Archivio per lettore

POESIA IN CAMPANIA, “Pomeriggi perduti” su Frequenze Poetiche n.13

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 22 dicembre 2018 by Michele Nigro

Come preannunciavo qui, è in distribuzione il n.13 della rivista di poesia internazionale “Frequenze Poetiche” (Anno II – Ottobre 2018) curata da Giorgio Moio. Per la rubrica POESIA IN CAMPANIA, sono state pubblicate nove poesie, precedute da una dichiarazione di poetica, scelte dalla mia raccolta inedita (e non ancora completata) provvisoriamente intitolata “Pomeriggi perduti”.

Un grazie a Giorgio Moio, alla Redazione di FP e ai suoi preziosi Lettori!

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autore Michele Nigro

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 6 dicembre 2018 by Michele Nigro

versione pdf: intervista a Michele Nigro

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Antologia “Archetipi Poetici”: intervista all’Autore Michele Nigro

  

 a cura di Francesco Innella

 

Qual è o quale dovrebbe essere, secondo te, la funzione della poesia nella società attuale? Chi fa poesia oggi, come si muove nel contesto socio-culturale o come dovrebbe muoversi?

La funzione della poesia dovrebbe essere quella di non avere funzioni; l’atto poetico non trasforma direttamente la società, né la migliora né la peggiora: è una pratica solitaria, intima (anche per il lettore; altro che poetry slam e sciocchezze simili!); una ricerca arcaica che, pur essendo influenzata dal contesto socio-culturale, dovrebbe seguire una via autonoma e interiore. Le diatribe con il mondo editoriale, le pubblicazioni, i “firmacopie”, i vari “premifici”, le vendite, le presentazioni, persino questa intervista, sono solo degli incidenti che nulla hanno a che fare con la creazione di un verso. Non credo nell’azione civile della poesia, anche quando ci riferiamo a esempi autorevoli. I poeti engagé sono tali per vendere di più, e perché quella della solitudine è una sfida che fa paura. Sono un anarco-individualista: credo nell’influenza sul singolo e del singolo, nel tempo. Ci vuole fede… Tanta fede!

Come nasce la tua poesia? Potresti “illustrarci” la tua poetica e dirci quali sono le caratteristiche peculiari del tuo linguaggio poetico? Quali poeti ti hanno ispirato?

Non ho mai “deciso” di scrivere; è la parola che viene a cercare me, in modi e tempi non concordati: se il mio radar è acceso, può prendere forma qualche verso interessante intorno al quale si condensa tutta la struttura di quella che in seguito ho l’ardire di chiamare ‘poesia’. Utilizzo il verso libero ma questo non significa trascurare una musicalità, un ritmo non rimato interno alla struttura. Non amo i “belletti” e i ricamini, non me ne frega niente della metrica, del “bel verso” e della tradizione. Mi è capitato di introdurre termini “moderni” nei miei versi (anche in altre lingue), ma come dicevo poc’anzi la poetica, intesa come ricerca interiore individuale, deve conservare una sua arcaicità.

Fare una cernita di chi mi avrebbe influenzato è praticamente impossibile: le mie letture eterogenee spaziano dai poeti della Beat Generation a Shakespeare, da Giorgio Manganelli a John Donne, dall’amato Edgar Lee Masters (la cui Antologia mi è entrata nelle ossa) al nostro Alfonso Gatto, da Whitman a Salinas; per non parlare dei miei numerosi coevi… Non mi ha ispirato nessuno, a livello conscio: cerco di emulare me stesso. Cerco solo di realizzare la poetica di Michele Nigro.

Quale è stato il criterio con cui hai scelto le dieci poesie inserite nell’antologia “Archetipi Poetici”? Quale tra esse ti rappresenta di più?

Non ho adottato alcun criterio: ho lasciato carta bianca al curatore iniziale che ha selezionato le poesie presenti nell’antologia prelevandole dalla mia raccolta edita “Nessuno nasce pulito” (ed. nugae 2.0 – 2016). Mi piace che sia stata scelta A prophecy. Tuttavia, dovendo rifare l’antologia oggi non lascerei più quelle: appartengono a una raccolta di poesie il cui stile, tranne pochi casi, sto già rinnegando. La poesia è movimento in se stessi: rinnegarsi è importante.

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“Poesie minori Pensieri minimi”, recensione di Eufrasia Gentileschi

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 31 ottobre 2018 by Michele Nigro

… un grazie infinito alla mia lettrice Eufrasia Gentileschi che anche in questa occasione ha voluto condividere, con me e gli altri lettori, le sue preziose considerazioni… 

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“Un legno poetico a salvare il senso”

Singolare come, nel momento in cui si leggono due testi in contemporanea, all’apparenza così diversi e distanti, si possano trovare punti di contatto e di incastro. È successo tutto questo mentre, leggendo questa piccola raccolta poetica “Poesie minori Pensieri minimi” di Michele Nigro, al contempo ero alle prese con l’ultimo libro di Roberto Cotroneo “Niente di personale”.

Ad un certo punto del romanzo, alla domanda: “E quando lo scriverai questo libro?”,  Cotroneo fa dire ad uno dei suoi protagonisti  – “Quando mi toglierò dalla testa che con tutta questa scrittura che ci sommerge abbia davvero ancora senso scrivere un libro… Invece non conta solo quello che scrivi, conta come metti insieme le cose. Conta la tonalità della tua vita.”

Ecco l’incastro, ecco il punto di contatto tra questi due libri.

Michele Nigro nel suo essere come sempre schietto e diretto, non ci gira intorno, quello che ha deciso di pubblicare è già chiaro dal titolo “Poesie minori Pensieri minimi”, nessun inganno, nessuna pretenziosità particolare. Li chiama Materiali di risulta, calcinacci d’inchiostro, provenienti da demolizioni di palazzi narrati, attici di parole non più baciati dal sole, svalutati, ma pur sempre materia prima dall’indubbio valore.

Dopo averci offerto, con la sua precedente raccolta “Nessuno nasce pulito”, una parte viva e pulsante di sé, fatta di ossa, di carne, di vene e sangue, continua con il mettere a nudo la sua anima, ma questa volta la spoglia in un momento di relax, come se si stesse godendo un silenzioso tramonto sul mare, mentre le sue dita, giocando con la sabbia delineano lettere, vocali, suoni ed immagini, nella più assoluta tranquillità.

Questa la “tonalità” scelta, nessuno schema, nessun ordine, nessuna regola da rispettare, disinteressato a piacere ad ogni costo agli addetti ai lavori “Ci si lecca solo/tra sapute pecore/nel chiuso recinto/del poetico ovile.”

Le sue parole, sempre oltre la recinzione ben delimitata dal filo spinato fatto di parole critiche, taglienti e spietate, si lasciano sedurre distendendosi su carta, non sempre come poesie o come aforismi, pensieri forse, immagini fissate: “Correndo il rischio di essere sottovalutati o fraintesi, anche se tutto è già stato previsto. Perché, forse, rischia di prendersi troppo sul serio solo chi non sa cogliere nell’apparente banalità la potenziale lungimiranza di un messaggio breve e scanzonato.” (dalla Premessa).

Come dicevamo, nessuno stile da rispettare, non ci sorprende dunque che Nigro strizzi l’occhio a Ko Un, omaggiandolo: “La caducità delle opere umane/mi mette gioia.” Ed è proprio grazie a questa consapevolezza della finitezza del tutto, che i suoi pensieri tra queste pagine sono a tratti leggeri e spiritosi, ma con punte di amarezza, malinconia e disincanto.

Compie poi una brevissima incursione nell’Haiku giapponese: “Primavera, vento fresco/nostalgia d’autunno” dal quale fugge immediatamente, per ritrovarsi nella sua dimensione più consona, più simile a ciò che vuole rappresentare e che lo rappresenta, donandoci non per ultimo questi versi che, da soli, valgono l’intera raccolta: “Senso e significato/ si perdono tra i flutti,/solo un legno poeta/tenta di salvarli.”

 

Eufrasia Gentileschi

(foto by Eufrasia Gentileschi)

… per leggerlo: qui!

“Poesie minori Pensieri minimi” di Michele Nigro

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 15 settembre 2018 by Michele Nigro

Gentili Lettrici, gentili Lettori.

In parziale risposta alla pregevole iniziativa intitolata “Assalto alla poesia” #assaltoallapoesia, ideata e promossa dallo scrittore e poeta Franco Arminio, ho pensato di contribuire nel mio piccolo non in qualità di lettore (in quanto già frequentatore, nel corso dell’anno, di librerie e di fatto “assaltatore” di scaffali dedicati al genere poetico) bensì di umile e sconosciuto “artigiano della parola”.

Scrive Arminio, lanciando l’evento: “… Qualunque cosa sia, questo è un tempo in cui alcuni possono chiedere qualcosa alla poesia. Già in Rete si assiste con piacere alla presenza dei versi, ma ci vuole che la poesia venga comprata, ci vuole una prova che teniamo a lei come lei tiene a noi…”. È chiaro che l’iniziativa ha tra i suoi obiettivi principali quello di smuovere le acque stagnanti, anche dal punto di vista commerciale, intorno al “prodotto poesia”, ma come sottolineato dallo stesso Arminio non importa il “substrato” su cui abita la poesia che vogliamo leggere ma il muoversi verso di essa. Allora usciamo, sì, andiamo in libreria, acquistiamo libri di carta da “sniffare”, portare a casa, amare, leggere e sottolineare, ma dedichiamo qualche minuto anche a certe realtà parallele, alla poesia “elettronica”, immateriale ma anch’essa reale, alla poesia presente in Rete, a cui si accennava…

Ed è per questo motivo che ho deciso di distribuire, gratuitamente su questo blog, una mia raccolta intitolata “Poesie minori Pensieri minimi”, sottotitolo “materiali di risulta” (edizioni nugae 2.0 – anno 2018): anche se non comprandola, scaricando e leggendo questa mia silloge, in maniera indiretta contribuirete a sostenere l’idea di Arminio. Acquistare poesia in libreria, su un bookstore, oppure scaricarla gratuitamente dal web: le due azioni non si escludono e non sono in contrasto. Anzi! Interagiscono proficuamente… Buona lettura!

Di seguito il formato pdf (12,7×20,32 cm, già pronto anche per la stampa!) in cui scaricare la raccolta “Poesie minori Pensieri minimi”:

PDF

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WordPress non permette di caricare sul blog i formati MOBI-KINDLE, EPUB, AZW3, LIT, utili per i fruitori di ebook reader: i suddetti file potranno essere richiesti via e-mail direttamente all’Autore…

mikevelox@alice.it

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Libri usati su CVL

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 26 luglio 2018 by Michele Nigro

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Amo leggere, a volte scrivere; amo i libri quali strumenti di libertà e di crescita, e ho molta cura della mia libreria personale: il libro usato possiede un fascino particolare perché porta con sé un po’ dello spirito del lettore precedente.
Non ci sono “libri famosi” nel mio elenco, forse qualcuno capitato per caso…
Ho deciso di rimettere in circolazione su CVL alcuni testi già letti, semisconosciuti, fuori produzione, introvabili, prodotti in tiratura limitata, di autori “locali”, o che non rientrano più tra i miei interessi culturali, sperando che possano soddisfare altri lettori e cercatori. E perché credo che idee e parole non debbano arenarsi, ma continuare a camminare verso altri occhi curiosi.
Anche se usati, i miei libri sono sempre in ottime condizioni.

Lettori forti, rigattieri, archeologi del libro, feticisti dell’usato, collezionisti di autori falliti… Venite a me!

Benvenuti sul mio catalogo!

Michele

Per consultare il catalogo di LibroMike71 su CVL, cliccate QUI!

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“Poesie sparse 1989-2008” di Giorgio Moio

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 giugno 2018 by Michele Nigro

Questa raccolta poetica di Giorgio Moio che attraversa il tempo, andando dal 1989 al 2008, in realtà attraversa anche lo spazio, quello della parola: lo attraversa ignorandolo, ripensandolo in maniera dissacrante, eversiva, senza preoccuparsi di farsi comprendere dal lettore attuale. Sembra quasi che l’autore voglia parlare al lettore d’altri tempi racchiuso in noi, lettori social del nuovo millennio che in un certo qual modo siamo protagonisti inconsapevoli di un’involuzione linguistica.

Una poesia volutamente disgrammatica, disortografica, oserei dire dislessica se non addirittura autistica (la poesia è una forma controllata di “autismo linguistico” → v. Arthur Koestler), da non confondere con il risultato di uno sperimentalismo avanguardistico fine a se stesso: l’autore non guarda al futuro, all’evoluzione della lingua (o forse non solo!), ma sembra che abbia voglia (o abbia avuto voglia) di riscoprire un archè linguistico, smembrando la lingua che gli è capitata alla nascita, disarticolandola e riannodandola assecondando nuove combinazioni sillabiche e grafiche, o legandola ad altre straniere e a dialetti, in ibridi che scoraggiano un inutile senso di appartenenza letteraria (come nella Napoli dominata da francesi, spagnoli, americani… ognuno lasciando un’eredità non richiesta ma assimilata obtorto collo). Un nuovo modo di guardarsi indietro per rifare avanguardia; infatti leggo a pag. 18: “Bisogna fare tutto d’accapo / l’avanguardia è morta: / di sostanze e fibre nuove abbiamo bisogno; / a traslare il senso dobbiamo mirare!”. Ma per traslare, a volte, bisogna scassare tutto, raccogliere i pezzi che ci servono e ricominciare su un nuovo foglio.

E la contaminazione/combinazione diventa gioco sonoro divertente, irriverente ricerca etimologica, anglismi e francesismi rubati e riplasmati, e affiancati da locuzioni di strada, rasentando in molti passaggi il nonsense perché la sensazione pura divenuta finalmente parola non deve cedere territori alla logica o, peggio ancora, alla metrica. E poi, i giochi grafici con ritagli di giornali e i collage di parole che ricordano gli esperimenti con la tecnica del “cut-up” di William Burroughs: il bisogno di decostruire certe convinzioni letterarie o più specificamente creative.

La parola riconquista i propri spazi; anche quelli semantici. L’acqua diventa accua: non per un capriccio sperimentale ma per un ritorno alle origini del significato, per riappropriarsi di una forma delle parole prima dell’era delle sovrastrutture politically correct. La poesia è politica. La scoperta di nuove calligrafie (vedi il film “Arrival”) e le frasi circolari e concentriche, a formare disegni da non leggere in maniera ordinaria: come nei karesansui, i giardini dei templi zen in Giappone, dove linee concentriche e parallele create nella sabbia, rappresentano corsi d’acqua. In queste poesigrafie di Giorgio Moio le linee non sono semplici segni nella sabbia ma sono fatte di parole, frasi lunghe, forse versi. Infatti il titolo di una di esse ci ricorda che “La poesia non è come l’accua”: le linee di cui sopra non sono rappresentazioni dell’acqua ma parole vere e proprie. Le poesigrafie non chiamatele “figure”: non sono le immagini del libro, ma poesie a tutti gli effetti, come quelle altre normali scritte da sinistra a destra.

Non inserirò un esempio di poesigrafia: ve la dovete immaginare in base alle mie parole! O richiedetela direttamente all’autore (o accontentatevi dell’esempio in copertina).

Seguirà, invece, un’altra poesia altrettanto significativa della ricerca poetica di Moio:

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“Nigricante” StreetLib Stores

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 12 marzo 2018 by Michele Nigro

Per acquistare i libri di Michele Nigro

direttamente dal suo “negozio” su StreetLib Stores

(Narcissus – Simplicissimus Book Farm)

CLICCA QUI!

Buona lettura! E non dimenticare di lasciare una tua recensione…

“Intervista a Michele Nigro”, a cura di Anna Maria Di Pietro e @i_libri_salvano

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 12 febbraio 2018 by Michele Nigro

È cominciata con una prima presentazione sull’account Instagram @i_libri_salvano di Sara (Book influencer) e sulla fan page Ebook Italia, la pubblicazione di una lunga intervista al sottoscritto a cura di Anna Maria Di Pietro.

Per continuare a seguire la pubblicazione (a puntate!) dell’intervista, vai qui e qui… Stay tuned!

Nel frattempo, un “grazie” ad Anna Maria per le interessanti domande su di me e sul mio libro “Nessuno nasce pulito” e a Sara Lettrice per lo spazio sui social da lei curati con passione e professionalità, per la presentazione e progettazione dell’idea-intervista…

(immagine da @i_libri_salvano)

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“Nessuno…” su @leggoecammino

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 26 gennaio 2018 by Michele Nigro
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Domenica 28 gennaio 2018 alle ore 11, su INSTAGRAM l’amica lettrice @anna_maria_d_p durante la puntata live de “IL GIRO DEI BELLI” camminerà e leggerà alcuni versi tratti dalla mia raccolta “Nessuno nasce pulito”!
Come fare per vedere la DIRETTA? Basta seguire su Instagram @leggoecammino (Leggoecammino).
Leggere e camminare: il ritorno dei Peripatetici sui social!
p.s.: per rivedere la “porzione” di puntata che mi riguarda, vai qui!

“Nessuno…” su HobbyBook.it

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 25 novembre 2017 by Michele Nigro

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Una nuova recensione a “Nessuno nasce pulito”, a firma di Antonio Canale, è stata pubblicata su HobbyBook.it; segue un breve passaggio:

“… L’autore entra nell’animo del lettore attraverso i propri pensieri, emozioni ed esperienze di vita che ognuno di noi può aver vissuto o potrà vivere in futuro. Talvolta da parafrasare ed interpretare, le poesie nascondono un significato aforistico ed esoterico, leggermente palpabile…”

Un grazie alla redazione di HB!

Filastracca

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 novembre 2017 by Michele Nigro

a Gianni Rodari

Dalla pagina di un tomo

la parola intorpidita

“ma che fine ha fatto l’uomo?”

dice e fugge inorridita.

E girando per le strade

tra i rumori di città

vede che la gente cade

mentre segue nullità.

Gli occhi fissi su un oggetto

che non assomiglia a un libro,

la parola con sospetto:

“mi dispiace ma non vibro!”

Se la mente è sempre stracca

di recarsi in libreria

perché gli occhi più non stacca

dalla sua diavoleria.

“Sono stanca d’aspettare

tra le pagine ingiallite

quindi muoviti a sfogliare

saggi, rime e storie ardite!”

Il tuo tempo è limitato

e la morte non attende,

prendi in mano un rilegato

che il cervello non s’offende.

(immagine di Pawel Kuczynski)

Gianni Rodari

Un’intervista per RecensioneLibro.it

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 13 novembre 2017 by Michele Nigro

intervista recensione libro

Le interviste rappresentano sempre un’occasione per esporre in maniera ordinata tutto quello che disordinatamente circola in noi da tempo. Fissare idee e piccole verità, rispondere per conoscersi e farsi conoscere…

Lo è stato anche in questo caso, rispondendo alle domande del sito RecensioneLibro.it, che già alcune settimane fa ha recensito la mia raccolta “Nessuno nasce pulito”.

Per leggere l’intervista: qui

Segue uno stralcio prelevato dalla stessa:

… Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Purtroppo, leggendo alcune recensioni, ho notato che stanno passando soprattutto le idee di un disagio critico nei confronti della società e di una malinconica revisione del passato personale da parte di un autore per certi versi “sconfitto”, e che non può fare altro che registrare le varie forme sotto cui si manifesta tale sconfitta. Evidentemente, a una lettura superficiale, questo è il mood prevalente che ne esce fuori, creato dalle parole che ho scelto di usare, e me ne assumo tutta la responsabilità. In realtà “Nessuno nasce pulito” vuole essere una dichiarazione di guerra, un voler fissare dei confini assertivi, oltre i quali poter urlare al mondo: “Da qui non mi muovo! Queste sono le mie conquiste umane, le mie esperienze e queste parole sono la mia terra!”. Non pretendo di lasciare segni: se un solo verso di una mia poesia induce alla riflessione e trasporta il lettore, anche per pochi istanti, in una dimensione altra, ho già raggiunto il mio obiettivo. Come ho scritto in Aspirazione, una poesia che non fa parte della raccolta, vorrei che i miei versi fossero: “… parentesi tra gli orrori del mondo / oasi di riflessione per cuore di donna / silenzio pulsante di senso…”…

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