative della propria esistenza. Altrettanto fallimentare sarebbe, però, il suo impantanarsi in maniera acritica nelle numerose buche dei localismi mentali e della cosiddetta ‘buona letteratura’ (buona per chi?). La tradizione, quella utile, dovrebbe rappresentare il trampolino di lancio della sperimentazione e non una lugubre e fatale distesa di sabbie mobili.>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 24)

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