Archivio per mutazione genetica

Fuga in avanti

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 31 marzo 2015 by Michele Nigro

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Spostarsi in avanti con il corpo

a seguire una mente già libera

in viaggio da secoli

attraverso spazio e tempo.

Figure care e pesanti mi rallentano, parole inutili,

schemi abituali, gesti prigionieri di un déjà vu

abbandonati con naturalezza

lungo la strada, per sopravvivere.

Il desiderio di diventare sordo all’oggi

estremo atto liberatorio,

l’onda d’urto dell’insoddisfazione

proietta vestigia ancora calde

verso probabili futuri.

Dietro di te involucri

di esistenze pregresse

come conchiglie frantumate

su spiagge interiori.

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Le sabotage

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 22 gennaio 2015 by Michele Nigro

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Si attende il virgulto ereditante

agognato sospiro di tesi parenti

sospettosi, insinuanti

in astinenza da gioie altrui.

Sciocca salvezza genetica

rispettata tradizione da mostrare

su balconi annuncianti e gloriosi

di familiari dittature, bassa cultura

dello sperma arruolato da morenti zie

per secolari guerre di posizione.

Alberi genealogici bruciati

dal fuoco di un’indifferente

attesa goliardica,

osservi ciondolare i tuoi piedi

da un ponte sul Bosforo, eterno fanciullo curioso

ti unisci in matrimonio con il mondo.

La discendenza sarà un puzzle ribelle

di esperienze e parole

senza copie casuali da allattare,

diventerai l’improduttivo sabot

tra gli ingranaggi di un sorridente sistemarsi

che detta leggi e tempi.

Testamento a te stesso,

ti allontani lento da maschere sociali

assetate di finta stabilità, premessa di una morte in vita

non ascolti dicerie

non assecondi profezie.

Libera e consapevole riproduzione di idee

eredità pensata, lontana dal clamore

nella rassegnata dimenticanza

degli etichettatori di quantità sessuali.

Morirete con me

inutili aratri, storici solchi abusati

nel dolce tramonto dell’esistenza.

Space irony

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 19 Mag 2014 by Michele Nigro

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L’ironia dei viaggi spaziali

rielabora la struttura culturale,

porti con te quello che sei, verso confronti inediti

oltre i confini gravitazionali della tradizione terrestre.

Le conquiste evolutive della specie

e la classifica individuale delle priorità,

avanzi nel cosmo retrocedendo, ricominciando dal nulla.

Cambia la forma del corpo e del pensiero,

il bagaglio essenziale diluito in mari alieni

segna l’anno zero di una nuova storia.

Filogenesi

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 7 aprile 2014 by Michele Nigro

Dal mare antico degli archetipi

riemergono ricordi e forme ancestrali

funzioni atrofizzate dell’io.

Rammento le mie branchie

il rumore del liquido materno

le innumerevoli specie morenti

parti inutili abbandonate nel passato

l’organismo indeciso che fui

mentre attendo, seduto in una posa innaturale

il prossimo metrò.

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Da Fukushima a Godzilla, passando per l’oceano…

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , on 4 aprile 2011 by Michele Nigro

A volte certi filmetti all’apparenza grossolani e fantascientificamente ridicoli, come nel caso del lungometraggio dedicato al dinosauro atomico Godzilla del regista giapponese Ishirô Honda (anno 1954), contengono, a ben vedere, messaggi drammatici, attuali e scientificamente plausibili. Questo cult movie non possiede il merito di aver dato vita al cosiddetto ‘cinema dei mostri’: già in passato l’industria cinematografica aveva puntato i riflettori su altri tipi di mostri. Basti pensare al King Kong del 1933, con la sola fondamentale differenza che mentre il ‘gorillone’ di Cooper e Schoedsack è l’esponente di un ecosistema cronologicamente e geograficamente isolato, quindi rappresenta il ‘prodotto naturale’ di un ramo deviato (e dimenticato) dell’evoluzione, il ‘dinosauro atomico’ di Honda è il risultato aberrante dell’azione scellerata dell’uomo sulla natura; la ‘risposta’ geneticamente modificata data all’uomo che ‘gioca’ con gli atomi. Impossibile non collegare la traumatica esperienza nucleare giapponese di Hiroshima e Nagasaki, verso la fine del secondo conflitto mondiale, e le esplosioni nucleari sperimentali di U.S.A. e U.R.S.S. negli anni ’50 e ’60, alla fantasiosa nascita del mostro Godzilla. Il ‘mostro‘ è la stupefacente rappresentazione materiale, terribile, ‘esteriorizzata’ e a volte profetizzata, della superbia umana. Si ha paura del mostro e si combatte il mostro, ma in realtà abbiamo paura della nostra mostruosità e combattiamo i nostri errori. La fantascienza e il cinema a essa collegato, anche se nel caso di Godzilla sarebbe intellettualmente onesto parlare di science fantasy e non di science fiction vera e propria, ci aiutano a riflettere sulle future conseguenze di uno scientismo tecnologico senza limiti che agisce nel presente, il nostro presente: si ‘gioca’ con il futuribile per criticare l’oggi, per analizzare le scelte socio-politiche e scientifiche attuali. Il personaggio di Godzilla nasce per ‘denunciare’, anche se non direttamente ma in maniera abbastanza evidente, l’inconsulta sperimentazione nucleare del secondo dopoguerra da parte delle superpotenze; ed è un essere mostruoso che alla fine ritorna sulla terra ferma per presentare un conto salato al suo inconsapevole creatore: l’uomo tecnologico.

Ora il popolo giapponese e il governo dell’imperatore Akihito sono costretti a rivolgere l’implicita critica contenuta nella storia fantastica di Godzilla anche verso se stessi: è vero che l’incidente nucleare alla centrale di Fukushima è una conseguenza del terremoto e dello tsunami, ma la vicenda drammatica di questi giorni ci obbliga, e obbliga il Giappone, a una ulteriore seria riflessione sull’utilizzo dell’energia nucleare.

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