Archivio per mare

“FUOCOAMMARE”: quando la fiamma del realismo… non scotta.

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 25 febbraio 2017 by Michele Nigro

cover-fuocoammare

Se avevate considerato “Sacro GRA” come il più noioso documentario della storia del cinema documentaristico italiano, è perché evidentemente non avevate ancora visto “Fuocoammare”. Se questo è il neo-neorealismo scialbo dell’era renziana, allora ridatemi i miei vecchi vhs seppelliti in garage!

Forse l’intento di Rosi era quello di girare un “L’isola di Arturo ai tempi dei barconi”, ma gli è andata male: si è voluto giocare sull’accostamento parallelo, quasi casuale, tra le esistenze degli isolani e la tragedia dei migranti, ma il risultato è deprimente, direi privo di effetto, anche quando si tenta la carta delle analogie tra il duro passato degli abitanti di Lampedusa e il drammatico presente di chi soffre per altri motivi. Anche il tentativo di dare fascino alla pellicola sottolineando il “colorito locale” con tanto di sottotitoli (necessari perché un documentario doppiato smette di essere documentario), appare forzato perché si vuole a tutti i costi cercare una vicinanza con il bagaglio linguistico dei migranti che la sera cantano tutti insieme un canto che racconta le loro disavventure (come il racconto degli schiavi della “Amistad”?). Della serie: “siriani, africani, lampedusani, una razza una faccia!” di mediterranea memoria (Salvatores docet!). Peccato che a Bruxelles se ne strafottano ampiamente di questa visione romantica del Mediterraneo!

Continua a leggere

Annunci

Arrivando di notte

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 25 ottobre 2015 by Michele Nigro

11136256_858942984147129_5221555325654376405_o

Come un amante

sbarcato in porti di lentezza

m’inerpico su quartieri mai vissuti,

con passi nuovi assecondo istinti topografici

tra le pieghe di una storia antica.

Calda città di mare, notturna vagina abusata

l’eccitazione della prima volta

mi spinge a conoscere senza esitare

la tua pelle decadente e i nomi agli angoli,

 residue insegne luminose

e l’atmosfera quieta da eterni abitanti.

Sapore di scoperte al buio

strade deserte di voci e speranza,

domani una nuova luce

e non sarai più vergine

ai miei occhi saturi

di passati viaggi.

Limbo

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 26 maggio 2015 by Michele Nigro

Stranded_whale_Katwijk_1598

Dilaniata da un doveroso incollare

pezzi rotti acrobatici,

intravedi

egoistiche dolci fughe

all’orizzonte.

Riesci a immaginare il bagnasciuga

sospeso tra il paziente spiegarsi

e la voglia di partire in silenzio?

È su quella striscia abbozzata

di parole vane e rabbia in sillabe

o nel mutismo di un fare introverso

che attendi, sopra una poltrona di valigie

la prossima marea ottimale.

Titanic senza iceberg

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 dicembre 2014 by Michele Nigro

Titanic

Quello che non avverrà

tortura il pensiero immanente

in attesa di un imbarco da banchine solitarie.

Sollevarsi leggero come piuma sul mare

vedere dall’alto la giustizia

nascosta dietro navi imperfette

incomplete, mai salpate

e le scelte non contemplate

dalla cieca sete di avere.

Libero da egoismi di possesso

osservare l’essenza del mondo

di te.

E invece ricado in acqua

senza saper nuotare

arrabbiato e carnale

avido di vita, assetato

abbandono pur di salvarmi

e salvare la scintilla

perduta tra questi ghiacci.

Diventi un ideale da clonare, niente di più

mentre s’inabissa la tua immagine

tra le onde dell’esistenza.

Cercare altrove il panorama di noi

desiderare sotto altre forme

quello che oggi non può avvenire.

Bomba o non bomba, noi arriveremo a Roma!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 25 settembre 2014 by Michele Nigro

ISIS MILITANT

BOMBA O NON BOMBA, NOI ARRIVEREMO A ROMA!

I temibili guerriglieri dell’Isis provenienti dalla Turchia, dopo aver sconfitto le ultime sacche di resistenza infedele esistenti nei Balcani, giungono indisturbati sulle sponde dell’Adriatico. Decidono, senza esitare e in preda a un’esaltante euforia pseudoreligiosa, di realizzare finalmente le minacce, pronunciate nei mesi precedenti, contro Roma e contro l’occidente cristiano. Così, dopo aver formato una flottiglia di imbarcazioni “prese in prestito” con la forza, attraversano a tutta velocità il mare che li separa dal centro del male, approdando sulla tanto agognata penisola italica, piena di crocifissi da bruciare, di cristiani da sgozzare e di donne da sequestrare.

Appena sbarcati sul suolo italiano, però, li accoglie un forte temporale: un fiume di fango formatosi in maniera repentina travolge e uccide il primo migliaio di jihadisti, abituati ai mari di sabbia dei loro deserti e non ai fiumi di fango di un paese che va in tilt non appena piove. Per nulla sconfortati – perché “Allah è grande!” e vede oltre le disgrazie – proseguono fedeli e giungono nella cosiddetta “terra dei fuochi” dove altre centinaia di soldati votati al martirio trovano la morte, uccisi da tumori fulminanti, raggiungendo le 72 mogli vergini nel paradiso promesso dall’amato profeta Maometto. Mentre si allontanano a gambe levate dalla zona cancerogena, un’autobomba destinata a un noto magistrato anticamorra per errore viene fatta esplodere in anticipo dal dito impulsivo del camorrista latitante Vicienz ‘o Sultan, e uccide sul colpo altre decine di soldati islamici. L’armata dell’Isis, un po’ ridotta di numero ma ancora possente, prosegue imperterrita verso Roma: tuttavia un terremoto del IV grado della scala Mercalli e una conseguente frana decimano ulteriormente le fila del nero esercito. Il capo delle truppe islamiche decide allora di andare per mare, evitando il percorso di terra rivelatosi alquanto sfortunato, ma il capitano della nave dirottata dall’Isis decide di fare un “inchino” davanti all’isola di Ponza. La nave becca uno scoglio e a causa di uno squarcio nello scafo affonda inesorabilmente in pochi minuti: altri santi martiri, morti affogati a causa di quella manovra scellerata, si aggiungono all’elenco.

Giunte finalmente nei pressi di Roma, le poche centinaia di guerriglieri sopravvissuti al naufragio trovano il grande raccordo anulare intasato da un tappo metallico di auto ferme con il motore spento a causa di uno sciopero congiunto dei casellanti e dei benzinai. Decidono così di proseguire a piedi fino a un certo punto e di usare poi un mezzo poco consono allo spirito della missione e all’immagine di un’armata rappresentante un potente califfato: la metropolitana. Ma una “bomba d’acqua” sulla capitale mette fuori uso le centraline elettriche delle linee di Roma Metro. Così, dopo una lunghissima camminata, giunti nei pressi dello Stadio Olimpico, e in coincidenza con il 90° minuto di una partita di calcio terminata con la cocente sconfitta della squadra giallorossa, s’imbattono in un gruppo incazzatissimo di tifosi romanisti, capeggiati dal famigerato curvista Cesare detto “Centosberle” di Centocelle, i quali, vedendoli vestiti di nero, li scambiano per una delegazione di arbitri: pistolettate e coltellate a gogò… Altri morti tra i soldati di Allah. I pochi superstiti, allontanatisi miracolosamente dalla zona dell’Olimpico, incontrano però un nutrito plotone di poliziotti in tenuta antisommossa (e già da diversi giorni di umore pessimo a causa della “spending review” attuata dal governo sulle forze dell’ordine) provenienti da una violenta manifestazione, appena conclusasi, organizzata dai sindacati per protestare contro il Jobs Act di Renzi. Scambiandoli per Black Bloc – sempre per il fatto di essere vestiti di nero – i poliziotti “consumano” i manganelli sulla schiena dei jihadisti e ne spediscono un consistente numero ai vari CTO della capitale. Ridotti a una decina, i poveri soldati dell’Isis arrivano miracolosamente in Vaticano, non più per conquistarlo ormai ma solo per chiedere asilo politico e per rifocillarsi presso la mensa della Caritas in compagnia di Papa Francesco. Ad accoglierli un untuoso cardinale sospettato in passato di essere coinvolto in alcuni casi di pedofilia e di abusi sessuali su seminaristi il quale, rivolgendosi al più giovane dei jihadisti esclama: “Siete così abbronzati e carini ma soprattutto siete tanto stanchi e affamati dopo tutto questo cammino: venite con me, vi ospiterò nella mia canonica!” Amen.

CONQUISTARE ROMA… MA VI CONVIENE?

Estate

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 luglio 2014 by Michele Nigro

mare-e-pioggia

Incoerente e tempestosa,

stagione di soli presunti

in lenta mutazione

verso un buio che non vivremo

 di bizzarri esperimenti autunnali,

estate

con le tue piogge fuori luogo

sei promemoria alla mia natura invernale.

Che me ne importa dei bagnanti delusi

se i mari che solcherò non sono fatti d’acqua

se la mia vacanza non è di questo mondo?

video correlato

Elementi

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 23 giugno 2014 by Michele Nigro

Exif_JPEG_422

Non lasciarti distrarre dal colore della mia pelle

un giorno non molto lontano sarà polvere

trasportata dal vento del tempo.

Osserva gli elementi eterni in movimento

riflessi nel mio sguardo di vetro

aria, acqua, terra, fuoco

trasformazione ciclica della bellezza cosmica

futura inconsapevole dimora.

Un attimo perfetto, privo di paure umane

fissato nella roccia nera della nuda verità.

E sorrido…

Lampara

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 6 giugno 2014 by Michele Nigro

pescaBN

Ti attrae la luce familiare e letale

che illumina la superficie di un mare noto,

liquida fonte istituzionale del sapere

confezionato dal potere.

Valori, esempi eroici, ricordi appresi

da incubatrici statali e di fede,

nuoti sereno nelle acque caute

di una spiritualità convalidata.

La tua cattura è fin troppo facile, una pura formalità ittica

e ti agiti soddisfatto nella rete affollata del marketing.

Di tanto in tanto un risveglio, voci rare, flebili

provenienti dal fondo tenebroso, una ricerca dimenticata

nutre la curiosità di emarginate forme evolute,

i freddi abissi oceanici privi di storia e di luce

pullulano di una illuminante vita alternativa.

Anestesia

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 maggio 2014 by Michele Nigro

800px-morton_ether_1846_1280258

La volontà fa quello che può

contro l’avanzata del buio artificiale,

innumerevoli stati di coscienza

dopo millenarie lotte evolutive

capitolano simili a baluardi indifesi

dinanzi alle truppe chimiche della scienza.

Privo di memoria e dolore, tagliato fuori dagli eventi

in quale angolo silenzioso si rifugia l’io scacciato dalla realtà?

La coscienza superiore in esilio

vaga senza tempo

tra deserti primordiali e oasi d’archetipi

in cerca di un passaggio per il ritorno.

Pensione esotica

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 marzo 2014 by Michele Nigro

castaway

Sarai ovunque, padrone del tuo futuro

sradicato abitante del mondo

libero, senza piante da innaffiare.

Azzerando il passato, in cerca di una vita primitiva

non se ne accorgerà nessuno

della nuova esotica visione che avrai di te.

Erediterai i frutti del tuo comportamento

dopo la veloce lettura di un testamento prevedibile.

Con i nodi di sangue slegati dal tempo

e i destini induriti, dissolti dalla morte

ti darai l’assoluzione durante il secondo tempo

di un’esistenza lenta ma forte.

Poche tracce dietro di te, cancellate dai tuoi silenzi studiati

un naufragio meditato e calcolato

cancellerai il nome dall’anagrafe e dalla storia locale.

Non essere mai stato,

anche se di tanto in tanto

la molla dolorosa dei ricordi ti riporterà a casa

con la valigia sempre pronta, per riprovare a dimenticare.

Maria Pina Ciancio

Quaderno di poesia on-line

LucaniArt Magazine

Riflessioni. Incontri. Contaminazioni.

fantascritture - il blog di gian filippo pizzo

fantascienza e fantastico, ma anche no

Le parole e le cose

Letteratura e realtà

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

Also sprach

RIFLESSIONI E POESIE

Interno Poesia

Blog e progetto editoriale di poesia

Iannozzi Giuseppe - scrittore e giornalista

Iannozzi Giuseppe, in arte "Joseph Barbarossa" - scrittore, giornalista, critico letterario - blog ufficiale

Emanuele-Marcuccio's Blog

Per una strada e altre storie...

HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

DEDALUS: corsi, testi e contesti di volo letterario

Appunti e progetti, tra mura e spazi liberi

i sensi della poesia

e in pasto diedi parole e carne

La Camera Scura - il blog di Vincenzo Barone Lumaga

Parole, storie, pensieri, incubi e deliri

La Mia Babele

Disorientarsi..per Ritrovarsi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: