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Velinismo: tra “arte” e meretricio politico

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 24 giugno 2011 by Michele Nigro

Il dibattito sul velinismo è cominciato quasi contemporaneamente all’azione di sdoganamento del corpo della donna da parte di una certa televisione commerciale. Ma cosa significa ‘velinismo’? E siamo proprio sicuri che lo sdoganamento a cui accennavo sia così recente?

Raccolgo dal web alcune definizioni, più o meno giuste, di ‘velinismo’ (il mio dizionario non è sufficientemente aggiornato): 1) “Il velinismo (sin: cultura della velina o dittatura della velina; maschile: dittatura del calcio e del tronista) è una tendenza italiana a riempire programmi televisivi di vallette più o meno semi nude, che si è sviluppata alla fine degli anni 80′ nei programmi televisivi…”; 2) “L’aspirazione massima di una ragazza è fare la velina, per arrivare a questo bisogna esserci, apparire, sbalordire. I sistemi più sono trasgressivi, più funzionano; allora queste ragazze vogliono far parlare di loro e se non hanno qualcosa, se la prendono senza troppi indugi…”; 3) “Il velinismo è la versione femminile di un sistema dove tutto si compra. Un sistema che richiede di accettare sempre l’obbedienza, sia per le donne sia per gli uomini…”; 4) “Sembra che oggi in Italia, nel massimo momento di regressione ad un patriarcato conservatore e becero, l’unico spazio di potere e successo per le donne sia rimasto quello identificato dall’orrendo neologismo del velinismo…” E così via. La discussione innescata dal velinismo (anche se il termine ‘velina’ è successivo alla comparsa delle prime showgirl della tv commerciale vestite in maniera succinta), come si nota leggendo le poche definizioni sopra riportate, è molto variegata: sarebbe un errore relegare il fenomeno in un angolo esclusivamente moralistico. Il velinismo è molto di più: è semiologia, è politica, è cultura, è ‘filosofia’ di vita, è comunicazione.

La ‘questione’ dell’uso volontario (ma di fatto indotto da un sistema prevalente di valori più o meno discutibili) del proprio corpo da parte della donna ha sicuramente ottenuto una maggiore attenzione grazie alla nascita della cosiddetta televisione commerciale: una televisione che esiste e sopravvive utilizzando i proventi derivanti dalla pubblicità e quindi impegnata costantemente a coinvolgere emotivamente, culturalmente e commercialmente i propri telespettatori. Il teleascoltatore della tv commerciale da protagonista passivo si trasforma in un deus ex machina coccolato, interattivo e artefice (così gli fanno credere) della propria felicità. Tutto è possibile nei nuovi e colorati studi televisivi della tv commerciale: la ricchezza sembra a portata di mano; il pensionato calvo e con la dentiera si atteggia a latin lover; la casalinga che soffre di artrite reumatoide azzarda qualche passo di danza con il ballerino muscoloso messo a disposizione; la giovinezza da riscoprire è un must; le forme esplodono; la vitalità è distribuita a chili; le donne sembrano più facili… Tutto è raggiungibile nella tv commerciale e i grigi disfattisti non sono benvenuti. Uno dei sogni atavici del maschio italiano diventa realtà: una donna seminuda, sessualmente disponibile, poco eloquente o addirittura muta, si aggira tra gli studios della tv commerciale in cerca di un anonimo uomo medio da sedurre a distanza, attraverso l’audace telecamera che osa sui suoi seni abbondanti. L’acquisto dei prodotti pubblicizzati rappresenta l’unico modo per essere indirettamente partecipi di questo nuovo rito collettivo mediato dallo schermo televisivo; per ‘possedere’ (in una maniera sessualmente indiretta) la bellezza, la felicità, la disinibizione, la spensieratezza economica, l’abbondanza, l’arte amatoria, addirittura l’immortalità. Il teleascoltatore non è più seduto sul divano di casa in attesa del segnale di chiusura notturna dell’emittente ma è presente negli studi televisivi, dialoga e scherza con il conduttore, riesce persino a toccare la ballerina formosa e a portare via un po’ di soldi con un gioco a premi; è complice nella realizzazione dei trucchi dello spettacolo…

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La televisione è morta!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 16 giugno 2011 by Michele Nigro

Parafrasando una famosa battuta di Woody Allen, mi verrebbe da dire: “Dio è morto, Marx è morto e anche la televisione non si sente troppo bene”. Quando mi riferisco alla televisione, però, non intendo dire i ‘contenuti televisivi’ (per discutere sulla qualità dei programmi trasmessi ci vorrebbe un post dedicato) bensì alla televisione oggetto, alla televisione elettrodomestico.

La tecnologia informatica è prodiga di novità che spesso, un po’ per pigrizia, un altro po’ per diffidenza, passano inosservate e non vengono sfruttate a pieno. L’elettrodomestico televisione è morto perché oggi possiamo sostituirlo perfettamente con il nostro personal computer: non mi riferisco ai video su YouTube copiati dal palinsesto e suddivisi in tante parti (poco pratico e noioso), ma alla possibilità di vedere in diretta sul pc la maggior parte dei programmi televisivi trasmessi dalle principali emittenti esistenti in Italia: la Rai prima fra tutte. La tv in streaming, sembra paradossale dirlo ma è così, rende obsoleta persino la recente e tanto decantata ‘rivoluzione’ avviata dal digitale terrestre. La televisione sta morendo perché è di fatto un oggetto inutile! Oggi c’è la possibilità, utilizzando il nostro computer, di navigare in rete e contemporaneamente di fare zapping e registrare i vari programmi.

Se non amate lo streaming (perché la vostra velocità di connessione a internet lascia a desiderare o per una serie di motivi tecnici che riguardano il vostro caso) esiste la possibilità di vedere il digitale terrestre direttamente sul pc anche in un altro modo. Come? Con una normale antenna che tramite un dispositivo usb (ogni pc possiede una o più porte usb) permette di trasformare il vostro notebook o il desktop che avete in casa, in una vera e propria televisione capace di captare i canali in chiaro del digitale terrestre (vedi foto).

Lo scopo di questo post non è certamente quello di fare pubblicità a questa o a quella marca di ricevitori per tv digitale terrestre (sarebbe anche inutile dal momento che il mercato è più veloce della nostra capacità di adattamento e tra qualche settimana potrei essere costretto a smentire parte di questo post perché esisteranno nuove soluzioni che renderanno i miei ‘consigli’ superati!), ma di evidenziare una rivoluzione tecnica che prima o poi renderà obsoleto il possesso dell’elettrodomestico televisivo come lo conosciamo noi ora e di conseguenza renderà improponibile il pagamento del cosiddetto ‘canone televisivo’. In particolar modo la normativa che regolamenta il nostro canone Rai dovrà subire delle radicali modifiche: sarà difficile, infatti, far rientrare nella categoria degli “… apparecchi atti o adattabili alla ricezione di radioaudizioni…” anche i computer portatili (o i desktop) provvisti di ricevitori per tv digitale terrestre (o, peggio ancora, quelli che utilizzano lo streaming), dal momento che una semplice antenna usb (facilmente smontabile) rappresenta un optional del pc e non la sua caratteristica principale.

La Rai attualmente attinge ‘acqua’ da due pozzi: da quello del canone e da quello della pubblicità. Ma come ci ricorda un famoso personaggio storico vissuto circa duemila anni fa: “… non si possono servire due padroni!” La Rai dovrà scegliere, prima o poi, se servire le lobby economiche e partitocratiche (che vorrebbero influenzare i contenuti) o il ‘popolo pagante’ che vuole un’informazione libera e variegata (dal momento che si va sbandierando il fatto che la Rai è un ‘servizio pubblico’).

La rivoluzione che auspico in questo post non è ancora realizzabile e quindi sono costretto a rettificare il titolo affermando che la televisione non è ancora morta ma è sicuramente in coma: saremo noi in futuro a decidere se staccare la spina. Siamo ancora troppo pigri e siamo ancora troppo affezionati ai nostri divani e ai nostri schermi LCD per attuare uno stravolgimento simile, ma la tecnologia in futuro saprà stupirci e ci aiuterà a scegliere. I presupposti ci sono.

E quando ciò avverrà, quando potremo finalmente disdire il canone senza preoccuparci di ‘ritorsioni’ o altre lungaggini burocratiche atte a demoralizzare l’utente, perché l’elettrodomestico televisivo avrà finalmente fatto la stessa fine dei dischi in vinile, sarà divertente osservare la reazione di personaggi come il viceministro Roberto Castelli nel momento in cui non potranno più affermare con arroganza: “… non voglio pagare il canone per ascoltare Travaglio!” Libera informazione in libero mercato.

I recenti casi di Raiperunanotte e Tutti in piedi dimostrano in maniera lapalissiana che si può fare televisione superando la televisione: ma ci troviamo ancora in un ambito ‘sperimentale’ e l’Italia arriva come al solito con un certo ritardo agli appuntamenti evoluzionistici.

E anche i contenuti televisivi possono essere influenzati tramite la creazione di web tv capaci di realizzare una sorta di ‘giornalismo partecipativo televisivo’: basti notare quante trasmissioni televisive utilizzano video tratti da YouTube (o altro materiale messo in rete) precedentemente ‘caricati’ da utenti privati non appartenenti alle ‘maestranze’ televisive. Ma questo è un altro discorso…

PinocchiOsama

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 2 Mag 2011 by Michele Nigro

pinocchio-alessandraliberato

Osama Bin Laden è morto. Un attimo, ricomincio: Osama Bin Laden è morto? Sono strani giorni questi, credetemi. Strani sì, ma uniti da un fil rouge dietrologico ancora non del tutto codificato ma di cui si avverte l’esistenza. I singoli eventi di cronaca bianca e nera (che già appartengono alla storia) non sanno di far parte di un progetto ben più ampio. Ma lo sappiamo noi, che ancora riusciamo a connettere i fatti tra di loro e rileviamo analogie lì dove sembrerebbe scandaloso e blasfemo rilevarle.

Cantava nel suo ultimo album Giorgio Gaber:

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Il consenso emotivo strappato alla folla londinese dalle nozze reali in casa Windsor per far dimenticare la brutta storia di Diana Spencer; le masse bibliche attirate dalla beatificazione di Giovanni Paolo II con cui la Chiesa cerca di riacquistare credibilità dopo la faccenda poco edificante dei preti pedofili; l’uccisione a orologeria di Osama Bin Laden dopo dieci anni di ricerche apparentemente infruttuose e in concomitanza di un bisogno di consenso da parte del premio Nobel Barack Obama…

Il Potere – non dico nulla di nuovo – utilizza certi eventi (e soprattutto utilizza l’attenzione dei media intorno a essi) per pilotare umori elettorali, per spostare masse, per conquistare un posto nel cuore della gente e per influenzare il destino di una lobby. In realtà questi eventi mediatici nascondono altre domande scomode a cui si cerca di non dare una risposta. Domande del tipo: “nel terzo millennio ha ancora senso parlare di monarchia?”; “la chiesa è un’istituzione destinata a estinguersi come è già successo ad altri fenomeni antropologici o la lotta al relativismo è solo un modo per mantenere in vita un’atmosfera miracolistica e divina su cui basare un utile consenso popolare?”; “Osama Bin Laden è realmente morto la scorsa notte oppure è già morto da tempo e le foto del suo cadavere sono state diffuse solo oggi perché la loro utilità mediatica non andava sprecata e certe notizie devono essere snocciolate con saggezza e al momento giusto?” O meglio: “Osama Bin Laden è stato ucciso oggi perché occorre catalizzare l’emotività dei contribuenti americani e degli alleati occidentali verso la conquista totale e definitiva del potere mondiale cavalcando l’onda popolare delle rivoluzioni nordafricane e mediorientali?”

Il processo asettico e meccanico contro Saddam Hussein in Iraq e la sua sbrigativa impiccagione; la recente uccisione del figlio di Gheddafi (era proprio necessario?) e i vari tentativi di uccidere lo stesso rais libico da parte dei ‘volenterosi’; la presunta morte (o la morte programmata) di Osama Bin Laden e addirittura il suo (presunto) rapido seppellimento in mare per non creare mausolei sulla terra ferma e dare vita, così, a pericolosi pellegrinaggi: tutto viene compiuto con maestria, equilibrio, velocità, pulizia, precisione chirurgica, impeccabile tempismo… La polvere viene nascosta prontamente sotto il tappeto tra lo squillo del campanello e l’entrata in casa degli ospiti! Dietro le insurrezioni nordafricane e mediorientali c’è lo zampino di qualche servizio segreto pronto a pilotare la protesta verso interessi occidentali spacciati come ‘interventi in aiuto della democrazia’. Ma il giovane egiziano che si dà fuoco per disperazione era vero. Almeno quello!

Cantava Franco Battiato qualche anno fa nel brano “Ermeneutica”:

<<… eiacula precocemente l’impero ritorna il circolo dei combattenti gli stati servi s’inchinano a quella scimmia di presidente s’invade si abbatte s’insegue si ammazza il cattivo s’inventano democrazie…>>

un giovane Osama Bin Laden e la sua famiglia in vacanza negli U.S.A.

Alcuni anni fa, all’inizio della guerra in Afghanistan, mentre Osama Bin Laden si dava alla macchia scrissi il seguente ‘pezzo’:

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