Archivio per lentezza

Scritture asociali

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 21 ottobre 2018 by Michele Nigro

Che fine fanno

le idee non condivise?

Un limbo di taccuini

e ignoti quaderni

colmi di pensieri nati

da riposi pomeridiani,

ristagnano agli angoli

del non connesso.

 

Stagionature solitarie

all’ombra dei flussi sociali,

intrisi di provincia

come le voci in dialetto

che odo risalire dai cortili,

apparteniamo all’immobilità

dei luoghi

testimoni di noi.

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Indicazioni di tempo (spiegate da un ignorante come me)

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 agosto 2017 by Michele Nigro

Indicazioni di tempo

(spiegate da un ignorante come me)

 “Signora mia, in che tempi viviamo!” (cit.)

… l’interpretazione è tutto nella vita!

 

Tempi lenti:

Larghissimo… c’è spazio per tutti, anche per chi non suona. Entrate!

Adagissimo… quasi quasi ordino un caffè al ginseng

Lentissimo… un brano al rallenty

Grave… sì, ma quanto è grave!? Rintraccio i familiari?

Largo o Lento o Largamente o Lentamente… insomma decidetevi!

Larghetto… che fa rima con fighetto. Però nun t’allargà!

Tenuto… non ho detto mantenuto!

Sostenuto… proprio non si regge in piedi, eh?

Adagio… chi va adagio, va sano ed è randagio!

Adagietto… parente del larghetto, ma un po’ più agile… meno chiatto

Andante moderato… come piace a Casini e Berlusconi

Andante… sì, ma “a ‘ndo andi?” chiederebbe Funari/Guzzanti

Vieni avanti Andantino!

Se fosse un Andante grazioso… beh, comincerei a preoccuparmi! (E non vi dico se fosse solennecon fuocodolce, tranquillodecisoappassionatomaestosomarzialeaffettuoso, agitatocon brioamabile. Capitolo a parte!)

Con moto o Mosso… io non uscirei in barca, poi fate voi…

Meno mosso, più mosso, un poco mosso… mari calmi, invece, sul versante adriatico! (La meteomusicologia è una scienza affascinante…)

Marcia moderato… per fascisti che se la prendono con calma

Moderato… non incline al facile litigio, insomma un buon democristiano della Prima Repubblica!

Tempi veloci:

Rapido… Lamezia-Milano (come la canzone di Brunori Sas)

Veloce… ma andate tutti di fretta? Rilassatevi!

Allegretto… hai alzato un po’ il gomito, dimmi la verità!

Allegro moderato… forse solo qualche bicchiere!

Allegro assai… se è di Napoli allora sarà assaje, a’ zeffun’… a’ beverun’… a’ migliara!

Allegro o Allegramente… l’importante è stare bene con se stessi

Vivace… ma intelligente

Ma non troppo… insomma una via di mezzo

Vivo… che è la prima cosa: la salute ha la priorità su tutto!

Vivacissimo… Professò, vi autorizzo a dargli due sganassoni!

Allegrissimo… No però, bere vino a scuola no!

Presto… che è tardi!

Prestissimo… che mi parte il direttore d’orchestra! Lo vorrei almeno salutare…

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Breve esegesi a “Pomeriggi perduti”

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 25 agosto 2017 by Michele Nigro

“Pomeriggi perduti”, è il titolo di una mia recente poesia, dove con il termine “perduti” non si vuole intendere persi, sprecati come i Wasted Years (Anni sprecati) degli Iron Maiden, ma piuttosto come l’Orizzonte perduto (Lost Horizon) di Frank Capra; pomeriggi presentati, forse, in una versione più ottimistica rispetto al Meriggiare pallido e assorto di montaliana memoria: l’isolamento conclamato e la solitudine lasciano spazio a un ascolto speranzoso; l’oltre inaccessibile diventa a tratti addirittura raggiungibile seppure indefinibile.

Perduti ovvero ‘che si perdono nel tempo’, perché senza cronaca, come certi insegnamenti ancestrali, muti, trasportati dal vento o incastonati nella pietra (e a volte liberati e fatti risuonare, come nel caso delle sculture sonore di Pinuccio Sciola); insegnamenti che non legano con le cose del tempo presente ma in un certo qual modo fanno parte del mondo, stanno al mondo per essere appresi da chi li riconosce.

L’elogio della lontananza (il sottotitolo) – come presa di distanza fisica dal caos ma soprattutto come un distanziarsi cognitivo dai falsi saperi della società civile – diventa così necessario, indispensabile: lontananza dai rumori, dall’elettricità che ha fatto progredire il mondo, è vero, ma lo ha anche reso distratto, nevrotico, iperinformato ma ignorante e perennemente occupato a inseguire una verità creata ad arte.

Così come potrebbero essere perduti, stavolta nel senso di sprecati, per chi questa spina, di tanto in tanto, non riesce proprio a staccarla.

Quando ci mettiamo in ascolto e facciamo vuoto dentro e fuori di noi, allora l’universo ci parla sul serio, insegna cose… anche se non sappiamo quali. “Sentiamo” di aver appreso, ma non chiedeteci di più! Assorbiamo saperi non detti, indefinibili, dinanzi ai quali la parola è impotente, inutile, superflua come certe faccende del mondo. Saperi che, però, ci trasformano lentamente; registriamo una saggezza non umana contenuta negli oggetti naturali, nelle forme antiche persistenti nonostante il progresso, in quelli che Ludovico Einaudi ha definito, musicalmente parlando, Elements.

Solo nella lontananza possiamo compiere questo miracolo laico.

 

Pomeriggi perduti

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 16 agosto 2017 by Michele Nigro

versione pdf: Pomeriggi perduti

(elogio della lontananza)

Spegnete i saperi

elettrici di sera

i confortanti aggeggi

le reti a maglie larghe

delle bugie a colori,

i fogli stampati

destinati all’oblio

a traslochi incartati

con titoli scaduti.

 

Spegnete tutto!

La verità custodita

senza proclami

dal vento d’estate

da nuvole nere

e salvifiche piogge

a mitigare arsure

a decifrare siccità interiori

si poserà come unguento

sulle ferite della mente offesa.

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Analogico

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 23 marzo 2017 by Michele Nigro

Una rinnovata

infanzia analogica

ho sognato,

racconti a corto raggio

sapienze locali

su panchine sconnesse,

un segnale scorticato

come acqua piovana

riscopre terreni ignoranti.

 

Parole dette in faccia

saliva schizzata e

contatti umani,

segugi fiutano fatti

domande da strada

e notizie lente

che vanno a vapore

metro dopo metro,

a rivivere

velocità preindustriali,

fantasie forzate

dal non visto luminoso

al di là della collina.

 

Ritornerà il mistero perduto

e avrà il sapore ingenuo

delle dolci sere di primavera

sprecate in provincia.

immagine:

Martin Lewis (1881-1962),

Relics (Speakeasy Corner)

(M.74) Drypoint, 1928

Eternity

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 16 novembre 2016 by Michele Nigro

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Nella lenta risposta alla vita

s’intravede sicura e fallace

una presunzione d’eternità,

il tempo, ligio ai suoi tempi

miete vittime non innocenti.

 

Colpevoli di fiducia

nell’infinito

infilzate da lancette crudeli

giocano con l’effimero presente

le nostre morenti carni.

Aspirazione

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 7 settembre 2016 by Michele Nigro

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(raccolta di formazione)

Che le parole

dalla silloge di maggio

siano fortuiti guanciali

su cui riposare

senza fretta,

conforto alla vita

appigli regalati

a sconosciute anime.

In angoli privati

sillabe a lavoro

su plastiline interiori.

Balsami scritti

anche per uno solo

dei lettori raminghi,

parentesi tra gli orrori del mondo

oasi di riflessione per cuore di donna

silenzio pulsante di senso

motivo per nuovi respiri

e unguenti di carta

lontani dalle leggi di un

mercato di effimera gloria.

Che ritrovando queste mie ossa

modellate a forma di penna

vestigia scriventi oltre la morte,

qualcuno possa dire

“le hanno amate

quand’erano in vita

a causa di un verso”.

Arrivando di notte

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 25 ottobre 2015 by Michele Nigro

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Come un amante

sbarcato in porti di lentezza

m’inerpico su quartieri mai vissuti,

con passi nuovi assecondo istinti topografici

tra le pieghe di una storia antica.

Calda città di mare, notturna vagina abusata

l’eccitazione della prima volta

mi spinge a conoscere senza esitare

la tua pelle decadente e i nomi agli angoli,

 residue insegne luminose

e l’atmosfera quieta da eterni abitanti.

Sapore di scoperte al buio

strade deserte di voci e speranza,

domani una nuova luce

e non sarai più vergine

ai miei occhi saturi

di passati viaggi.

Giorni a venire

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 2 ottobre 2015 by Michele Nigro

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Un varco celeste

tra nubi rosa all’alba

e grigie residue minacce

s’apre su città dormienti

illuminate a notte

come uno speranzoso iato.

Lavora la luce

su un nuovo giro di giostra,

ma lento ancora

è il giorno a venire

prigioniero di sogni funesti

e torpori esistenziali.

La casa degli orologi fermi

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 settembre 2015 by Michele Nigro

è ora

Bloccato è il tempo

su una miriade

di lancette immobili,

sui pollai marci e senza vita

nei giardini dimenticati,

sui ventri panciuti di vecchi pettegoli

seduti ai lati della strada appia

e in attesa di morire,

sui cancelli arrugginiti

che portano a terre spente

ignorate dai giovani,

sulle tegole sbiadite dal sole

lì dove non t’arrampichi più

cardellino anchilosato dagli anni,

sui muri fradici

ricoperti di muschio indisturbato.

E sulla collezione di sveglie che non svegliano

disseminate ai quattro angoli domestici,

testimoni di un’altra dimensione

silenziose macchine

ferme su orari bizzarri

a cui non dai corda

per mancanza di fretta.

Un senso di serena libertà temporale

risale dal ticchettio assente

nelle stanze congelate dai ricordi

e pronte per l’eternità.

Tout est pardonné

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 agosto 2015 by Michele Nigro

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Tramonto alla fine del mondo, clemente è l’imbrunire

balsamo serale per animi piagati

tutto è perdonato, le idee archiviate in ordine

nei cassetti profumati di naftalina alcolica

e facili promesse con cui prendere sonno.

Si accendono, luminose lacrime di città lontane,

le tenui luci di speranze nutrite nel nuovo buio

che non esige risposte,

la feroce illuminazione solare

cede il posto a dolci illusioni

notturne come danze sensuali

intorno a fuochi d’agape

intese di pelle e sguardi intimi.

Istinti avvolti dall’oscurità

ballano su morbidi cuscini ancestrali

puntellati di stelle,

si addormenta tra sospiri carnali

l’affanno di un vissuto

che ancora scotta sulla pelle raminga.

Copia di Foto1179

Corri ragazzo, corri!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 aprile 2015 by Michele Nigro

Forrest_Gump

(Elogio della velocità mimetica)

Non stare troppo a lungo in un parcheggio, da solo

esitando con le chiavi in mano,

indeciso se partire incurante dei dettagli

o riflettere su quell’insolito ciuffo di erba fresca

calpestato da ruote impegnate

sopravvissuto al cemento e all’asfalto del progresso

isola spontanea di lenta e silenziosa tenerezza

interrotta dai sibili di veicoli in gara

su una vicina autostrada

i passanti potrebbero pensare

alla pausa pensierosa e serena

che precede un suicidio metropolitano,

cronaca al tramonto.

Non essere indeciso sull’amore e le sue gioie

aspettando di vedere all’orizzonte degli anni uguali

una figura significativa

che aggiunga sale ai tuoi giorni

potrebbero sospettare indicibili mali,

poeticherie

deviazioni dalla natura, disinteressi carnali,

anaffettività

perversioni filosofiche di una mente non conforme

lontana dalla media aritmetica del buonsenso.

Non smettere di sorridere e agitarti

durante i sabati programmati

dai signori del divertimento

qualcuno potrebbe intravedere

un’inopportuna infelicità da panchina

tra le luci spensierate del consumo.

Non dimenticare di pregare e incensare

le reliquie danarose dei potenti

e le statue sanguinolente del culto nazionale

portate in catartiche processioni per simulare

storie millenarie di provvidenza

che fanno bene a cuori incapaci di vivere

la folla potrebbe pensare che hai voglia di esistere

di provare sulla tua pelle sensazioni non scritte

classificarle senza bisogno di una guida

di camminare lungo la strada di una legge interiore.

Corri, partecipa senza dubitare

e muoviti insieme agli altri

vota e fai votare, sii utile allo sviluppo

non perdere tempo

e non fermarti mai, credendo di fare la differenza!

Corri ragazzo, corri!

alla stessa velocità del mondo.

Mimetizzati

e lascia le pause agli indecisi pensanti,

perché fino a quando correrai

nessuno si accorgerà di te.

Vallejo & Co.

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Pomeriggi perduti

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