Archivio per matrimonio

Poesia triviale di amore e morte

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 5 agosto 2017 by Michele Nigro

Mi condusse nel bosco della fiducia

e abusò della mia benevolenza,

per ore

senza dire una parola

raccontò tutto del suo ego

e me lo mostrò,

con colpi ritmati di piacere

strofinando la mia schiena nuda

sulla corteccia del nostro

talamo fogliato.

 

A mò di anello

con la fascetta rossa

dell’ultimo Partagás

intorno al dito raggrinzito

da umidi connubi solitari

le chiesi di unirsi a me

sul baratro di un bucolico caos.

 

Bifolco vuol dire

due volte folk

ed eravate coppia impopolare

di verderame e stanchezza.

 

C’è gente che

è vestita bene

solo da morta,

e allora lei morì

per vedersi bella

dal cielo.

L’eleganza nella bara

di castagno voyeur

testimone legnoso del loro

giovanile amplesso

fece dimenticare

l’indegno barcollio da birra

tornando di sera, ormai vecchi

da terre lavorate bestemmiando

irrigate con lacrime di pelle

e le risate in vita

dell’intero paese.

(immagine: Vincent van Gogh –

Contadino e contadina che seminano patate, 1885)

 

 

 

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Carbonio

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 23 maggio 2017 by Michele Nigro

“… a chi confessi i tuoi segreti?
ferito al mattino a sera offeso…”

(Le aquile non volano a stormi, F. Battiato)

Dolori grezzi di puro carbonio

compressi nel tempo

diverranno preziosi diamanti d’anima

in parole e nuovi amabili gesti,

non mi avranno ancora

le abbronzate logiche mediterranee

e i rituali connubi dei vincenti.

 

Raccontare vorrei di sera

dinanzi a fuochi spenti

le occulte storie infedeli e

avventure carnali senza eredi,

ma il silenzio che tutto ricorda

m’insegna mute saggezze.

Desidera la donna d’altri!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 16 maggio 2017 by Michele Nigro

versione pdf: Desidera la donna d’altri!

Agli amori impossibili

e a quegli amanti che li rendono tali

Recita il nono comandamento del Decalogo, meglio conosciuto come I dieci comandamenti: “Non desiderare la donna d’altri”; essendo il termine donna piuttosto generico, in quanto comprendente anche una persona nubile di età adulta o una giovane ragazza che pur avendo raggiunto la maturità sessuale non è ancora in età da matrimonio, gli esegeti in difficoltà fanno ricorso alla versione del Decalogo tratta dal libro dell’Esodo in cui si specifica severamente, rivolgendosi ai tipi vaghi: “Non desiderare la moglie del tuo prossimo”, restringendo decisamente il campo e allontanando il fedele da qualsivoglia rischio interpretativo. Indipendentemente dall’utilizzo del termine donna o moglie, il principale bug contenuto in questo comandamento è il carattere di possesso, esercitato dall’uomo nei confronti della donna, che traspare dalle parole: comandamento che, per chi crede, sarà stato pure dettato da Dio, infallibile per definizione, ma la lingua in cui è stato tradotto, ad uso e consumo dell’umanità bisognosa di norme, anzi scolpito sulle leggendarie tavoletradisce esigenze terrene palesemente maschiliste che di divino hanno veramente poco! È quel d’altri, usato indifferentemente tra “roba” (del decimo “non desiderare la roba d’altri”) e “donna”, a rappresentare uno dei punti meno nobili del nono comandamento. Ma andiamo per gradi: ritorneremo sulla questione del possesso in un secondo momento.

“Non desiderare…” Che significa? Come si può ordinare alla propria mente e al proprio corpo di non desiderare? Ovvero di volere fortemente? Posso decidere di non muovere per un giorno intero il braccio destro (che è un “oggetto” materiale visibile e tangibile) ed è un esercizio quasi impossibile da realizzare perché l’istinto, in un momento di distrazione, ci imporrebbe prima o poi di muovere il suddetto braccio nel caso in cui dovesse servire per bloccare una minaccia o per evitare una caduta rovinosa… Eccolo lì, il vero pericolo della virtù: l’istinto. Più sfuggevole e incontrollabile del libero arbitrio che presuppone un libero ragionamento a cui seguirà un’azione volontaria, meditata. Il desiderio non è come un arto fatto di muscoli e ossa: è un concetto intangibile che però può avere effetti concreti nella realtà. Il desiderio non è il frutto di un ragionamento; il desiderio sorge all’improvviso dalla mente, dal cuore e spesso, prima ancora, dalla carne. Esiste, però, anche un desiderio casto: desiderare di ascoltare le parole di una persona che tocca le nostre corde interiori; questo non precede necessariamente un toccare corde fisiche, ma prevenire è meglio che curare – avranno pensato gli antichi custodi della nostra integrità morale – e quindi ci viene intimato nel vangelo di Matteo: “Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (in un altro libro che nominerò più avanti* si legge una versione simile sempre in riferimento al vangelo di Matteo: “Chiunque mette gli occhi su una donna sposata per concupirla ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” […] l’adulterio consumato all’interno dell’uomo equivale per gravità a quello consumato nella carne [pag. 216]). In entrambe le versioni c’è una costante: con lei, ovvero la donna è adultera a sua insaputa solo perché un uomo l’ha desiderata nell’immaginazione. Una sorta di “parità tra i sessi” ante litteram in chiave immaginifica? O di condivisione neurologica delle responsabilità? La posizione dei peccatori peggiora se anche lei asseconda e ricambia lo sguardo desideroso di lui. In quel caso l’inferno è assicurato per entrambi: anzi la donna vi entrerà per prima in quanto è un essere a cui non è permesso desiderare esternamente, in quanto “roba”, cosa, oggetto del possesso privo di potere decisionale e vincolata da un “familismo amorale” di stampo sentimentale. Infatti il Decalogo esclude a priori l’equivalente femminile del nono comandamento: “Non desiderare l’uomo di altre”. Tanto a cosa servirebbe specificarlo? Le ragioni di questa esclusione non sono solo di natura sessuale (nel senso di sesso di appartenenza), o dovuta a una superiorità di genere decisa dall’alto, ma soprattutto trattasi di motivazioni socio-economiche e culturali “giustificate” dall’epoca storica in cui sono state concepite.

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La crasi del settimo anno

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 12 maggio 2015 by Michele Nigro

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Il campo gravitazionale

del tuo culo filosofico

voluttuoso emblema divino

influenza questo dittongo

tra anime

libere dal senso del possesso

unite a un livello superiore

di energia resistente al tempo

e alla morte.

Genitalia

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 10 luglio 2014 by Michele Nigro

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Genitori acerbi e poco usati

con esistenze nuove di zecca

spingono carrozzine inesperte

sui viali di un istinto fiducioso.

Precoci creatori per tradizione familiare

o arruolati dal piacere di sabati incauti

dal nulla insegnano la vita

a germogli di poco più teneri,

s’improvvisano severi e vissuti

sul ritmo diluito da pianti notturni

di musiche sfuggite troppo presto.

Madre&Moglie

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 marzo 2014 by Michele Nigro

Mamme deformate dalla vita

rincasano senza sorrisi, lente come cammelli

attraversando il deserto della monotonia,

piegate dal peso di delusioni in offerta speciale

e buste gonfie di sogni infranti o mai sognati.

Travasate da una famiglia all’altra

proiettano telenovelas e speranze su figli ingrati

desiderati per tradizione o per caso

mentre preparano cene acrobatiche

a mariti indifferenti e stanchi,

perdendosi l’ennesimo tramonto.

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Ortodossi a Battipaglia

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 7 febbraio 2013 by Michele Nigro

Un mio articolo riguardante la comunità religiosa ortodossa presente a Battipaglia è stato pubblicato sul n.19/2013 del quindicinale “il Battipagliese”. Ho avuto l’occasione di intervistare p. Nicolae Budui del Patriarcato Romeno che si occupa spiritualmente e materialmente dei fedeli ortodossi rumeni che vivono e lavorano da anni al nostro fianco, citati dai mezzi d’informazione solo in caso di eventi delittuosi e quasi mai in qualità di cittadini onesti ed esseri umani bisognosi di attenzione da parte delle nostre amministrazioni.

(Il presente articolo, a firma del sottoscritto, e pubblicato su “Il Battipagliese”, testata giornalistica donata al Comune di Battipaglia da FARINV srl, non è stato, fino a oggi, regolarmente retribuito come da accordo preliminare tra l’Autore e la Condirezione della suddetta testata. Il sottoscritto sa che la richiesta di retribuzione è stata regolarmente protocollata dalla Condirezione presso il Comune – Condirezione che non è assolutamente responsabile della mancata retribuzione degli articoli dei collaboratori – e attribuisce, ovviamente, la mancata retribuzione ai fatti di cronaca giudiziaria che hanno interessato l’ex Sindaco di Battipaglia Giovanni Santomauro e che hanno determinato lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche, con conseguente interruzione di tutte le attività, comprese quelle giornalistiche, legate all’Amministrazione interessata: va da sé che anche i pagamenti degli articoli sono passati tragicamente in secondo piano! Il sottoscritto è consapevole del fatto che la mancata retribuzione di alcuni articoli giornalistici, se confrontata con lo “tsunami” di capi d’accusa formulati contro l’Amministrazione Santomauro, e che hanno determinato il successivo insediamento di ben tre commissari prefettizi, è sicuramente poca cosa. Invita tuttavia gli ex lettori de “Il Battipagliese” e i cittadini di Battipaglia a considerare questo singolo e insignificante fatto come l’ennesima occasione – se mai ce ne fosse bisogno – per inquadrare un periodo, i suoi personaggi, la provenienza politica degli stessi, i meccanismi poco chiari che hanno caratterizzato quella Amministrazione e a trarre le conclusioni che l’intelligenza suggerirà loro. Anche in vista di future scelte elettorali che riguarderanno il Comune di Battipaglia. Michele Nigro)

ortodosso

L’oasi

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 27 maggio 2012 by Michele Nigro

Fu durante il tramonto del terzo sole, mentre già sorgeva il successivo astro, più piccolo e meno caldo, che lui le chiese, in preda a un’agitazione adolescenziale, di sposarlo.

Quando si è gli unici sopravvissuti di una popolosa colonia umana su un pianeta disabitato e lontano milioni di chilometri dalla Terra, certe ansie da prestazione sentimentale dovrebbero essere spazzate via come granelli di polvere ferrosa durante una tempesta di vento elettromagnetico. Che senso aveva quel suo bisogno di regolarizzare un rapporto, l’unico possibile, già ampiamente sperimentato? Che senso aveva celebrare un matrimonio – e soprattutto ‘chi’ o ‘cosa’ lo avrebbe celebrato? – in quella landa creata e in seguito dimenticata dallo stesso Dio? Che significato aveva la parola ‘matrimonio’ in quel posto?

Eppure lui in quel momento si sentiva come l’unico concorrente umano di una gara cosmica a cui avrebbero partecipato migliaia di specie aliene e lei doveva apparire ai suoi occhi come il premio di un’ironica estrazione voluta dal caso e da una morte ignota che aveva decimato il resto della comunità.

Lei rise di gusto. Le donne sono brave a smontare le aspettative degli uomini su qualsiasi mondo. Lui l’assecondò facendo finta di aver scherzato e rise con lei. Non poteva fare altro e in fin dei conti la sua era stata un’idea stupida.

Perché loro erano sopravvissuti? Avevano cercato insieme una spiegazione scientifica, ma senza trovare una risposta soddisfacente e sperimentabile: forse il concetto di evoluzione, applicato per secoli nei ristretti confini terrestri, doveva essere finalmente ampliato e confrontato con l’esperienza colonizzatrice nei nuovi mondi. Loro due erano destinati a rappresentare l’anello successivo e geneticamente resistente di una sorta di “darwinismo extraterrestre” non del tutto compreso. Ancora una volta il cosiddetto ‘caso’, lo stesso che molto probabilmente aveva innescato la vita sulla Terra milioni di anni prima, stava determinando, in quell’angolo sperduto di universo, l’ironica sopravvivenza di quei giovani umani, fecondi e sessualmente attivi: un uomo e una donna.

– Che fai stasera? – chiese lui sorridendo sarcasticamente.

– Mi prendi in giro? – rispose stupita lei, facendo finta di non conoscere quel gioco.

– Sì! – si arrese subito lui, sapendo di non brillare per originalità.

– Se non fa niente in tivù – riprese lei per non scoraggiarlo – credo che berrò il mio succo di ananas sintetizzato e andrò a letto.

– La tivù? Scherzi? Abbiamo rivisto il database filmico in dotazione alla colonia per ben centotrentaquattro volte; ho controllato sul computer l’altro giorno…

– Perché fai questi controlli così frustranti? Lo sappiamo tutti e due che non esiste un Blockbuster alieno nella zona, e che dovremo sorbirci gli stessi identici film per chissà quanto tempo ancora!

La giovane donna aveva ragione e lui si sforzò di non pensare, al di là del dormire, all’unica alternativa possibile alla proiezione di un film. Cercò con tutte le sue forze di non incrociare lo sguardo di lei, di non pensare al suo corpo. Lo stesso, che conosceva bene.

– Lo so a cosa stai pensando! – disse all’improvviso la ragazza, prendendo il suo viso tra le mani – Vuoi fare sesso?

– Ma no… Ecco… Io! – rispose lui in maniera impacciata divincolandosi dalla presa. Come se fosse un fanciullo inesperto. Come se non l’avessero già fatto innumerevoli volte. Come se lei fosse una nuova ragazza conosciuta poche ore prima in qualche club immaginario.

– Dovrai prendermi, però! – disse lei scattando in piedi e correndo velocemente fuori dal rifugio.

– Ci risiamo! – sussurrò lui rassegnato. Ogni volta era così: neanche la donna brillava per originalità. L’avrebbe voluta tradire. Già, ma con chi? Con le rocce? Con le spinose femmine di Xannipedi? Con un ologramma?

Lei era già montata sul suo scooter magnetico e aveva acceso i circuiti. Il casco in testa e una risatina maliziosa all’indirizzo dell’unico maschio della specie umana presente sul pianeta. Non esisteva il rischio di un equivoco. La meta della fuga ‘eccitante’ era sempre la stessa, decisa ovviamente da lei: l’oasi di Gebrissan, nella vicina valle di Odrina. Lì dove, molto tempo prima della loro nascita, erano atterrati i primi coloni provenienti dalla Terra. L’avrebbero fatto lì, come sempre: quasi come un inconsapevole rito di continuità tra il passato storico e un futuro che tardava a manifestarsi. Puro sesso da offrire in offerta a quel mondo che li ospitava senza ucciderli, sull’altare dell’amore universale.

– Farlo comodamente nel letto del rifugio come i nostri antenati, no… eh? – chiese l’uomo invano mentre il sibilo dello scooter di lei in partenza copriva la sua domanda da perdente. Compiere tutti quegli sforzi e quei chilometri per una donna che già aveva conquistato. Perché?

Forse anche lei avvertiva il bisogno di sentirsi parte di una competizione, di illudersi di essere il premio in palio di una gara inesistente. Di essere la sorprendente novità di quel luogo, la preda da desiderare e catturare. Lui l’assecondava, ma ogni volta sempre più lentamente: sapeva che non avrebbe trovato traffico nella distesa infinita che separava la colonia dall’oasi e soprattutto sapeva dove sarebbe andata la nuova Eva di quel pianeta bizzarro. Montò con calma sul suo scooter, attivò il motore e senza fretta predispose la consueta rotta per l’oasi nel navigatore del pilota automatico.

Questa volta non avrebbe spruzzato il solito spray sotto la lingua; non avrebbe preso alcun tipo di precauzione.

– Al diavolo la morte! Al diavolo il futuro! – gridò nella sua testa.

Era stanco di essere solo; era stanco di rincorrere sempre la stessa persona, nello stesso modo, nella stessa direzione. Avrebbe voluto seguire le tenere tracce di una nuova vita. Avrebbe voluto vedere un nuovo film insieme alla sua compagna.

Lui premette sull’acceleratore dello scooter e lasciò indietro i pensieri sul futuro anomalo e incerto di quel frammento di umanità dispersa. E sul perché la donna avesse dimenticato il suo spray sul tavolo. Di nuovo il ‘caso’ o una necessità non dichiarata?

Il pianeta fino a quel momento li aveva risparmiati: doveva esserci un senso in quella sopravvivenza, un progetto che andava oltre la noia, oltre la solitudine, oltre il numero due.

L’avrebbero fatto di nuovo lì; l’avrebbero fatto nell’oasi in ricordo dei Padri. E forse un giorno non sarebbero stati più soli.

PinocchiOsama

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 2 maggio 2011 by Michele Nigro

pinocchio-alessandraliberato

Osama Bin Laden è morto. Un attimo, ricomincio: Osama Bin Laden è morto? Sono strani giorni questi, credetemi. Strani sì, ma uniti da un fil rouge dietrologico ancora non del tutto codificato ma di cui si avverte l’esistenza. I singoli eventi di cronaca bianca e nera (che già appartengono alla storia) non sanno di far parte di un progetto ben più ampio. Ma lo sappiamo noi, che ancora riusciamo a connettere i fatti tra di loro e rileviamo analogie lì dove sembrerebbe scandaloso e blasfemo rilevarle.

Cantava nel suo ultimo album Giorgio Gaber:

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Il consenso emotivo strappato alla folla londinese dalle nozze reali in casa Windsor per far dimenticare la brutta storia di Diana Spencer; le masse bibliche attirate dalla beatificazione di Giovanni Paolo II con cui la Chiesa cerca di riacquistare credibilità dopo la faccenda poco edificante dei preti pedofili; l’uccisione a orologeria di Osama Bin Laden dopo dieci anni di ricerche apparentemente infruttuose e in concomitanza di un bisogno di consenso da parte del premio Nobel Barack Obama…

Il Potere – non dico nulla di nuovo – utilizza certi eventi (e soprattutto utilizza l’attenzione dei media intorno a essi) per pilotare umori elettorali, per spostare masse, per conquistare un posto nel cuore della gente e per influenzare il destino di una lobby. In realtà questi eventi mediatici nascondono altre domande scomode a cui si cerca di non dare una risposta. Domande del tipo: “nel terzo millennio ha ancora senso parlare di monarchia?”; “la chiesa è un’istituzione destinata a estinguersi come è già successo ad altri fenomeni antropologici o la lotta al relativismo è solo un modo per mantenere in vita un’atmosfera miracolistica e divina su cui basare un utile consenso popolare?”; “Osama Bin Laden è realmente morto la scorsa notte oppure è già morto da tempo e le foto del suo cadavere sono state diffuse solo oggi perché la loro utilità mediatica non andava sprecata e certe notizie devono essere snocciolate con saggezza e al momento giusto?” O meglio: “Osama Bin Laden è stato ucciso oggi perché occorre catalizzare l’emotività dei contribuenti americani e degli alleati occidentali verso la conquista totale e definitiva del potere mondiale cavalcando l’onda popolare delle rivoluzioni nordafricane e mediorientali?”

Il processo asettico e meccanico contro Saddam Hussein in Iraq e la sua sbrigativa impiccagione; la recente uccisione del figlio di Gheddafi (era proprio necessario?) e i vari tentativi di uccidere lo stesso rais libico da parte dei ‘volenterosi’; la presunta morte (o la morte programmata) di Osama Bin Laden e addirittura il suo (presunto) rapido seppellimento in mare per non creare mausolei sulla terra ferma e dare vita, così, a pericolosi pellegrinaggi: tutto viene compiuto con maestria, equilibrio, velocità, pulizia, precisione chirurgica, impeccabile tempismo… La polvere viene nascosta prontamente sotto il tappeto tra lo squillo del campanello e l’entrata in casa degli ospiti! Dietro le insurrezioni nordafricane e mediorientali c’è lo zampino di qualche servizio segreto pronto a pilotare la protesta verso interessi occidentali spacciati come ‘interventi in aiuto della democrazia’. Ma il giovane egiziano che si dà fuoco per disperazione era vero. Almeno quello!

Cantava Franco Battiato qualche anno fa nel brano “Ermeneutica”:

<<… eiacula precocemente l’impero ritorna il circolo dei combattenti gli stati servi s’inchinano a quella scimmia di presidente s’invade si abbatte s’insegue si ammazza il cattivo s’inventano democrazie…>>

un giovane Osama Bin Laden e la sua famiglia in vacanza negli U.S.A.

Alcuni anni fa, all’inizio della guerra in Afghanistan, mentre Osama Bin Laden si dava alla macchia scrissi il seguente ‘pezzo’:

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